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Differenze tra la filosofia di Gentile e quella di Evola.
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cameratasalentino



Età: 30
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MessaggioInviato: Lun Feb 16, 2009 7:03 pm    Oggetto:  Differenze tra la filosofia di Gentile e quella di Evola.
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Ciao a tutti! è la prima volta che scrivo su questo forum! Mi spiegate in modo chiaro le differenze tra la filosofia di Gentile e quella di Evola? Considerate che non ho mai studiato filosofia in maniera didattica. Wink Grazie! Ciao!
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AquilaLatina




Registrato: 07/05/07 21:34
Messaggi: 1482
Località: Stato Nazionale Fascista

MessaggioInviato: Lun Feb 16, 2009 7:23 pm    Oggetto:  
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Ciao benvenuto!

Ti inserisco una parte di una monografia scritta tempo fa da Dvx87 e che reputo molto esplicativa al riguardo.

"La fondamentale differenza tra fascismo e neofascismo sta nella sostituzione del Filosofo Giovanni Gentile con il filosofo Julius Evola.
I due filosofi hanno mentalità completamente diverse: Gentile si ritiene discepolo di Fichte e si colloca sulla scia dell'idealismo fichtiano. Egli inventerà un sistema filosofico apertamente in critica con quello di Hegel che modifica profondamente. Egli, rifacendosi ad Aristotele, non da un fine preciso alla storia e sostiene la infinita continuità del mondo. Gli uomini procedono attraverso la storia per tappe durante le quali capiscono quali azioni sono positive e quali negative.
Evola invece studiò l'induismo, fece sua la concezione delle caste, e la adattò al nazismo: la superiorità razziale biologia diventa superiorità razziale-spirituale: secondo Evola lo spirito degli uomini si divide in caste alcune delle quali devono dominare mentre altre devono soccombere o obbedire. L'appartenenza alla casta spirituale più alata si deduce dai comportamenti che si hanno della vita e dalle proprie tendenze. Chi appartiene alla casta superiore è perfetto anche dal punto di vista biologico. Per dirla in breve Evola unisce l'induismo al nazismo.
Le differenze tra i due filosofi sono notevoli: Gentile è un conoscitore del liberalismo e ne vuole cambiare i concetti in direzione unitaria e corporativa. La società immaginata da Gentile è una società multiforme ma unita attorno ad una idea comune. La società di Evola è una società gerarchizzata e monistica: viene predicato il ritorno al passato e sono guardate con particolare favore le monarchie assolute. La stessa concezione della modernità è diversa: Gentile vuole un modernità alternativa mentre Evola vuole distruggere la modernità.
Insomma, per farla breve, Gentile è un prodotto dell'idealismo mentre Evola è un prodotto delle filosofie esoteriche ed iniziatiche. A livello politico queste differenze si fanno sentire: Gentile entra a pieno titolo nel partito fascista mentre Evola non si considererà mai fascista tanto che, durante il ventennio, ebbe notevoli problemi e più volte la sua libertà fu limitata dalla polizia politica.
Evola rompe il silenzio durante la guerra in quanto può contare del sostegno di Hitler e dell'amicizia di alcune frange estreme del partito fascista, vicine al nazismo".

Spero che Daniele ti sia stato d'aiuto Very Happy
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Dvx87




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MessaggioInviato: Lun Feb 16, 2009 7:45 pm    Oggetto:  
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La differenza essenziale sta proprio nel fatto che Gentile è un prodotto dell'idealismo mentre Evola è un prodotto dell'esoterismo.
I due filosofi hanno hanno caratteristiche completamente differenti e trascorsi politico-filosofici inconciliabili tra di loro.
Evola fu un pittore dadaista e, successivamente, si interessò all'induismo e lo mischiò assieme al nazismo e da qui arriva la sua concezione di stato: uno stato gerarchico, antimoderno, antiegalitario ed antidemocratico caratterizzato dall'esistenza di una sorta di "caste sprirituali". E' quindi una concezione esoterica e mistica. La concezione dell'uomo è di tipo individualista e superomista (si esaltano i lupi solitari).
Gentile invece è figlio dellì'idealismo e sopratutto del pensiero del filosofo tedesco Johannes Gottlieb Fichte: la sua concezione di stato è molto più razionale, non è antimoderna, non è antidemocratica (è però antiliberale), non è caraterizzata da un gerarchismo maniacale e non è antiegalitaria. Si tratta di una visione, per certi versi, vicina al pensiero aristotelico sopratutto nella concezione dell'uomo, il quale non è visto come un atomo isolato all'interno di una società di atomi isolati ma come parte integrante della comunità in cui vive e solo all'interno di questa comunità, la quale gli è indispensabile per potersi esprimere al meglio.

Mi permetto di inserirti questo brano tratto dalla mia tesina di maturità (nel cosrso dell'articolo troverai citate le fonti):
LE DIFFERENZE FRA IL FASCISMO E LA DESTRA RADICALE

I partiti di destra radicale cominciarono a diffondersi prima della secondo guerra mondiale (come per esempio in Ungheria) e finirono per legarsi tutti al nazismo.
Tuttavia essi acquistarono un ruolo di maggiore importanza dopo la seconda guerra mondiale quando, come afferma Renzo De Felice, assorbirono e presero il posto del fascismo.
Vi è infatti una differenza abissale fra il fascismo e la destra radicale: la destra radicale infatti non è rivoluzionaria, non vuole nessuna trasformazione economico-sociale in senso corporativo ma propone soltanto una “religione della tradizione”. La destra radicale, infatti, disprezza la rivoluzione francese e la modernità, ne contesta gli ideali ed esalta l’esoterismo e le antiche società pagane.
La destra radicale è antiegalitaria e, proprio a causa di ciò, entra in aperto contrasto, oltre che con tutti i movimenti politici moderni, anche con il cristianesimo (vi sono invece simpatie per l’integralismo religioso antisemita).
La destra radicale non è necessariamente nazista ma ne riprende parecchi ideali come la razza pura, la disciplina maniacale, l’inquadramento gerarchico, la violenza “rigeneratrice”, inoltre, con la sconfitta della Germania nazista, affiora anche il superomismo come elemento predominante.
Ancora oggi, infatti, come scrive Renzo De Felice, i movimenti di destra radicale, sono privi di un programma politico, il loro unico obiettivo è quello di fermare le iniziative dei partiti democratici e comunisti anche solo per un periodo limitato di tempo, ben sapendo che alla fine verranno sconfitti.
La destra radicale contesta apertamente il fascismo: lo considera, infatti, un movimento dai buoni intenti ma comunque da condannare, in quanto appartenente alle correnti politiche moderne che non rifiutano la rivoluzione francese (Bottai,infatti, considerava giusti i motivi della rivoluzione).
Del fascismo vengono ripresi solo alcuni tratti come la gerarchia, la disciplina (fra l’altro più appartenenti al fascismo regime che al fascismo movimento) ed il concetto di identità (inteso in maniera non fascista).
Il Fascismo viene inoltre accusato di collusioni con la massoneria ma si tratta di un’accusa falsa: il fascismo, infatti, mise fuori legge la massoneria (d’accordo con la Chiesa fra l’altro, senza poi contare che Mussolini stesso era contrario alla massoneria sin dai tempi della sua militanza nel partito socialista). Non si può negare, tuttavia, che alcuni elementi del fascismo, come De Vecchi, erano dei massoni infatti, proprio per questo, appena scoperti, furono tenuti ai margini della vita politica e controllati dall’OVRA.


LA QUESTIONE DI EVOLA

Tratto ora la questione di un pensatore che viene ritenuto fascista ma in realtà non lo è mai stato: Evola infatti era inviso ai fascisti durante il regime tanto che fu tenuto sotto controllo dall’OVRA, inoltre fu lo stesso Evola a dichiarare di non essere fascista. Tuttavia, dopo il secondo conflitto mondiale, Evola approfittò dei sentimenti di nostalgia di alcuni reduci di Salò per crearsi dei suoi proseliti: si trattò, infatti, di suoi proseliti poiché non era sua intenzione rifondare un partito fascista; ma perché Evola fu considerato Fascista? Secondo Renzo De Felice, la destra radicale italiana assorbì il fascismo, ricopiandone la gerarchia. Quasi immediatamente gli antifascisti, in particolare i marxisti, approfittarono di questo stato di cose per accusare di fascismo la destra radicale che, a sua volta, per raccogliere un numero maggiore di voti, accettò tale etichetta.
Il pensiero di Evola infatti è riconducibile alla destra radicale e si può considerarlo come il maggior rappresentante ideologico della destra radicale italiana che, con Evola, si rifaceva anche a Codreanu. Vediamo meglio la vita e l’ideologia di Evola.
Giulio Cesare Andrea Evola nasce a Roma il 19 maggio del 1898, della sua adolescenza non conosciamo quasi nulla se non che nutriva una certa passione per l’arte e la filosofia: si sentiva attratto dai romanzi di Oscar Wild e dalla filosofia di Nietsche, Michealstaedter e Weininger.
Si avvicinò alla cultura avanguardista, soprattutto al dadaismo, e si mise lui stesso a dipingere, acquisendo anche una certa notorietà e scrivendo un trattato di arte intitolato “Arte Astratta”.
Nel 1917 Evola partecipa alla Grande Guerra come ufficiale di artiglieria e viene assegnato alla prima linea presso Asiago. Inizia qui la sua passione per la montagna che lui stesso definirà “ sito di esperienza e risveglio interiore”. Finita la guerra, Evola scopre il senso dell’assurdo nei confronti del mondo che lo circonda e comincia ad utilizzare sostanze stupefacenti; egli non rinnegherà mai questo periodo della sua vita anche se smetterà di assumere tali sostanze.
All’età di 23 anni, Evola medita il suicidio, ma viene “illuminato” dalla seguente citazione buddista: “chi prende l’estinzione come estinzione, e presa l’estinzione come estinzione pensa all’estinzione, fa propria l’estinzione, costui, io dico, non conosce estinzione.
Evola lascia perdere la strada del suicidio, smette di dipingere e comincia a dedicarsi alla filosofia, pubblicando la “Teoria dell’individuo assoluto” e “fenomenologia dell’individuo assoluto”.
In tali opere Evola coniuga la sapienza estremo-orientale, gnostica ed ascetica, con il tentativo di superamento dell’opposizione io/non io nell’ambito della filosofia idealistica.
Nel 1926 scrive “L’uomo come potenza” incentrato sulla dottrina del tantrismo e sui suoi significati trascendenti ed iniziatici.
Proprio in quel periodo, il fascismo è in ascesa ma Evola non vuole tesserarsi al partito fascista: vede di buon occhio elementi come l’identità e la tradizioni ma accusa il fascismo di essere populista, borghese, e legato alla modernità.
Nel 1928 Evola scrive “Imperialismo pagano” esortando i vertici del regime fascista ad interrompere ogni rapporto con la Santa Sede. Nello stesso periodo hanno luogo i suoi carteggi con Benedetto Croce e Giovanni Gentile.
Nel 1930 fonda il periodico “La Torre” in cui, attraverso il suo esasperato tradizionalismo, critica il regime fascista: il periodico viene censurato dopo dieci numeri ed Evola comincerà ad essere tenuto sotto osservazione dall’OVRA.
L’anno seguente scrive “Tradizione Ermetica”, dove viene studiata l’alchimia medioevale intesa come insegnamento iniziatico esposto usando il simbolismo dei metalli e la mutazione di essi.
Sempre in quell’anno, pubblica “Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo” in difesa dell’esoterismo. Inizia, inoltre, a collaborare con Preziosi e Farinacci, criticando duramente il regime fascista in quanto antitradizionalista.
Nel 1934 Evola pubblica la sua opera più importante: “Rivolta contro il mondo moderno” in cui critica la modernità in nome del mondo della tradizione che sarebbe una sorta di realtà soprastorica rispecchiata dalla diverse esperienze contingenti: si tratta di una interpretazione mitico-simbolica della storia del mondo.
Nel 1937 pubblica “il mistero del Graal”, dove spiega il senso reale della ricerca del sacro calice, che ha un carattere regale ed iniziatrici, che si lega ad una tradizione anteriore al cristianesimo. Pubblica inoltre “Il mito del sangue” frutto dei suoi studi sull’etnologia.
Nel 1941, Evola si schiera contro le dottrine della razza biologica proponendo un razzismo su base spirituale: egli in “Sintesi della dottrina della razza” si basa su una concezione atiegalitaria e spirituale dell’uomo che lo porta ad un “differenzialismo” tipico del mondo tradizionale che si esplica anche in una gerarchizzazione delle razze umane. Il razzismo di Evola ha un triplice volto: corpo, anima e spirito.
Questa teoria si oppone al razzismo biologico ma vede nell’appartenenza etnica, vista come trasposizione materiale antideterministica di valenze spirituali, un valore.
Successivamente Evola conoscerà personalmente Codreanu e lo ammirerà moltissimo.
Nel 1943 Evola si schiera dalla parte della RSI, non tanto per motivi ideologici quanto per una questione di onore nei confronti dell’alleato tradito.
Nel 1945 Evola si trova a Vienna e viene colpito da un bombardamento che lo renderà invalido alle gambe.
Dopo anni di difficile convalescenza in vari ospedali, Evola ritorna in Italia e, nel 1950, scrive i suoi famosi “undici punti”, una sorta di ricetta esistenziale per attraversare indenni il terzo millennio: questi concetti verranno maggiomente approfonditi ne “Gli uomini e le rovine”.
Nel 1958 scriverà “Metafisica del sesso” in cui ricerca la trascendenza tramite l’esperienza sessuale.
Nel 1961, Evola pubblica “Cavalcare la tigre” in cui esorta gli uomini a dominare le avversità.
Nel 1963, pubblica “Il fascismo visto dalla destra” in cui ribadisce nuovamente la sua critica al fascismo per la sua carenza di tradizionalismo. Egli, infatti, considera il fascismo come un movimento dai buoni intenti ma legato alla modernità.
Evola muore l’11 giugno del 1974.

Da questa breve biografia possiamo dedurre che Evola fu un tradizionalista di destra radicale: egli non aderisce al fascismo, lo reputa soltanto un buon proposito la cui validità può sussistere soltanto diventando immagine del suo pensiero.
Questo esasperato senso della tradizione lo mette automaticamente contro il fascismo che vede nella tradizione la base del cammino verso il futuro senza farne l’unica componente ideologica (Bottai, Gentile e Mussolini affermano più volte questo concetto). Evola invece sostiene che bisogna ritornare indietro manifestando ammirazione per le antiche società italiche pagane.
Nel dopoguerra alcuni fascisti nostalgici, vicinissimi alla destra radicale, vedranno in Evola un punto di riferimento ma egli non si dichiarò mai fascista, anzi mirava a creare dei suoi proseliti ed a correggere il fascismo trasformandolo in una religione della tradizione.
Al centro della sua concezione vi è, inoltre, la razza guida: il suo razzismo, anche se “metafisico”, rimane comunque di origini teosofiche e teozologiche e le caratteristiche della “razza guida” devono manifestarsi.
Tutto ciò lo pone in netta contrapposizione con il fascismo che si limitò ad un “razzismo di convenienza” senza elaborare alcuna dottrina razziale sensata (basta solo leggere il manifesto della razza per notare le numerose contraddizioni). Nel periodo fascista, infatti, Evola era inviso a quasi tutta la dirigenza fascista, le sue opere erano in forte contrasto con l’ideologia fascista tanto che la polizia politica decise di controllarlo.
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cameratasalentino



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MessaggioInviato: Lun Feb 16, 2009 9:00 pm    Oggetto:  
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Grazie tante ad AquilaLatina e anche a Dvx87

Però ora non capisco una cosa: Dvx87 ha scritto che "...ladestra radicale infatti non è rivoluzionaria, non vuole nessuna trasformazione economico-sociale in senso corporativo ma propone soltanto una “religione della tradizione”. "

Questa frase non mi pare corretta per il semplice fatto che i movimenti e i partiti politici che oggi vengono detti di destra radicale hanno nei loro programmi" una trasformazione economico-sociale in senso corporativo". Forse non sono di destra radicale ma si definiscono tali per non incorrere in apologia di fascismo? non riesco a capire questo punto... Confused

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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Lun Feb 16, 2009 9:14 pm    Oggetto:  
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Citazione:

Questa frase non mi pare corretta per il semplice fatto che i movimenti e i partiti politici che oggi vengono detti di destra radicale hanno nei loro programmi" una trasformazione economico-sociale in senso corporativo".


A dire il vero tra i programmi (un mucchio di parole inutili!) dei vari movimenti della destra radicale, l'unico a cui accenna a delle indefinite "corporazioni" che mi paiono più qualcosa di medievale e di cattolico che di fascista, è Forza Nuova. Ma lo fa perchè strumentalizzare certe battaglie del regime mussoliniano attira parecchi giovani, che si reputano in modo altrettanto indefinito "fascisti".
Ma se tu esamini a fondo il progetto che essi intendono realizzare, noterai che di fascista hanno solo la facciata del saluto romano e della retorica combattentistica (che anche nel Ventennio era diversa!).

Citazione:

Forse non sono di destra radicale ma si definiscono tali per non incorrere in apologia di fascismo? non riesco a capire questo punto...


No, loro sono di estrema destra perchè la loro tradizione si riallaccia alla destra radicale europea, nordica e anglosassone. Questa destra si è sviluppata in Italia subito dopo la caduta del fascismo, ed il sistema l'ha sapientemente usata per contrabbandarla, per far passare sotto il nome di "fascismo" i liquidi più schifosi.
Ed è così che magicamente il fascismo si è "trasformato" in un neofascismo decisamente antitetico allo spirito e alla dottrina mussoliniana.

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Dvx87




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MessaggioInviato: Lun Feb 16, 2009 10:03 pm    Oggetto:  
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cameratasalentino ha scritto:
Grazie tante ad AquilaLatina e anche a Dvx87

Però ora non capisco una cosa: Dvx87 ha scritto che "...ladestra radicale infatti non è rivoluzionaria, non vuole nessuna trasformazione economico-sociale in senso corporativo ma propone soltanto una “religione della tradizione”. "

Questa frase non mi pare corretta per il semplice fatto che i movimenti e i partiti politici che oggi vengono detti di destra radicale hanno nei loro programmi" una trasformazione economico-sociale in senso corporativo". Forse non sono di destra radicale ma si definiscono tali per non incorrere in apologia di fascismo? non riesco a capire questo punto... Confused

Allora la questione è semplice,
il corporativismo fascista non è solo una dottrina economica e sociale ma una vera e propria filosofia politica. Essa non si limita a disciplinare la vita economica ma si innesta in quelle filosofie, come quella aristotelica, che vedono l'uomo come parte integrante della comunità in cui vive.
Infatti, letteralmente, corporativismo significa "parte del corpo". La paorla ha origine nella antichità latina e vuole indicare, appunto, una parte di un unico corpo sociale. Per farla breve, il corporativismo fascista vuole cambiare la concezione dell'uomo rigettando l'individualismo anglosassone.
Per la destra radicale, invece, il corporativismo non è un fondamento filosofico ma una dottrina economica ed un mezzo per imporre una nuova forma di assistenzialismo statale. L'uso che se ne fa è, quindi, scorretto e parziale. Gli accenni che vedi sui loro siti sono, infatti, funzionali a questa logica ovvero quella di studiare un nuovo tipo di assistenzialismo. Di coseguenza la destra radicale non ìè nemmeno interessata a cambiare radicalmente la concezione di società individualista tanto che basta guardare i loro miti per accorgersi di quanto si tratti solamente di esempi di superomismo ed individualismo sfrenato magari condito da un po' di elitismo di stampo esoterico.
Il corporativismo fascista, invece, vuole andare ben oltre a questo per proporre un modello filosofico che sia la base per un nuovo modello di cittadinanza (di tipo corporativo). Non solo economia quindi ma anche e sopratutto concezione filosofico-sociale perchè le economie passano mentre le idee e le cività rimangono.
Spero di essere stato chiaro...
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cameratasalentino



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MessaggioInviato: Mar Feb 17, 2009 1:57 am    Oggetto:  
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boh..non lo so..io vedo solamente dei movimenti che giunti alle soglie del 2010, in piena globalizzazione e in pieno fallimento della globalizzazione stessa, non possono fare altro che "rispondere" con delle idee ed ideologie che contrastino quanto sta accadendo. Non credo si possa immaginare un'Italia stile anni Venti. I tempi sono cambiati e le urgenze sono diverse da quelle del primo dopoguerra. Non si può rispondere come 100 anni fa. Mentre il fascismo combatteva il pericolo comunista, Forza Nuova combatte l'invasione Statunitense e Islamica: il comunismo non esiste più! Credo sia normale per chi ha ideologie come le nostre dover pensare, per il benessere sociale di ogni singolo Stato, ad un'Europa delle Nazioni (anche Mussolini aveva questo tipo di progetto allargandolo anche al Mediterraneo):non si può competere con potenze quali Stati Uniti, Cina, Russia da soli; necessita una potenza europea che conservi le proprie tradizioni...Il fatto delle corporazioni che venga visto come semplice "assistenzialismo": io lo reputo come un superamento delle lotte di classe e come il fattore importante in grado di risolvere i problemi sociali ma non si può pensare di dare ad esse (dopo 70 anni di svuotamento, imposto dal sistema, di passioni filosofiche ed ideologiche) un senso filosofico-sociale. Non avrebbe seguito una simile campagna...il sicuro successo si verificherebbe solo in ambito economico-sociale. Ed eccoti spiegato il perchè la destra radicale non pensa a riempire di filosofia (legate alla civiltà e al concetto di Patria, superato da tempo e improponibile al 99,999999% delle persone) le corporazioni.
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MessaggioInviato: Mar Feb 17, 2009 11:25 am    Oggetto:  
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...ma infatti noi affermiamo che a lume di dottrina fascista i gruppi della destra radicale sono distanti anni luce dal fascismo che, é bene non dimenticare mai, non cerca soluzioni politiche tampone ma vuole creare una nuova civiltà universale.Ma i destrorsi ignorano la dottrina e parlano a vanvera di corporativismo e socializzazione non capendo che svincolando tali concetti dallo Stato Etico essi diverrebbero solo espedienti economici che ricondurrebbero indietro il fascismo nell'alveo del materialismo,come avviene per il marxismo ed il liberalismo.
Al solito questa gente mostra di avere poche idee ma confuse e ripetute a pappagallo...
Il progetto politico fascista passa invece necessariamente per l'acquisizione cosciente e consapevole di un nuovo modello di cittadinanza dove il cittadino é parte integrante ed attiva dell'armonico collettivo spirituale che si chiama Stato Etico corporativo dove non sono ammesse divisioni del corpo politico e sociale. Un modello di cittadinanza tanto nazionale quanto universale, continuità della civiltà italiana erede dell'universalismo imperiale romano che non rifiuta la modernità dalla quale prende il meglio, uno Stato dove l'adesione ai principi etici della nuova collettività é foriera di equilibrio e giustizia per ogni cittadino senza alcun discrimine di razza o credo religioso. Questo é sempre stato il fascismo e come vedi c'é ben poco in comune con i gruppi a cui accenni

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" Forse che non conoscendo a fondo il pensiero del Duce si può affermare di essere fascisti? Noi diciamo di no! Che il fascismo non è istinto ma educazione e perciò è conoscenza della sua mistica,che è conoscenza di Mussolini" (N. Giani)
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Dvx87




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MessaggioInviato: Mar Feb 17, 2009 11:39 am    Oggetto:  
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A me non sembra che la destra radicale abbia ottenuto, nel giro di sessanta anni, alcun successo anzi al contrario non ha ottenuto nulla e quel poco che ha ottenuto è durato poco ed è stato determinato dalla volontà della cia. Very Happy
Il problema principale risiede nel fatto che le fazioni di destra non hanno mai avuto interesse al sociale se non in maniera strumentale ed a volte pure demagogica.
Inoltre non vedo la necessità di combattere alcun nemico comunista, islamico o statunitense ma la necessità, questa si reale, di proporre qualcosa di costruttivo.
Inoltre il senso filosofioc o sociale che tu dici estinto in realtà non è tale ma solamente messo in secondo piano. Vorrei inoltre ricordarti che le attuali scienze sociali sono tutt'altro che appiattite sulla dimensione economica e sociale ma hanno anche forti basi filosofiche ed antropologiche inconsciamente conosciute anche dal più ignorante membro della società. Per esempio l'individualismo è considerato legittimo perchè è entrato nella logica di tutte le persone.
Lo svuotamento delle passioni non è dovuto a chissà quale macchinazione del sistema ma dal fallimento di quella che è stata, per sessant'anni, l'unica alternativa presentata al capitalismo liberista ovvero il socialcomunismo. Il suo fallimento ha determinato lo svuotamento della passione politica e l'imposizione di un unico modello. La passione politica può essere recuperato soltanto tramite il proponimento di un nuovo modello.
Riguardo al concetto di patria superato questa è una tua opinione: se il concetto fosse così superato come tu dici (e ricordo trattasi di un concetto esistente dal medioevo) allora non avrebbero senso i richiami al pattriottismo fatti da quasi tutti i partiti. Wink
Vorrei inoltre ricordarti che il fatto che il corporativismo arrivi ad essere concezione antopologico filosofica non significa escludere l'ambito sociale e politico ma includerlo in una dimensione più grande.
Ad ogni modo ognuno è libero di pensarla come vuole ma quello che occorre fare subito è chiarezza: il corporativismo fascista non è solo economia ed ad affermarlo non siamo noi ma mussolini e bottai. Quindi, se la destra radicale vuole creare qualcosa di "diverso" è pregata di farlo senza usare nomi ed etichette che non le appartengono esattamente come è pregata di non richiamarsi ad ideologie politiche che non vogliono avere niente a che fare con quel colore politico.
Ti ricordo inoltre che "fare la corte al popolo" come se esso fosse fonte di chissà quale verità custodita non si chiama politica ma populismo. Wink
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Dvx87




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MessaggioInviato: Mar Feb 17, 2009 11:42 am    Oggetto:  
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Ricordo inoltre che i discorsi esoteristi alla evola sono certamente più improponibili ed ancora meno calcolati di ben più razionali discorsi sul corporativismo e sulle possibilità di uno stato nuovo!
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cameratasalentino



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MessaggioInviato: Mar Feb 17, 2009 12:29 pm    Oggetto:  
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Sono pienamente daccordo con voi su tutto quello che state dicendo. Ora premetto due cose:
1) ho comprato e letto il libro di Marco e Stefano
2) sono Forzanovista

Considero vero e giusto tutto quello che state dicendo! Proprio per questo volevo chiarire, però, che non è certamente stato il libro a chiarirmi le idee; diciamo che il libro è stata una sorta di ripetizione e che lo considero un'ottima (prima) guida sullo studio del fascismo. Senza togliere, però, che si tratta di un copia-incolla con un contorno di brevi interpretazioni. Proprio questa è la cosa più importante: l'Interpretazione. Mentre io ho dovuto cercare i documenti da solo e ho dovuto interpretarli da me, il libro:
- fa risparmiare il tempo per cercare questi documenti (che sono a volte introvabili anche)
- ti guida nell'interpretazione: si evitano interpretazioni sbagliate.

Alla luce di tutto questo io volevo solo farvi capire, considerando che vi seguo da un pò, che non tutti quelli degli ambienti della destra radicale sono dei rozzi, vandali e senza cervello. Io posso garantirvi che quelli sono casi isolatissimi, più unici che rari. Certo con ciò non voglio dire che tutti conoscono la vera dottrina del Fascismo (anche in questo casa quelli che la conoscono sono più unici che rari). Inoltre volevo sottolineare il fatto che tutti quelli che appartengono all'estrema destra si reputano fascisti (come dite voi spesso senza sapere cosa significhi) ma non potete dire che quei ragazzi non sono fascisti! Potete dire che i partiti e i programmi politici non sono fascisti, ma non le persone che vi si avvicinano! Purtroppo la storia ha fatto si che i fascisti o quelli che si reputino tali finiscano in questi ambienti. Non potete comunque limitarvi a descrivere questi ragazzi come dei semplici ragazzi rozzi, violenti ecc ecc perchè ripeto sono casi isolati e in più non potete affermare che proprio perchè sono violenti e rozzi non sono fascisti (rischiate di passare per ridicoli) perchè sappiamo benissimo che il Fascismo faceva anch'esso uso spesso e volentieri della violenza Wink

Cmq sia...io mi reputo un fascista iscritto a forza nuova e quindi forzanovista. Chiarisco: consapevole del fatto che Forza Nuova non è fascista, che bisognerebbe informare la gente su cosa sia il Fascismo in realtà, non faccio altro che militare da fascista in un movimento politico che raccoglie fascisti, filo-fascisti, skinhead, nazifascisti, ecc ecc con lo scopo di voler contrastare quanto più possibile quello che noi oggi reputiamo essere il male della società:
- corruzione
- clientelismo
- criminalità organizzata
- liberalismo
- globalizzazione effettuata in modo sbagliato
- invasione statunitense (con le basi militari, ma anche con MTV che è forse più pericolosa considerando che cambia i modi di pensare Wink )
- sionismo
- massoneria
- usura bancaria
- signoraggio e debito pubblico
- ecc ecc

Detto questo non posso fare altro che congratularmi con voi per l'iniziativa e appoggiarvi in tutto e per tutto sulla questione del dover prima di tutto informare la gente su cosa sia il Fascismo. Sempre che non vi dia fastidio che io sia un Fascista iscritto,però, a Forza Nuova! Razz

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Rinunziare alla lotta significa rinunciare alla vita (Benito Mussolini)
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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Mar Feb 17, 2009 12:34 pm    Oggetto:  
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Ad ogni modo ognuno è libero di pensarla come vuole ma quello che occorre fare subito è chiarezza: il corporativismo fascista non è solo economia ed ad affermarlo non siamo noi ma mussolini e bottai. Quindi, se la destra radicale vuole creare qualcosa di "diverso" è pregata di farlo senza usare nomi ed etichette che non le appartengono esattamente come è pregata di non richiamarsi ad ideologie politiche che non vogliono avere niente a che fare con quel colore politico.


Appunto, la questione si riduce in ultima analisi a questo indiscutibile aut aut: o sei fascista e lotti per l'attuazione del progetto politico fascista (concepito dalla mente eccelsa di Benito Mussolini in oltre 26 anni di battaglie politiche e sintetizzato nel '32 in un compendio dal filosofo di Castelvetrano), o lotti per qualcos'altro quindi non puoi etichettarti come "fascista", per poi magari fare comodo al sistema che ne ha tutti gli interessi.

Convieni, cameratasalentino, con questo aut aut?
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cameratasalentino



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MessaggioInviato: Mar Feb 17, 2009 12:50 pm    Oggetto:  
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Forse non mi sono spiegato! Io sono pienamente daccordo con quello che dite voi! Non potrei altrimenti definirmi fascista! Però non posso negare che certi aspetti vanno contrastati quanto prima possibile e Forza Nuova altro non è che un mega raccoglitore dove i partecipanti lottano per questi aspetti e non per il progetto Fascista! Se notate, Fiore non parla mai di Fascismo di sua spontanea volontà: sono i giornalisti che ogni volta mettono in mezzo la questione e lui esprime il suo pensiero! Non si è mai permesso di dire che sono Fascisti! Mai! Lo sa benissimo, cosa credete? Io, ripeto, sono a completa disposizione a darvi una mano, qualora possa servirvi, nel portare insieme quest'altro progetto! Ora sta a voi capire la mia posizione...
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MessaggioInviato: Mar Feb 17, 2009 1:01 pm    Oggetto:  
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Inoltre volevo sottolineare il fatto che tutti quelli che appartengono all'estrema destra si reputano fascisti (come dite voi spesso senza sapere cosa significhi) ma non potete dire che quei ragazzi non sono fascisti! Potete dire che i partiti e i programmi politici non sono fascisti, ma non le persone che vi si avvicinano! Purtroppo la storia ha fatto si che i fascisti o quelli che si reputino tali finiscano in questi ambienti. Non potete comunque limitarvi a descrivere questi ragazzi come dei semplici ragazzi rozzi, violenti ecc ecc

Io penso che vi siano effettivamente persone in buonafede e che si reputino fascista ma dovrebbero avere la forza di volontà e la coerenza di allontanarsi da tali formazioni politiche nel momento in cui scoprono che tali formazioni politiche non sono fasciste.
Quello che mi rende particolarmente invise tali formazioni politiche sono il loro continuo usurpare il nome del fascismo: se tali formazioni promuovessere le loro idee per mezzo di simboli e motti propri per me non ci sarebbe alcun problema il fatto è che utilizzano simboli ed idee che non sono loro e, come se ciò non bastasse, distorcono tali idee per fini loro e questo non mi sembra corretto. Wink

Citazione:
perchè ripeto sono casi isolati e in più non potete affermare che proprio perchè sono violenti e rozzi non sono fascisti (rischiate di passare per ridicoli) perchè sappiamo benissimo che il Fascismo faceva anch'esso uso spesso e volentieri della violenza Wink

la differenza fondamentale sta nel fatto che il fascismo fece uso della violenza perchè costretto dalle circostanze storiche (nel corso delle quali tutti i partiti facevano uso della violenza di piazza) mentre la destra radicale, generalmente, vede nalla violenza un punto fermo ed un qualcosa di irrinunciabile.
C'è una bella differenza tra usare la violenza per necessità (e ricordo che i fascisti lo fecero soltanto dopo essere stati a loro volta vittime di violenze)
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e fare apologia della violenza e vedere in essa qualcosa di eroico e poetico.
Wink
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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Mar Feb 17, 2009 1:04 pm    Oggetto:  
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Carissimo cameratasalentino,
la "reductio ad absurdum" di considerare tutti i malcapitati finiti nel calderone "area" come tutti imbecilli, rozzi e violenti non sta di casa su questo forum. Ti prego di non considerarci così cretini Wink
Noterai quì e li sparsi nelle varie discussioni accenni al biasimo verso tanti ragazzi letteralmente STRUMENTALIZZATI, e che possiamo considerare sino ad un certo punto in buona fede.
Ma se la logica è logica, tu affermi:

"Potete dire che i partiti e i programmi politici non sono fascisti, ma non le persone che vi si avvicinano!"

Se questi partitini si qualificano come potenziali ANTIFASCISTI (e su questo non ci sono dubbi, alla luce di quanto abbiamo evidenziato sul Covo), mi spieghi perchè un "fascista" dovrebbe continuare ad avallare quelle miserevoli artificiose costruzioni partitocratiche iperdestrorse??
Mettere in discussione la "santità" dell'area, come un fascista con le palle quadrate ha il dovere di fare, no eh? Perchè continuare a difendere l'indifendibile arrampicandosi sugli specchi?
Io dico: va bene, molti ragazzi in buona fede sono finiti per sbaglio li dentro. Lo reputo anche legittimo, una reale presa di coscienza si può avere solo vedendo coi propri occhi il marciume di quei partiti. Ma quanto può durare l'illusione? Non c'è un punto a cui si arriva e si dice "basta, questa organizzazione va palesemente contro la mia idea!" ?
Perchè non uscire dall'area e provare a formare un blocco sindacalista-nazionale, con reale spinta etica, ossia realmente FASCISTA?
A cosa serve perpetuare lo 0,00001% che nel migliore delle ipotesi riescono a prendere i partiti d'area?

Ergo dichiararsi fascista e far parte di una organizzazione palesemente ANTI-fascista è un ossimoro grande quanto una casa.

Altro punto. E' innegabile la violenza neo-missina che alberga negli ambienti della destra radicale. Non è una "minoranza" rara e isolata. No caro mio. I capoccioni dell'area riescono a mobilitare parecchi giovani proprio facendo leva sulla violenza e l'attivismo esasperato.
Non siamo noi a cantare: "già teppisti a 13 anni con le facce sudate, con i sassi nelle mani, con le tasche bucate quanti anni sulla pelle. La domenica allo stadio, quanto sangue quanto onore. Chi tocca un camerata, pericolo di morte, se già ci conoscete è perchè le avete prese. Noi siamo gli squadristi della curva bolognese..." oppure "se ci dev'essere violenza che violenza sia, ma che sia contro la polizia" e queste canzoni abominevoli risuonano sulla tomba di quel Raciti Wink

La violenza Fascista non è minimamente paragonabile alla violenza da stadio Neofascista!

Un ultimo punto riguarda "L'Identità Fascista". Fa piacere sentir dire che si tratta di copia-incolla. Per definire realmente l'identità del fascismo non si poteva far altro che riportare fedelmente i documenti dottrinari concepiti dal PNF, non certo inventarsi una identità a mò di interpretazione, come fanno certuni (non ultima l'area).
L'interpretazione di cui accusi il libro è in realtà una "sintesi" dei documenti dottrinari, desumibile dalla lettura degli stessi. Quale altra interpretazione se non l'evidenza di contenuti che traspare dalla lettura dei documenti stessi?
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