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Dvx87




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MessaggioInviato: Sab Nov 29, 2008 11:08 am    Oggetto:  
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RomaInvicta ha scritto:
AquilaLatina ha scritto:
Anche i miei non sono male Twisted Evil


Ma certo gelosone Laughing

guardalo che invidioso... Laughing Laughing Laughing
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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Sab Nov 29, 2008 11:54 am    Oggetto:  
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Cool Very Happy Very Happy Very Happy
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Quintox



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MessaggioInviato: Sab Nov 29, 2008 4:25 pm    Oggetto:  
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Importante è essere ripartiti! Very Happy
Poi, gambe in spalla... Laughing

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Il culto delle memorie è indice sicuro del grado di civiltà di un Popolo e della coscienza che esso ha della propria forza.
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Lictor Adriano



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MessaggioInviato: Lun Ago 15, 2011 8:22 pm    Oggetto:  
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"Noi pensiamo che lo Stato sia la stessa personalità dell'individuo, spogliata dalle differenze accidentali, sottratta alla preoccupazione astratta degl'interessi particolari[..]"
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Lictor Adriano



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MessaggioInviato: Gio Set 08, 2011 9:51 am    Oggetto:  
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Forza Nuova nemica reazionaria del Fascismo mussoliniano
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Marcus
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MessaggioInviato: Gio Set 08, 2011 4:24 pm    Oggetto:  
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...ottimo, ma devo farvi un appunto, mi sembra di non aver visto né sul blog né su facebook alcun link attivo diretto verso il nostro forum! Confused
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" Forse che non conoscendo a fondo il pensiero del Duce si può affermare di essere fascisti? Noi diciamo di no! Che il fascismo non è istinto ma educazione e perciò è conoscenza della sua mistica,che è conoscenza di Mussolini" (N. Giani)
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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Gio Set 08, 2011 5:19 pm    Oggetto:  
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Lictor Adriano



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MessaggioInviato: Ven Set 09, 2011 9:30 am    Oggetto:  
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Su facebook il forum del Covo è tra quelli consigliati, credo sia meglio non applicare nessun ufficialità al rapporto. Mentre sul blog c'è, se ritenete possiamo far risaltare di più il collegamento.
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MessaggioInviato: Ven Set 09, 2011 9:48 am    Oggetto:  
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...si, al di là della ufficializzazione dei rapporti, forse è meglio metterlo maggiormente in evidenza su facebook.
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" Forse che non conoscendo a fondo il pensiero del Duce si può affermare di essere fascisti? Noi diciamo di no! Che il fascismo non è istinto ma educazione e perciò è conoscenza della sua mistica,che è conoscenza di Mussolini" (N. Giani)
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Lictor Adriano



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MessaggioInviato: Sab Set 17, 2011 5:17 pm    Oggetto:  
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Lictor Adriano



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MessaggioInviato: Ven Set 23, 2011 12:01 pm    Oggetto:  
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Lictor Adriano



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MessaggioInviato: Mer Set 28, 2011 12:12 pm    Oggetto:  
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Non l'ho ancora pubblicato, siccome l'economia non è il mio forte preferisco prima avere un vostro giudizio!

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Italia (s)vendesi

Liberalizzare e privatizzare
Coloro i quali hanno provocato la crisi, stanno giorno dopo giorno riuscendo nel loro intento: la disgregazione dello Stato in nome dell' individualismo.

Da Confindustria ai sindacati, un univoco coro reclama la liberalizzazione e la privatizzazione di beni e servizi, strategici o meno, in cui lo Stato ha dei diritti superiori in quanto, a livello teorico, agisce per il bene comune.

A dispetto dell' etimologia, la liberalizzazione è tutto fuorché libertà.
Si tratta di vendere a prezzi minimi strutture e quote di capitale, dello Stato e quindi del Popolo, a investitori e società private.
Ciò che già è stato pagato dai tributi e dal nostro lavoro, verrà svenduto per poi essere di nuovo pagato da noi per poterne usufruire.
Come già fu per le autostrade italiane, pagate dalle nostre imposte, svendute e continuamente ripagate dai nostri pedaggi, come già è stato per Alitalia, sarà anche per Ferrovie dello Stato, istruzione, sanità e qualsiasi servizio è oggi di competenza dello Stato.
Chi sarà a guadagnarci?
A detta "loro" il popolo.
O meglio, quella parte di popolo, non certo proletario o di ceto medio, che ha abbastanza liquidità e garanzie per comperare una struttura ospedaliera o una tratta autostradale.
La stessa parte di popolo che tramite speculazioni finanziarie e negligenze ha provocato e continua ad alimentare questa crisi, la stessa parte di popolo che è al potere da più di mezzo secolo e che si alterna nel logorante gioco delle parti tra maggioranza e opposizione.
Sempre coloro che ignorano il risultato del referendum che ha manifestato chiaramente la contrarietà del popolo alle privatizzazioni.

La disgregazione dello Stato deve avvenire anche a livello sociale per essere veramente efficacie.
In questa ottica si fomenta la lotta di classe tra lavoratori dipendenti, che non possono gestire il lordo del proprio salario e artigiani, liberi professionisti e piccoli imprenditori che non sono più nelle condizioni di operare nella legalità.
Questa contrapposizione è assolutamente funzionale: "tra i due litiganti il terzo gode".


Riforme, ci vogliono riforme!

Questo chiedono tutte le parti in gioco, tutti quegli individui che nonostante il protrarsi di questa situazione da anni non capiscono o non vogliono capire che il problema è alla base, nelle fondamenta marce degli stati liberali e delle dottrine liberaliste che utopicamente sperano nella crescita infinita della produzione, a qualsiasi costo, compreso lo sfruttamento del lavoro e il depauperamento inarrestabile del territorio.

Dalle serrate alle delocalizzazioni
La serrata, ossia quella forma di protesta dei padroni opposta allo sciopero dei lavoratori, non è consentita dalla legge, quindi è stata trovata una forma più efficace: minacciare di chiudere per delocalizzare l' azienda in uno di quei paesi in crescita con minori costi di produzione.
Marchionne docet.
Privando il popolo del lavoro, lo si priva anche del pane.
Tutto in nome del profitto, e chi rappresenta lo Stato segue le vicende impassibile e distaccato, preoccupandosi di amenità e questioni irrisorie.
Nel frattempo seicento operai FIAT dell' impianto di Termini Imerese, protestano vanamente con la speranza che a qualcuno importi.

Snazionalizzare globalizzando. Schiavizzare finanziando.
Ikea, azienda multinazionale leader nel settore degli arredamenti, è intenzionata ad investire in Italia un miliardo di euro aprendo nuovi punti vendita.
Da una parte, aumento dell' occupazione e immissione di liquidità nel mercato, dall' altra fine dell' artigianato, impatto ambientale, rischio di cartelli con aziende concorrenti.
Ciò che viene visto con favore dall' opinione pubblica, non è altro che un aggiuntivo tassello alla progressiva oppressione del popolo Italiano, sia sotto il profilo consumistico e costumistico, sia sotto il profilo lavorativo.
Consumistico, perché crea il bisogno di possedere oggetti futili e indesiderabili, tramite le martellanti campagne pubblicitarie, fino a diventare uno status symbol.
Costumistico, perché propone uno stile di vita incentrato esclusivamente sul possesso di beni materiali, livellando ogni identità sociale ed etnica e non di meno perché più volte, tramite le proprie campagne pubblicitarie, ha imposto la propria visione politica su questioni come l' omosessualità, che andrebbero trattate in altre sedi.
Lavorativo, perché la via è già stata solcata: dai contratti collettivi nazionali i mercati spingono a contratti di fabbrica in cui lo Stato non può avere voce in capitolo, ossia come era nell' epoca pre-Fascista, poco meno di un secolo fa.


Il futuro della "repubblica" italiana è questo, il nostro futuro è perdere quei pochi diritti di cui oggi ancora godiamo.
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MessaggioInviato: Mer Set 28, 2011 5:10 pm    Oggetto:  
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VA BENE!

Ho solo fatto delle aggiunte che puoi rilevare essendo in grassetto.



Italia (s)vendesi

Liberalizzare e privatizzare
Coloro i quali hanno provocato la crisi, stanno giorno dopo giorno riuscendo nel loro intento: la disgregazione dello Stato in nome dell' individualismo e del profitto.

Da Confindustria ai sindacati, un univoco coro reclama, anzi pretende e ci impone la liberalizzazione e la privatizzazione di beni e servizi, strategici o meno, in cui invece lo Stato ha dei diritti superiori in quanto, a livello teorico, agisce per il bene comune.

A dispetto dell' etimologia però, la liberalizzazione è tutto fuorché libertà.
Si tratta di vendere a prezzi minimi strutture e quote di capitale, già dello Stato e quindi del Popolo, a investitori e società private.
Ciò che già è stato pagato dai tributi e dal nostro lavoro, verrà svenduto per poi essere di nuovo pagato da noi per poterne usufruire.
Come già fu per le autostrade italiane, pagate dalle nostre imposte, svendute e continuamente ripagate dai nostri pedaggi, come già è stato per Alitalia, sarà anche per Ferrovie dello Stato, istruzione, sanità e qualsiasi servizio è oggi di competenza dello Stato.
Chi sarà a guadagnarci?
A detta "loro" il popolo.
O meglio, quella parte di popolo, non certo proletario o di ceto medio, che ha abbastanza liquidità e garanzie per comperare una struttura ospedaliera o una tratta autostradale.
La stessa parte di popolo che tramite speculazioni finanziarie e negligenze ha provocato e continua ad alimentare questa crisi, la stessa parte di popolo che è al potere da più di mezzo secolo e che si serve di tutte le forze partitocratiche del parlatoio che si alternano nel logorante gioco delle parti tra maggioranza e opposizione.
E sono sempre coloro che ignorano il risultato del referendum che ha manifestato chiaramente la contrarietà del popolo alle privatizzazioni.

La disgregazione dello Stato deve avvenire anche a livello sociale per essere veramente efficacie.
In questa ottica si fomenta la lotta di classe tra lavoratori dipendenti, che non possono gestire il lordo del proprio salario e artigiani, liberi professionisti e piccoli imprenditori che non sono più nelle condizioni di operare nella legalità.
Questa contrapposizione è assolutamente funzionale: "tra i due litiganti il terzo gode".


Riforme, ci vogliono riforme!

Questo chiedono tutte le parti in gioco, tutti quegli individui che nonostante il protrarsi di questa situazione da anni non capiscono o non vogliono capire che il problema è alla base, nelle fondamenta marce degli stati liberali e delle dottrine liberaliste che utopicamente sperano nella crescita infinita della produzione, a qualsiasi costo, compreso lo sfruttamento del lavoro e il depauperamento inarrestabile del territorio.

Dalle serrate alle delocalizzazioni
La serrata, ossia quella forma di protesta dei padroni opposta allo sciopero dei lavoratori, non è consentita dalla legge, quindi è stata trovata una forma più efficace: minacciare di chiudere per delocalizzare l' azienda in uno di quei paesi in crescita con minori costi di produzione.
Marchionne docet.
Privando il popolo del lavoro, lo si priva anche del pane.
Tutto in nome del profitto, e chi rappresenta lo Stato segue le vicende impassibile e distaccato, preoccupandosi di amenità e questioni irrisorie.
Nel frattempo seicento operai FIAT dell' impianto di Termini Imerese, protestano vanamente con la speranza che a qualcuno importi.

Snazionalizzare globalizzando. Schiavizzare finanziando.
Ikea, azienda multinazionale leader nel settore degli arredamenti, è intenzionata ad investire in Italia un miliardo di euro aprendo nuovi punti vendita.
Da una parte, aumento dell' occupazione e immissione di liquidità nel mercato, dall' altra fine dell' artigianato, impatto ambientale, rischio di cartelli con aziende concorrenti.
Ciò che viene visto con favore dall' opinione pubblica, non è altro che un aggiuntivo tassello alla progressiva oppressione del popolo Italiano, sia sotto il profilo consumistico e costumistico, sia sotto il profilo lavorativo.
Consumistico, perché crea il bisogno di possedere oggetti futili e indesiderabili, tramite le martellanti campagne pubblicitarie, fino a diventare uno status symbol.
Costumistico, perché propone uno stile di vita incentrato esclusivamente sul possesso di beni materiali, livellando ogni identità sociale ed etnica e non di meno perché più volte, tramite le proprie campagne pubblicitarie, ha imposto la propria visione politica su questioni come l' omosessualità, che andrebbero trattate in altre sedi.
Lavorativo, perché la via è già stata solcata: dai contratti collettivi nazionali i mercati spingono a contratti di fabbrica in cui lo Stato non può avere voce in capitolo, ossia come era nell' epoca pre-Fascista, poco meno di un secolo fa.


Il futuro della "repubblica" italiana è questo, il nostro futuro è perdere quei pochi diritti di cui oggi ancora godiamo.

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MessaggioInviato: Mer Set 28, 2011 6:58 pm    Oggetto:  
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Fatto, grazie!
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MessaggioInviato: Sab Ott 01, 2011 12:22 pm    Oggetto:  
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