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Esce il film tratto da "Il sangue dei vinti"
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tribvnvs
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MessaggioInviato: Ven Ott 31, 2008 1:43 am    Oggetto:  Esce il film tratto da "Il sangue dei vinti"
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Non so se avete visto Porta a Porta questa sera, ma mentre si parlava del film Pansa ha detto che le attrici sono tutte straniere perchè nessuna italiana ha accettato la parte, per paura della critica politica camuffata da cinematografica.
Ma soprattutto spero che non vi siate persi il confronto di Pansa con Villari.... Pansa, come al solito attaccato, ha risposto disintegrando Villari... lo ha umiliato! Siccome Villari lo aveva accusato, tra l'altro, di non credere a quello che scriveva, Pansa ha risposto che è lui quello che non crede a ciò che dice semmai, e se lo fa è solo PER CONTINUARE A SCRIVERE SU REPUBBLICA, AVERE I LIBRI PUBBLICATI DAL GRUPPO EDITORIALE L'ESPRESSO, e altre convenienze...
Anche Galli della Loggia è intervenuto in difesa di Pansa, tanto era stato scorretto l'attacco di Villari. Ancora una volta il mal di Pansa è acuto tra i mercenari della cattedra resistenziale...



"Il sangue dei vinti" di Pansa diventa film
Michele Placido interpreta Francesco DoglianiDal discusso libro di Giampaolo Pansa è stato tratto il film di Michele Soavi, presentato oggi al Festival Internazionale del Film di Roma, che ha già diviso la critica e acceso nuovamente il dibattito sul tema del revisionismo. Un'opera pensata per il grande schermo, uscirà infatti nelle sale nell'inverno 2008-2009, ma anche per diventare una fiction tv, e che lo stesso Pansa ha detto di aver molto apprezzato.

"Il mio libro è intraducibile in un film - ha detto Pansa - è stata inventata una storia con un personaggio e il risultato mi basta e mi avanza. E' difficile dirigere un film che cerchi di aggiungere un'altra pietra sulla strada della verità, soprattutto se questa è incompleta".

"Il sangue dei vinti" racconta il biennio 43'-45' attraverso le vicende di Francesco Dogliani (interpretato da un bravo Michele Placido), un poliziotto che rimane coinvolto nei fatti che precedono e seguono il 25 aprile per ragioni private e professionali. Dogliani è un investigatore che indaga sull'omicidio di una donna e sui misteri di sua sorella gemella (Barbora Bobulova) e ossessionato da questa ricerca non si schiera come fanno invece i suoi fratelli Ettore (Alessandro Preziosi), partigiano, e Lucia (Alina Nedelea) che si arruola con l'esercito della Rsi. Attraverso gli eventi cruciali della storia d'Italia, dal luglio del '43 alla primavera del '45, il poliziotto vive tutte le drammatiche fasi della Liberazione assistendo alla disgregazione della sua famiglia e all'uccisione di molti innocenti. Dopo oltre trent'anni da quei terribili giorni, sarà la figlia di quella donna misteriosa a ridargli un po' di pace facendogli fare un viaggio nella memoria e aiutandolo a dare la giusta sepoltura a uno dei suoi due fratelli.

Il film di Soavi non vuole giudicare ma raccontare. Nelle oltre due ore di narrazione vengono mostrati i fascisti impietosi con donne e bambini al pari dei partigiani che si vendicano senza pietà. Si parla di Resistenza ma anche di una guerra terribile che non guarda in faccia a nessuno, di fratelli che uccidono fratelli e di giovani che si attaccano agli ideali solo per sfuggire al dolore e alla disperazione.

"L'intento era quello di arrivare a una sorta di pacificazione - ha spiegato il regista - riportare un po' di valori umani all'interno di una guerra.

Il libro di Pansa è densissimo, si è scelto di seguirne il pensiero attraverso una storia romanzata, per far vedere una verità storica diversa. L'aiuto più grande me lo ha dato l'autore quando mi ha detto: fai un film con gli occhi di un lappone come se fossi uno straniero che racconta una storia diversa, che non conosce".

Anche il produttore Alessandro Fracassi ha dichiarato di essere stato spinto a realizzare questo progetto dopo aver letto il libro e aver scoperto "che le cose erano andate anche diversamente. Ho voluto raccontare una parte di storia negata" ha sottolineato.

Infine Pansa sull'intento di pacificazione del film ha voluto aggiungere una considerazione personale e un po' polemica. "L'Italia è ancora un Paese diviso, non pacificato, dove anche le memorie si combattono fra loro. Chi ha vinto non ha raccontato tutta la verità. Io ho pubblicato il libro nell'ottobre 2003 e fino a gennaio 2004 ho raccolto 2200 lettere in gran parte di donne che lo avevano letto e mi scrivevano che non avevano trovato la loro storia. In un certo modo ho rotto il muro di omertà e di paura, ma non dei vincitori. Se il film porterà questo contributo non lo so, ma ogni opera che cerchi di aggiungere un pezzo di verità a una verità ancora non raccontata penso che dia il suo contributo a pacificare un Paese per niente pacificato. Peccato solo che non lo abbiano presentato in concorso al Festival ma solo come evento speciale. Affronta un tema spinoso e lo meritava".
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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Ven Ott 31, 2008 12:03 pm    Oggetto:  
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Ho seguito anch'io ieri sera la trasmissione, mah che dire sempre i soliti dogmi: La resistenza è il principio fondamentale su cui si fonda la nostra democrazia; è in corso un'operazione da parte degli intellettuali volta a mettere in discussione la resistenza stessa; chi combatteva coi partigiani era nel giusto, chi combatteva per la Repubblica Sociale era nel torto, ergo non si possono equiparare i morti di ambedue le fazioni (ovviamente ci sono morti di serie A e morti di serie B);
sentire certi discorsi a oltre 60 anni di distanza fa venire il voltastomaco, è possibile che ancora non si riesce ad accertare la verità dei fatti, storicamente provati, e a fare i conti col nostro passato?
Poi si sventola sempre l'arma del "revisionismo", come se esistessero due storie di cui una negata e l'altra da "rivedere". Mah...
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Marcus
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MessaggioInviato: Ven Ott 31, 2008 12:38 pm    Oggetto:  
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La repubblica delle banane si fonda su questo cumulo di panzane, se vengono messe in discussione si mette in discussione pseudo-italia stessa... ecco perché aspettarsi qualcosa di serio da questa gente é pura utopia.
Da notare che nel film in questione vi é presente la scena vergognosa e fasulla del fascista che spara alle spalle ad un bambino...insomma i mostri tali sono e DEVONO restare!

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" Forse che non conoscendo a fondo il pensiero del Duce si può affermare di essere fascisti? Noi diciamo di no! Che il fascismo non è istinto ma educazione e perciò è conoscenza della sua mistica,che è conoscenza di Mussolini" (N. Giani)
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MessaggioInviato: Sab Nov 01, 2008 11:10 am    Oggetto:  
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Citazione:

Da notare che nel film in questione vi é presente la scena vergognosa e fasulla del fascista che spara alle spalle ad un bambino...insomma i mostri tali sono e DEVONO restare



... Smile Allora non sono solo io che mi "lamento sempre"... A me queste cose fanno andare in bestia e CANCELLANO il "tozzetto di pane" di verità che FANNO FINTA di elargire..

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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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MessaggioInviato: Dom Nov 02, 2008 1:32 pm    Oggetto:  
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Il link alla puntata citata

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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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MessaggioInviato: Dom Nov 02, 2008 6:23 pm    Oggetto:  
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Il problema è sempre il solito ovvero che i così detti "intellettuali" d'oggi sono parte integrante del sistema ed anche quelli che, in qualche modo, sentono la puzza di marcio rimangono sempre attaccati al modello moralistico con il quale sono cresciuti.
L'artista dovrebbe essere un uomo che, per arrivare ai suoi scopi, non esita a sconvolgere le convinzioni già esistenti. Questo tipo di sconvolgimento è positivo perchè mira ad attirare le persone, le quali non si renderebbero conto di un determinato messaggio se non adeguatamente stuzzicate. L'obiettivo, inoltre, è quello di mettere in discussione qualcosa ed attivare il cervello delle persone. Ne abbiamo parecchi di esempi di questo genere: vedi Marinetti, D'Annunzio, Boccaccio, Dante, Wilde ecc.
Oggi non esiste nessuno che sia nemmeno l'ombra di questi signori: il moralismo imperante rimane una forma mentis diffusa anche presso coloro che sono più critici. Nessuno vuole mettere in discussione il "migliore dei mondi possibili" e quindi si cerca sempre di fare mezze condanne e di rassicurare il pubblico riguardo le "bellurie" del nostro modello di vita. Ecco così che gli stereotipi rimangono anche presso gli autori più critici che, per quanto critici, non si sognano nemmeno di mettere in discussione le "verità" stabilite ma al massimo le idealizzano.
Finchè non ci sarà qualcuno a mettere in dubbio queste "verità", le uniche cose che potremo vedere sono i classici colpi al cerchio ed alla botte oppure le mezze critiche che non portano da nessuna parte...
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tribvnvs
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MessaggioInviato: Lun Nov 03, 2008 1:01 pm    Oggetto:  
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Credo che più che "moralismo" sia "conformismo opportunistico". Cioè ci si conforma non a una presunta regola morale (moralismo) ma ad una presunta verità prestabilità, l'ossequio alla quale porta vantaggi materiali. Perciò oltre all'ipocrisia, comune al moralismo e al conformismo, qui abbiamo quel quid pluris che è l'opportunismo, cioè la convenienza a sostenere un certo atteggiamente indipendentemente dal fatto che sia ritenuto "giusto".
Non se avete visto la trasmissione, ma Villari accusava Pansa di essere "immorale" e di non credere a quello che scriveva. Vili accuse che gli si sono ritorte contro... come ha fatto notare Pansa, il bue che dà del cornuto all'asino. Come faceva notare Galli della Loggia, l'unico dovere morale dello storiografo è rispettare la verità.
Ma, aggiungo io, se la verità non è quella "presunta" e "conformistica" scatta la "sanzione" che fa da contraltare al "premio" per il conformismo.
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XXI Aprile



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MessaggioInviato: Sab Nov 08, 2008 12:54 am    Oggetto:  
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In effeti mi pareva strano che facessero un film ch ripecchiasse la realtà!

E' il solito film fatto per buttar su soldi con l'aggiunta di angherie fasciste che fanno sempre morale in film del genere! Si ha la solita routine "il fascismo è cattivo e tale deve rimanere agli occhi della gente"!

Tanto il film lo guardano tutti il libro lo leggono in pochi!

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"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir vitute e canoscenza!"
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Ari



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MessaggioInviato: Sab Nov 08, 2008 9:18 pm    Oggetto:  
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Se mi permettete un paragone , queste eclatanti uscite cinematografiche sono ne' piu' ne' meno che la trasposizione in celluloide delle "imperdibili offerte" dei vari gestori telefonici.
Ti convincono di risparmiare qualcosa mentre riescono sempre a spillarti qualcosa di piu'.
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MessaggioInviato: Sab Dic 05, 2009 3:33 pm    Oggetto:  
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Domani e lunedì in prima visione su rai1. Ma non illudetevi, come già detto non manca il cerchobottismo d'obbligo...
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Il Littore



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MessaggioInviato: Sab Dic 05, 2009 7:15 pm    Oggetto:  
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Non so se vale la pena vedere la solita brodaglia cinematografica zuppa di cieca e bieca ignoranza.
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MessaggioInviato: Lun Dic 07, 2009 8:36 pm    Oggetto:  
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Trovo incredibile che un film così cerchiobottista e politicamente corretto - e nel complesso intriso dei soliti luoghi comuni della vulgata resistenziale (insomma i fascisti cattivi persistono sempre e comunque) possa essere stato oggetto di tutte queste polemiche. La sua unica colpa - gravissima - è quella di aver osato inserire nella sceneggiatura un punto di vista "alternativo", cioè il punto di vista di uno dei protagonisti del film che aderisce alla RSI. Per quanto questo avvenga in un contesto assolutamente politicamente corretto e resistenzialista, i difensori della vulgata non accettano il minimo graffio alla loro storiella...
In verità il film, che non risparmia nessuno, ha anche la grave colpa di descrivere i partigiani come assassini di innocenti, questo sì un unicum...
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MessaggioInviato: Lun Dic 07, 2009 11:05 pm    Oggetto:  
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Ho visto solo la prima puntata, notando due errori:

1 - Il 19 luglio 1943 al MinCulPop stampavano i manifesti propagandistici della RSI Laughing
2 - L'8 Settembre, tra quelli che festeggiavano, c'era un milite della MVSN[che ho riconosciuto per i fascetti e le fiamme nere sulla giacca] che esultava. La Milizia era stata assorbita dalla GNR, e un milite fascista non avrebbe mai esultato per un armistizio fatto da traditori...
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MessaggioInviato: Mar Dic 08, 2009 12:18 pm    Oggetto:  
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Se è per questo l'ufficiale delle SS che regala la Luger a Nardi viene definito di stanza a via Tasso, peccato che nel luglio '43 a via Tasso non ci fosse ancora nessun tedesco...
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MessaggioInviato: Mar Dic 08, 2009 6:27 pm    Oggetto:  
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In uno degli appartamenti di Via Tassi non c'era "l’ufficio culturale" dell’ambasciata tedesca, gia a partire dal 1939? Se non erro vi era stanziato anche Herbert Kappler.
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