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PENSIERI MUSSOLINIANI
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AquilaLatina




Registrato: 07/05/07 21:34
Messaggi: 1482
Località: Stato Nazionale Fascista

MessaggioInviato: Mar Ott 21, 2008 5:48 pm    Oggetto:  PENSIERI MUSSOLINIANI
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Ho pensato di raccogliere in una discussione il nocciolo dell'Ideologia Fascista, sintetizzata da discorsi, citazioni e pensieri del suo fondatore: Benito Mussolini. Un sunto costituito da citazioni di diversa data raccolti e selezionati da me.
Esse danno l'idea e l'atmosfera esatta di cosa fosse realmente il Fascismo, fondato su saldi principi etici e sociali.


PENSIERI MUSSOLINIANI

"Ce n'è per voi e per coloro che verranno dopo di voi. Il secolo nel quale vivete è il secolo del Fascismo. È vostro"

Mussolini, messaggio ai Giovani Fascisti.


“Nel popolo minuto ho trovato le più belle virtù sociali. I più ricchi sono i critici più spietati della vita,perché il piacere conduce all’esasperazione dei sensi. Chi cade nella rete dei godimenti materiali è perduto per la società. Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz’altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia,ripete ogni giorno un atto di eroismo. La gente del lavoro è infinitamente superiore a tutti i falsi profeti che pretendono di rappresentarla. I quali falsi profeti hanno buon gioco per l’insensibilità di chi avrebbe il sacrosanto dovere di provvedere. Per questo sono stato e sono Socialista. L'accusa di incoerenza non ha fondamento. La mia condotta è sempre stata rettilinea,nel senso di guardare alla sostanza delle cose e non alla forma. Mi sono adattato socialisticamente alla realtà. Man mano che l'evoluzione della società smentiva molte delle profezie di Marx,il vero socialismo ripiegava dal possibile al probabile. L'unico socialismo attuabile socialisticamente è il Corporativismo,punto di confluenza,di equilibrio e di giustizia degli interessi privati rispetto all'interesse collettivo. Io ho dato ai lavoratori italiani quello che le nazioni più progredite non si sognano neppure. Ciononostante sono qui, legato al palo dei reazionari”…


“Tutti avremo le nostre colpe, ma bisogna riconoscere che il destino è crudele. Noi, dopo tutto, non cercavamo che un pezzo di pane meno ingrato. Noi combattiamo per imporre una più alta giustizia sociale.
Gli altri combattono per mantenere i privilegi di casta e di classe. Noi siamo le nazioni proletarie che insorgono contro i plutocrati. Non può durare l’assurdo delle carestie artificiosamente provocate. Esse denunciano la clamorosa insufficienza del sistema”…

“non c'è dubbio che noi andiamo incontro a un'epoca Socialista. La democrazia americana è fatta su misura per gli americani;per il nostro vecchio continente è altrettanto sbagliata, cioè superata, quanto il comunismo russo. Vedo la salvezza dell'Europa soltanto in un'unione Socialista di tutti gli stati europei. Blocco formidabile,che difenderà la nostra civiltà e la nostra esistenza tanto contro il rosso materialismo dei bolscevichi,quanto contro esperimenti, per noi più o meno nocivi,di tipo americano. Tra poco non avrà più interesse la questione germanica,francese,spagnola,italiana,eccetera;interesserà soltanto l’Europa.”


“Ricordatevi bene: abbiamo spaventato il mondo dei grandi affaristi e dei grandi speculatori. Essi non hanno voluto che ci fosse data la possibilità di vivere.” ...


“Lasciate passare questi anni di bufera. Un giovane sorgerà. Un puro. Un capo che dovrà immancabilmente agitare le idee del fascismo. Collaborazione e non lotta di classe, Carta de lavoro e Socialismo; la proprietà sacra fino a che non diventi un insulto alla miseria;cura e protezione dei lavoratori, specialmente dei vecchi e degli invalidi;cura e protezione della madre e dell'infanzia;assistenza fraterna ai bisognosi,moralità in tutti i campi;lotta contro l'ignoranza e contro il servilismo verso i potenti,potenziamento dell'autarchia,unica nostra speranza fino al giorno utopistico della suddivisione fra tutti i popoli delle materie prime che Iddio ha dato al mondo; esaltazione dello spirito di orgoglio di essere italiano;educazione in profondità, e non, purtroppo,in superficie, come è avvenuto per colpa degli avvenimenti e non per deficienza ideologica. Verrà il giovane puro,che troverà i nostri postulati del 1919 e i punti di Verona del 1943 freschi,audaci e degni di essere seguiti. Il popolo allora avrà aperto gli occhi e lui stesso decreterà il trionfo di quelle idee."…


“...Dovete sopravvivere e mantenere nel cuore la fede. Il mondo m'è scomparso, avrà bisogno ancora dell'Idea che è stata e sarà la più audace, la più originale e la più mediterranea ed europea delle idee. La storia mi darà ragione...”


“Occorre ancora migliorare qualitativamente le nostre masse, far circolare cioè la linfa vitalissima della nostra dottrina nell’organismo sindacale italiano. Quando queste condizioni si siano realizzate, noi passeremo audacemente ma metodicamente alla terza e ultima fase: la fase corporativa dello Stato italiano. Il secolo attuale vedrà una nuova economia. Come il secolo scorso ha visto l’economia capitalistica, il secolo attuale vedrà l’economia Corporativa… Bisogna mettere sullo stesso piano capitale e lavoro. Bisogna dare all’uno e all’altro uguali diritti e uguali doveri”


“In questa economia i lavoratori diventano, con pari diritti e pari doveri, Collaboratori nell'impresa allo stesso titolo dei fornitori di capitali o dei dirigenti tecnici. Nel tempo fascista il lavoro, nelle sue infinite manifestazioni, diventa il metro unico col quale si misura l'utilità sociale e nazionale degli individui e dei gruppi”



“I nostri programmi sono decisamente rivoluzionari le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico si chiamerebbero "di sinistra"; le nostre istituzioni sono conseguenza diretta dei nostri programmi; il nostro ideale è lo Stato del Lavoro. Su ciò non può esserci dubbio: noi siamo i proletari in lotta, per la vita e per la morte, contro il capitalismo. Siamo i rivoluzionari alla ricerca di un ordine nuovo. Se questo è vero, rivolgersi alla borghesia agitando il pericolo rosso è un assurdo. Lo spauracchio vero, il pericolo autentico, la minaccia contro cui lottiamo senza sosta, viene da destra. A noi non interessa quindi nulla di avere alleata, contro la minaccia del pericolo rosso, la borghesia capitalista: anche nella migliore delle ipotesi non sarebbe che un'alleata infida, che tenterebbe di farci servire i suoi scopi, come ha già fatto più di una volta con un certo successo. Sprecare parole per essa è perfettamente superfluo. Anzi, è dannoso, in quanto ci fa confondere, dagli autentici rivoluzionari di qualsiasi tinta, con gli uomini della reazione di cui usiamo talvolta il linguaggio”


“Preferiamo celebrare il lavoro in tutte le sue manifestazioni dalle più eccelse alle più modeste; da quelle che trasformano la rozza materia a quelle che esprimono i moti profondi dello spirito.
Adottiamo il lavoro che dà la bellezza e l'armonia alla vita, non solo quello che aumenta la possibilità del nostro benessere materiale”



“E' stolto ed assurdo dipingerci come nemici della classe lavoratrice e laboriosa. Noi ci sentiamo fratelli in spirito con coloro che lavorano: ma non facciamo distinzioni assurde, non mettiamo al primo piano il callo, specie se è al cervello. Noi non mettiamo sugli altari la nuova divinità del lavoratore manuale. Per noi, tutti lavorano: anche l'astronomo che sta nella sua specula a consultare la traiettoria delle stelle, lavora anche il giurista, l'archeologo, lo studioso di religioni, anche l'artista lavora, quando accresce il patrimonio dei beni spirituali che sono a disposizione del genere umano: lavora anche il minatore, il marinaio, il contadino. Noi
vogliamo appunto che tutti i lavori si compendino e si integrino a vicenda: vogliamo che tra spirito e materia, fra cervello e braccio si realizzi la comunione,la solidarietà della stirpe”


“Nello Stato Corporativo il lavoro non è più l'oggetto dell'economia, ma il soggetto poiché è il lavoro che forma ed accumula il capitale”


“Chi vede nel corporativismo soltanto una concezione economica o una semplice politica economica, è fuori della verità. Il corporativismo fascista è una visione integrale, unitaria, della vita e dell’uomo, che,informando di sé ogni attività individuale e sociale, informa necessariamente anche l’economia. E’ utopistico compiere questa rivoluzione economica, senza compiere quella spirituale dell’individuo e della società”…


« Bisogna lavorare e produrre. Lavorando e producendo voi dimostrerete il vostro amore più tenero per la Patria e contribuirete a ricostruire la ricchezza nazionale”


"Il Fascismo vuole che nella Patria rinnovata, redenta, il lavoro abbia il primo posto, i lavoratori siano all'avanguardia, abbiano rivendicato tutti i loro diritti quando essi abbiano compiuto i loro doveri ".


" Il Regime Fascista è un regime di giustizia, e, come premia quelli che lavorano, disprezza i parassiti e castiga i malvagi”.


“Chi dice lavoro, dice borghesia produttiva e classi lavoratrici delle città e dei campi. Non privilegi alla prima, non privilegi alle ultime ma tutela di tutti gli interessi che armonizzano con quelli della produzione e della nazione”


“....annientare le plutocrazie parassitarie e fare del lavoro finalmente il soggetto della economia e la base infrangibile dello stato”...


“Non ho mai potuto capire quelle sanguisughe che, pur possedendo già molto più di quanto non possono consumare, non si sentono sazie prima di avere aumentato ancora di milioni o di miliardi il loro patrimonio. Eliminare queste brutture umane sarà uno dei compiti che mi sono prefisso”


“Quando si scrive che noi siamo la guardia bianca della borghesia, si afferma la più spudorata delle menzogne. Io ho difeso, e lo affermo con piena coscienza, il progresso dei lavoratori più di quanto non fosse consentito dalla non lieta situazione del capitale italiano, che non è, non bisogna mai dimenticarlo, né quello americano né quello inglese. Tra le cause principali del tracollo del fascismo io pongo la lotta sorda e implacabile di taluni gruppi industriali e finanziari, che nel loro folle egoismo temevano ed odiano il fascismo come il peggior nemico dei loro inumani interessi. E furono gli altri gruppi consimili sparsi per il mondo ad inscenare un'oscena gazzarra e a premer con tutti i loro mezzi sui rispettivi Governi il giorno in cui, stanco di vedere il sudore degli italiani sfruttato esosamente coi dazi doganali e col gioco pitagorico del cambio monetario, iniziai il regime dell'autarchia”.

“ Ritengo che tutti i fattori della produzione sono necessari : necessario è il capitale, necessario è l'elemento tecnico, necessaria è la maestranza. L'accordo di questi tre elementi dà la pace sociale, la pace sociale dà la continuità del lavoro ; la continuità di lavoro dà il benessere singolo e collettivo. Fuori di questi termini, ve lo dico con assoluta schiettezza, non vi può essere che rovina e miseria”...


“…Devono raccorciarsi e si raccorceranno, nel sistema fascista, le distanze fra le diverse categorie di produttori…”

“L’antitesi Mosca e Nuova York non si supera che in un modo, con la dottrina e con la prassi di Roma (…). Perché fuori dai nostri principi, e soprattutto in tempi di crisi, non c’è salvezza né per gli individui nè tantomeno per i popoli”

" Il Fascista accetta, ama la vita, ignora e ritiene vile il suicidio, comprende la vita come dovere, elevazione, conquista; la vita deve essere alta e piena: vissuta per se, ma soprattutto per gli altri vicini e lontani, presenti e futuri "

" La grande parola che il Fascismo ha detto agli italiani è questa: non vi è diritto senza che prima sia compiuto un dovere".

" Ritorniamo all'individuo. Appoggeremo tutto ciò che esalta, amplifica l'individuo, gli dà maggiore libertà, maggiore benessere, maggiore latitudine di vita; combatteremo tutto ciò che deprime, mortifica l'individuo".

"Il Fascismo stabilisce l’uguaglianza verace e profonda di tutti gli individui di fronte al lavoro e di fronte alla nazione… Che cosa significa questa più alta giustizia sociale? Significa il lavoro garantito, il salario equo, la casa decorosa; significa la possibilità di evolversi e di migliorare incessantemente. Non basta. Significa che gli operai, i lavoratori devono entrare sempre più intimamente a conoscere il processo produttivo e a partecipare alla sua necessaria disciplina"

« Noi sogniamo l'Italia romana, cioè saggia e forte, disciplinata e imperiale. Molto di quel che fu lo spirito immortale di Roma, risorge nel Fascismo : Romano è il Littorio, romana è la nostra organizzazione di combattimento, romano è il nostro orgoglio e il nostro coraggio : "Civis romanus sum ".


“La fede del Fascismo, la mia fede, è qualcosa che va al di là del semplice Partito, della semplice idea, della sua necessaria struttura militare, del suo necessario sindacalismo, del suo tesseramento politico. Il Fascismo è un fenomeno religioso di vaste proporzioni storiche, ed è il prodotto di una razza. Nulla si può contro il Fascismo: nemmeno gli stessi fascisti potrebbero nulla contro questo movimento che gli si impone”.


“...Si realizzerà nella economia fascista quella più alta giustizia sociale che,dal tempo dei tempi, è l'anello delle moltitudini in lotta aspra e quotidiana con le più elementari necessità della Vita…”

“Chiamandoci ancora e sempre fascisti, e consacrandoci alla causa del fascismo, come dal 1919 ad oggi abbiamo fatto e continueremo anche domani a fare, abbiamo dopo gli avvenimenti impresso un nuovo indirizzo all'azione e nel campo particolarmente politico e in quello sociale. Veramente più che di un nuovo indirizzo, bisognerebbe con maggiore esattezza dire: ritorno alle posizioni originarie (…)Dal punto di vista sociale, il programma del fascismo repubblicano non è che la logica continuazione del programma del 1919: delle realizzazioni degli anni splendidi che vanno dalla Carta del lavoro alla conquista dell'impero. La natura non fa dei salti, e nemmeno l'economia. Bisognava porre le basi con le leggi sindacali e gli organismi corporativi per compiere il passo, ulteriore della socializzazione”.
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Aldebaran




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MessaggioInviato: Ven Ott 24, 2008 6:32 pm    Oggetto:  
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Se leggete con attenzione, da questa serie di dichiarazioni viene fuori qua e la qualche neanche troppo velata autocritica che Mussolini fa nei confronti di un regime fascista che nel ventennio troppo spesso cedette alla parte più reazionaria della borghesia capitalista italiana; ma queste autocritiche le fece a Salò, troppo tardi...
Ribadisco quello che ho detto altre volte; il regime ebbe, soprattutto nella seconda parte del ventennio, il freno a mano tirato, cosa che probabilmente fu decisiva per la sua fine, soprattutto se si parte dal presupposto che Mussolini fosse realmente sincero quando parlava di rivoluzionare lo spirito del popolo italiano ancor prima delle istituzioni o dell'economia. Per realizzare questo sarebbe servita una maggiore decisione e meno compromessi dettati dalla convenienza, anche a costo di saltare.
Una classe dirigente che voglia essere "rivoluzionaria" fino in fondo e cambiare REALMENTE la mentalità di un popolo deve avere il coraggio di mettere in conto di "saltare" in qualsiasi momento ed essere conseguente fino in fondo con i suoi ideali, altrimenti diventa man mano, giorno per giorno, quasi senza neanche rendersene conto, il solito gestore di potere e di interessi anche se magari ha le migliori intenzioni di questo mondo; guarda caso infatti dall'inizio della segreteria Starace prende sempre più piede all'interno del partito fascista e di conseguenza nelle istituzioni la corruzione e le clientele, male eterno dell'Italia che proprio il fascismo voleva debellare.
Il fascismo ad un certo punto ebbe i mezzi per fare LA VERA RIVOLUZIONE, ma non la fece...
Guarda caso Mussolini nell'ultimo stralcio che ha messo Aquila Latina dice:
"Chiamandoci ancora e sempre fascisti, e consacrandoci alla causa del fascismo, come dal 1919 ad oggi abbiamo fatto e continueremo anche domani a fare, abbiamo dopo gli avvenimenti impresso un nuovo indirizzo all'azione e nel campo particolarmente politico e in quello sociale. Veramente più che di un nuovo indirizzo, bisognerebbe con maggiore esattezza dire: ritorno alle posizioni originarie"
Una curiosità: vi siete mai chiesti perché il 25 luglio del 1943 il fascismo si dissolse come neve al sole senza che neanche un italiano alzasse un dito per difendere il regime caduto a causa del golpe monarchico? Anzi, al contrario in tutta Italia ci furono feste di Piazza ed esplosioni incontenibili di felicità per la caduta di Mussolini! Questo a me fa pensare proprio che la tanto sbandierata rivoluzione morale e spirituale del fascismo nei confronti del popolo italiano non era minimamente avvenuta se non in superficie e io credo che questo sia avvenuto proprio per le cause che ho detto.
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Marcus
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MessaggioInviato: Ven Ott 24, 2008 7:52 pm    Oggetto:  
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Mi spiace ma ti ripeto che il tuo mi pare un giudizio errato non solo stando ai presupposti dell'ideologia fascista, che non mi pare ti siano ancora ben chiari, ma anche alla luce della più recente storiografia il cui apporto più importante é dato dai lavori dell'antifascista professor Emilio Gentile, che pure se non ricordo male ti avevo suggerito di leggere. Ti pongo allora qualche quesito. Sapresti darmi una descrizione esatta del termine rivoluzione e citarmi un esempio concreto storicamente inveratosi? Chi dice che il Partito non stesse pienamente realizzando la "sua rivoluzione" e che addirittura con Starace fosse preda di diffusa corruzzione? In base a quali presupposti affermi che il fascismo si sciolse come neve al sole? Come mai ometti di completare il finale della citazione mussoliniana che secondo te denuncia la famosa "critica velata"?
_________________
" Forse che non conoscendo a fondo il pensiero del Duce si può affermare di essere fascisti? Noi diciamo di no! Che il fascismo non è istinto ma educazione e perciò è conoscenza della sua mistica,che è conoscenza di Mussolini" (N. Giani)
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Aldebaran




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MessaggioInviato: Ven Ott 24, 2008 9:58 pm    Oggetto:  
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Beh, mi pare che in Italia si fece festa per giorni quando il fascismo cadde e nessuno mosse un dito per rialzare dalla polvere il regime caduto.
Inoltre ho letto moltissimi stralci di libri su internet che riportano una corruzione molto diffusa nel sistema economico e politico dell'Italia fascista degli anni trenta (clientelismo, raccomandazioni, tangenti, faide tra fazioni all'interno del partito con guerre a colpi di dossiers e campagne diffamatorie) e una selezione delle classi dirigenti fasciste che fece il signor Starace estremamente discutibile sia dal punto di vista della cultura che dell'onestà e trasparenza dei personaggi che questo personaggio mise in posti chiave. Per quanto riguarda la rivoluzione fascista, io ancora devo capire in cosa è consistita: in un pò di leggi sociali ed economiche (che si stavano facendo contemporaneamente anche in altri paesi)? Un pò poco per definirsi "rivoluzione morale e spirituale di un popolo".
Conquiste sociali pagate oltretutto, non vorrei che nessuno se lo dimenticasse (perché qui le cose bisogna pure cominciare a dirsele schiettamente...) con gli assassini dei fratelli Rosselli, di Gobetti, di Don Minzoni, di Amendola, di Matteotti, di Gramsci e di tante tante altre politici e sindacalisti, con persecuzioni, pestaggi, olio di ricino e discriminazioni continue nel campo lavorativo e non solo nei confronti di dissidenti politici e di omosessuali ma anche di persone che facevano semplicemente delle battute nei confronti del regime o di Mussolini, nel periodo squadrista con i continui assalti e distruzioni a sedi di partiti, associazioni antifasciste, giornali e sindacati di sinistra, con le infami leggi razziali, con i vergognosi articoli (e vignette) razzisti antisemiti che caratterizzarono riviste come "Il Tevere" e "La difesa della razza" e che servivano per "preparare il terreno" nel popolo italiano, con l'Apartheid attuato nelle colonie africane, con il sistema della prevaricazione e della prepotenza nei confronti di tutti quelli che non si "allineavano", con i ragazzini obbligati per legge a stare nelle organizzazioni giovanili fasciste, pure quelli che non volevano avere niente a che fare con queste (e magari mettiamoci anche quelle famiglie che avrebbe voluto per i loro figli un altro tipo di educazione), con la persecuzione fatta nei confronti di tutte quelle associazioni cattoliche che non volevano sottostare alla prepotenza dei diktat fascisti sull'esclusiva che spettava a loro nell'educazione dei giovani (che portò anche qui a pestaggi, devastazioni di sedi di associazioni cattoliche, etc.) fino a che nel 1931 le associazioni cattoliche furono normalizzate dal regime con l'accordo raggiunto con il vaticano (grazie come al solito alla violenza e alla prepotenza), con l'iscrizione obbligatoria al partito fascista per la maggior parte degli impieghi lavorativi, con il divieto per legge di tutti i partiti, di tutti i sindacati e di tutti i giornali non fascisti, con i sistemi terroristici di guerra attuati prima in Libia (uso di gas fosgene e iprite nei bombardamenti anche della popolazione civile e deportazioni ancora della popolazione civile fatta da Graziani su ordine di Badoglio e susuggerimento di Mussolini nel 1931 in campi di concentramento dove morirono cinquantamila libici per le spaventose condizioni igieniche in cui erano tenute queste persone e per le condizioni ambientali essendo stati fatti questi lager in pieno deserto) e poi in Etiopia (ancora uso di gas chimici e selvagge repressioni con omicidi di massa seguiti all'attentato a Graziani e che continuarono contro i ribelli anche successivamente con il vicerè Savoia), con i salari che addirittura si erano abbassati proporzionalmente nel periodo fascista rispetto al precedente periodo liberale, con la reintroduzione della pena di morte (anche per alcuni reati politici e per diversi reati comuni) che, ricordiamoci, era stata eliminata dal precedente codice penale Zanardelli e rimessa dal Codice Rocco nel 1930, con la creazione del tribunale speciale per la difesa dello stato, del quale riporto da Wikipedia questo passo:
"Il Tribunale speciale operava secondo le norme del Codice Penale per l'Esercito sulla procedura penale in tempo di guerra. Contro le sue sentenze non era possibile alcun ricorso o altra impugnazione."
Siamo proprio sicuri che se con una macchina del tempo poteste andare a vivere nel ventennio continuereste a pensare che quello era il paradiso sulla terra e il migliore dei mondi possibili? Io qualche dubbio ce l'ho.
Chiudo raccontando un episodio che mi ha raccontato mio nonno: ad una manifestazione pubblica di quelle tipiche del ventennio si era arrivati al momento dell'alzabandiera; mio nonno, che all'epoca (siamo negli anni trenta) era un ragazzino di quattordici anni, non fece il saluto romano e un "solerte camerata in camicia nera" gli ammollò un bello schiaffo per non aver fatto il saluto romano.
Allora io vi domando, è proprio questa la società che vorreste realizzare, dal momento che è a quel periodo che voi vi ispirate? Perché se è così a me sinceramente vengono i brividi...
Io voglio la mia libertà, ma soprattutto non voglio che uno stato pensi per me mettendomi sotto tutela dalla culla alla tomba.

P.S. Se posso umilmente fare una critica a questo interessante forum (nel complesso abbastanza equilibrato) è che noto un giustificazionismo spesso acritico da parte vostra su tanti aspetti del fascismo mussoliniano.
Volete sincerità e schiettezza dagli utenti? Io ve le ho date Smile
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Ari



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MessaggioInviato: Ven Ott 24, 2008 10:50 pm    Oggetto:  
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Dipende ...
Se tuo nonno fosse stato inquadrato in qualche schieramento di rappresentanza , lo schiaffone se lo e' meritato.
Invece , se vogliamo parlare delle esagerazioni dei soliti facinorosi , avanti , cominciamo , solo che poi il server del forum sarebbe intasato.
Vuoi confondere il gioco del calcio con i tifosi che sfasciano i treni ?
Va bene , hai ragione pure tu , dopotutto quelli che fanno notizia , quelli di cui si parla di piu' , quelli che vengono ricordati sono proprio questi che fanno casino , quelli onesti che lavorano seriamente e che umilmente portano avanti la baracca , quelli non sono niente di speciale.
Chissa' perche' si ricorda di piu' la banda Cock piuttosto che i tantissimi che hanno fatto del bene.
Perche' si ricorda piu' la risiera di San Sabba piuttosto che far capire che dal '43 in poi i tedeschi hanno potuto fare maggiormente i fatti loro mentre prima il regime aveva attuato centinaia di piani di salvataggio delle popolazioni ebree nei territori controllati , che il famoso ghetto di Roma , fino al 25 luglio '43 era ne' piu' ne' meno un normale quartiere romano mentre , messo da parte Mussolini , i crucchi hanno potuto dare sfogo ai loro infimi istinti....
E se un facinoroso , forse un po' pirla , schiaffeggia il nonno , allora noi cresciamo convinti che il fascismo e' roba da castigamatti.
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Dvx87




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MessaggioInviato: Ven Ott 24, 2008 10:54 pm    Oggetto:  
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a dire il vero quello che noi vogliamo è scritto qui:
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Inoltre ci sarebbero da chiarire alcune cose:
1) Non mi risulta che gramsci sia stato ucciso.
2) Non mi pare che l'utilizzo dell'economia corporativa e la fondazione di una camera delle corporazione (per quanto burocratizzata) siano state copiate in qualche altro paese al mondo.
3) la situazione in libia fu malamente gestita già dai tempi della conquista nel 1911 e mussolini non si curò mai della questione finchè stava consolidando il suo potere in Italia. Al contrario, negli anni '30, fu mandato Balbo in libia proprio per sostiuire i precedenti governatori che avevano fallito nel'opera di pacificazione. Balbo riuscì, progressivamente, a mettere le cose a posto tanto che Mussolini fu persino nominato "spada dell'islam" ed i ribelli egiziani guardavano con simpatia all'italia in funzione anti-inglese.
4) Riguardo l'africa orientale italiana abbiamo già diffusamente parlato in un'altro topic definendo che i rapporti tra italiani e nativi non erano determinati dalla politica del regime ma dalla sostanziale poca voglia degli europei si mischiarsi alla popolazione locale per motivi culturali. (interessanti le ricerche di Focault a riguardo nei rapporti tra europei ed africani).
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5) La legittimità o meno della pena di morte è argomento di discussione ancora oggi e, sebbene io sia contrario eccetto casi più unici che rari, sono covinto non si tratti di un crimine prevedere la pena di morte ma di una scelta.
6) Nessuno qui ha mai considerato il ventennio fascista un paradiso in terra tanto è vero che, in più di un post, abbiamo ribadito che si trattò di una rivoluzione mai completata ed, in generale, concordiamo con la massima di bottai che il fascismo fu "un fallimento di uomini ma non di idee".
7) Senza offesa ma mi sembra che le tue considerazioni non tengano minimamente conto del constesto culturale degli anni 30. La storia umana procede a tappe e solo con il tempo si sceglie quali metodi e misure applicare e quali invece escludere. Con questo intendo dire che la sensibilità di un uomo del 2008 è diversa da quella di un uomo del 1920 che a sua volta è diversa da quella di un uomo del 1400. nessuno di questi uomini è, però, criminale ma semplicmente figlio della sua epoca. Pensa che nella democraticissima italia degli anni '50 e '60 mia madre si beccava dal mestro di scuola elementare vigorose bachettate sulle mani fino a farle diventare rosse. Nell democraticissima ignghilterra degli anni 80 erano ancora applicate e previste, nell'ambito della scuola, le pene corporali. Sono tutti criminali coloro i quali applicarono quelle norme? Io penso di no.
In ottemperanza a questo principio (tecnicamente conosciuto come empatia weberiana) noi cerchiamo di distinguere quello che fu prodotto della mentalità e dei costumi di una epoca (tra l'altro epcoa più vicina al '800 che al '900 o al duemila) e ciò che invece fu frutto di una certa teorizzazione politica.
Cool Avendo studiato sociologia, posso dirti che gli umori delle folle sono mutevoli ed il fatto che tu oggi abbia un consenso plebiscitario, non significa che domani tutta quella folla sarà disposta a difenderti. Se nel 1936 il regime fascista godeva di un consenso vastissimo, le vicende belliche fecero declinare il suo successo abbastanza in fretta. Tant'è vero che, tecnicamente, ancora oggi, i consensi di un regime non si misurano tramite la percentuale di voto ottenuta alle elezioni ma tramite la misurazione della mobilitazione. In questo modo abbiamo potuto scoprire l'esistenza di regimi non democratici, che non hanno mai avuto elezioni, ma che furono popolarissimi ed accettati.
Poi, in generale, non so come la pensi tu però io posso condannare il regime per i suoi eccessi ma non per la rivoluzione che mise in atto e stessa cosa vale per la russia comunista. posso condannare gli eccessi del regime ma non il fatto di avere fatto quella determinata rivoluzione.
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Aldebaran




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MessaggioInviato: Ven Ott 24, 2008 11:11 pm    Oggetto:  
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Guarda che io ti do ragione, il fascismo ha fatto una notevole quantità di cose positive, ma io ho d'altra parte voluto fare un elenco di tutte le altre cose (quelle che vanno a scapito dell'immagine di un fascismo come realizzazione di un mondo perfetto), che ci sono e sono tante e che voi tendete spesso a giustificare e minimizzare un pò troppo, tutto qua. Io proprio per principio non credo nel totalitarismo, di qualunque tipo sia, perché questo è SEMPRE E COMUNQUE caratterizzato da violenza, prepotenza, oppressione, schiacciamento delle personalità dei singoli cittadini, tutto qua.
La democrazia con tutti i suoi INFINITI difetti, almeno questi aspetti mostruosi non li ha. State attenti a tutti i pensieri politici che predicano il paradiso sulla terra e l'infallibilità della loro dottrina...

P.S. Mio nonno non faceva parte di nessuna organizzazione di rappresentanza, era solo uno spettatore dell'evento, quindi certo non tenuto a fare il saluto romano...

P.P.S. Quello che hai detto tu sugli ebrei è tutto giusto, ma l'infamia della politica di separazione legislativa, sociale e culturale fatta dal fascismo nei confronti di una comunità di 45.000 ebrei italiani in tutta Italia (!!!!) di cui la stragrande maggioranza pienamente inseriti nel paese resta una delle più grandi bastardate della storia proprio per la sua gratuita e crudele inutilità.

Per Dux: Gramsci morì in conseguenza dei ripetuti pestaggi che subì negli anni venti uniti ai tanti anni passati in carcere (il carcere di allora non era proprio un albergo a 5 stelle).
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MessaggioInviato: Sab Ott 25, 2008 12:07 am    Oggetto:  
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Guarda che io ti do ragione, il fascismo ha fatto una notevole quantità di cose positive, ma io ho d'altra parte voluto fare un elenco di tutte le altre cose (quelle che vanno a scapito dell'immagine di un fascismo come realizzazione di un mondo perfetto), che ci sono e sono tante e che voi tendete spesso a giustificare e minimizzare un pò troppo, tutto qua.

Io non miimizzo nulla anzi ho scritto pure prima: condano gli eccessi del regime ma non le idee di cui si fece portatore. Una volta riconosciuti questi eccessi, che mai abbiano negato, permettici di andare avanti: cosa dovremmo fare? Stare a piangerci addosso e fare pubblica penitenza da qui fino alla fine dei nostri giorni? Direi che è meglio andare avanti anche perchè aldilà degli eccessi, un po' dovuti al regime in se un po' dovuti alla cultura del tempo, abbiamo compreso che esiste anche una idea.
Inoltre se permetti, da competente in materia, non condivido l'andazzo moderno (che è ideologico) di bollare come criminale tutto il passato in funzione di esaltare il presente. Sono un sostenitore di Weber quindi non giustifico (non è il mio compito), non minimizzo (non sta a me decidere quello che è successo) ma faccio empatia. Ripeto, non sono un moralista ma uno scienziato. Io cero di descrivere non solo un fatto ma anche tutte le circostanze attorno a quel fatto dopodichè mi fermo lì. il mio compito non va oltre. Francamente il modo di far storia di oggi, strumentale alla politica, ritengo sia antiscantifico e figlio della cultura bigotta di un certo americanismo che deve sputare giudizi moralistici e insultare ogni cosa appartenga ad una concezione diversa dalla sua.

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Io proprio per principio non credo nel totalitarismo, di qualunque tipo sia, perché questo è SEMPRE E COMUNQUE caratterizzato da violenza, prepotenza, oppressione, schiacciamento delle personalità dei singoli cittadini, tutto qua.

Se per totalitarismo intendi uno stato di polizia siamo d'accordo ma qui abbiamo detto più volte di intendere, con quella parola, un principio unitario capace, aldilà delle differrenze che ci sono e restano, di tenere unità una comunità. non mi pare che questo significhi schiacciare i singoli ma armonizzarli nella comunità senza necessariamente vederli in costante, perenne ed insanabile conflitto con i propri simili.
Che poi nell'uso comune la parola totalitario venga utilizzata per indicare gli stati di polizia non ci interessa anche perchè la sociologia e la scienza della politic danno un significato diverso a quella parola tanto è vero che, tencicamente, esistoo società tendenzialmente totalitarie ma dove non ci sono stati di polizia.
Poi si può anche non condividere questo concetto però è meglio mettere ben chiaro subito il significato delle parole che si usano.

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La democrazia con tutti i suoi INFINITI difetti, almeno questi aspetti mostruosi non li ha. State attenti a tutti i pensieri politici che predicano il paradiso sulla terra e l'infallibilità della loro dottrina...

Come non ce li ha? Ne sei proprio sicuro? secondo te i danni generati a livello sociale e mentale dal consumismo e dalla televisione non sono cose gravi. Ti voglio ricordare che, proprio a livello scientifico, è stata testata la dannosità della televisione nei bambini tanto che essa, assieme a tanti altri fattori, ha provocato una abbassamento delle capacità di apprendimento dei giovani. Eppure il sistema democratico se ne strafrega di questi studi, anzi li boicotta e cerca di non dargli visibilità.
Oppure che dire del monitoraggio dei dati personali a scopi commerciali? Chi mi garantisce che quei dati, considerati proprietà privata di chi li deteniene, non siano, in futuro, venduti alla polizia o al governo per monitorarmi?
Non ti sembra poi grave che il codice civile e la costituzione vengano continuamente violati dalla prassi quando ci sono in ballo interessi economici?
non parliamo poi delle teorie storiche evidentemente false e costuite solo per legittimare l'ordine esistente...
Se permetti ti faccio io una domanda: in che modo la democrazia mi tutela da tutte queste cose? In che modo la democrazia tutela il mio diritto all'integrità mentale di fronte al controllo sociale imposto dai mezzi di comunicazione di massa (in nessun modo disciplinati)? In che modo la democrazia mi tutela dall'invadenza dei grossi istituti economici che spadroneggiano?
Io, come cittadino, non mi sento tutelato da tutte queste cose, anzi, tutt'altro ritengo di non vivere in un ambiente sicuro e, se mi permetti, vista la società di oggi, avrei pure paura a mettere al mondo un figlio (sono convinto che tv, scuola e pattumiera varia me lo rovinerebbero).
non amo nemmeno io la repressione ed il conformismo ma mi tocca ammettere, guardando la vita di ogni giorno, che la democrazia liberale è riuscita a creare una società piatta, arida, conformista fatta di mediocri e di materialisti non molto diversa da una società prodotto, ipoteticamente, da un regime.
Quindi, caro aldebaran, sono stufo di sentirmi dire che bisogna salvare la "democrazia" che, a conti fatti, ha fallito i suoi obiettivi ed a dirlo non sono solo io ma anche studiosi di un certo calibro. Il regime di oggi non è democratico ma è semplicemente un regime liberista più preoccupato dell'economia che dell'etica. La democrazia odierna è un po' come una donna brutta che, per semprare appetibile, si fa un plastica e si copre di trucco ma, nella sostanza, rimane brutta.
E' questo l'arcano che io non arrivo a capire: perchè continuare a difendere un regime che ormai sta solo creando danni e ci sta portando tutti quanti diritti verso l'alienazione.
Per concludere sottolineo che qui nessuno crede nei paradisi ma nei progetti concreti ed il topic che ti ho linkato come presentazione. Nessuno ti ha presentato il fascismo come la medicina buona per tutti i tempi e per tutti i luoghi ma semplicmente come il progetto, a nostro mod di vedere, più funzionale ai problemi della società moderna.
Se mi permetti, senza offesa, ragionare in questo modo mi sembra una logica arrendevola e portatrice solo di cattivi risultati: se una realtà non mi piace del tutto perchè ha troppi difetti io cerco di cambiarla. Posso sbagliare, posso avere difficoltà a trovare altro ma intanto provo a modificare la mia condizione e continuo ad andare avanti attivamente. Non mi accontento del meno peggio soltanto per non correre rischi. almeno per me, personalmente, la staticità è morte mentre il dinamismo e vita! Se mi muovo, non otterò al paradiso ma almeno tenterò di migliorare le cose e, se sbaglierò, paizenza ma almeno ci ho provato.
La perfezione non sarà mai raggiungibile ma, come diceva il buon platone, è d'obbligo tendere verso di essa.
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Aldebaran




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MessaggioInviato: Sab Ott 25, 2008 12:29 am    Oggetto:  
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Ho letto il link che mi hai dato sulle vostre finalità.
Io voglio arrivare in fondo a questa cosa e capire, perché mi interessa veramente Smile
Voi credete nella libertà di associazione politica? Nella libertà di stampa? Nel diritto di sciopero? Nel diritto ad un'istruzione libera? Nel diritto ad avere opinioni politiche di qualsiasi tipo? Nella libertà sindacale? Nel diritto a dissentire con chi sta al potere? Nel fare della propria vita ciò che si vuole?
Perché è solo partendo da questi principi CARDINE che si potrà andare oltre la schifosissima finta democrazia liberista, materialista, falsa, corrotta e ipocrita nella quale il mondo di oggi è sprofondato, non con le dittature, di qualunque colore siano.

Qui sta secondo me il nocciolo della questione. Neutral
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Dvx87




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MessaggioInviato: Sab Ott 25, 2008 12:53 am    Oggetto:  
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Citazione:
Voi credete nella libertà di associazione politica?

si purchè sia finalizzata al benessere di tutta la comunità e non degenri in lobbismo.


Citazione:
Nella libertà di stampa?



Citazione:
Nel diritto di sciopero?

si purchè sia uno sciopero intelligente e non strumentalizzato per fini che esulano dalla tutela del lavoro.

Citazione:
Nel diritto ad un'istruzione libera?

Sì purchè il programma sia in linea con le disposizioni ministeriali ovvero che l'insegnamento deve essere finalizzato a creare uomini, cittadini e lavoratori.

Citazione:
Nel diritto ad avere opinioni politiche di qualsiasi tipo?

si purchè vengano riconosciute le isituzioni corporative (vome in ogni regime politico anche oggi).

Citazione:
Nella libertà sindacale?

Le corporazioni sono sindacati di categoria e, quindi, si va ben oltre: si crea una camera del lavoro e si dai ai sindacati, i quali rappresentano il lavoro, di entrare a far parte del governo della nazione.

Citazione:
Nel diritto a dissentire con chi sta al potere?

Si nel rispetto delle istituzioni.

Citazione:
Nel fare della propria vita ciò che si vuole?

Si, nel rispetto degli altri!

insomma, pr farla breve, non si vuole distruggere le conquiste dello stato di diritto ma semplcimente disciplinarle. Ancora meglio: si vuole aggiungere un criterio di eticità all'interno del sistema.
Il risultato di tutto ciò è che, per esempio, l'associazionismo è libero purchè l'associazione, sia nella teoria che nella pratica, abbia finalità postive per la società. Se tu crei l'associazione dei musicisti nulla in contrario ma se tu mi crei la camorra allora tale associazione non è legittima.
In eugal modo l'iniziativa d'impresa è libera purchè l'imprenditore sia consapevole della funzione sociale della sua attività.
Come puoi ben vedere dalla mie parole non si fa nient'altro che aggiungere un criterio di eticità per rendere serena e possibile la vita sociale e, sopratutto, per evitare che l'egoismo ingiustificato dei singoli finisca oper creare una specie di giungla, nella quale il più forte schiaccia il più debole (vedi oggi).
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Aldebaran




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MessaggioInviato: Sab Ott 25, 2008 12:59 am    Oggetto:  
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Dvx87 ha scritto:
Citazione:
Voi credete nella libertà di associazione politica?

si puerchè sia finalizzata al benessere di tutta la comunità e non degenri in lobbismo.


Citazione:
Nella libertà di stampa?



Citazione:
Nel diritto di sciopero?

si purchè sia uno sciopero intelligente e non strumentalizzato per fini che esulano dalla tutela del lavoro.

Citazione:
Nel diritto ad un'istruzione libera?

Sì purchè il programma ministeriale sia in linea con le disposizioni ministeriali ovvero che l'insegnamento deve essere finalizzato a creare uomini, cittadini e lavoratori.

Citazione:
Nel diritto ad avere opinioni politiche di qualsiasi tipo?

si purchè vengano riconosciute le isituzioni corporative (vome in ogni regime politico anche oggi).

Citazione:
Nella libertà sindacale?

Le corporazioni sono sindacati di categoria e, quindi, si va ben oltre: si crea una camera del lavoro e si dai ai sindacati, i quali rappresentano il lavoro, di entrare a far parte del governo della nazione.

Citazione:
Nel diritto a dissentire con chi sta al potere?

Si nel rispetto delle istituzioni.

Citazione:
Nel fare della propria vita ciò che si vuole?

Si, nel rispetto degli altri!

insomma, pr farla breve, non si vuole distruggere le conquiste dello stato di diritto ma semplcimente disciplinarle. Ancora meglio: si vuole aggiungere un criterio di eticità all'interno del sistema.
Il risultato di tutto ciò è che, per esempio, l'associazionismo è libero puerchè l'associazione, sia nella teoria che nella pratica, abbia finalità potivi per la società. Se tu crei l'associazione dei musicisti nulla in contrario ma se tu mi crei la camorra allora tale associazione non è legittima.
In eugal modo l'iniziativa d'impresa è libera purchè l'imprenditore sia consapevole della funzione sociale della sua attività.
Come puoi ben vedere dalla mie parole non si fa nient'altro che aggiungere un criterio di eticità per rendere serena e possibile la vita sociale e, sopratutto, per evitare che l'egoismo ingiustificato dei singoli finisca oper creare una specie di gingla, nella quale il più forte schiaccia il più debole (vedi oggi).

Meraviglioso!! Ma questo non è il fascismo del ventennio ma sostanzialmente l'opposto! Shocked
E non mi sembra neanche fascismo a dirla tutta!! Shocked
Questa e' una democrazia fortemente etica e basata su valori condivisi dal maggior numero possibile di componenti della comunità nazionale attraverso una libera e consapevole adesione!
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Dvx87




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MessaggioInviato: Sab Ott 25, 2008 1:36 am    Oggetto:  
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Eppure si tratta di fascismo perchè ciò che teorizzano Gentile e Bottai e proprio questo. Lo stesso principio democratico non mai messo in discussione semmai viene messo in dicussione il principio liberale e il parlamentarismo (inteso come dmocrazia liberale).
Di per se questo, però non vuol dire niente: anche il comunismo si propose come società libera e finì per diventare regime.

Il fascismo ventennio non corrisponde a questa descrizione ed il perchè di ciò lo si trova facendo una comparazione con il regime comunista russo e con il cilma culturale dell'epoca.
Quello che ne salta fuori è che il regime ventennale non abbandonò mai la prospettiva di arrivare ad un tale progetto (come da noi esposto) ma, sostanzialmente, cercò di crearlo "dall'alto" sfruttando la dottrina dell'avanguardia allora teorizzata più o meno da tutto il mondo culturale.
Questa, almeno secondo me, è l'analisi più plausibile e tutta la legislazione del ventennio lascia intendere che si sia battuta quella strada, con tutte le conseguenze del caso...
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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Sab Ott 25, 2008 1:40 am    Oggetto:  
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Sottoscrivo gli interventi di Ari e Dvx87.

In realtà mi chiedo quando Aldebaran ha visto su questo forum un'approccio a-critico da parte nostra verso la storia del Fascismo. Abbiamo sempre stabilito la nostra dissociazione e condanna verso gli errori commessi non dal Fascismo, ma dagli UOMINI del Fascismo, il che rientra nella natura di ogni essere umano ("errare humanum est").

Quante volte è stato scritto che le leggi razziali sono state vergognose? Quante volte è stata ribadita ogni condanna morale verso quelle leggi salvo poi sottolineare anche, per onestà intellettuale, che di contro furono tutt'altra cosa rispetto ciò che si presentavano?

Accenni all'uccisione di vari personaggi come don Minzoni... ribalto l'accusa: quanto di fascista aveva quell'uccisione? Basta che qualche teppistello si dica fascista per poter definire i suoi atti "fascisti"? Quanto possono essere apportati ad un'intera Idea gli errori, le debolezze, gli sbagli dei singoli uomini?

Commetti l'errore più comune che si possa commettere: GIUDICARE IL FASCISMO PENSIERO IN BASE A CIO' CHE HA FATTO IL FASCISMO STORIA!
Innegabilmente, non può esserci un rapporto necessariamente UNIVOCO tra l'Idea e la Prassi. La Prassi può essere diversa da un'Idea, anche se questa vuole richiamarcisi.

la dittatura istituzionale, ad esempio, non rientra nelle finalità ideologiche del Fascismo, eppure fu attuata! Perchè? Semplice, bisogna contestualizzare i fatti all'epoca in cui accaddero, quando cioè il delitto Matteotti (che hai citato, ma che per paradosso fu un delitto antifascista in tutti i sensi) impose a Mussolini una dura Gestione di Governo.

Il nostro progetto politico è stato più volte ENUNCIATO a chiare lettere in molte discussioni.
Tra le tante, vedasi questa che per me è fondamentale ed esplicativa fra tutte:
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Viene spiegato il concetto di "Totalitarismo" nella visione Fascista. In sostanza:

"Il Fascismo NON vuole lo stato di polizia.
Il Fascismo NON vuole la dittatura.
Il Fascismo NON vuole la violenza di Massa.
Il Fascismo NON erge a modello politico la pratica del concentrazionamento in massa degli avversari e la loro eliminazione fisica.
Il Fascismo NON si propone di sopprimere gruppi sociali o nazionali.
Il Fascismo NON vuole l'annientamento di realtà politiche nazionali.
Il Fascismo NON vuole ergere uno Stato a Dio del Popolo.
Il Fascismo, viceversa, vuole FORMARE ETICAMENTE, NELLA DISCIPLINA CORPORATIVA, gli individui componenti la comunità nazionale, per garantire una BASE MORALE E SPIRITUALE SOCIALMENTE UNITARIA di quella stessa nazione!
Questo costituisce l’essenza più profonda del concetto di totalitarismo fascista
".


Citazione:

Meraviglioso!! Ma questo non è il fascismo del ventennio ma sostanzialmente l'opposto!


Leggiti "L'Identità Fascista" e poi dicci se parliamo di due fascismi differenti Wink


Ultima modifica di AquilaLatina il Sab Ott 25, 2008 1:46 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Sab Ott 25, 2008 1:45 am    Oggetto:  
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Per quanto riguarda il Fascismo che si "dissolve come neve al sole", ho copiato uno stralcio di Emilio Gentile "La via italiana al totalitarismo". Leggi attentamente:

<<Il regime fascista cadde come un castello di carte e il fascismo si dissolse come neve al sole>>. Con frasi come questa è spesso descritta nei libri di storia, nella pubblicistica, nei media e nei testi di divulgazione scolastica e popolare, la fine del regime fascista in Italia all’indomani del 25 luglio 1943. All’immagine di un intero sistema di potere durato vent’anni, che si disgrega nel giro di poche ore, si è affiancata subito l’immagine di un intero popolo che, alla notizia della fine del governo fascista, scende nelle piazze esultando per la riconquistata libertà dopo un ventennio di oppressione e di repressione, abbattendo con furia iconoclasta i simboli del fascismo disseminati ovunque nelle strade, nelle piazze, negli edifici. In questo modo, gli italiani, pensarono di attribuirsi la caduta del regime fascista e di scuotersi di dosso qualsiasi traccia di eredità fascista, con la stessa facilità con la quale buttarono via i distintivi, le camicie nere, gli emblemi di un regime farsesco finito in tragedia.
In realtà, gli italiani non furono affatto protagonisti della caduta del regime, né si può dire, alla luce delle ricerche più recenti, che alla caduta del fascismo abbia contribuito in modo decisivo una crisi di consenso, iniziata ancor prima della guerra e accelerata dalla guerra. In effetti, almeno fino all’estate del 1942, l’adesione al regime da parte della maggioranza degli italiani e delle classi dirigenti, anche se era fortemente incrinata dalla disfatte belliche, non era ancora crollata.
Certamente, gli italiani esultarono alla fine del regime fascista, ma in tal modo essi intesero sconfessare retroattivamente qualsiasi loro atto di adesione emotiva o ideologica ai miti del fascismo, adducendo a propria giustificazione l’imposizione, la paura, il conformismo coatto.
E’ lecito tuttavia domandarsi quanto l’atteggiamento auto assolutorio degli italiani, all’indomani della caduta del fascismo, abbia impedito alla coscienza italiana di fare seriamente i conti con il coinvolgimento nel primo esperimento totalitario attuato in un paese dell’Europa occidentale.


Emilio Gentile, "La via italiana al totalitarismo" pag. 341-342
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MessaggioInviato: Sab Ott 25, 2008 2:52 am    Oggetto:  
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tra l'altro per semplice curiosità sarebbe utile dire che il delitto matteotti non fu commissionato dai vertici fascisti ma, molto probabilmente, da avversari del fascismo. Questa tesi è stata sostenuta da Silvestri, ex deputato socialista e da Franco Scalzo, il quale ha pure scritto un libro. Interessante notare che, subito dopo la fondazione della RSI, al sud esisteva un movimento partigiano fascista, che poi, però non entrò mai all'opera perchè mussolini non volle estendere la guerra civili a tutta la penisola...
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