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Il testamento spirituale di Niccolò Giani
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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Mer Ott 08, 2008 7:06 pm    Oggetto:  Il testamento spirituale di Niccolò Giani
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Il testamento spirituale al figlio: "Una sola cosa amerai, l'Italia!"

« Caro Romolo Vittorio... Tu non conoscerai fazioni, non partiti. Non vedrai nemici entro i confini sacri della Patria. Solo conoscerai un nome: “ Italia”; una cosa sola amerai: “ Italia”; e per essa sola dovrai essere capace di tutto lasciare, tutto perdere, tutto dimenticare. Di essere odiato e vilipeso, umiliato e straziato; solo, solo per questa Italia dovrai saper morire col corpo e coll’anima: e mai, mai dovrai dimenticare che per questo sacro nome madri hanno salutato col sorriso i figli che andavano amorire, mariti hanno abbandonato in fiera letizia le giovani spose, padri hanno, orgogliosi, baciato per l’ultima volta i loro bimbi. Che per questa Italia si sono fatti di sangue i fiumi, le montagne hanno tremato, i morti sono usciti dalla terra. E che per essa io oggi non ti conosco e potrei non conoscerti mai: ma se così fosse, tu amala anche per me, sacrificati anche per me, muori ancora anche per me. E ricordati che solo quando vedrai cadere il tuo amico più caro, quello che ti è spiritualmente fratello, e tu troverai soltanto il tempo di chinarti a baciarlo, e dalla tua bocca non uscirà una sola parola di rabbia e nel tuo cervello non affiorerà un solo pensiero di imprecazione, ma tu vorrai solo andare avanti per conoscere la Vittoria, e così facendo sarai certo di vendicare l’amico caduto, allora, allora appena sarai certo di averla imparata a conoscere, sarai certo di amarla! »

Niccolò Giani, fondatore della Scuola di Mistica Fascista
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Crociato



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MessaggioInviato: Mer Ott 08, 2008 7:55 pm    Oggetto:  
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Spettacolare. Grazie per questo contributo intenso, che mi riconforta sulla giustezza del Nazionalismo romantico.
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Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam.
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UrbeAEterna



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MessaggioInviato: Mer Ott 08, 2008 8:05 pm    Oggetto:  
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Stupendo...
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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Mer Ott 08, 2008 8:09 pm    Oggetto:  
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Crociato ha scritto:
Spettacolare. Grazie per questo contributo intenso, che mi riconforta sulla giustezza del Nazionalismo romantico.


E' proprio il Fascismo che insegna a subordinare ogni spirito di fazione e di partigineria per gli interessi superiori della Nazione. Come scrive Giuseppe Bottai in "Vent'anni e un giorno", Fascismo e Italia non erano mai stati un dilemma irrisolvibile, uno scorno, il Fascismo interpreta i valori della Nazione (a partire dal substrato classico della romanità) e plasma l'individuo sulla scorta di questi valori.
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Marcus
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MessaggioInviato: Mer Ott 08, 2008 8:41 pm    Oggetto:  Re: Il testamento spirituale di Niccolò Giani
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Avanguardista ha scritto:
Il testamento spirituale al figlio: "Una sola cosa amerai, l'Italia!"

« Caro Romolo Vittorio... Tu non conoscerai fazioni, non partiti. Non vedrai nemici entro i confini sacri della Patria. Solo conoscerai un nome: “ Italia”; una cosa sola amerai: “ Italia”; e per essa sola dovrai essere capace di tutto lasciare, tutto perdere, tutto dimenticare. Di essere odiato e vilipeso, umiliato e straziato; solo, solo per questa Italia dovrai saper morire col corpo e coll’anima: e mai, mai dovrai dimenticare che per questo sacro nome madri hanno salutato col sorriso i figli che andavano amorire, mariti hanno abbandonato in fiera letizia le giovani spose, padri hanno, orgogliosi, baciato per l’ultima volta i loro bimbi. Che per questa Italia si sono fatti di sangue i fiumi, le montagne hanno tremato, i morti sono usciti dalla terra. E che per essa io oggi non ti conosco e potrei non conoscerti mai: ma se così fosse, tu amala anche per me, sacrificati anche per me, muori ancora anche per me. E ricordati che solo quando vedrai cadere il tuo amico più caro, quello che ti è spiritualmente fratello, e tu troverai soltanto il tempo di chinarti a baciarlo, e dalla tua bocca non uscirà una sola parola di rabbia e nel tuo cervello non affiorerà un solo pensiero di imprecazione, ma tu vorrai solo andare avanti per conoscere la Vittoria, e così facendo sarai certo di vendicare l’amico caduto, allora, allora appena sarai certo di averla imparata a conoscere, sarai certo di amarla! »

Niccolò Giani, fondatore della Scuola di Mistica Fascista


A scanso di equivoci mi pare doveroso ed imprescindibile sottolieneare come Giani quando alludeva all'Italia chiaramente parlasse dell'Italia fascista! E' per l'Italia di Mussolini che egli ha donato la propria vita, esempio emblematico e sublime di cosa significa essere mistici del fascismo.

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" Forse che non conoscendo a fondo il pensiero del Duce si può affermare di essere fascisti? Noi diciamo di no! Che il fascismo non è istinto ma educazione e perciò è conoscenza della sua mistica,che è conoscenza di Mussolini" (N. Giani)
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tribvnvs
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MessaggioInviato: Ven Ott 10, 2008 4:39 pm    Oggetto:  
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Marco e Camerataitaliano, spiegatelo ai mercenari precari... Very Happy
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MessaggioInviato: Sab Ott 11, 2008 1:31 pm    Oggetto:  
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tribvnvs ha scritto:
Marco e Camerataitaliano, spiegatelo ai mercenari precari... Very Happy


Mi è venuta la pelle d'oca leggendo questo brano di Giani che comunque non è ignoto a chi ne cnosce la biografia...

Esatto... Bisognerebbe che venisse letto da loro a mo' di "ri-educazione" 1000 volte al giorno! Così conoscerebbero un Patriota VERO! Che moriva non per una patria "qualsiasi" ma per l'Italia Fascista!

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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Gio Ott 16, 2008 7:40 pm    Oggetto:  
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Io ho una concezione romantica della Patria che considero un principio immanente, un dato di fatto non scavalcabile. La Nazione intesa come somma di principi quali la storia, la cultura, gli usi e i costumi, la lingua e la religione. La Patria quindi intesa in senso geografico (la Patria per me coincide con la Nazione italiana) e Spirituale. Ma, a differenza dei nazionalisti, mi riallaccio ad una tradizione risorgimentale che ha i suoi padri ideali in intellettuali quali Niccolò Tommaseo, Giuseppe Mazzini e Giovanni Papini (per citarne alcuni).
Segnalo appunto il libro di Giovanni Papini che mi ha gentilmente inviato Quintox "Italia mia", dove con vera ardente passione descrive la Patria nei secoli che furono come storia, tradizioni e geografia.
Ciò per me non inficia la portata Universale del Fascismo che va al di la di ogni mero confine geografico. Ma provo autentica devozione verso quello che, non per enfasi o retorica, chiamo "sacro suolo della Patria".
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Quintox



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MessaggioInviato: Gio Ott 16, 2008 9:21 pm    Oggetto:  
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Sì, anche io la vedo come Avanguardista essenzialmente. V'è una cosiddetta "mistica del suolo", collegata a volte alla "religione dei caduti", di cui uno dei massimi interpreti fu Gabriele d'Annunzio. Splendido è per esempio il suo libro "Per l'Italia degli Italiani", in cui evidenzia un legame incoercibile tra suolo e identità, mai spezzabili.

La tradizione risorgimentale dal Manzoni (una carme di lingua, civiltà popolo e cultura), al Tommaseo (l'Italia e Patria mia, e m'è madre, e moglie e figlia), a Mazzini identifica il più delle volte in un suolo romantico la patria.

Patria come sistema di valori, usi, costumi, folklore, lingua, passione, transeunte che unisca i vivi e i morti. Non certo come stato, il cui attuale non ha nulla a che vedere con la Patria per cui Giani è morto, e come lui tanti altri eroi.

Una cosa volevo chiedere: considerate errato il ragionamento di Evola, in cui esplicava che la Patria è nell'idea? Ragionamento anche se vogliamo un po' di matrice ebraica....

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Il culto delle memorie è indice sicuro del grado di civiltà di un Popolo e della coscienza che esso ha della propria forza.
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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Gio Ott 16, 2008 9:42 pm    Oggetto:  
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Da non confondere la "mistica del suolo" col Blut und Boden razzista dei nazionalisti! Non esiste uno "ius sanguinis" nè tantomeno uno "ius solis", perchè il Principio Unificatore di tutti i Popoli è l'Universalismo Fascista di matrice latina.
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Dvx87




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MessaggioInviato: Gio Ott 16, 2008 11:00 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Una cosa volevo chiedere: considerate errato il ragionamento di Evola, in cui esplicava che la Patria è nell'idea? Ragionamento anche se vogliamo un po' di matrice ebraica....

Va ricordato che, nella concezione fascista, la patria è ben più che una idea ma un qualcosa di concreto, tangibile e vivente ovvero la comunità nazionale nel suo complesso.
Il concetto che meglio spiega tale concezione è il termine "universits" utilizzato nel diritto tardo imperiale ed in quell bizantino.
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MessaggioInviato: Ven Ott 17, 2008 10:11 am    Oggetto:  
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Dvx87 ha scritto:
Citazione:
Una cosa volevo chiedere: considerate errato il ragionamento di Evola, in cui esplicava che la Patria è nell'idea? Ragionamento anche se vogliamo un po' di matrice ebraica....

Va ricordato che, nella concezione fascista, la patria è ben più che una idea ma un qualcosa di concreto, tangibile e vivente ovvero la comunità nazionale nel suo complesso.
Il concetto che meglio spiega tale concezione è il termine "universits" utilizzato nel diritto tardo imperiale ed in quell bizantino.


Bravissimo Daniele! In due parole hai detto tutto quello che serviva.

Il Fascismo fa una differenza fondamentale nel SUO patriottismo.

La differenza è in un PRIMATO: il Primato Spirituale! In questo si ricollega a GIOBERTI e anche a Mazzini. I quali però non è che avevano inventato chissà cosa, ma si riallacciavano allo sviluppo della civiltà Latina. Come sottolineato da Daniele.

Il Concetto di "Comunità Nazionale" Fascista, NON VERTE SUL "sacro suolo"! Ma l'esatto OPPOSTO! Può trovarsi un "sacro suolo" anche quando questo NON ESISTA! Il "sacro suolo" del Fascismo è il Principio ANIMATORE della Nazionalità, così come lui la intende!

Si può essere Italiani, profondamente Italiani, SENZA AVER MAI VISTO la Penisola Italiana! Si può dimostrare una Educazione, una Cultura, una Civiltà ITALIANA, SENZA AVERE MAI PASSATO UN SOLO GIORNO IN ITALIA!

E nella visione del Fascismo c'è questo primato: meglio un Italiano Spiritualmente tale, che un "italiano geografico" che lega il suo "essere italiano" solo alla geografia!

Per cui: Comunità Nazionale (SENZA CONFINI FISICI PRE-DEFINITI. Ovvero: i confini fisici sono ESPRESSIONE di quella data Comunità, ma essa non ne è "schiava", la sua ESISTENZA non dipende da essi), UNITA NELLA SUA STESSA CIVILTA'! Da questo, POI, si dà espressione concreta di questa Civiltà! La quale è ESSA STESSA a "prosperare" nella Cultura, nell'Arte, nelle Lettere, nei Monumenti! Ma questa è LA MATERIA di ciò che Essa crea! E' grande, ma queste Arti e Lettere prendono forma perchè Essa Esiste! Senza di Essa NESSUN MONUMENTO, NESSUNA ARTE, NESSUNA CONQUISTA sarebbe possibile!

Per cui, la Comunità Nazionale Fascista, non è definita dall'attaccamento a un Monumento, ai Confini, alle Rovine antiche! Essa VALORIZZA queste testimonianza della Civiltà CHE VUOLE SVILUPPARE, ANDANDO AVANTI e facendone tesoro! Pensando in modo Universale. Romano!

Per cui, il "romanticismo" può essere spesso fonte di gravi deviazioni. Addirittura di opposizione al fascismo-pensiero.

Infatti io, non mi sacrificherei mai per QUESTA "Italia". Questa "Italia" non la amo, non la rispetto, non la sostengo. Non ne riconosco legittimi i simboli (usurpati). Non riconosco legittime le sue istituzioni, fondate sul ladrocinio e sulla sopraffazione. Non riconosco legittime le sue "forze armate", annullate del loro valore eminentemente Nazionale.
Questa "Italia" non ha nessun tratto della Civiltà Italiana! Rispetto la Storia e i Lasciti dei nostri predecessori. Ma questo NON BASTA per farmi sacrificare! Infatti spesso questa "Italia" ha dimostrato anche fanatismo iconoclasta, abbattendo monumenti e lasciti dei nostri padri.

Questa "Italia" è un equivoco geografico!

Un Patriota sarebbe colui che in nome dell'Italia Vera ne decretasse la fine. E proprio in linea con questo ragionamento, la prima cosa da fare per far rinascere l'Italia è quella di diffondere CULTURA, su cui si basa la vera Civiltà! Facendo così finire quella "vecchia"!

L'unica cosa che in questo "paese" è per me concepibile, sarebbe la "legittima difesa", in casi di necessità. Ma questa sarebbe slegata da ogni "romanticismo", da ogni "difesa del sacro suolo". Il "Suolo" diventa "Sacro" quando c'è chi lo "sacralizza"!

Questo "suolo" è bagnato di sangue degli Italiani, quelli veri. Eliminati dall'anti-Italia, che governa!

Per me, quindi, non esiste nessuna "inviolabilità", "sacralità", oppure "non si discute, si ama"!

Io questa "Italia" non solo la discuto, ma nemmeno la amo! Mi fa VOMITARE! E per questo mi farebbe VOMITARE "difenderla"!

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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Ven Ott 17, 2008 11:20 am    Oggetto:  
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Citazione:
E nella visione del Fascismo c'è questo primato: meglio un Italiano Spiritualmente tale, che un "italiano geografico" che lega il suo "essere italiano" solo alla geografia!


Sono d'accordo, ma volevo precisare che la "mistica del suolo" non è un motivo meramente nazionalista, non vuole legare il concetto di Italiano solo ad un dato territorio geografico, ma considera la Patria un dato di fatto espressa sia dal suolo (che racchiude secoli di storia) che dal Patrimonio Culturale e Spirituale di una data Civiltà.
Il tema NON è nazionalista, ma Carducciano. Fu Giosuè Carducci, in linea coi padri risorgimentali, a parlare di "sacra tellus". E fu la scuola carducciana a trasfondere in Mussolini questo concetto di amore sconfinato per il suolo.
Nel 1925, conversando su Dante con Mussolini, Paolo Orano osservò che il sacro vate parla sempre male degli italiani ma adora l'Italia come terra ("il giardin dell'imperio"; "suso in Italia bella giace un laco"; "il dolce piano / che da Vercelli a Marcabò declina"). Mussolini interruppe allora l'interlocutore e affermò con tanta emozione:

"Si. Dante ha ragione (...). Cos'è che noi amiamo dell'Italia? La terra, il suolo. Ecco perchè un minimo di lembo di terra ci è sacro e diventa ragione del nostro ardore, del nostro entusiasmo, del nostro tormento; ecco perchè lo facciamo oggetto della nostra consacrazione. E' la terra che noi amiamo.
Certo fatta più bella, più cara dalle opere, e cioè dalle orme che gli uomini vi lasciano. Ma il senso di difesa, il geloso attaccamento nostro, che è insieme materiale e spirituale, è per la terra. Per lei ci facciamo uccidere (...). Quello che io faccio per la patria è fatto per il suolo sul quale viviamo. E' così! E' così! Gli uomini passano, le generazioni si susseguono. Ma la terra resta (...)
Gli uomini si sostituiscono; la terra no. Dante l'amava così l'Italia, l'amava di questo nostro amore"


Parole bellissime! Toccanti! L'Italia non è solo un dato Spirituale, ma anche materiale.
E' per il territorio che va dalle Alpi alla Sicilia che i nostri patrioti hanno dato più volte la vita, che i nostri martiri hanno duramente lottato, come afferma Mussolini.
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MessaggioInviato: Ven Ott 17, 2008 12:12 pm    Oggetto:  
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...sono morti per un'idea, un principio sacro. La terra ti assicuro che é uguale ovunque, é composta dalle stesse particelle, troverai gli stessi elementi vulcanici sull'Etna come su un qualunque vulcano in Cina come in Perù. Ma ciò che rappresentava di speciale nel pensiero di Dante il territorio dell'Italia era un principio spirituale, che unisce nella condivisione di ciò che rappresenta più generazioni di uomini. L'Italia, "giardino dell'Impero", i suoi sacri confini, ma sacri perché? ... per l'idea che essi rappresetavano della culla dove é nata la speranza di un mondo nuovo, un principio prima di tutto spirituale, l'Imperium Populi Romani, fatto di amore, cultura, condivisione, coraggio, sacrificio, e tanto altro dove Romani si é non solo per nascista ma soprattutto per scelta, la scelta di chi opta per la luce della civiltà che nasce dalla comprensione della più vera essenza spirituale dell Uomo e abbandona la tenebra del materialismo individualista. Questa é la scelta fascista, che vede nella storia della civiltà italiana il cammino per la redenzione non solo di un popolo ma dell'intera umanità... una scelta per la quale qualsiasi sacrificio può e deve essere affrontato.
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MessaggioInviato: Ven Ott 17, 2008 12:27 pm    Oggetto:  
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Avanguardista ha scritto:

...E' per il territorio che va dalle Alpi alla Sicilia che i nostri patrioti hanno dato più volte la vita, che i nostri martiri hanno duramente lottato, come afferma Mussolini.


Allora non abbiamo la stessa concezione di fascismo.

Il "territorio", come dicevo anche sopra, DIVENTA una componente della Nazionalità. A CAUSA della Civiltà che lo abita. Il Territorio si Difende, ed è questo che amiamo, perchè è "habitat" di una Civiltà, quella Civiltà "senza tempo" a cui Dante si Riferisce. Il "Territorio" in Dante assume la forma della Civiltà e spessissimo, specialmente al Tempo di Dante, si dà alla "terra" (che i contemporanei di Dante concepivano come "dono" del Creatore) lo stesso significato di ciò che essa rappresenta: la Civiltà.

Del resto la stessa citazione che porti, de-contestualizzata al massimo, riporta un punto di raccordo ben definito: "Ecco perchè un minimo di lembo di terra ci è sacro e diventa ragione del nostro ardore, del nostro entusiasmo, del nostro tormento; ecco perchè lo facciamo oggetto della nostra consacrazione".

Chi "fa oggetto" che cosa? Questa frase è la chiave di volta per il discorso e si ricollega a quello che dicevo. Ma fondamentalmente al Fascismo-pensiero che in teoria abbiamo già ampiamente discusso e portato a galla!

La "terra" è FECONDATA da una Civiltà. C'è un contesto definito. Il Discoros di Mussolini è lineare alla Civiltà a cui rimanda la "Terra". E questa stessa Civiltà non può fare a meno di SUPERARE la "Terra".

C'è un primato tra Civiltà e "terra" e non può esistere la seconda senza la prima! E quando la prima crolla e viene debellata, la secondo è UN INVOLUCRO VUOTO senza "anima"!

Ma se ancora non è chiaro questo, dal punto di vista fascista, allora alzo le mani.

Il "Romanticismo Nazionalistico" è il punto peggiore di frizione con il mondo di Destra che vi innesta le sue fondamenta! Queste distinzioni non sono bizantinismi, ma devono far chiarezza! Così come l' "hegelismo" e il "non hegelismo".. E tutto il contesto "evoliano" con cui il fascismo COZZA!

Ma, ripeto, se non è chiaro questo concetto, allora alzo le mani.

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