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NASCONO NUOVI PSEUDO-FASCISMI
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Dvx87




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MessaggioInviato: Gio Set 20, 2007 11:14 pm    Oggetto:  
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interessante la reazione di napolitano: la politica si fa nelle istituzioni non altrove!
Già allora perchè lui si fa inquadrare da tutte le telecamere ogni giorno mentre dice i suoi pistolotti moralisti del tubo ai quali, spero, non ci crede nessuno e che sono di gran lunga più demagogici dei discorsi di grillo???
Non commento neanche la risposta del direttore del tg2 che chissà quanti **** ha leccato per arrivare dov'è e che, credo, ora stia soltanto obbedendo agli ordini dei propri padroni...
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Marcus
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MessaggioInviato: Ven Set 21, 2007 10:51 am    Oggetto:  
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Amici miei sono davvero orgoglioso di far parte di questo nostro piccolo gruppo destinato immancabilmente a crescere ed ancor più delle vostre risposte poiché esse sono la riprova del fatto che stiamo lavorando bene, mostrando quanto la chiarezza dei nostri intenti e della nostra idea siano indiscutibili. Dopo la protesta che monta e continuerà ancora giustamente a montare sempre più e dopo che la sfiducia totale nei confronti di una intera classe politica corrotta e corruttrice fatta da ladri sarà arrivata all’apice, con l’auspicata cacciata dei suddetti, allora passata la bufera, non importa quanto tempo dovrà trascorrere, si andrà inevitabilmente alla ricerca della soluzione che dovrà rappresentare un nuovo tipo di Stato, realmente sensibile alle necessità morali e materiali delle masse. Ecco perché, memori del fatto che la storia è maestra di vita, qui siamo tutti d’accordo , dopo più di 60 anni di fallimenti voluti e incarnati dall’attività dei partiti pseudofascisti, nel considerare prioritaria la formazione culturale e ideologica del futuro nucleo che rappresenterà necessariamente il pilastro su cui dovrà nascere quella forza politica democratica in grado di incarnare concretamente l’ideale mussoliniano dello Stato etico corporativo. La gente vuole un nuovo Stato che la renda partecipe attiva delle scelte che incidono sul loro futuro, domanda certezze per sé e per i propri figli che nessun altro all’infuori della nostra ideologia può darle, ecco perché dobbiamo necessariamente essere vigili e preparati a rispondere alle loro domande. Una rivoluzione degna di questo nome è solo quella che non soltanto si oppone al suo contrario ma soprattutto riesce ad essere propositiva diffondendo tra la gente e realizzando gradualmente il proprio progetto politico, come affermava correttamente Mussolini … “La rivoluzione non è il caos, non è il disordine, non è lo sfasciamento di ogni attività, di ogni vincolo della vita sociale, come opinano gli estremisti idioti di certi paesi; la rivoluzione ha un senso e una portata storica soltanto quando rappresenta un ordine superiore, un sistema politico, economico, morale di una sfera più elevata; altrimenti è la reazione, è la Vandea. La rivoluzione è una disciplina che si sostituisce a un’altra disciplina, è una gerarchia che prende il posto di un’altra gerarchia.”
Noi abbiamo il sacrosanto dovere innanzitutto di creare questa gerarchia fondata sulla conoscenza e l’osservanza della nostra dottrina. Cosa essa sarà in grado di fare domani non ci è dato saperlo, ma la storia ci insegna che se non si hanno le idee chiare non si è mai andato da nessuna parte.

_________________
" Forse che non conoscendo a fondo il pensiero del Duce si può affermare di essere fascisti? Noi diciamo di no! Che il fascismo non è istinto ma educazione e perciò è conoscenza della sua mistica,che è conoscenza di Mussolini" (N. Giani)
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tribvnvs
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MessaggioInviato: Ven Set 21, 2007 12:54 pm    Oggetto:  
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Bravissimo Marcus. Avanguardista è sparito, forse i babbei d'area non hanno nulla da suggerirgli...
Intanto fatevi 2 risate:

Grillo:«Se sparassero al direttore?» Il comico riproduce l'editoriale di Mazza e ironizza: «Berlusconi è la peggiore costola della sinistra». Casini: «Anch'io minacciato» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
ROMA — Diserta la ripartenza di Anno Zero, non manda un video per la prima serata tv, rifiuta pure l'invito al collegamento telefonico con Michele Santoro e quando arriva a Codroipo (Udine) per il suo show, Beppe Grillo dà ordine di lasciare le telecamere della Rai fuori da Villa Manin. Per «togliersi una soddisfazione », non certo per attutire il clamore di quel che sta per dire. Il video rimanda l'editoriale del direttore Mauro Mazza, tg2 del 19 settembre: «Cosa accadrebbe se un mattino qualcuno, ascoltati quegli insulti, premesse all'improvviso il grilletto?». E l'arringatore di folle, di certo consapevole del botto: «... e ti sparasse nel culo?». Uscita choc, che riattizza il fuoco dello scontro tra grillanti e politici, i quali a sentire il comico «stanno tutti delirando ». Berlusconi? «È acquattato nell'ombra e si rode dall'invidia, se ne sta in un angolo e si chiede come ha fatto quello lì, senza soldi, a fare un casino del genere». Fassino? «Dice che sono un fascista». Ciampi? «Dice che manifestazioni come la nostra vanno fatte nell'alveo della Costituzione. Ma noi questo abbiamo fatto, l'8 settembre si sono materializzate due milioni di persone che hanno firmato 350 mila schede della petizione popolare. È una cosa prevista dalla Costituzione, non era mai successo in 50 anni, non è mica colpa mia!». E dunque avanti con le liste civiche, ma il candidato deve «almeno» sapere l'italiano, essere incensurato e non iscritto a un partito. Eh no caro Beppe, replica a distanza Walter Veltroni, l'Italia «ha bisogno di soluzioni razionali, non di uno che urli nel tunnel». Sono le dieci di sera e nello studio di Rai2, dove Santoro si fa paladino del tritura—politici genovese, si salda l'asse tra il leader dei vaffa—boys e due girotondini della primissima ora, Sabina Guzzanti e Marco Travaglio. Il quale dal piccolo schermo spedisce una feroce lettera al «ministro volante» Mastella. Lo accusa di aver scroccato un Milano—Roma coi soldi dei cittadini, di aver piazzato il figlio al ministero dello Sviluppo, di aver fatto incetta di appartamenti a saldo e affonda: «Nel 2000 fu testimone di nozze del braccio destro di Provenzano. Quando fu eletto disse "sarò più vicino ai detenuti che ai magistrati", è stato di parola». E adesso i politici hanno paura della V-generation, si sentono sotto attacco, parlano di minacce e intimidazioni ricevute via web dal popolo dei grillanti. Mastella denuncia «bestemmie», «gravi offese», «minacce», «commenti violenti » piovuti sul suo blog.
E Pier Ferdinando Casini si schiera al fianco del direttore del Tg2, che per primo ha fiutato il rischio di una deriva esplosiva dei seguaci di Beppe Grillo. Mazza ha ragione, «basti pensare alla quantità di mail di minaccia che io ed altri abbiamo ricevuto ». Ma il leader dell'Udc non si farà intimidire dal «vaffa» che impera e informa di aver già denunciato l'attacco cibernetico alle autorità competenti: «Sono indifferente, non mi farò minacciare dalle lettere di qualche grillonauta ». Il tifone Grillo inquieta il centro, divide la sinistra, ma non sembra turbare troppo Berlusconi, il quale si è convinto che «l'antipolitica colpirà più la sinistra che noi». L'onda anomala che ha investito i politici non è roba sua, prende distanze il leader di Forza Italia e rivela che i suoi elettori «ritengono Grillo la peggiore costola della sinistra ». Sarà, ma il comico ne ha in serbo anche per lui, lo chiama «truffolo», quello «spot vivente», quell'«ologramma », quel «venditore di bava»... Tocca a Fausto Bertinotti difendere l'istituzione che rappresenta, dire che il grillismo «non ha grande peso nella società » e che Grillo rischia di aggravare la crisi. E Franco Marini invita a prestare attenzione alle parole di Mazza sui rischi del «linguaggio violento ».
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Dvx87




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MessaggioInviato: Ven Set 21, 2007 2:47 pm    Oggetto:  
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AH AH AH
veramente divertente un'intera classe politica che si fa mettere in ginocchio da un comico...
Sarebbe come se in inghilterra Gordon Brown e la regina si facessero mettere in ridicolo, e con ragione, da mister Bean per il loro operato!
Poi mi fanno ridere ma non è linguaggio violento anche quello che usano loro il 25 aprile nei confronti dei fascisti???
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Marcus
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MessaggioInviato: Sab Set 22, 2007 11:32 am    Oggetto:  
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Ragazzi ma vi rendete conto di quanto stia emergendo platealmente l'assoluta inutilità di tutto il mondo politico pseudo-italiano? Ha ragione Grillo quando dice che é al contempo clamoroso che basti un comico per mettere in crisi una intera classe di potere e contemporaneamente vergognoso poiché dimostra non solo l'inconsistenza di questa classe di ladri incompetenti che hanno gestito e continuano a farlo la vita di milioni di persone, ma soprattutto la responsabilità di questi milioni di cittadini che per anni si sono affidati a questa gente. Da destra a sinistra non sanno che pesci pigliare, sono tutti nel pallone, il castello di carte mostra quanto poco ci voglia per buttarlo giù, appena un soffio. Ecco perché urge avere gente politicamente ed ideologicamente preparata ed in grado di proporre in modo credibile un nuovo modello di società più giusta pronto a sostituire quella pattumiera gestita da ladri, mafiosi e magnaccia in cui ci fanno vivere da più di 60 anni.
Ma godetevi i patetici commenti degli sbandati ...

Da La Stampa
Veltroni a Grillo: "Semina zizzania"
Ma D'Alema: è una spia del malessere del Paese

MARIA GRAZIA BRUZZONE
ROMA

Anche senza il comico in diretta, Annozero sul fenomeno Grillo ha fatto schizzare gli ascolti a quasi 5 milioni di telespettatori, il 21% di share, più di Miss Italia con tanto di bagarre. Ma Walter Veltroni, uno dei tanti bersagli del Grillo intervistato per l’occasione, apparentemente lo ignora. Quando incontra gli studenti dell’università di Firenze, non lo nomina.

Però è chiaro a chi allude quando dice che «la politica italiana è piena di seminatori di zizzania. A me sembrano marziani. Nel mondo non è così. La gente si rispetta, rispetta le idee e le persone. Da noi c’è chi gode a insultare gli altri. Ma un paese così non ha valori. E’ un paese che si sfarina». E non basta. Forse con un occhio all’incontro che avrà oggi a Palermo con la Confindustria siciliana, il candidato alla guida del Pd aggiunge: «Tra le urla e gli improperi contro tutti e il grido composto e civile degli imprenditori siciliani, io preferisco il secondo. E’ un elemento dinamico che serve a cambiare la situazione». Come dire che il profluvio di vaffa invece non serve a niente.

A Grillo non replica questa volta neppure Clemente Mastella, preso di mira anche, e pesantemente, da Marco Travaglio da Santoro. Il blog personale del ministro è fermo al 19 settembre, arricchito solo da commenti all’ultima sua replica, irrisa dal comico («il ministro tutte le mattine guarda il mio blog e mi risponde...ve lo immaginate Gordon Brown e Mr. Bean?). In compenso a protestare sono i suoi. «Mastella non è un novello Al Capone, perché tanti attacchi mediatici?», si chiede Mauro Fabris, mentre Nuccio Cusmano sospetta addirittura «una regia occulta».

All’attacco del comico vanno invece compatti esponenti di FI e An, che solidarizzano ancora una volta con il direttore del Tg2 Mauro Mazza, già oggetto di feroci polemiche per un suo editoriale in cui metteva in guardia dal rischio terrorismo dopo tanti insulti ad personam. Grillo lo ha riproposto in un video durante l’ultimo spettacolo a Codroipo, in provincia di Udine. E alla domanda finale di Mazza, «cosa accadrebbe se un mattino qualcuno, ascoltati quegli insulti, premesse all’improvviso il grilletto?» «... e ti sparasse nel c...» ha aggiunto provocatorio l’aizzatore di folle.

Apriti cielo. «Grillo mette giù la maschera e rafforza ulteriormente le preoccupazioni di Mazza, basta navigare su Internet per leggere messaggi intimidatori» denuncia la portavoce di FI Elisabetta Gardini. «I limiti esistono per tutti. Non è che se uno si chiama Beppe Grillo può permettersi uscite che qualche esaltato potrebbe concretizzare», fa eco da An Alfredo Mantovano. Il centrista Mario Baccini trova «esecrabile che Grillo abbia voluto additare di fatto nel direttore del Tg2 un possibile bersaglio. Non si scherzi col fuoco», avvisa. Mentre Maurizio Gasparri invoca una presa di posizione censoria da parte della Federazione della stampa. Che arriva puntuale. Ma Grillo, ormai lanciato in una campagna contro i giornalisti ritenuti sodali degli odiati politici, non desiste. Non replica, ma il video della polemica ieri troneggiava in apertura del suo blog.

Continua intanto la discussione sul fenomeno Vaffa. Eugenio Scalfari, intervenuto a Tv7, addita i pericoli insiti nell’antipolitica populista. «I fasci di combattimento fascisti, nel 1919, si proponevano di mandare a casa tutta la vecchia classe politica liberale e democratica, e poi fondare nuovi partiti, possibilmente pochi: ne fondarono addirittura uno solo, e proibirono gli altri». Parole simili a quelle del portavoce di Berlusconi, Paolo Boaniuti, che alla radio ricorda come la politica «non è quella cosa spregevole di cui si parla tanto oggi, nasce nell’antica Grecia per soddisfare le richieste della gente.

Poi non è sempre facile riuscirci, ma resta il fatto che senza si corre il pericolo di involuzioni verso dittature». Si ammorbidisce invece Massimo D’Alema, tra i primi a liquidare Grillo. Ora dice che «è la spia di un malessere che c’è nel paese, e che deve essere considerato nelle sue cause. Poi il modo in cui si esprime può piacere o meno». E invita a reagire «con una buona politica».

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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Sab Set 22, 2007 2:07 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Avanguardista è sparito, forse i babbei d'area non hanno nulla da suggerirgli...


Tribvnvs questa tua affermazione mi lascia davvero sorpreso! Non me lo sarei mai aspettato..... avrei voluto evitare un dibattito con te, suggellando il tutto con la bella frase di Marcus:

Citazione:
Amici miei sono davvero orgoglioso di far parte di questo nostro piccolo gruppo destinato immancabilmente a crescere


Bene vuol dire che anche nel gruppo occorre un confronto...

Tribvnvs forse non mi conosci, guarda che come critichi l'area tu, la critico anch'io! Il fatto che l'Area sia asservita al sistema, riceva i finanziamenti necessari, e la sua azione sia distruttrice dell'identità fascista penso sia ormai chiaro a tutti noi ed è inutile intrattenervisi oltre... andiamo oltre!
Hai messo in luce la nostra mancanza di finanziamenti... benissimo ma io non ho mica detto che a voi di sostenere una campagna elettorale!
Quello che io vi ho suggerito è di trasformarci in organizzazione politica e nel contempo culturale che si muova pragmatisticamente tra il popolo, con il popolo e per il popolo, senza però impegnarci direttamente in elezioni, candidature e "politica attiva".
Prendiamo per esempio i Fasci Italiani di Combattimento: organizzazione piccola, non politicante e con molti degli aderenti tutt'altro che preparati ideologicamente e politicamente!
Ora, tribvnvs, mi soffermo in tue due frasi che non condivido:

Citazione:
PRIMA LE IDEE, POI I FATTI


E' questo il vero pensiero del Fascismo? Quando Mussolini ha creato i Fasci, si è messo forse a pubblicare interi volumi di ideologia? NO! Non è forse il binomio "PENSIERO E AZIONE" uno dei motti del Fascismo? SI!
Quindi penso che la tua frase non rispecchia l'etica Fascista, che a differenza delle sterili ed obsolete congreghe politiche ha AGITO E PENSATO!
Uno degli errore dell'Area è quello di anteporre l'azione al pensiero, ciò genera inevitabilmente un'azione inintelligente e controproducente nonchè estremamente dannosa.
Eguale errore sarebbe quello di anteporre il pensiero all'azione, dando così vita ad una politica metafisica (o metapolitica) del tutto estranea alla realtà e alla vita.
Idee e fatti, pensiero e azione vanno di pari passo!

<< Il Fascismo è un movimento di realtà, di verità, di vita, che aderisce alla vita. E' pragmatista. Non ha apriorismi, nè finalità remote. Non promette i soliti paradisi dell'ideale. Lascia queste ciarlatanate alle tribù della tessera>>. "Il Popolo d'Italia", 3 luglio 1919

Tribvunvs questo scritto del Duce dice già tutto, ma continuiamo.....

<< Tutte le altre associazioni, tutti gli altri partiti, ragionano in base a dei dogmi, in base a dei preconcetti assoluti, a degli ideali infallibili, ragionano sotto la specie delle eternità per partito preso. Noi, essendo un antipartito, non abbiamo - si passi il bisticcio - partito preso>>. "Il Popolo d'Italia", 3 luglio 1920

Dunque per noi Fascisti gli ideali, le idee, i dogmi sono solo RELATIVI al benessere della Nazione. Sono le esigenze del momento quelle che condizionano la nostra politica! Lo conferma ancora Mussolini:

<< Ho orrore dei dogmi. Non potrebbe esservi un dogma nel Partito Fascista. Per il bene della Patria vi sono solo necessità che possono essere assolte oggi, ma che possono diventare relative domani>> 22 aprile 1923

E ancora: << Io non sono, non voglio essere, non sarò mai un padre eterno; il Fascismo non è, non vuole essere, non sarà mai una ridicola, grottesca e sinistra congrega come sono i vecchi partiti e i frammenti dei vecchi partiti; Il Fascismo è tale in quanto permette una pragmatica latitudine di atteggiamenti, a seconda delle circostanze di tempo, di luogo, di ambiente>> (29 ottobre 1920)

E ancora il 6 ottobre 1919: << I Fasci Italiani di Combattimento non sono un partito, ma piuttosto l'antipartito... più che al proselitismo, per vendere marchette, tendono all'azione. Non hanno programmi immutabili. Non si propongono di vivere all'infinito. Non permettono il paradiso in terra e la felicità universale>>.

Penso che Mussolini, come sempre, è stato chiarissimo ("più che al proselitismo... tendono all'azione!").
Altra tua frase che non condivido è la seguente:

Citazione:
LE IDEE NON SONO DESTINATE TANTO ALLA GENTE, QUANTO AI FASCISTI CHE DEVONO PROPAGANDARLE


Benissimo: così possiamo chiudere bottega sin dall'inizio!
Cito ancora il nostro Capo:

<< Il Fascismo non intende nemmeno chiudersi in una torre d'avorio aristocratica e inaccessibile>> 31/08/1924

Ogni azione e pensiero Fascista deve essere diretta in primo verso il popolo, è il popolo il nostro fine! Noi Fascisti aderiamo pragmatisticamente alla realtà fino a dominarla. Non dobbiamo lasciare in second'ordine il popolo, per poi educarlo in una fase successiva.
Eppoi chi sarebbero questi fascisti da educare? La teppa dell'area? No grazie, allora meglio restare pochi ma buoni Wink

Citazione:
Carissimo avanguardista vai a guardare l'articolo 99 della costituzione e l'articolo 45 e vedrai che socializzazione e corporativismo sono tutt'altro che impossibili da realizzare...


Carissimo, mai detto che sono imposibili da realizzare... anzi...
il problema è che lo Stato Etico Sociale che scaturisce dal Corporativismo non potrebbe mai funzionare COME SI DEVE nella Repubblica pseudo-italiana delle banane, dove pressapochismo, egoismo, inaffidabilità e corruzione ne minerebbero la base etica e perchè no anche sociale sin dal principio. Secondo me potrebbe funzionare invece al 100% in uno Stato totalitario dove un Governo forte ne assicuri la stabilità e lo svolgimento sano e corretto.
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Dvx87




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MessaggioInviato: Sab Set 22, 2007 4:23 pm    Oggetto:  
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Francamente, caro avanguardista, non capisco il tono della tua risposta sopratutto nel punto che mi riguarda.
Io ho indicato due articoli del massimo documento legislativo dello stato per dimostrarti che, in linea giuridica, non ci vorebbe molto ad attivare una camera delle corporazioni e tantomeno a socializzare una impresa.
L'art 99 dichiara esistente un qualcosa di simile della camera delle corporazioni ma, di fatto, tale camera non esiste.
l'art 45 prevede la ripartizione degli utili nelle modalità previste dalla legge e questo significa che basta una semplice legge ordinaria per applicare il tutto.
Io mi sono limitato a riferire la situazione dal punto di vista legislativo e delle altre implicazioni non mi sono occupato in quanto non mi sembrava c'entrassero col la discussione.
Ad ogni modo quello che dici mi pare scontato ma permettimi di insinuare che chiunque abbia l'arditeza di proporre un simile progetto di legge non abbia a cuore soltanto questo particolare progetto legislativo ma abbia voglia di cambiare un bel po' di cose. Mi spiego meglio: l'attuale classe politica non vuole cambiare nulla perchè si sente protetta da questo sistema e quindi nessuno di loro proporebbe mai la realizzazione di un progetto come l'attivazione dell'articolo 99 perchè li costringerebbe a cercare di controllare un'altro organo. Sarebbe uno spreco di tempo e di denaro!
Chiunque proponga una tale legge lo farebbe solo perchè, di' fatto, ha intenzione di realizzare un determinato progetto politico che prevede l'inevitabile defenestrazione della attuale classe dirigente.
Vorrei rettificare una cosa che hai scritto: la camera delle corporazioni è un organo dotato di un determinato potere, stabilito dalla legge. Tale potere non è subordinato al governo ma è condiviso con quello di una normale camera rappresentativa. C'è dunque la rappresentanza politica (che rappresenta l'uomo come cittadino) e quella corporativa (che rappresenta il cittadino in quanto lavoratore). Quest'ultima camera non è alle dipendenze del governo ma gode di vita autonoma, ha dei suoi poteri e dei suoi precisi compiti infatti la dottrina corporativa non prevede necessariamente l'esistenza di un governo di tipo dittatoriale (carta del carnaro docet).
L'eticità dei cittadini non si sviluppa attraverso l'imposizione o la paura ma mediante l'educazione: è qundi compito della scuola, della televisione, dei giornali e di tutti i mezzi di comunicazione di massa educare il popolo, insegnando ai singoli, sia in teoria che nella pratica, l'esistenza di determinati valori. Questi ultimi non devono essere insegnati come dei moralismi da rispettare per diventare dei "bravi ragazzi" ma come dei comportamenti da tenere affinchè il contratto sociale e la stessa vita in comunità possa andare avanti. I VALORI NON SONO DELLE ENTITA' ASTRATTE MA QUALCOSA DI CONCRETO CHE CI SERVE NELLA VITA DI OGNI GIORNO PER VIVERE SERENAMENTE INSIEME AGLI ALTRI NONCHE' PER VIVERE BENE ANCHE CON NOI STESSI. Per non essere frainteso specifico che il valore concreto può anche discendere da una entità astratta ma per concretizzarsi deve calare nella vita delle persone e diventare quindi qualcosa di concreto non un semplice sfoggio di erudizione.

Per quanto riguarda le risposte date agli altri non mi permetto di rispondere ma, da quel che ho capito, non credo che nessuno abbia intenzione di fare dell'elitarismo ma semplicemente di preparare delle persone a fare qualcosa: non si va in guerra con un esercito di contadini ma si reclutano uomini che poi verranno addestrati e preparati per tale compito altrimenti sarà sconfitta sicura!
Faccio inoltre presente che non credo si possa agire come fatto tutti i partiti per una ragione di coerenza: inutile sostenere di essere l'antipartito e poi agire come un partito.
Riguardo pensiero ed azione non sto troppo a dilungarmi: Mussolini sapeva già cosa fare quando fondò i fasci di combattimento e decise di agire perchè aveva già pensato altrimenti non avrebbe fondato alcun movimento ma avrebbe continuato a dirigere un giornale.
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MessaggioInviato: Sab Set 22, 2007 6:55 pm    Oggetto:  
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Dvx87 ha scritto:
...Riguardo pensiero ed azione non sto troppo a dilungarmi: Mussolini sapeva già cosa fare quando fondò i fasci di combattimento e decise di agire perchè aveva già pensato altrimenti non avrebbe fondato alcun movimento ma avrebbe continuato a dirigere un giornale.


Grande Daniele! GRANDE!

Basterebbero queste righe per chiarire tutto! Ma mi permetto di prenderle come spunto per RIPETERE per l'ennesima volta un concetto che è basilare e che ci distingue SEMPRE E COMUNQUE dalle filastrocche antifasciste della Destra Radicale che, ahinoi, sembra legittimare anche il nostro amico Avanguardista.

Caro Avanguardista. Il buon Tribvnvs ha fatto un ragionamento ineccepibile e CONCRETO! In realtà neanche dovrebbe esserci bisogno di ripeterlo "n" volte! PERCHE' NORMALE E INDISCUTIBILE!

Avendo letto il nostro Libro, e dopo aver condiviso le nostre tesi di fondo in esso contenute, suonano contraddittorie le tue ultime afefrmazioni.

Chiariamo i due concetti cardine di ciò che contesti:
1. Mussolini AVEVA IDEE PRECISE SU COSA VOLESSE RAGGIUNGERE. ED ALLA FONDAZIONE DEL GIORNALE-MOVIMENTO, GIA' NEL 1914, I PRINCIPI ERANO QUELLI DEL SINDACALISMO NAZIONALE MUSSOLINIANO: IL FASCISMO!
2. la discriminante Fascista di quello che chiameremo "pragmatismo rivoluzionario" non negozia sui FINI della Politica fascista MA SUI MEZZI PER RAGGIUNGERE tali Fini INDISCUTIBILI!

E non potrebbe essere altrimenti. Negli stessi brani che hai inserito si parla chiaramente di REALISMO fascista. Tieni conto che quei brani sono DE-CONTESTUALIZZATI e pr ciò stesso non assolutizzabili! Però il succo del discorso del pragmatismo fascista non si discosta mai dal suo motivo stesso di essere: IL RAGGIUNGIMENTO DEL MODELLO DELLO STATO ETICO CORPORATIVO FASCISTA! Per cui Istituzioni e partiti, sono viste non sotto il profilo dell'eternità ma SOTTO IL PORFILO DELLA CONTINGENZA E DELL'UTILITA' DEL MOMENTO STORICO IN ATTO!

Per cui il Fascismo fu prima movimento politico-culturale, fondato intorno ad un Giornale Politico. POI FU MOVIMENTO IN SENSO STRETTO. POI FU PARTITO. POI FU PARTITO DI MAGGIORANZA IN UN PARLAMENTO RETTO DA UN SISTEMA ELETTORALE RAPPRESENTATIVO. POI FU BASE DI UN REGIME A PARTITO UNICO. POI FU INSTAURATORE DI UN REPUBBLICA PRESIDENZIALE.

In questo "Iter" gli antifascisti (come Martorana e il "camerata" Picchio, ad esempio) trovano un motivo per infangare il fascismo e Mussolini accusandolo di "camaleontismo" politico!

NOI ABBIAMO SCRITTO UN LIBRO, DOPO ANNI DI RICERCHE, PER PORTARE A CONOSCENZA UNA REALTA' OPPOSTA! LE AZIONI INTRAPRESE DA MUSSOLINI E DAI FASCISTI ERANO IMMANENTI AD UN PENSIERO PERSISTENTE (NEGLI INTENTI DELLA POLITICA SVOLTA DAL REGIME): LO STATO ETICO CORPORATIVO FASCISTA!

Ovvero uno Stato Sovrano ed Autorevole, ETICO, in cui si realizzasse pienamente il modello di rappresentanza collettiva diretta, di compartecipazione, sindacalista-nazionale, retto da una Camera Corporativa! QUESTO E' IL FASCISMO!

Durante il Regime "storico" si è attuato questo pragmatismo rivoluzionario CAMMINANDO, GRADO A GRADO, CON ARRESTI E RIPRESE, VERSO IL MODELLO SUDDETTO!

Quindi questo RI-conferma una volta in più l'Idea che sottende questi fatti!
Ma non ci sarebbe comunque servito!
Noi consideriamo il Fascismo un'idea SANA, VITALE E GIUSTA!
A prescindere dalla sua realizzazione "Perfetta" o meno...o MANCATA.

Oggi è dovere di un Fascista che sia realmente tale PREPARARSI!
Così affermava Mussolini stesso e così crediamo noi! Realisticamente!
Sempre realisticamente vediamo che abbiamo il nemico in casa, perchè tanti sfruttando malamente i dogmi dell'antifascismo e quindi avallandoli in pratica, credono il fascismo come unico AGIRE che precede OGNI PENSIERO SENSATO! Prima si agisce e poi si pensa!!!!!!!
COSA ASSURDA DAL SOLO PUNTO DI VISTA UMANO!

Invece, per essere preparati politicamente, c'è bisogno di conoscenza politica e anche storica. Visto che l'antifascismo si attacca a FALSITA' storiche per confermare le sue tesi!

SBUGIARDARE QUESTE FALSITA' POLITICHE E STORICHE è una priorità! Perchè sai chi le sostiene? LA DESTRA RADICALE CON LA SUA STESSA ESISTENZA!

Diffondere un Modello di Convivenza Civile come il Fascismo è altrettanto FONDAMENTALE OGGI! Soprattutto alla luce delle vicende-Grillo!

La stessa diffusione e lo stesso studio del Libro l'identità Fascista, la propagazione del Fascismo e la MILITANZA CULTURALE IN MEZZO ALLA GENTE, ORA, E' UNA AZIONE NON SIA QUANTO NECESSARIA E LODEVOLE!

MA DISGRAZIATAMENTE, PROPRIO PERCHE' SI TRATTA DI AZIONE RISOLUTIVA, NON VIENE ESEGUITA DAI TANTI CHE VOGLIONO....AGIRE PER FORZA!

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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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tribvnvs
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MessaggioInviato: Sab Set 22, 2007 11:39 pm    Oggetto:  
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Avanguardista, guarda, forse sono stato un po' troppo diretto, ma io sono fatto così. Perchè in tutta franchezza, non offenderti, o fai il finto tonto, o sei duro di comprendonio.
Sulla questione stiamo ripetendo da molto tempo le stesse cose su questo forum e il libro, che dovrebbe aiutare a comprenderle anche di più, dici di averlo letto...

Tu dici:
Citazione:

"Quello che io vi ho suggerito è di trasformarci in organizzazione politica e nel contempo culturale"

Già lo siamo, e la dimensione attualmente non conta
Citazione:

"che si muova pragmatisticamente tra il popolo, con il popolo e per il popolo"

Che significa esattamente? A maggior ragione che significa se poi incoerentemente contunui
Citazione:

"senza però impegnarci direttamente in elezioni, candidature e "politica attiva""?

Se ti muovi pragmaticamente tra il popolo ti devi muovere attivamente, se no è un'ossimoro. Sono stronzate di minchiella.net queste o di quale altro babbeo d'area? Tanto per capire da dove esce fuori questa contraddizione, o è semplicemente farina del sacco tuo? In questo caso sciogli la contraddizione e scegli una delle due. Ovvero, terza ipotesi, spiegati meglio.
Siccome mi sembra la solita contraddizione d'area...
Noi abbiamo questa proposizione: PRIMA, principalmente, formare i fascisti che devono essere le colonne dell'ideale da diffondere tra le masse, e che POI, dovrà essere realizzato per il popolo facendo attività politica attiva (fermo restando il problema futuro dei mezzi)

Poi aggiungi:

Citazione:
PRIMA LE IDEE, POI I FATTI

"E' questo il vero pensiero del Fascismo? Quando Mussolini ha creato i Fasci, si è messo forse a pubblicare interi volumi di ideologia? NO! Non è forse il binomio "PENSIERO E AZIONE" uno dei motti del Fascismo? SI!
Quindi penso che la tua frase non rispecchia l'etica Fascista, che a differenza delle sterili ed obsolete congreghe politiche ha AGITO E PENSATO!

Uno degli errore dell'Area è quello di anteporre l'azione al pensiero, ciò genera inevitabilmente un'azione inintelligente e controproducente nonchè estremamente dannosa.
Eguale errore sarebbe quello di anteporre il pensiero all'azione, dando così vita ad una politica metafisica (o metapolitica) del tutto estranea alla realtà e alla vita.
Idee e fatti, pensiero e azione vanno di pari passo!"


Prima di muoverti devi essere abbastanza forte per poterlo fare. Se paragoniamo un movimento politico ad un esercito, non solo deve essere addestrato (ideologicamente=deve sapere ciò che vuole) ma deve anche avere mezzi, truppe e armi (=risorse UMANE e materiali).
Stiamo cercando di creare questo esercito dal nulla, e già vorresti entrare in battaglia?

Citazione:

<< Il Fascismo è un movimento di realtà, di verità, di vita, che aderisce alla vita. E' pragmatista. Non ha apriorismi, nè finalità remote. Non promette i soliti paradisi dell'ideale. Lascia queste ciarlatanate alle tribù della tessera>>. "Il Popolo d'Italia", 3 luglio 1919

"Tribvunvs questo scritto del Duce dice già tutto, ma continuiamo...."

Ma se il libro l'hai letto, l'hai capito? Questo tuo scritto "non dice tutto", dice solo che non hai capito niente.
Il Fascismo è pragmatico sui mezzi, non sui fini, i quali mezzi si adattano alla realtà reale e non la piegano invece ai dogmi dell'ideologia (come liberismo e soprattutto, marxismo). In altre parole ciò è l'antipregiudizialismo fascista. Questo punto è stato ripetuto milioni di volte, e che c'entra con quanto ho scritto io?
Mi sa che ogni volta che rivai dai babbei d'area ti rincitrulliscono di nuovo e ti cancellano dal cervello la lezione del libro e dei suoi documenti che essi non possono confutare.
Citazione:

<< Tutte le altre associazioni, tutti gli altri partiti, ragionano in base a dei dogmi, in base a dei preconcetti assoluti, a degli ideali infallibili, ragionano sotto la specie delle eternità per partito preso. Noi, essendo un antipartito, non abbiamo - si passi il bisticcio - partito preso>>. "Il Popolo d'Italia", 3 luglio 1920


<< Ho orrore dei dogmi. Non potrebbe esservi un dogma nel Partito Fascista. Per il bene della Patria vi sono solo necessità che possono essere assolte oggi, ma che possono diventare relative domani>> 22 aprile 1923

E ancora: << Io non sono, non voglio essere, non sarò mai un padre eterno; il Fascismo non è, non vuole essere, non sarà mai una ridicola, grottesca e sinistra congrega come sono i vecchi partiti e i frammenti dei vecchi partiti; Il Fascismo è tale in quanto permette una pragmatica latitudine di atteggiamenti, a seconda delle circostanze di tempo, di luogo, di ambiente>> (29 ottobre 1920)

E ancora il 6 ottobre 1919: << I Fasci Italiani di Combattimento non sono un partito, ma piuttosto l'antipartito... più che al proselitismo, per vendere marchette, tendono all'azione. Non hanno programmi immutabili. Non si propongono di vivere all'infinito. Non permettono il paradiso in terra e la felicità universale>>.

IDEM COME SOPRA
Citazione:

"Penso che Mussolini, come sempre, è stato chiarissimo ("più che al proselitismo... tendono all'azione!")"

Le truppe Mussolini già ce le aveva... caro Avanguardista... e noi?

Citazione:

"Altra tua frase che non condivido è la seguente:"

LE IDEE NON SONO DESTINATE TANTO ALLA GENTE, QUANTO AI FASCISTI CHE DEVONO PROPAGANDARLE

"Benissimo: così possiamo chiudere bottega sin dall'inizio!
Cito ancora il nostro Capo":
<< Il Fascismo non intende nemmeno chiudersi in una torre d'avorio aristocratica e inaccessibile>> 31/08/1924


No caro, perchè la massa è astratta per definizione, mentre i fascisti sono una cosa specifica che non coincide con la massa, ma ne fa parte. Ricordati che la guerra civile in Italia è stata combattuta da due minoranze, che nel 1919 erano addirittura 3; la massa in quanto tale parteggia, spinge, si muove su pungolo delle minoranze attive; ma sono loro che devono trascinarla e farsene carico. Per trascinare la massa, a priori inerte per definizione, serve una minoranza attiva ( e tanto più è ampia meglio è, ma per forza sarà minoranza rispetto al + della massa) che appunto la mobiliti e la renda partecipe del proprio progetto nella maggior misura possibile. Ma questa minoranza che "attiva" la massa deve sapere quello che vuole, perchè se non lo sa, se non ha un progetto, come può attivare, convincere e mobilitare la massa e renderla partecipe (di cosa se questa minoranza non ha una minchia di idea?)? Domandaglielo ai babbei d'area!


Continua Avanguardista:
Citazione:

"Ogni azione e pensiero Fascista deve essere diretta in primo verso il popolo, è il popolo il nostro fine! Noi Fascisti aderiamo pragmatisticamente alla realtà fino a dominarla. Non dobbiamo lasciare in second'ordine il popolo, per poi educarlo in una fase successiva."


Noi chi? Noi fascisti quali? Quando Mussolini parlava di fascisti non c'era dubbio di definizione. Oggi sì. Anche i babbei d'area spesso si dicono fascisti o neofascisti o come minchia si vogliono definire. Ma è chiaro, ampiamente, che sono solo degli utili idioti dell'antifascismo. Quindi prima indichiamo qual è il vero messaggio fascista a tutti coloro che lo vogliono ascoltare (mandando a fffanculo l'area, che non lo vuole - POICHE' E' L'AREA CHE SI E' RINCHIUSA NEL SUO GHETTO DI SERVI USA E GETTA, PRENDI E RIBUTTA, CHE E' PEGGIO DELLA TORRE EBURNEA...).
Quindi il messaggio è rivolto a tutti, nessuno escluso. E' rivolto a tutto il popolo, ma necessariamente ti risponderà solo una minoranza, almeno all'inizio. A maggior ragione visti 60 anni di menzogne antifasciste inculcate con accanimento e vista la presenza, appositamente predisposta ad uso del sistema, di sedicenti fascisti che servono a confondere le idee (e ad accreditare la vulgata) e ad ostacolare una reale rinascita fascista.
Questo è il primo ostacolo di un fascismo contemporaneo.

Citazione:

"Eppoi chi sarebbero questi fascisti da educare? La teppa dell'area? No grazie, allora meglio restare pochi ma buoni Wink"


Su questo nulla da obiettare Very Happy[/quote]
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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Lun Set 24, 2007 3:15 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Francamente, caro avanguardista, non capisco il tono della tua risposta sopratutto nel punto che mi riguarda.


Carissimo, stiamo solo conversando, almeno io a differenza di quanto fa tribvnvs, scusami se il tono possa esserti parso perentorio Wink

Citazione:
Io ho indicato due articoli del massimo documento legislativo dello stato per dimostrarti che, in linea giuridica, non ci vorebbe molto ad attivare una camera delle corporazioni e tantomeno a socializzare una impresa.
L'art 99 dichiara esistente un qualcosa di simile della camera delle corporazioni ma, di fatto, tale camera non esiste.
l'art 45 prevede la ripartizione degli utili nelle modalità previste dalla legge e questo significa che basta una semplice legge ordinaria per applicare il tutto.
Io mi sono limitato a riferire la situazione dal punto di vista legislativo e delle altre implicazioni non mi sono occupato in quanto non mi sembrava c'entrassero col la discussione.


Non ho mai dubitato che in linea giuridica non ci vorrebbe molto a dar vita ad uno Stato Corporativo, i miei dubbi erano altri Wink

Citazione:
Ad ogni modo quello che dici mi pare scontato ma permettimi di insinuare che chiunque abbia l'arditeza di proporre un simile progetto di legge non abbia a cuore soltanto questo particolare progetto legislativo ma abbia voglia di cambiare un bel po' di cose. Mi spiego meglio: l'attuale classe politica non vuole cambiare nulla perchè si sente protetta da questo sistema e quindi nessuno di loro proporebbe mai la realizzazione di un progetto come l'attivazione dell'articolo 99 perchè li costringerebbe a cercare di controllare un'altro organo. Sarebbe uno spreco di tempo e di denaro!
Chiunque proponga una tale legge lo farebbe solo perchè, di' fatto, ha intenzione di realizzare un determinato progetto politico che prevede l'inevitabile defenestrazione della attuale classe dirigente.
Vorrei rettificare una cosa che hai scritto: la camera delle corporazioni è un organo dotato di un determinato potere, stabilito dalla legge. Tale potere non è subordinato al governo ma è condiviso con quello di una normale camera rappresentativa. C'è dunque la rappresentanza politica (che rappresenta l'uomo come cittadino) e quella corporativa (che rappresenta il cittadino in quanto lavoratore). Quest'ultima camera non è alle dipendenze del governo ma gode di vita autonoma, ha dei suoi poteri e dei suoi precisi compiti infatti la dottrina corporativa non prevede necessariamente l'esistenza di un governo di tipo dittatoriale (carta del carnaro docet).
L'eticità dei cittadini non si sviluppa attraverso l'imposizione o la paura ma mediante l'educazione: è qundi compito della scuola, della televisione, dei giornali e di tutti i mezzi di comunicazione di massa educare il popolo, insegnando ai singoli, sia in teoria che nella pratica, l'esistenza di determinati valori. Questi ultimi non devono essere insegnati come dei moralismi da rispettare per diventare dei "bravi ragazzi" ma come dei comportamenti da tenere affinchè il contratto sociale e la stessa vita in comunità possa andare avanti. I VALORI NON SONO DELLE ENTITA' ASTRATTE MA QUALCOSA DI CONCRETO CHE CI SERVE NELLA VITA DI OGNI GIORNO PER VIVERE SERENAMENTE INSIEME AGLI ALTRI NONCHE' PER VIVERE BENE ANCHE CON NOI STESSI. Per non essere frainteso specifico che il valore concreto può anche discendere da una entità astratta ma per concretizzarsi deve calare nella vita delle persone e diventare quindi qualcosa di concreto non un semplice sfoggio di erudizione.


Il problema da me sollevato riguarda la effettiva, totale e giusta funzionalità nell'attuale Stato democratico da parte del Corporativismo.
A tal proposito illuminante è quanto affermato dal Duce:

<< Per fare il Corporativismo pieno, completo, integrale, rivoluzionario, occorrono tre condizioni. Un partito unico, per cui accanto alla disciplina economica entri in azione anche la disciplina politica e ci sia al di sopra dei contrastanti interessi un vincolo che tutti unisce, la fede comune. Lo Stato totalitario, cioè lo Stato che assorbe in se, per trasformarla e potenziarla, tutta l'energia, tutti gli interessi, tutte le speranze di un popolo. Terza ed ultima e più importante condizione: occorre vivere un periodo di altissima tensione ideale>>

Secondo te, le tre condizioni per far funzionare in toto lo Stato Corporativo sono attualmente presenti? Ecco il punto chiave di tutta la questione Wink

Citazione:
Riguardo pensiero ed azione non sto troppo a dilungarmi: Mussolini sapeva già cosa fare quando fondò i fasci di combattimento e decise di agire perchè aveva già pensato altrimenti non avrebbe fondato alcun movimento ma avrebbe continuato a dirigere un giornale.


Mussolini sapeva non ci sono dubbi! Ma gli uomini che aderirono ai Fasci sapevano tutti? Dal fascista della prima ora in Piazza San Sepolcro a quello dell'ultima ora sapevano tutti? La risposta è no.
Ed è da questa riflessione che mi voglio partire per rispondere in seguito a tribvnvs.
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MessaggioInviato: Lun Set 24, 2007 7:28 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Il problema da me sollevato riguarda la effettiva, totale e giusta funzionalità nell'attuale Stato democratico da parte del Corporativismo.
A tal proposito illuminante è quanto affermato dal Duce:

<< Per fare il Corporativismo pieno, completo, integrale, rivoluzionario, occorrono tre condizioni. Un partito unico, per cui accanto alla disciplina economica entri in azione anche la disciplina politica e ci sia al di sopra dei contrastanti interessi un vincolo che tutti unisce, la fede comune. Lo Stato totalitario, cioè lo Stato che assorbe in se, per trasformarla e potenziarla, tutta l'energia, tutti gli interessi, tutte le speranze di un popolo. Terza ed ultima e più importante condizione: occorre vivere un periodo di altissima tensione ideale>>

Secondo te, le tre condizioni per far funzionare in toto lo Stato Corporativo sono attualmente presenti? Ecco il punto chiave di tutta la questione Wink


Chiariamo bene il discorso di Mussolini: cosa si intende per totalitario? Oggi per totalitario si intende uno stato di polizia ma cosa si intendeva allora per totalitario? Unico modo per scoprirlo è determinare il significato di tale concetto in quel determinato contesto storico poichè le parole possono avere diversi significati a seconda delle epoche.
La parola totalitario viene usata in politica, in arte, in letteratura ed in filosofia col preciso significato che si tratta di un qualcosa che coinvolge la persona in tutti i suoi aspetti materiali e spirituali. Il primo ad usare questa parola in politica è mazzini, il quale sostiene che, non essendo gli uomini fatti a fette, la politica deve tenere conto della totalità delle dimensioni che compongono un uomo.
Poco più avanti tale definizione nasce anche nell'arte e nella filosofia in reazione al materialismo positivista. In politica tale concezione totale o totalitaria viene ripresa da Mussolini, ispirandosi a Mazzini (Gentile docet). Per stato totalitario, dunque, non si intende una dittatura ma uno stato in cui vi siano dei valori etici condivisi da tutti ed in cui si tiene conto di tutte le dimensioni della vita di un uomo: quella materiale ma anche quella spirituale! Per tensione ideale si intende un concetto risalente alla grecia antica ma tutt'ora attuale: occorre la convinzione che occorrono persone sinceramente convinte di ciò che fanno e che hanno in testa un determinato progetto da realizzare, nel quale ci credono (la famosa tensione alla perfezione che mai si raggiungerà ma alla quale bisogna sempre puntare).
Per quanto riguarda la prima parte bisogna inazitutto sottolineare che la citazione è carente di contestualizzazione: l'ipse dixit può essere un metodo per suffragare le proprie tesi ma ha il difetto di essere soggetto ad innumerevoli interpretazioni a seconda della volontà di chi sta leggendo. Meglio quindi citare documenti o, quantomeno, riferire la fonte della citazione (questo concetto è stato espresso dall'umanesimo non è una mia invenzione).
La parte iniziale, infatti, potrebbe essere interpretata in maniera differente a seconda che ci si trovi nel 1919 oppure nel 1925 ma a parte ciò vorrei sottolineare una cosa: da quel che si capisce il fine ultimo è quello di ottenere la disciplina politica come farlo poi è relativo al contesto. Può benissimo essere che, in quel determinato contesto, l'unico modo per ottenere la disciplina politica fosse quello del partito unico ma quello che è vincolante non sono i mezzi ma i fini e ciò si deduce dal pragmatismo rivoluzionario.
Inoltre viene ribadita la necessità di un ideale comune che vada al di sopra degli interessi individuali ma di ciò si è già parlato.
Ecco dunque che così si possono tradurre le tre condizioni necessarie: necessità di ordine politico ed economico, necessità di un ideale comune e voglia di realizzare un progetto. Come agire e quali metodi utilizzare è relativo ai tempi ed è una decisione che non spetta all'ideologo.

Citazione:
Mussolini sapeva non ci sono dubbi! Ma gli uomini che aderirono ai Fasci sapevano tutti? Dal fascista della prima ora in Piazza San Sepolcro a quello dell'ultima ora sapevano tutti? La risposta è no.
Ed è da questa riflessione che mi voglio partire per rispondere in seguito a tribvnvs.

E questo scusa cosa vuol dire?
Quando qualcosa viene a contatto con la massa è ovvio che venga notevolmente semplificato da essa perchè la folla non è capace di concepire ragionamenti complessi ma le idee nascono dagli individui non dalle masse. Piazza San sepolcro non era un raduno di massa ma una semplice riunione di pochi quindi una riunione di una elite e la caratura dei personaggi lo dimostra: gente come Marinetti, che ben conosce le tecniche di comunicazione, stai ben sicuro che non si fa coinvolgere troppo perchè ci conosce le tecniche di comunicazione le domina mentre chi le ignora le subisce. In quel contesto si formò l'elite del fascismo quell'elite che negli anni a venire cercherà di far conoscere il proprio progetto alle masse. Ma, appunto, prima di agire Mussolini aveva già una elite a sua disposizione altrimenti non avrebbe proceduto come infatti non ha fatto fino a 1920 inoltrato.
Non ho alcun dubbio sul fatto che ci fossero persone che ignorassero il progetto di Mussolini ma questo non cambia lo stato delle cose: gli idioti ci sono e ci sono sempre stati nel mondo perchè tale è il nome di chi fa le cose in nome della moda del momento. Esattamente come ci sono sempre stati gli opportunisti ma Mussolini lo evidenzia benissimo in un suo articolo sul Popolo d'Italia datato 25/05/21, intitolato "intervento chirurgico".
Mussolini, infatti, detestava gli idioti e li utilizzava per i propri fini per poi scartarli quando inutili: così fece con starace e farinacci e così, in generale, il fascismo fece nel confronto degli squadristi irrequieti che vennero mandati in africa in mezzo al deserto oppure vennero sbattuti in posti inutili dove però non arrecavano alcun danno. Ma nella storia nessuno ha mai particolarmente apprezzato gli idioti se non oggi qui in italia perchè i vari partitocrati hanno bisogno di loro per sopravivere.
Ti avviso inoltre che il fascismo fa sue le toerie di pareto, il quale sosteneva che la storia è storia di elite non di masse: sono, infatti, le elite a creare i progetti e le idee e sono sempre le elite a decidere di coinvolgere le masse nei loro progetti. Le masse, di per se, sono immobili ed incapaci di progettare qualsiasi cosa almeno che non vengano coinvolte e disciplinate delle elite. Da ciò si deduce che l'elite è indispensabile e senza di essa non si può fare nulla. Ecco perchè tribvnvs, come tutti noi, ritiene indispensabile creare un elite perchè senza di essa non avverrà mai nulla.
La teoria di pareto, derisa dai liberldemocratici e dai marxisti, è stata ripresa ultimamente anche da Benedetto XVI in uno dei suoi primi discorsi.
A conferma che il fascismo sosteneva questa linea c'è il fatto che parecchi componenti del fascismo mai avrebbero aderito ad un movimento che esaltava la massa in quanto tale. Gente come d'annunzio e marinetti mai avrebbe aderito ad un movimento che professava l'esaltazione della "società di massa".
In questo forum inoltre siamo tutti schifati dalla attuale "società di massa" nella quale ogni cosa viene abbruttita e volgarizzata in nome del vil denaro e ci sembra che il fascismo sia della nostra stessa opinione.
In definitiva Mussolini sapeva cosa voleva esattamente come la elite fascista sapeva cosa voleva ed a noi interessa questo: se poi l'idiota di turno aderiva al fascismo per motivi stupidi, a noi questo non interessa.
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MessaggioInviato: Lun Set 24, 2007 8:30 pm    Oggetto:  
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Ineccepiile Daniele, ineccepibile.
Ma credo che Avanguardista non voglia capire e non c'è peggior sordo...
Avanguardista speravo che mi rispondessi subito, vabbè.
Chissà perchè mi viene da pensare che 6 andato dai suggeritori d'area...
Ma che fai? A scuola copiavi i compiti dei somari? Very Happy Very Happy
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MessaggioInviato: Mar Set 25, 2007 1:33 pm    Oggetto:  
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tribvnvs ha scritto:
Ineccepiile Daniele, ineccepibile.
Ma credo che Avanguardista non voglia capire e non c'è peggior sordo...
Avanguardista speravo che mi rispondessi subito, vabbè.
Chissà perchè mi viene da pensare che 6 andato dai suggeritori d'area...
Ma che fai? A scuola copiavi i compiti dei somari? Very Happy Very Happy


Avanguardista sta cercando di capire ma non c'è peggior muto Laughing
tribvnvs sai com'è... alla fine uno si stanca a dialogare con i "baluba" come te che si credono fascisti, ma che de facto sono tutt'altro!
Ho intenzione di aprire un topic per spiegarmi meglio, perchè penso di essere stato frainteso, ma non con te, ma con i grandi RomaInvicta e Marcus unici che apprezzo e stimo!
A NOI!
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MessaggioInviato: Mar Set 25, 2007 2:38 pm    Oggetto:  
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Mi spiace avanguardista, sei un ragazzino.
Ti risponderà dunque chi reputi degno di farlo...
Il sottoscritto ha inteso farti presente che se il libro lo hai letto, non lo hai capito. Ovvero i tuoi suggeritori "di là", che non valgono una mazza: so perfettamente che fai avanti e indietro tra questo forum e i minchiella.net come una pallina impazzita. Trova un equilibrio nella tua ricerca di chiarimenti. Valuta, decidi e chiarisciti con te stesso, perchè mi pare che invece di schiarirti le idee te le confondi sempre di più. Sei tu che devi avere un po' di senso critico autonomo; finora ti stai dimostrando uno che ascolta una cosa di qua, poi un'altra di là, (magari inconciliabili) e alla fine non si fa una idea chiara ma va in tilt e ripete le domande iniziali restando sempre al palo.
Appunto sei un ragazzino.
Sia ben chiaro: sei libero di pensare quello che vuoi, ma a mio parere le spiegazioni che cercavi le hai avute ampiamente. Se tu non sai decidere perchè sei troppo influenzabile dall'ultimo che parla, è un problema tuo di maturità e non di "baluba".
Cresci ragazzì'!
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MessaggioInviato: Mar Set 25, 2007 3:13 pm    Oggetto:  
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tribvnvs ha scritto:
Mi spiace avanguardista, sei un ragazzino.
Ti risponderà dunque chi reputi degno di farlo...
Il sottoscritto ha inteso farti presente che se il libro lo hai letto, non lo hai capito. Ovvero i tuoi suggeritori "di là", che non valgono una mazza: so perfettamente che fai avanti e indietro tra questo forum e i minchiella.net come una pallina impazzita. Trova un equilibrio nella tua ricerca di chiarimenti. Valuta, decidi e chiarisciti con te stesso, perchè mi pare che invece di schiarirti le idee te le confondi sempre di più. Sei tu che devi avere un po' di senso critico autonomo; finora ti stai dimostrando uno che ascolta una cosa di qua, poi un'altra di là, (magari inconciliabili) e alla fine non si fa una idea chiara ma va in tilt e ripete le domande iniziali restando sempre al palo.
Appunto sei un ragazzino.
Sia ben chiaro: sei libero di pensare quello che vuoi, ma a mio parere le spiegazioni che cercavi le hai avute ampiamente. Se tu non sai decidere perchè sei troppo influenzabile dall'ultimo che parla, è un problema tuo di maturità e non di "baluba".
Cresci ragazzì'!


Ecco, visto che continui a non capire? Parli con una arroganza e presunzione estranei all'etica Fascista!
Il fatto che io frequenti altri forum non è un mistero, non ho nulla da nascondere e posso dirlo chiaramente e fieramente che sono un utente del duce.net, ma penso lo sapevi già.
Di quì a dirmi che mi danno suggerimenti, oppure mi faccio dare da loro delle risposte ce ne corre amico mio! Io, se proprio ti interessa saperlo, sono uno spirito indipendente e critico.
Non mi faccio coinvolgere da nessuno, cerco di capire e conoscere meglio qualcosa prima di appoggiarla o attaccarla in toto.
Reputo il progetto culturale del "Covo" l'unico progetto degno di questo nome, perchè di fronte all'eresia dei fascismi e alla mancanza di valori sani, il Covo è l'unico progetto che riscontra una certa continuità col Fascismo mussoliniano e gentiliano.
Cosa ho cercato di dire io? Che accanto al progetto culturale è bene perseguire anche un progetto politico, inteso come elaborazione di programmi sociali e capacità di mobilitazione, e non invece come mera ricerca di voti come tu pensavi. Si va alla ricerca dei voti solo quando si sarà formata una elite Fascista degna di tale nome.

Tribvnvs la discussione sul Fascismo azione e Fascismo ideologia è più intricata di quanto tu possa immaginare, ed ho intenzione aprire un topic apposito per SPIEGARTI come stanno le cose.
Certo che se il Fascismo fosse stato solo idee e parole che venivano da un giornale, non sarebbe stato di sicuro il Fascismo.
"Verba volant, scripta manet" dicevano i latini, "Libro e moschetto" ribadiva Mussolini.
Quanto al libro mi sa che invece sei stato tu a non leggerlo, io se sono riuscito ad approntare una bozza di recensione vuol dire che l'ho letto e l'ho capito, a dispetto del tuo darmi un "ragazzisno".
Il sottoscritto ha divorato sul Fascismo più libri di quanto tu ti possa immaginare, da Renzo De Felice al più recente Pierluigi Baima Bollone.
Mi dispiace che la discussione sia degenerata così, io volevo solo capirci di più, tu ti sei comportanto da arrogante!
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