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Rapporto polizia su Mussolini

 
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Marcus
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MessaggioInviato: Gio Feb 14, 2013 7:06 pm    Oggetto:  Rapporto polizia su Mussolini
Descrizione:
Rispondi citando

…come tutti i politici (a maggior ragione quelli di orientamento rivoluzionario) Benito Mussolini fu schedato dalle forze di pubblica sicurezza, ed il profilo redatto dal funzionario di polizia nel 1919, agli albori del Fascismo, prima che divenisse una forza politica di governo, risulta storicamente interessante sia per l'acume dimostrato che per l'assenza di pregiudizi, ed è anzi per certi versi assai “sorprendente” rispetto all’immagine diffusa dalla vulgata antifascista.


Rapporto dell'Ispettore generale di PS G. Gasti su Mussolini e i Fasci di combattimento (giugno 1919)

(in R. De Felice, "Mussolini il rivoluzionario", Torino, 1965- 1995, Einaudi, pp.730 - 737)

[...]

Cenni biografici (Mussolini).

Mussolini Prof. Benito fu Alessandro, nato a Predappio (Forlí) il 29-7-1883, residente a Milano in Foro Bonaparte 38, socialista rivoluzionario, schedato, maestro elementare abilitato ad un insegnamento in scuole secondarie fu prima segretario delle Camere di Lavoro di Cesena, Forlí e Ravenna, poi dal 1912 Direttore del giornale « Avanti! » al quale impresse forma violenta, suggestiva ed intransigente. Nell'ottobre 1914, messosi in contrasto con la Direzione del partito S. I. perché fautore della neutralità attiva dell'Italia nella guerra delle Nazioni contro la tendenza della neutralità assoluta, si ritirò il 20 di detto mese dalla Direzione dell'« Avanti! ». Iniziò quindi il 15 del novembre successivo la pubblicazione del giornale « Il Popolo d'Italia », col quale sostenne, in antitesi all'« Avanti! » e con aspra polemica contro tale giornale ed i suoi principali ispiratori, la tesi dell'intervento dell'Italia nella guerra contro il militarismo degli Imperi Centrali. Per tale fatto fu accusato d'indegnità morale e politica e fu deliberata la di lui espulsione dal partito. Si dimise in seguito dalla carica di Consigliere Comunale di Milano e da quella di Consigliere della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde: esplicò opera attivissima per l'intervento dell'Italia, partecipando alle manifestazioni di piazza e scrivendo articoli violentissimi sul « Popolo d'Italia ». Richiamato sotto le armi, fu in zona di guerra e rimase anche gravemente ferito da scheggia di granata. Fu promosso caporale per merito di guerra. La promozione fu motivata dall'attività sua esemplare, dalla qualità battagliera, dalla serenità di mente, dall'incuranza ai disagi, dallo zelo, dalla regolarità nell'adempimento dei suoi doveri, essendo sempre primo in ogni impresa di lavoro e di ardimento. Il 25 dicembre 1915 contrasse in Treviglio matrimonio con la sua conterranea Guidi Rachele, dalla quale aveva già avuto una bambina – Edda – procreata a Forlí nel 1910. Ebbe per amante anche la trentina Dalser Ida Irene fu Albino e fu Corradini Caterina nata a Sopramonte (Trento) il 25-8-188o dalla quale ebbe un figlio nel novembre 1915 riconosciuto dal Mussolini con atto dell'11 gennaio 1916. Non sarà superfluo un cenno su questa relazione del Mussolini. La Dalser, giunse a Milano nel 1906, occupandosi in qualità di governante. Dopo qualche anno fece ritorno in Patria e si recò poi a Parigi per apprendere la professione di « manicure ». Nel 1913 ritornava a Milano, ed arrogandosi il titolo di « professoressa di igiene estetica e massaggio », apri un « gabinetto di bellezza fisica » in Via Foscolo n. 5. Strinse in allora rapporti intimi col Cav. Professore B. G., procuratore della Ditta Erba, relazione che fu rotta pel carattere violento della Dalser, che pertanto fece segno di sue persecuzioni il B. con minacce e scandali. In seguito la Dalser si occupò presso il giornale il « Popolo d'Italia » e contrasse intime relazioni col Mussolini. Ne nacque l'11-11-1915 un bambino che fu chiamato Dalser Benito Albino, e che fu poi riconosciuto legalmente dal Mussolini come già si disse con atto dell'11 gennaio 1916. La Dalser fu denunciata con anonimi come sospetta di spionaggio, ma dalla vigilanza esercitata nessun elemento fu dato raccogliere, che potesse dar vita ai sospetti. Risultò solo che nel tempo di sua dimora in Via Foscolo, elogiava l'esercito austriaco nel quale diceva si trovasse un suo fratello col grado di ufficiale ed aggiungendo che in Austria si stava bene. Abbandonata da Mussolini sparlava con tutti di lui, dicendo anche di averlo aiutato finanziariamente, senza però mai fare cenno ai di lui precedenti politici. Con decreto prefettizio del 22-5-1917 fu allontanata da Milano e dalla Provincia, costituendo la sua presenza grave pericolo di turbamento dell'ordine pubblico, pel contegno provocante verso la famiglia del Professor Mussolini, per i propositi di vendetta da lei manifestati, per le relazioni da lei coltivate, per i raggiri ai quali ricorreva per vivere ed inviata a Firenze. Essa riceve dal Mussolini a mezzo dell'avvocato Jarach un sussidio mensile di L. 200. Da Firenze fu poi internata a Caserta. Mentre era internata a Caserta, essa ad un funzionario di quest'Ufficio (febbraio 1918) accusò il Mussolini di essere venduto alla Francia tradendo gli interessi del proprio Paese ed al riguardo riferì di aver saputo che il 17 gennaio 1914 ebbe luogo a Ginevra un colloquio tra il Mussolini il Naldi e l'ex presidente del Consiglio francese Caillaux, in seguito al quale quest'ultimo avrebbe versata in Ginevra al Mussolini ed ai suoi complici Clerici Ugo, e Morgagni Manlio la somma di un milione di lire, somma che sarebbe stata depositata al Banco Jarach in Via S. Spirito n. 7 a Milano. Il Clerici ed il Morgagni sarebbero inoltre immischiati nel noto affare dei buoi di Bolo pascià ed il primo farebbe continui viaggi in Francia per maneggi sospetti mentre il secondo si interesserebbe ad amministrare il denaro e di provvedere alla corrispondenza. Accennò pure all'opera sospetta dell'Avv. Guido Galli di Milano legale del Mussolini e che dalle misere condizioni in cui si trovava prima della guerra farebbe al presente vita molto dispendiosa, nonché a quella di tal Bonavita del giornale « Il Popolo d'Italia » che avrebbe per amante una tedesca. Ha riferito inoltre che le prime trattative per la fondazione del « Popolo d'Italia », in cui essa avrebbe anche partecipato con una discreta somma, furono fatte a Milano nell'albergo della Bella Venezia tra il Naldi, il Mussolini ed il Comm. Iona, il quale ultimo però venne poco dopo fatto allontanare, non volendo gli altri due metterlo in condizioni di conoscere la provenienza sospetta dei fondi. La Dalser però è una nevrastenica ed una isterica esaltata dal desiderio di vendetta contro il Mussolini e le sue dichiarazioni non meritano fede. Tuttavia dalle indagini fatte è risultato che effettivamente non alla data indicata dalla Dalser, ma bensí il 13 novembre 1914 (notisi due giorni prima dell'apparizione del 1° numero del « Popolo d'Italia ») il Benito Mussolini ed il Filippo Naldi si trovavano a Ginevra e precisamente, entrambi, all'Hotel d'Angleterre. Essi dissero allora di essersi colà recati per concludere col Sig. Georg della Ditta Haasenstein e Vogher dei contratti di pubblicità ma sembra abbiano invece avuto delle conferenze con alte notabilità francesi di cui tuttavia non fu possibile sapere il nome (lettera 8 marzo 1918 n. 3510 del Console di Ginevra). Che poi il Mussolini abbia, per il tramite della Svizzera, ricevuto dalla Francia i fondi per l'uscita del giornale il « Popolo d'Italia » fu sempre voce comune. Tramite di tali fondi sarebbero stati l'agente svizzero di pubblicità Grassi Carlo di Giovanni dimorante in Via Orefici n. 1 Milano ed il banchiere Jarach di Milano presso cui Morgagni Manlio, amministratore del giornale del Mussolini ed intimo del Jarach, avrebbe avuto dei depositi, ma non fu mai possibile avere la prova del fatto né accertare la cifra dei depositi. Circostanza che avvalorerebbe tali informazioni è che l'avvocato Ermanno Jarach con studio in Milano Via S. Spirito 7, fratello del Banchiere spedisce mensilmente per conto del Mussolini L. 200 alla Dalser Ida. In quanto al Clerici Ugo accusato dalla predetta Dalser di connivenza col Mussolini si hanno le seguenti notizie: Abita in Milano, Corso Buenos Ayres 48, ha studio in P. Umberto 34 o 36 ed al presente è socio della « Commissionaria Industriale e Commerciale Ita¬liana » con sede in Via Principe Umberto 34. Altro socio è certo Capitano Bianchi. Il Clerici, prima del 1914 modestissimo rappresentante di Caffè insieme ad Angiolino De Ambris, fratello del Deputato omonimo, passò all'inizio della guerra al servizio dell'Avo. Pietro Coutret, capo della Missione Marittima Francese in Genova. Questo Ufficio – è noto – avrebbe dovuto occuparsi di affari commerciali. Ma dopo l'entrata in guerra dell'Italia fu trasformato in vero e proprio ufficio d'informazioni, ed esplicava la propria attività, oltreché nella Svizzera, anche all'interno, ed aveva – mi consta in modo positivo – ramificazioni negli Uffici di censura di Como e di Milano nonché nella stessa Questura di Milano. Uno dei loro informatori migliori fu il noto Borsani, contemporaneamente addetto alla Sezione M. del Comando Supremo e collaboratore del « Popolo d'Italia ». Il Clerici, capo del gruppo informatori di Milano e della Svizzera (in questo paese gli informatori furono facilmente raccolti fra Ferrovieri essendo il Clerici un noto agitatore nel campo ferroviario italiano) aveva larga disponibilità di danaro, e si occupò anche del servizio Stampa. Un fiduciario di quest'ufficio dice: « Nel futuro processo Mussolini - " Italia del Popolo " (se si farà) saranno indicate le somme che – tramite Clerici – Mussolini riceveva: « Lire 10.000 mensili dall'Ambasciata Francese, e L. 6000 da un incaricato del Ministro Thomas, del Gabinetto Briand ». È voce pubblica che il Mussolini abbia pure ricevuto denari dal Fascio delle Associazioni patriottiche presieduto dall'On. Candiani, dalla Massoneria e dal Partito repubblicano e cessate queste fonti, in quest'ultimo periodo anche dalle Ditte Pirelli ed Ansaldo col quale ultimo dicesi abbia fatto un contratto di pubblicità per circa 500.000 lire. Per quanto riguarda il contratto stesso dicesi che la stipulazione sia avvenuta per mezzo di Missiroli, il quale sarebbe anche a conoscenza delle somme che Mussolini avrebbe avuto dalla Francia e dal Belgio. A questo proposito, un'indagine, per conto del Comando Supremo, sarebbe stata compiuta dal Comm. De Francisci che avrebbe anche copie fotografiche dei documenti comprovanti la corrisposta di tali somme. La notizia merita tuttavia conferma. In sostanza benché non si abbia da quest'ufficio la prova testimoniale o documentale delle sovvenzioni attinte dal Mussolini alle fonti suindicate, vi sono seri indizi per ritenere che tali apporti di fondi siano avvenuti ed il principale di questi indizi è che il Mussolini venuto via improvvisamente dalla Direzione del giornale l'« Avanti! » senza denaro ha avuto in seguito e costantemente larga disponibilità di capitali che gli permisero non soltanto la dispendiosa pubblicazione del suo giornale ma anche una larga prodigalità di erogazioni a scopo di propaganda, di beneficenza ed anche a scopo personale. Basti dire che niuno dei suoi collaboratori (d'altra parte ben retribuiti) e dei suoi seguaci si è mai rivolto invano al suo aiuto finanziario, che ha un bell'alloggio al Foro Bonaparte, che pranza e cena costantemente al restaurante che fa largo uso di automobili e vetture, che ha un servizio d'informazioni e che dall'aprile u.s. fin verso la metà di maggio, e specie nel periodo in cui piú ebbe ragione di temere le rappresaglie dei socialisti dopo la devastazione della sede del giornale « Avanti! », egli mantenne a sua difesa ed a tutela della redazione del « Popolo d'Italia » una squadra di 25 arditi che retribuiva con quindici lire al giorno ciascuno incontrando un esborso quotidiano di L. 375. Altri indizi sarebbero i seguenti: Nell'estate scorsa nelle testate del « Popolo d'Italia » l'indicazione " quotidiano socialista " si tramutò in quella di: " organo dei combattenti e dei produttori " e Mussolini apri una redazione del giornale a Genova. Nella stessa epoca Mussolini dimorò parecchi giorni a Genova avendo quotidianamente lunghi colloqui coi dirigenti della Ditta Ansaldo e servendosi sempre di una automobile della ditta messa a sua completa disposizione dal Comm. Pio Perrone. Dopo la metà di maggio il numero di questi arditi fu diminuito a 5.

Cenni fisiopsicologici.

Benito Mussolini è di forte costituzione fisica sebbene sia affetto da sifilide. Questa sua robustezza gli permette un continuo lavoro. Riposa fino a tarda ora del mattino, esce di casa sua a mezzogiorno, ma non vi rientra piú che alle 3 dopo la mezzanotte, e queste quindici ore, meno una breve sosta per i pasti, sono devolute alla attività giornalistica e politica. È un sensuale e ciò è dimostrato dalle varie relazioni contratte con donne delle quali le piú notevoli quelle colla Guidi e colla Dàlser sopra accennate. E' un emotivo ed un impulsivo e questi caratteri lo rendono nei suoi discorsi suggestivo e persuasivo per quanto, pur parlando bene, non possa dirsi un oratore. É in fondo un sentimentale ciò che gli attira molte simpatie ed amicizie. È disinteressato, prodigo dei denari che maneggia e ciò gli ha formato una reputazione di altruismo e di filantropia. È molto intelligente, accorto, misurato, riflessivo, buon conoscitore degli uomini e delle loro qualità e manchevolezze. Facile alle pronte simpatie ed antipatie, capace di sacrificio per gli amici, è tenace nelle inimicizie e negli odi. È coraggioso ed audace; ha qualità organizzatrici, è capace di determinazioni pronte; ma non altrettanto tenace nelle convinzioni e nei propositi. È ambiziosissimo. — È animato dalla convinzione di rappresentare una notevole forza nei destini d'Italia ed è deciso a farla valere. È uomo che non si rassegna a posti di secondo ordine. Vuole primeggiare e dominare. Nel socialismo ufficiale sali rapidamente da oscure origini a posizione eminente. — Egli fu il Direttore ideale dell'« Avanti! » pei socialisti. Fu in quel campo molto apprezzato ed amato. Qualcuno dei suoi antichi compagni ed ammiratori confessa ancora che nessuno meglio di lui seppe comprendere ed interpretare l'anima del proletariato il quale vide con dolore la sua apostasia. Questa fu determinata non da calcolo di interesse o di lucro. Egli fu uno apostolo sincero ed appassionato prima della neutralità vigile ed armata e poi della guerra; e non credette di transigere colla sua onestà personale e politica valendosi di tutti i mezzi, da qualunque parte gli venissero, ovunque egli li potesse raccogliere, per sostenere il suo giornale, il suo programma, la sua linea d'azione. Questa la sua direttiva iniziale. Quanta parte poi delle sue convinzioni socialiste delle quali mai fece palese od intima abiura siasi sperduta nelle transazioni finanziarie indispensabili per la continuazione della lotta ingaggiata, nella utilizzazione — anche a scopo personale — del denaro ricevuto, nel contatto e nell'alleanza con uomini e con correnti di diversa fede, nell'attrito con gli antichi compagni, nella quotidiana schermaglia coi socialisti ufficiali, sotto la costante pressione dell'odio indomabile, della acre e ingiuriosa malevolenza delle accuse e delle calunnie incessanti degli antichi suoi seguaci è difficile precisare trattandosi di un'indagine introspettiva nel foro imperscrutabile della coscienza, ma è indubbio che tutti questi elementi compressori e corrosivi debbono avere notevolmente disgregato e logorato i principi marxisti dell'ex leader socialista. — Ma se queste alterazioni si sono verificate, se pur adombrino il suo spirito e possano tradursi larvatamente nella realtà delle cose e delle situazioni, egli non le lascierà tuttavia mai trasparire con troppa evidenza, non permetterà mai che altri le denudi e le sveli, egli vorrà sempre parere, e si illuderà forse sempre di essere socialista, malgrado che la sua opera possa essere utilizzata a fini costituzionali, malgrado che il dissidio con coloro che pretendono essere i dogmatici della ortodossia socialista si faccia sempre piú insanabile e profondo. Questo secondo le mie indagini la figura morale dell'uomo in contrasto coll'opinione dei suoi antichi compagni di fede e di adepti a partiti d'ordine che lo ritengono un venduto, un corrotto ed un corruttibile, ed in contrasto ad altri che lo ritengono fermamente saldo nei suoi principi socialisti di un tempo. Se una persona di alta autorità ed intelligenza saprà trovare nelle sue caratteristiche psicologiche il punctum minoris resistentiae, saprà anzitutto essergli simpatico, ed insinuarsi nel suo animo non contrastando inizialmente alle di lui visioni e previsioni politiche, se egli saprà dimostrare quale sia il vero interesse d'Italia, (poiché io credo al suo patriottismo) se con molto tatto, mostrando di rispettare le di lui intime convinzioni e la di lui tattica, nell'interesse di una collaborazione necessaria, gli offrirà i fondi indispensabili per l'azione politica concordata, in modo che non appaia l'intenzione, che sarebbe offensiva, di accaparramento o di addomesticamento, — il Mussolini si lascerà a poco a poco conquidere. Ma che col suo temperamento vi sia la certezza di non incontrare ad uno svolto di via, per mutamento di condizioni e di uomini, una sua defezione, non potrà mai garantirsi da alcuno. - Egli è come si disse un emotivo ed un impulsivo. – Tuttavia anche se temporanea la sua collaborazione potrebbe essere molto utile perché in questo momento la sua influenza nei fasci di combattimento, in quelli degli arditi e dei volontari è grandissima e potrebbe essere in alcune circostanze decisiva. – In questi ultimi tempi (metà di maggio) egli era di opinione che convenisse combattere in ogni modo la propaganda bolscevika, che convenisse sostenere il Gabinetto Orlando e specie il Presidente perché una crisi ministeriale avrebbe potuto compromettere piú alte istituzioni. Che occorresse considerare come un pericolo le associazioni facienti capo a Facchinetti ed all'« Italia del Popolo ». Negli ultimi numeri del « Popolo d'Italia », sembra tuttavia che in contrasto a queste aspirazioni da lui espresse siasi affermato un atteggiamento meno favorevole a S. E. Orlando. La cosa non meraviglia. – Già si è detto che le direttive politiche del Mussolini sono mutevoli e se, come si disse, non è ora difficile farne, fino ad un certo punto, un collaboratore non è da escludersi che in determinate situazioni, o per non essere sopravanzato da altri partiti, o per nuovi avvenimenti o per altri motivi interiori ed esteriori egli possa diversamente orientarsi e cooperare a minare istituzioni e principi da lui prima suffragati e sostenuti. Certo che in campo avverso Mussolini, uomo di pensiero e di azione, scrittore efficace ed incisivo, oratore persuasivo e vivace potrebbe diventare un condottiero, un meneur temibile. Intanto ed in connessione con queste previsioni e con questi giudizi è da considerarsi come l'atteggiamento dei fasci dei combattenti in questi ultimi giorni non sia per nulla rassicurante. Fin dal 20 maggio u. s. avevo avuto a Milano la seguente informazione che non mi sentii autorizzato a dare perché da me ritenuta esagerata: « Nell'ambiente dei fasci di combattimento si va accentuando una grande eccitazione per la situazione sfavorevole che viene creata all'Italia nella conferenza di Parigi. « Si ventilano dai dirigenti provvedimenti energici e cioè: l'abbattimento dell'attuale governo e la sua sostituzione con un Gabinetto militare presieduto dal Generale Caviglia o Giardino, l'annessione di Fiume e della Dalmazia, la dichiarazione dello stato d'assedio e le elezioni sotto il regime militare. « Si aggiunge poi che si vedrebbe di buon occhio l'abdicazione di S. M. il RE ad un reggente preconizzato nel Duca D'Aosta». Ora a Roma sono raggiunto da identiche notizie provenienti dall'ambiente dell'interventismo romano. – Mi si parla di riunioni segrete tenutesi alla sede del Comitato d'azione in Vicolo Sciarra n. 34 con intervento di Corradini dell'« Idea Nazionale », di Meravigli dello stesso giornale, dei consiglieri comunali Foschi, Baratelli, dei pubblicisti Minunni e Bellonci, in cui si sarebbe approvato il programma d'azione da me appreso nell'ambiente milanese, e si dice che l'attuazione di tale programma sia la 15 a vittoria a cui D'Annunzio alluse nel suo discorso sul Piazzale della stazione. Lunedí o martedí della prossima settimana dovrebbe poi avere luogo a Milano un'altra segreta adunanza. Nell'ambiente di Roma si sono, poi, diffuse notizie esagerate sulle forze di cui dispongono i fasci, si parla nientemeno che di 800 mila iscritti e di 20 milioni di fondi assicurati da industriali dell'alta Italia. In tutto ciò vi è evidentemente della tendenziosità e dell'iperbole, ma il fatto stesso che notizie del genere alimentate dagli stessi adepti ai fasci si diffondono in termini identici negli ambienti delle principali città d'Italia merita considerazione perché deve ritenersi che di queste riunioni segrete, di questo programma d'azione, di queste forze magnificate, qualche cosa di vero vi sia, ridotto naturalmente in termini piú modesti dopo sfrondato dalle esagerazioni dei divulgatori; e perché se non altro queste dicerie sono suggestive e possono essere esponenti o coefficienti preparatori di uno stato d'ambiente e di uno stato d'animo collettivo. E dopo ciò basteranno pochi cenni per gli altri che cercano di campeggiare nei fasci di combattimento ma che di fronte a Mussolini sono dei semplici gregari « milites minorum gentium »...

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" Forse che non conoscendo a fondo il pensiero del Duce si può affermare di essere fascisti? Noi diciamo di no! Che il fascismo non è istinto ma educazione e perciò è conoscenza della sua mistica,che è conoscenza di Mussolini" (N. Giani)
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MessaggioInviato: Gio Feb 14, 2013 10:37 pm    Oggetto:  
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Documento molto interessante. Peraltro senza alcuna rivelazione. Che Mussolini fosse affetto da sifilide era cmq una diceria smentita al momento dell'autopsia e non si capisce come possa il funzionario di polizia darla per notizia certa. Si conferma l'isteria della Dalser e il finanziamento dell'Intesa al Popolo d'Italia.
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MessaggioInviato: Ven Feb 15, 2013 11:14 am    Oggetto:  
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Rispondi citando

Citazione:
E' un emotivo ed un impulsivo ..accorto, misurato, riflessivo..


Non vi sembra che ci sia una piccola contraddizione? Laughing

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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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