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Rapporti tra stato e mafia.
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MessaggioInviato: Mar Gen 15, 2013 5:34 pm    Oggetto:  
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VERGOGNA!

Stato-mafia: la Consulta ordina, "distruggere le intercettazioni"

AGI) - Roma, 15 gen. - "Distruggere nel piu' breve tempo le registrazioni casualmente effettuate di conversazioni telefoniche del presidente della Repubblica". Questa la "soluzione", indicata dalla Corte Costituzionale nella sentenza n.1/2013, per il conflitto sollevato dal Quirinale nei confronti della Procura di Palermo.
La distruzione deve avvenire "in ogni caso, sotto il controllo del giudice", spiega la Corte Costituzionale, "non essendo ammissibile, ne' richiesto dallo stesso ricorrente, che alla distruzione proceda unilateralmente il pubblico ministero". Tale "controllo - si legge nella sentenza - e' garanzia di legalita' con riguardo anzitutto alla effettiva riferibilita' delle conversazioni intercettate al Capo dello Stato, e, quindi, piu' in generale, quanto alla loro inutilizzabilita', in forza alle norme costituzionali e ordinarie". Ferma restando la "assoluta inutilizzabilita'" del procedimento in questione, delle intercettazioni del presidente della Repubblica, ed escludendo la "procedura camerale partecipata", l'Autorita' giudiziaria dovra' pero' "tenere conto della eventuale esigenza di evitare il sacrificio di interessi riferibili a principi costituzionali supremi: tutela della vita e della liberta' personale e salvaguardia dell'integrita' costituzionale delle istituzioni della Repubblica (art.90 Cost.). In tali estreme ipotesi, la stessa Autorita' - conclude la Corte - adottera' le iniziative consentite dall'ordinamento".

 

...eccoci servita la "democrazia antifascista" in salsa pseudo-italiana! ...dove il vizio di procedura, quando torna utile ad un potere sconcio è corrotto, la fa da padrone sulla Giustizia con la G maiuscola, sempre calpestata dai partitocrati di ogni colore!

HECCE pseudo-italia! ...FESSO CHI VOTA!

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MessaggioInviato: Ven Feb 01, 2013 5:30 pm    Oggetto:  
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Ci siamo di recente schifati riguardo l'ordinata cancellazione delle intercettazioni tra il presidente bananaro e l'ex ministro degli interni democristiano Nicola Mancino, per intenderci quello che ha redatto ulteriori aggravanti alla cosiddetta "legge Scelba" con la legge che porta il suo nome, insomma un altro "padre" della patria antifascista... Non potremo più sapere quali garanzie chiedeva l'ex ministro dell'interno al capo dell'entità pseudo-italiana, ma a giudicare dalle rivelazioni del "pentito" Brusca possiamo tranquillamente immaginarlo... ecco quali illustri padri può vantare la repubblica delle banane! ..."il più pulito ha la rogna"!

Brusca: 'Destinatario papello era Mancino'

ANSA 01 febbraio, 17:07
"Il destinatario del papello era Nicola Mancino". A ribadire che l'elenco con le richieste della mafia allo Stato fosse l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino é stato il pentito Giovanni Brusca interrogato a Rebibbia nell'ambito dell'udienza preliminare sulla trattativa Stato-mafia.

Brusca e Mancino sono imputati, assieme a politici, boss ed ex ufficiali dell'Arma. Il collaboratore è accusato di violenza o minaccia a Corpo politico dello Stato, l'ex ministro di falsa testimonianza. Brusca ha datato la consegna del papello agli ufficiali del Ros tra la strage di Capaci e quella di via D'Amelio.

MANCINO, MAI RICHIESTE PER MINOR CONTRASTO - "Non ho mai ricevuto alcuna richiesta" per un "alleggerimento del contrasto dello Stato nella lotta alla mafia". E' quanto afferma Nicola Mancino in relazioni alle dichiarazioni del pentito Giovanni Brusca che lo ha indicato come il destinatario del papello.

 

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MessaggioInviato: Ven Apr 19, 2013 11:20 am    Oggetto:  
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...o popolo di buoi imbecilli, leggi !!
Anche la corte di cassazione, respingendo il ricorso dei legali di Ciancimino che chiedevano di non distruggere prove inerenti le trattative tra repubblica pseudo-italiana e mafia importanti per il processo in cui è coinvolto il loro assistito, si sono visti rifiutare la richiesta! ...le parole del presidente bananaro e dell'ex ministro degli interni pseudo-italiano VANNO SUBITO CANCELLATE!

...COSI DECRETA IL SUPREMO ORGANO DI GARANZIA DEMOCRATICA DELLA REPUBBLICA pseudo-italiana ANTIFASCISTA NATA DALLA RESISTENZA!

Trattativa, Cassazione: “Distruggere le intercettazioni Mancino-Napolitano”

E' arrivato il via libera dalla VI sezione penale all'eliminazione delle conversazioni tra il Capo dello Stato e l’ex ministro dell'Interno, captato perché indagato all'epoca - e imputato ora - per falsa testimonianza nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Palermo

Il Fatto Quotidiano | 18 aprile 2013


Le conversazioni tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ex presidente del Senato, Nicola Mancino, possono essere mandate al macero. E’ arrivato il via libera dalla VI sezione penale della Cassazione alla distruzione delle intercettazioni tra il Capo dello Stato e l’ex ministro dell’Interno, captato perché indagato all’epoca – e imputato ora - per falsa testimonianza nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia della Procura di Palermo,.

La Suprema corte, infatti, ha dichiarato inammissibile il ricorso di Massimo Ciancimino che chiede di poter ascoltare, in virtù del diritto di difesa, i colloqui.

Nella sua requisitoria scritta, il procuratore generale della Cassazione aveva chiesto la dichiarazione della inammissibilità in toto del ricorso del figlio dell’ex sindaco di Palermo. I legali, gli avvocati Roberto D’Agostino e Francesca Russo, sostenevano che la decisione del giudice per le indagini preliminari avrebbe leso i diritti della difesa “prima che vengano esperiti i rimedi previsti dall’ordinamento e dalla procedura”. In sostanza, sostenevano, che Ciancimino non potendo ascoltare le intercettazioni, non avrebbe potuto trarre eventuali elementi utili per le propria difesa. Quindi avevano presentato ricorso contro l’ordinanza del gip del capoluogo siciliano che l’8 febbraio aveva rigettato la loro richiesta di ascoltare le intercettazioni. La distruzione, che doveva avvenire l’11 febbraio erastata rinviata in attesa della decisione della Suprema Corte, e la nuova data per la cancellazione dei file era stata provvisoriamente fissata per il 22 aprile.

Secondo il giudice: “All’esito dell’ascolto delle quattro conversazioni si è evidenziata l’assenza nel loro contenuto di qualsiasi riferimento ad interessi relativi a principi costituzionali supremi (tutela della vita e della libertà personale, salvaguardia dell’integrità costituzionale delle istituzioni della Repubblica) che in qualche modo possano essere irrimediabilmente pregiudicati dalla distruzione delle registrazioni”. Il gip aveva quindi sostenuto che “occorre procedere alla distruzione delle registrazioni delle telefonate, di cui è vietata qualsiasi utilizzazione a fini probatori, secondo il principio fissato dall’art. 271, 3/o comma, del codice di procedura penale secondo la procedura fissata dalla corte costituzionale”. La distruzione dei files originali “verrà effettuata attraverso la loro cancellazione definitiva mediante l’ausilio di un perito informatico”, mentre quella delle copie allegate dalla procura nell’istanza di distruzione “verrà compiuta nella segreteria del giudice mediante la rottura di ogni singolo cd audio che li contiene”.

“Ora si va avanti con la distruzione delle telefonate tra l’ex ministro Mancino e il capo dello Stato. Attenderemo il deposito delle motivazioni del provvedimento per stabilire la data” fa sapere il presidente dell’ufficio gip di Palermo Cesare Vincenti.

 

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MessaggioInviato: Sab Apr 20, 2013 9:27 am    Oggetto:  
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...sono disgustato...disgustato...
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MessaggioInviato: Sab Apr 20, 2013 8:01 pm    Oggetto:  
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... lo hanno rieletto presidente della repubblica delle banane pseudo-italiana!
...effettivamente rispecchia in pieno l'essenza e i valori di questa entità ignobile che usurpa il nome dell'Italia!
Qualcuno in buona fede dubita ancora che questo paese faccia davvero schifo? ...qualcuno in buona fede può ancora dubitare che l'unica salvezza da questa immondizia imperante rimane la RIVOLUZIONE FASCISTA ...QUELLA VERA che su queste pagine ci prodighiamo a far comprendere da anni?


Napolitano rieletto al Colle, storico bis

Rieletto al sesto scrutinio con 738 voti. Standing ovation in aula. Non si alza il M5S. Prodi, auguri a Napolitano. Berlusconi, grazie. Bersani, risultato eccellente

ANSA 20 aprile, 19:43


"Nella consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto delle personalità finora sottopostesi al voto per l'elezione del nuovo Capo dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilità che mi è stata richiesta. Naturalmente, nei colloqui di questa mattina, non si è discusso di argomenti estranei al tema dell'elezione del Presidente della Repubblica. Mi muove in questo momento il sentimento di non potermi sottrarre a un'assunzione di responsabilità verso la nazione, confidando che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilità". Lo afferma il presidente della Repubblica in una nota diffusa dal Quirinale.

GIURAMENTO NAPOLITANO LUNEDI' ALLE 17.OO - Il giuramento di Giorgio Napolitano si svolgerà lunedì prossimo alle ore 17.00. La cerimonia avviene a Montecitorio alla presenza dei Grandi elettori.

217 VOTI A RODOTA', APPLAUSI M5S E CENTROSINISTRA - Stefano Rodotà ottiene 217 voti. Quando la presidente della Camera Laura Boldrini annuncia l'esito della votazione scatta un applauso da parte del M5S e di tutto l'emiciclo di Montecitorio. Alcuni grillini scandiscono "Rodotà, Rodotà".

PRODI, I MIGLIORI AUGURI A GIORGIO NAPOLITANO - "Gli faccio veramente i miei migliori auguri". Con queste parole Romano Prodi ha commentato la rielezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica.

BERLUSCONI, GRAZIE NAPOLITANO PER GENEROSITA' - "Oggi è una giornata importante per la nostra Repubblica. Ringrazio il Presidente Giorgio Napolitano per lo spirito di servizio e per la generosità personale e politica con cui ha accettato di proseguire il suo impegno e la sua opera in un contesto tanto difficile e incerto": così Silvio Berlusconi in una nota.

BARROSO, CON NAPOLITANO AVANTI CON UE - "Sono certo che sotto la sua nuova presidenza l'Italia, nel solco della sua tradizione europeista, continuerà a dare il suo decisivo contributo al nostro comune ideale europeo": Così il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, congratulandosi per l'elezione di Giorgio Napolitano a Capo dello Stato.

IN AULA CORI CONTRO M5S, BUFFONI BUFFONI - "Buffoni, buffoni": alcuni Grandi elettori così si sono rivolti agli esponenti del M5S che sono rimasti seduti senza applaudire durante la standing ovation dell'Aula della Camera per la rielezione del Capo dello Stato.

CEI, PESANTI RESPONSABILITA', LE SIAMO VICINI - La Cei, alla rielezione di Giorgio Napolitano, gli esprime le sue "felicitazioni". "Nel farLe sentire la nostra vicinanza e partecipazione avvertiamo il peso della responsabilità che l'incarico conferitoLe porta con sé, specialmente in quest'ora della storia", scrive in un messaggio la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana.

GRILLO CHIAMA PIAZZA, IN MILIONI A ROMA - "Il M5S da solo non può però cambiare il Paese. E' necessaria una mobilitazione popolare. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog.

GRILLO, E' IN ATTO UN COLPO DI STATO - "Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. E' in atto un colpo di Stato. Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog.

RODOTA', SONO CONTRARIO A 'MARCIA SU ROMA' - "Io sono contrario a qualsiasi marcia su Roma". Lo ha detto Stefano Rodotà a Bari.

RODOTA', UN SALUTO A RINNOVATO PRESIDENTE REPUBBLICA - "Diamo un saluto al rinnovato presidente della Repubblica". Lo ha detto Stefano Rodotà in apertura dell'incontro in corso nel Teatro Petruzzelli di Bari organizzato dal quotidiano 'la Repubblica'.

"Oggi c'é una vicenda faticosa e difficile che si è conclusa", ha aggiunto Rodota'.

BOLDRINI-GRASSO A GRILLO, ETICHETTA GOLPE E' INFAMANTE - "La libertà di espressione del dissenso, anche nelle forme più nette, è una delle caratteristiche più preziose e irrinunciabili della democrazia. E le scelte che si compiono in Parlamento sono doverosamente esposte ad ogni critica. Ma non è accettabile che venga qualificato con l'etichetta infamante di 'golpe' il percorso limpidamente democratico che ha portato all'elezione del Capo dello Stato". Lo affermano in con una nota congiunta il presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso. "Qualunque sia il loro giudizio sulla scelta compiuta a larga maggioranza dalle Camere riunite - concludono - tutti i cittadini italiani possono sentirsi garantiti da una procedura che ancora una volta ha rispettato integralmente la Carta costituzionale".

BERLUSCONI, M5S E' MOVIMENTO SENZA DEMOCRAZIA - "Se ne vedono di tutti i colori, adesso anche la comica marcia su Roma di Grillo e del suo fascismo buffo. Una farsa che fa ridere, ma che deve anche farci riflettere sui possibili sviluppi di questo movimento senza democrazia". Lo ha detto Silvio Berlusconi, secondo una nota di Palazzo Grazioli.

VENDOLA, SEL A OPPOSIZIONE GOVERNISSIMO - "Noi siamo ontologicamente all'opposizione" di un 'governissimo' che nascesse dopo la rielezione di Napolitano al Quirinale. Lo dice Nichi Vendola, leader di Sel, in conferenza stampa. "Sta vincendo l'ipotesi restauratrice rispetto a quella riformista", sottolinea. "Difficile non cogliere che Silvio Berlusconi è il vero vincitore di questa partita perché esce fuori forte l'ipotesi di un governo di larghe intese che noi contrasteremo perché sarà una sciagura per il Paese". Così Nichi Vendola, leader di Sel, nel confermare il voto per il Colle a Stefano Rodotà.

O.ROMANO, VERA RISORSA CONTRO CRISI POLITICA - "E' ancora una volta Giorgio Napolitano la vera risorsa della Repubblica, quella necessaria per tirare fuori l'Italia da una crisi politica e istituzionale senza precedenti che ora dopo ora si stava sempre più complicando". Così L'Osservatore Romano accoglie l'accordo sulla rielezione di Napolitano.

RODOTA', GRANDE DIFFICOLTA' SISTEMA PARTITI - "Il sistema dei partiti è in grande difficoltà". Lo ha detto a Bari il giurista Stefano Rodotà, commentando le scelte politiche fatte sull'elezione del Presidente della Repubblica.

 

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MessaggioInviato: Sab Mag 18, 2013 2:40 pm    Oggetto:  
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...Altro capitolo di una delle tante pagine vergognose della storia della repubblica delle banane:

La Procura di Palermo cita Napolitano al processo sulla trattativa Stato-mafia
Nella lista testi anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, e l’ex capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi
palermo

È in una frase scritta dall’ex consigliere giuridico del Quirinale Loris D’Ambrosio, finito al centro delle polemiche, l’estate scorsa, per le sue conversazioni con l’ex ministro Nicola Mancino, il senso della scelta dei pm di Palermo di portare in tribunale come teste, al processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, il capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Amareggiato dai veleni seguiti alla pubblicazione delle sue telefonate con l’ex politico Dc, intercettato nell’inchiesta sul patto tra Cosa nostra e le Istituzioni negli anni delle stragi mafiose, D’Ambrosio presentò le sue dimissioni a Napolitano con un’accorata lettera in cui negava di avere esercitato pressioni sulla gestione delle indagini. E si difendeva dai sospetti di avere ceduto alle richieste di Mancino di coinvolgere Napolitano sollecitando un coordinamento dei procedimenti in corso. Nei dialoghi l’ex ministro si lamentava per i diversi approcci investigativi delle procure che ciascuno nel proprio ambito indagavano sulla trattativa.

Uno sfogo accorato, dunque, in cui a un certo punto compare la frase che interessa i pm: «lei sa - scrisse D’Ambrosio a Napolitano - che (il riferimento è a suoi precedenti scritti) non ho esitato a fare cenno a episodi del periodo 1989-1993 che mi preoccupano e mi fanno riflettere; che mi hanno portato a enucleare ipotesi di cui ho detto anche ad altri, quasi preso dal timore di essere stato allora considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi». Parole apparentemente sibilline che si comprendono solo alla luce di quanto D’Ambrosio diceva a Mancino, nelle telefonate, sul periodo relativo alla nomina di Francesco Di Maggio, personaggio chiave nella trattativa secondo i pm, a numero due del Dap. Una vicenda che l’ex consigliere di Napolitano conosceva bene avendola seguita dal ministero della Giustizia e sulla quale aveva mille dubbi.
Cosa intendesse con precisione D’Ambrosio, stroncato da un infarto nel luglio scorso, non si saprà mai, né i pm potranno chiedere a lui i riscontri della loro ipotesi: che, cioè, Di Maggio fosse stato nominato ad hoc dirigente generale per manovrare dal Dap i fili di una strategia di ammorbidimento dello Stato verso i boss, mossa, questa, che rientrava proprio nel «gioco» della trattativa con la mafia. D’Ambrosio non potrà rispondere, ma da Napolitano coinvolto con quel «lei sa» scritto dal suo ex consigliere, i pm vorrebbero delle spiegazioni. Il Quirinale per ora tace e non commenta. Di certo si segue con attenzione l’iter processuale e si aspettano le decisioni della corte d’assise.
Sulla citazione che ha già raccolto critiche, come quella del piddiellino Osvaldo Napoli e perplessità come quelle della presidente della commissione Giustizia Donatella Ferranti, deciderà la corte d’assise che il 27 maggio aprirà il processo sulla trattativa. Oltre che sulla deposizione del presidente della Repubblica, la corte dovrà pronunciarsi sulla lunghissima lista testi dei pm - 178 quelli citati - e delle parti.

La Procura ha chiamato sul banco dei testimoni molti protagonisti politici degli anni delle stragi - dall’ex ministro Vincenzo Scotti a Ciriaco De Mita, Arnaldo Forlani, Giuliano Amato e Luciano Violante - e i personaggi chiave per comprendere la vicenda che vede Mancino al centro di un vero e proprio pressing, oltre che sul Colle, per il tramite di D’Ambrosio, sui vertici della Dna e della Procura Generale della Cassazione per - scrivono i magistrati - un’eventuale avocazione delle indagini. Nella lista ci sono, infatti, anche Piero Grasso, all’epoca procuratore nazionale antimafia, l’allora pg Vitaliano Esposito, e l’attuale procuratore generale Gianfranco Ciani.

Nella cancelleria della corte d’assise sono arrivate anche le liste testi dei legali degli ufficiali dei carabinieri imputati per la trattativa - Mario Mori, Giuseppe De Donno e Antonio Subranni - e dell’ex ministro Mancino. Tra i citati l’ex aggiunto Antonio Ingroia, il pg di Palermo Roberto Scarpinato, Sergio Mattarella, Liliana Ferraro, l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro.

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Ecco l'agenda di Borsellino dopo la strage: nelle foto mai viste la traccia del diario sparito

Una macchia di colore nitida, rossa, vicino a un corpo straziato. E un uomo misterioso: Paolo Borsellino non si separava mai dalla sua agenda rossa con lo stemma dell'Arma dei carabinieri: e fra quei fogli, annotava i suoi appunti più riservati dopo la morte dell'amico Giovanni Falcone
di FRANCESCO VIVIANO

L'AGENDA rossa di Paolo Borsellino era lì dove avrebbe dovuto essere. A terra, integra, accanto al corpo carbonizzato del magistrato ucciso da un'autobomba in via D'Amelio insieme ai cinque uomini della sua scorta. L'agenda era lì, ben visibile ancora pochi minuti dopo l'esplosione, almeno fino a quando un uomo, non in divisa, si avvicina al corpo di Paolo Borsellino e, con il piede sinistro alza un pezzo di cartone che copre l'agenda rossa.

Il documento video, di cui qui accanto si può vedere un fotogramma, è una prova schiacciante, un documento finora inedito tratto da due ore di girato nell'immediatezza della strage. Immagini in mano agli inquirenti da 20 anni: ma al tempo la presenza dell'agenda nelle immagini deve essere sfuggita agli investigatori.

In quel filmato un'agenda rossa si vede nitidamente a fianco del corpo carbonizzato del magistrato. È quella di Paolo Borsellino? Certo, difficile pensare a una singolare coincidenza e che sia l'agenda di qualcun altro. Quell'agenda, pensano i magistrati, avrebbe potuto far luce sul reale movente della strage e sulle possibili responsabilità istituzionali a fianco di Cosa nostra. Perché il sospetto dei Pm di Caltanissetta è che Paolo Borsellino nelle ultime settimane della sua vita avesse scoperto la trattativa tra Stato e Mafia

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MessaggioInviato: Sab Mag 18, 2013 2:42 pm    Oggetto:  
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...ora vedremo cosa si inventeranno per evitare che l'ex-gufino, ex-compagnosky, vada davanti ai pm!
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MessaggioInviato: Mer Mag 22, 2013 10:26 am    Oggetto:  
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...e che si dovevano inventare di particolare dopo aver fatto distruggere le prove?... proprio niente, è bastato semplicemente che dicessero ...NON DEVE DEPORRE SULLE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE TRA LUI E MANCINO! ... potrà farsi comunque ascoltare al processo (sempre se vorrà!) e discutere in merito alla bontà del cornetto e cappuccino che viene servito a colazione al Quirinale e magari, se è in vena di confidenze compromettenti, pure in merito alla morbidezza della carta igienica dei bagni presidenziali... l'ex gufino-ex compagnosky-ex uomo è in una botte di ferro!

PROCESSO STATO-MAFIA - Giorgio Napolitano, non sarà chiamato a deporre sulle sue telefonate con Nicola Mancino intercettate nell'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Lo ha deciso il presidente della Corte d'assise, Alfredo Montalto, che ha anche stabilito che comunque l'audizione di Napolitano su altri temi del processo può considerarsi "legittima".

 


Trattativa Stato-mafia, i giudici: “Sì a Napolitano teste” ma non sulle telefonate

Lo ha deciso il presidente della Corte d’assise, Alfredo Montalto, che ha anche stabilito che comunque l’audizione del capo dello Stato su altri temi del processo può considerarsi “legittima”. Le conversazioni intercettate sono state già distrutte per disposizione della Corte costituzionale


Giorgio Napolitano, non sarà chiamato a deporre sulle sue telefonate con Nicola Mancino intercettate nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Lo ha deciso il presidente della corte d’Assise di Palermo, Alfredo Montalto, che ha anche stabilito che comunque l’audizione di Napolitano su altri temi del processo può considerarsi “legittima”. Le conversazioni intercettate sono state già distrutte per disposizione della Corte costituzionale che aveva accolto il ricorso del capo dello Stato sul conflitto di attribuzione con la Procura di Palermo.

La testimonianza di Napolitano era stata chiesta da due parti civili: Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso nella strage di via D’Amelio, e Sonia Alfano, presidente dell’associazione familiari vittime di mafia.Il nome del presidente della Repubblica era stato inserito anche nella lista di 178 testi presentata dalla Procura e i giudici ieri hanno autorizzato la citazione del capo dello Stato.

La Procura di Palermo ha citato il presidente “riferire in ordine alle preoccupazioni espresse dal suo consigliere giuridico Loris D’Ambrosio”. In una lettera del 18 giugno 2012 D’Ambrosio esprimeva il timore di essere diventato uno scudo per “indicibili accordi”. Il presidente della Corte d’assise ha ammesso la lista considerando “legittima” la richiesta dei pm di citazione del capo dello Stato che comunque non è stata ancora fissata. Nella missiva D’Ambrosio annunciava le sue dimissioni dopo la pubblicazione delle intercettazioni delle sue conversazioni con l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino, imputato di falsa testimonianza nel processo sulla trattativa.

Nella lettera un certo punto compare la frase che interessa ai pm: “Lei sa – scrisse D’Ambrosio a Napolitano – che (il riferimento è a suoi precedenti scritti, ndr) non ho esitato a fare cenno a episodi del periodo 1989-1993 che mi preoccupano e mi fanno riflettere; che mi hanno portato a enucleare ipotesi di cui ho detto anche ad altri, quasi preso dal timore di essere stato allora considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi”. Parole apparentemente sibilline che si comprendono solo alla luce di quanto D’Ambrosio diceva a Mancino, nelle telefonate, sul periodo relativo alla nomina di Francesco Di Maggio, personaggio chiave nella trattativa secondo i pm, a numero due del Dap. Una vicenda che l’ex consigliere di Napolitano conosceva bene avendola seguita dal ministero della Giustizia. Cosa intendesse con precisione D’Ambrosio non si saprà mai, né i pm potranno chiedere a lui i riscontri della loro ipotesi: che, cioè, Di Maggio fosse stato nominato ad hoc dirigente generale per manovrare dal Dap i fili di una strategia di ammorbidimento dello Stato verso i boss, mossa, questa, che rientrava proprio nel “gioco” della trattativa con la mafia. D’Ambrosio non potrà rispondere, ma da Napolitano coinvolto con quel “lei sa” scritto dal suo ex consigliere, i pm vorrebbero delle spiegazioni.

I giudici però, per sentire Napolitano, dovranno spostarsi a Roma al Quirinale (oppure pensare a una videoconferenza) perché secondo l’articolo 205 del codice di procedura penale “la testimonianza del Presidente della Repubblica è assunta nella sede in cui egli esercita la funzione di Capo dello Stato”. Negli ambienti del Quirinale questa mattina si sottolineava che il presidente della Repubblica rimaneva in attesa, nella più assoluta serenità, delle decisioni della Corte d’Assise di Palermo in ordine alla richiesta avanzata dalla Procura di ascoltarlo come testimone.
 

...HECCE pseudo-italia!

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Ultima modifica di Marcus il Mer Mag 22, 2013 6:21 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Mag 22, 2013 2:46 pm    Oggetto:  
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Ignominia eterna su questa "repubblica"..
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Marcus
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MessaggioInviato: Ven Mag 24, 2013 11:21 am    Oggetto:  
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...siamo ormai arrivati alla barzelletta, la solita pulcinellata...persino i giudici nel loro linguaggio formale ed impersonale (nomi non se ne fanno, altrimenti salta la cadrega!) dicono del tutto chiaramente che partiti politici di governo e ministri dell'interno nonché presidenti della repubblica hanno fatto e FANNO di tutto per ostacolare la verità nelle indagini.

Stato-mafia: Pm,resistenze istituzionali
Per Di Matteo intrecci tra processo Mori e quello su trattativa
24 maggio, 11:01

(ANSA) - PALERMO, 24 MAG - Nell'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia abbiamo incontrato tante resistenze politico - istituzionali che continuano ancora''. Lo ha detto il pm Nino Di Matteo nella requisitoria del processo per favoreggiamento alla mafia agli ex ufficiali del Ros Mario Mori e Mauro Obinu. Il processo si intreccia con l'inchiesta sulla trattativa: secondo l'accusa i due imputati non avrebbero catturato Provenzano in nome del patto che parte delle istituzioni avrebbero stretto con la mafia.

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MessaggioInviato: Mer Mag 29, 2013 8:43 am    Oggetto:  
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Trattativa Stato-mafia, al via il processo Mancino: non posso stare qui con i boss

PALERMO
È tra i primi ad arrivare, in auto blu, all’aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo per la prima udienza del processo per la trattativa tra Stato e mafia. E tra i primi ad andare via, sotto una pioggia di fischi del popolo delle Agende Rosse che gli gridano “vergogna, vergogna”. Scuro in volto, l’ex Presidente del Senato Nicola Mancino, poco prima delle 9 del mattino, varca la soglia del bunker intitolato a Bachelet e prima di sedersi sul banco degli imputati va a stringere la mano al Procuratore capo Francesco Messineo, seduto in prima fila. Poi una breve stretta di mano con il generale Antonio Subranni, un altro imputato eccellente.

Si infastidisce quando qualche giornalista si avvicina e dice quasi sottovoce che non ha voglia di parlare, ma quando una cronista gli chiede come si sente a essere seduto sullo stesso banco degli imputati di mafiosi del calibro di Totò Riina e di Leoluca Bagarella, sbotta e, tutto paonazzo, dice: «Io ho combattuto contro Cosa nostra e non posso stare insieme alla mafia in un processo. Chiederemo lo stralcio della mia posizione. Che una persona accusata di falsa testimonianza debba stare in Corte d’assise insieme a mafiosi non lo accetto». Poi, un po’ più calmo, ribadisce: «Ho fiducia e speranza che venga fatta giustizia e che io esca al più presto dal processo».

Nicola Mancino non sa ancora che da lì a poco la Procura di Palermo, a inizio udienza, annuncerà invece l’aggravamento della sua posizione, con una ulteriore contestazione. Il Procuratore aggiunto Vittorio Teresi sta per spiegare qual è l’aggravante annunciata, ma il Presidente della Corte d’Assise di Palermo, Alfredo Montalto, lo blocca e rimanda alla prossima udienza.

Mancino, alla sbarra con altri nove imputati, prima di lasciare l’aula sbotta: «Non sono preoccupato per le nuove aggravanti che sono state annunciate dai magistrati durante l’udienza di oggi. È inutile che mi fate fare il preveggente, devo prima vedere il contenuto della contestazione». E poi ribadisce in uno slang campano: «Non mi mettono paura i magistrati con l’aggravante. Io sono tranquillo». E l suo legale, Massimo Krogh: «La Procura di Palermo annuncia nuove aggravanti per Mancino? Ma non siamo affatto preoccupati. Non esiste proprio il reato a carico del senatore Mancino, figuriamoci se esiste l’aggravante...». «Non abbiamo idea di cosa si tratti - spiega ancora Krogh prima di lasciare l’aula bunker del Pagliarelli di Palermo - forse la gravità del fatto o il favoreggiamento, ma ribadisco che non abbiamo nessunissima preoccupazione perché riteniamo che il fatto contestato a Mancino non esiste e non esistendo il fatto, non esistono neppure le aggravanti».

Poco prima il pm Antonino Di Matteo, che rappresenta l’accusa con i pm Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia, prima di entrare in aula si limita a dire:«Qualora si dovessero accertare elementi di colpevolezza dello Stato, lo Stato non potrebbe nascondere eventuali responsabilità sotto al tappeto». Mentre il Procuratore capo Francesco Messineo, spiega: «Non credo che sia un processo storico: la storia non si fa nelle aule dei tribunali, nei processi si accertano fatti e si stabiliscono responsabilità. Certo, abbiamo iniziato questo processo per fare luce su ombre che ci sono nel periodo dal ’92 al ’94. La speranza è che questo percorso condurrà a una decisione che sarà comunque un atto di giustizia’’. E sulla volontà di stralciare la posizione di Mancino dal processo, Messineo si limita a dire: «Quella di Nicola Mancino è una posizione che già era stata espressa nel corso dell’udienza preliminare e sulla quale c’è stata già una pronuncia provvisoria. Ritengo che la difesa di Mancino saprà svolgere egregiamente il suo compito proponendo quei temi che ritiene adeguati per il cliente».

Il Procuratore aggiunto, Vittorio Teresi, spiega: «Da questo processo ci aspettiamo un clima sereno, non solo nel giudizio della Corte d’Assise, ma vorrei che anche dall’esterno questo dibattimento non venga caricato, né da un lato né dall’altro, di significati impropri. Non è il processo allo Stato o a una classe dirigente, come tutti i processi è un giudizio su singoli reati ed episodi». E ancora: «È vero che ci sono imputati particolari e che ci sono anche imputazioni particolari - prosegue Teresi - ma è proprio per questa ragione che dobbiamo mantenere il giudizio nell’alveo dei fatti e non di astratte ricostruzione che sono estranee al processo penale». E parlando del processo Mori, per il quale tre giorni fa la Procura ha chiesto la condanna a nove anni di carcere, Teresi ha detto: «più che pre-processo trattativa possiamo dire che quei fatti costituiscono una esecuzione della trattativa, cioè le obbligazioni che sono state sottoscritte nella trattativa».

Sono complessivamente 17 le parti civili, anche se su alcune il giudice si deve ancora esprimere, dopo avere sentito le parti. Tra questi c’è anche Rifondazione comunista, oggi presente con il suo leader Paolo Ferrero: «Ci siamo costituiti parte civile perché se questa trattativa è avvenuta è del tutto evidente che ci troviamo davanti ad una sospensione della democrazia e questo è nei fatti un golpe bianco».

«Ogni partito italiano avrebbe dovuto costituirsi parte civile ed è molto grave che non sia avvenuto - ha proseguito Ferrero - perché la gente pensa di votare alle elezioni per formare un Parlamento che elegge un Governo i cui atti determinano la vita politica del Paese”. Poi ci sono la Presidenza del Consiglio, Gianni De Gennaro, ma solo nei confronti dell’imputato Massimo Ciancimino, la Regione siciliana, il Centro Pio La Torre, il popolo delle Agende Rosse, Salvatore Borsellino a titolo personale, oltre che con le Agende rosse, il sindacato di Polizia, l’Associazione vittimi di mafia. E oggi hanno chiesto di costituirsi parte civile: il Comune di Firenze, la Provincia e la Regione, l’associazione Libera, l’Associazione mazionale antimafia,l’associazione familiari vittime di via Georgofili, Addio pizzo, l’associazione antiracket Libere terre, l’associazione giuristi democratici, il Comune di Campofelice di Roccella e i familiari di Salvo Lima, l’europdeutato della Dc ucciso da Cosa nostra nel marzo del 1992. Secondo l’accusa la trattativa tra Stato e mafia sarebbe iniziata proprio dopo l’omicidio Lima e sarebbe proseguita fino al 1994.

E tra i protagonisti della trattativa ci sono i dieci imputati del processo iniziato oggi: Nicola Mancino, accusato di falsa testimonianza, Massimo Ciancimino, accusato di concorso esterno, il generale Antonio Subranni, il generale Maro Mori e il colonnello Giuseppe De Donni, tutti accusati di violenza a un corpo istituzionale dello Stato. Così come Marcello Dell’Utri, che si trova a Santo Domingo e non era presente al processo. E i mafiosi: Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Antonino Cina’ e Totò Riina. I testi citati dalla Procura sono complessivamente 178, tra cui nomi `eccellenti´ come il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il Presidente del Senato, Pietro Grasso.

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MessaggioInviato: Mer Mag 29, 2013 8:51 am    Oggetto:  
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E' davvero assurdo e incredibile il frasario dei cosiddetti "tutori della Gustizia". Come incredibile lo stesso frasario dei tristi protagonisti di questa vicenda che viene a torto vista come un "unicum" nella storia dell'Italia. Infatti, la stessa "trattativa", durante la guerra, con i ribelli e i criminali nostrani, ha portato alla "facilitazione" dell'invasione e conseguente "liberazione".

Speranze che le cose si chiariscano, fiducia che si possa arrivare a qualcosa, ecc, ecc. Questo il frasario di chi invece dovrebbe avere la CERTEZZA che sia fatta luce, e che siano perseguiti i criminali. Dopo le sceneggiate di Palermo, e gli interventi ad personam per evitare che i diretti responsabili vegano processati, solo la faccia di bronzo della repubblica delle banane permette di fare le affermazioni di cui sopra.

In questa repubblica nessuno è responsabile. Sono sempre le "circostanze" ad esserlo. Nessuno ha nemmeno la "tentazione" di assumersi anche una sia pure minima responsabilità e almeno di avere il coraggio delle proprie azioni. Per quanto abiette.

Quindi Palermo è l'ennesima pantomima. Alcuni contestatori se ne sono accorti. Il processo sarà annoverato a quelli dove la parola "nulla di fatto" si è consolidata.
E la vergogna rimarrà l'unica "giudice" di questa storia.

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MessaggioInviato: Ven Mag 31, 2013 11:34 am    Oggetto:  
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...ed ora arriva la ciliegina sulla torta! La repubblica delle banane pseudo-italiana antifascista stavolta non vuole proprio lasciare nulla al caso riguardo la trattativa tra i suoi uomini ed i mafiosi, tutto deve essere messo in silenzio, coma ha dimostrato la vicenda delle intercettazioni telefoniche distrutte, ed anche i testimoni devono essere intimiditi e messi a tacere!
Ecco che cosa hanno tempestivamente escogitato gli organo giudiziari della repubblica bananara per Ciancimino, testimone nel processo "trattativa" , quello i cui avvocati volevano ascoltare le registrazioni che l'ex gufino, ex compagnosky ed ex uomo ha preteso fossero cancellate!!


Massimo Ciancimino arrestato per evasione fiscale
Accusa di associazione a delinquere


ANSA 29 maggio, 18:39
PALERMO - Massimo Ciancimino è stato arrestato su ordine del gip di Bologna con l'accusa di associazione a delinquere ed evasione fiscale.

Ciancimino è stato portato al carcere Pagliarelli di Palermo.

Il gip di Bologna che ha disposto l'arresto di Massimo Ciancimino per evasione fiscale, secondo quanto si apprende, non avrebbe ritenuto sussistente l'aggravante dell'avere agevolato la 'ndrangheta contestata inizialmente a Ciancimino dalla Dda di Bologna. L'aggravante traeva origine da alcune intercettazioni tra il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo e Girolamo Strangi, considerato legato alla cosca Piromalli di Gioia Tauro. Nelle conversazioni Ciancimino e Strangi parlavano di affari e giri di denaro.

Nei confronti di Ciancimino è stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Bruno Perla, su richiesta della Dda di Bologna (pm Enrico Cieri con la supervisione del procuratore Roberto Alfonso). Le indagini sono state svolte dalla Gdf di Ferrara: l'operazione ha portato a 13 ordinanze di custodia cautelare, di cui nove in carcere e quattro ai domiciliari nei confronti dei componenti di un sodalizio criminoso accusato di aver posto in essere una frode fiscale nel settore della commercializzazione di metalli ferrosi. Secondo quanto si apprende a Ciancimino vengono contestati reati fiscali riferiti al periodo in cui viveva in Emilia-Romagna, con un'evasione calcolata in circa 30 milioni di euro. Maggiori dettagli in una conferenza stampa convocata in Procura a Bologna.

Secondo l'accusa Ciancimino sarebbe stato titolare di fatto di alcune societa" che avrebbero evaso l'Iva per decine di milioni di euro. Ciancimino é uno dei testimoni chiave del processo sulla trattativa tra lo Stato e la mafia in cui è anche imputato di concorso in associazione mafiosa e calunnia all'ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo è anche indagato a Palermo per detenzione di esplosivo. L'aggravante inizialmente contestata dai pm a Ciancimino nell'inchiesta sulla maxi-evasione ipotizza suoi rapporti con la mafia calabrese e in particolare con la cosca Piromalli della Piana di Gioia Tauro.

 


...una sfortunata intempestiva coincidenza o un atto premeditato di intimidazione? ...stabilitelo voi!
....HECCE pseudo-italia!!

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MessaggioInviato: Mar Giu 04, 2013 1:52 pm    Oggetto:  
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...un documento visivo che riassume la realtà politica pseudo-italiana per quella che è! ... si parla di repubblica pseudo-italiana e mafia, di politicanti di mestiere corrotti, di un antistato che prospera sulla pelle dei suoi cittadini e che ha svenduto sovranità e salute del popolo ai padroni stranieri... soprattutto di una massa che non sa essere popolo poiché, anche di fronte a fatti criminali evidenti ed inoppugnabili che denunciano la menzogna e l'ipocrisia della repubblica antifascista, continua a sorbirsi tutto lo sciroppo di falsità storiche e ideologiche che questo antistato da operetta immondo continua a somministrarle...

GODETEVELO TUTTO E FINO IN FONDO!
 

...HECCE pseudo-italia!!

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MessaggioInviato: Sab Giu 08, 2013 10:37 am    Oggetto:  
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Questi cosiddetti documenti, vanno in onda per un solo motivo: perchè "le mele bacate devono essere perseguite, i traditori della repubblica additati, e i moralizzatori come Grillo ora e Tonino Di Pietro prima, devono trovare lo spazio che gli spetta".

La conclusione eterodiretta di queste "inchieste" è SEMPRE questa. E lo è in evidenza, non in sottofondo. Tant'è che alcuni di quelli che guardano questi "documenti", già mi inviano le loro conclusioni: "Grillo li vuole mandare tutti in galera"!
Come ogni cosa in questa pantomimica repubblica, anche le trasmissioni che dicono 1/4 di verità, come quelle di Minoli ogni tanto, devono condurre lo spettatore, eterodirigerlo, verso lo scopo. Dandogli anche l'idea falsa che "c'è chi dice le cose in faccia, senza paura", e quindi dandogli la presunzione che ci si può "sfogare", anche sui "media liberi" oltre che nelle famosissime "piazze" dove si incendia e si "manifesta democraticamente".

Tutto questo fa parte del famoso progetto satanico di cui abbiamo già parlato.
Infatti, il buon "Michelino Santoro", cavalcando l'onda dell' "indignazione popolare", che fa sempre bene agli ascolti, cosa ti ha tirato fuori? Una sezione "inchieste" di "Servizio Pubblico" (ci avrà copiato? Very Happy ), che parte con un servizio che si intitola "Cosa Vostra". La prima puntata è partita il 6 cm, ma non sono riuscito a trovarla on-line per intero :
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Io ho visto questa puntata. Devo dire montata con la maestria dei REGISTI, e con la perizia degli sceneggiatori. Questo genere di "montaggi" è usato spesso dai media americani, ad esempio quando si intentano processi che hanno grande clamore mediatico. In sostanza i documenti e le testimonianze vengono ricostruite allestendo un vero e proprio film, con attori che interpretano i protagonisti dei fatti, intermezzati da alcune interviste reali ai personaggi veri impersonati nel film, in modo da dare la parvenza del "reality".

In questa puntata, il filo conduttore è stato innegabilmente ed evidentemente la santificazione della costituzione e delle istituzioni presunte SANE. Impossibile riassumerla tutta, ma in grande sintesi si è distinta per i "non rispondo" o "non è una domanda pertinente" dei vari magistrati e protagonisti alle domande che ogni tanto erano giuste (tipo: si può dire che questo sistema è costitutivo di certe istituzioni?). Non hanno affermato, pocanzi, a Palermo che quello che si sta tenendo NON E' un processo "allo Stato"?

Il motivo per cui vanno in onda queste puntate, è che confermano solo pochi, pochissimi "svegli". Il che è un elemento accettabile dalla nomenklatura, che invece punta ad eterodirigere tutto il resto della massa, ben felice di essere eterodiretta, e di ingrossare gli ascolti dei vari "Micheloni Santoro", Gabbanelli, Marrazzo della situazione. Per questo, io credo che ci siano gli estremi anche per uno "Sciopero Generale degli ascolti" di CERTE trasmissioni. Smile

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