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25 aprile 1945! I veri motivi dell'ultimo viaggio del Duce.

 
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Autore Messaggio
Marcus
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Messaggi: 2589
Località: Palermo

MessaggioInviato: Ven Apr 27, 2012 12:28 pm    Oggetto:  25 aprile 1945! I veri motivi dell'ultimo viaggio del Duce.
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Ecco un estratto della deposizione giurata che l’antifascista e amico di Mussolini, Carlo Silvestri, rese pubblicamente al processo tenuto nel dopo guerra contro il Maresciallo Graziani. In esso vi è descritta una versione dedicata alle ultime ore del Duce e soprattutto dei suoi propositi inerenti il vero scopo dell’ultimo viaggio intrapreso la sera del 25 aprile 1945, lungo la strada che passava per il Lago di Como ma che non era destinata colà a concludersi… da sottolineare come risulti fondamentale il ruolo dei tedeschi per capire l’esito ultimo della vicenda nonché l’evidente utilità di una simile conclusione per i cosiddetti “kamaraden” tedeschi. Meditate gente!!

Anche, nella predisposizione di quello che doveva essere la meta del viaggio che Mussolini iniziò da Milano la sera del 25 aprile, la preoccupazione principale si riferì alla tutela degli interessi storici dell'Italia, vale a dire all'integrità dei nostri confini territoriali verso la Germania e l'Austria. E’ semplicemente ridicolo sostenere che, se il viaggio fu interrotto a Dongo il merito spetti a quella ventina di partigiani, o sedicenti tali, che sbarrarono la strada con il tronco di un albero e che, per tutto armamento, disponevano di un fucile da caccia e di alcune rivoltelle. Se il viaggio fu interrotto è perchè la colonna tedesca sì disinteressò della sorte di Mussolini. I miei accertamenti mi hanno condotto, a confermare l'assoluta esattezza di ciò che ha scritto Ferruccio Lanfranchi nel suo 'libro: “La resa degli ottocentomila”. Ove l'avessero voluto ì tedeschi avrebbero rimosso lo sbarramento in pochi minuti e avrebbero potuto riprendere la marcia verso Bolzano senza alcuna difficoltà. Non lo fecero perché non volevano combattere. Prima di partire essi avevano avuto l'ordine per il quale dovevano in ogni caso rimanere del tutto estranei allo sviluppo delle questioni interne italiane, cioè, all'estremo conflitto tra Repubblica sociale e C.L.N.A.I. Nessuna istruzione particolare era stata data al maggiore che comandava la colonna circa la tutela della persona di Mussolini e quella dei collaboratori viaggianti con lui. Poiché non avevano avuto l'ordine di combattere in difesa di Mussolini, essi non combatterono. Tutte le altre versioni sono arbitrarie. Non è vero che Mussolini si proponesse di raggiungere la Svizzera. Assolutamente non è vero. Aveva calcolato e sperato che, in Svizzera si potesse rifugiare la famiglia ma aveva escluso che questo progetto già accarezzato nel settembre 1943, potesse ora, estendersi alla sua persona. Se avesse voluto, nascondersi in Svizzera l’avrebbe potuto agevolmente fare: un insigne religioso gliene offri la possibilità. Se avesse voluto recarsi in Spagna un aereo ve l'avrebbe condotto. No, il proposito di Mussolini fino al 24 aprile fu di consegnarsi all’esecutivo del Partito socialista di Unità proletaria affinché la disponibilità della sua persona potesse valere la concessione di quella contropartita che sostanzialmente si poteva condensare in questa invocazione: « Fate di me quello, che volete ma risparmiate coloro che hanno creduto in me e i loro familiari ». Nella mattinata del 25, a seguito del resoconto che gli feci del colloquio con Riccardo Lombardi, già rievocato innanzi alla Corte, Mussolini dovette convincersi che il Partito socialista contava meno di zero in seno al C. L. N.A.I.; questo era completamente dominato dal. P.C.I., cioè da Mosca.
Nella giornata del 24, gli, erano giunte gravissime informazioni da Bolzano: esse lo avvertivano che il prefetto Tinzl e il Gauleiter Hófer preparavamo una notte di San Bartolomeo per i patrioti italiani come premessa ad una manifestazione plebiscitaria promossa dai capi della “Andreas Hofer”, che avrebbe dovuto proclamare restituzione dell'Alto Adige all’Austria. Non è dunque vero che Mussolini partendo da Como intendesse, presentarsi alla rete, di confine con la Svizzera per chiedere ospitalità e protezione alla Confederazione elvetica, e neppure è vero che egli volesse ritirarsi nel R.A.V. (Ridotto Alpino Valtellinese). A questo R.A.V. Mussolini aveva creduto ma proprio io mi ero incaricato di persuaderlo che esso era assolutamente inconsistente. E che non aveva altro valore che quello di una invenzione letteraria del letterato e fanatico Alessandro Pavolini.
Il programma di Mussolini era di percorrere la sponda occidentale del lago di Como, poi la provinciale valtellinese fino a Sondrio. Ivi sarebbe stata presa la decisione se proseguire verso Tirano e Bormio per percorrere la strada dello Stelvio e scendere in Val Venosta verso Merano e Bolzano oppure, giunti a Tresenda, deviare a destra verso il passo dell'Aprica, di qui scendere ad Edolo, da Edolo risalire a Vezza d'Oglio e Ponte di Legno e quindi al Passo del Tonale, da questo scendere a Ossano e a Malè, raggiungere Cles e per il Passo della Mendola, pervenire a Bolzano. Alla colonna, nella quale viaggiava Mussolini, avrebbe dovuto farsi incontro, o nei pressi di Tirano o all'inizio delle rampe che portano al Tonale, una colonna proveniente da Bolzano non numerosa ma potentemente armata composta di truppe sceltissime e largamente provvista di carburante. Mussolini sperò con la sua presenza di impedire l'attuazione dei piano della lega “Andreas Hofer” per l'annessione dell'Alto Adige all'Austria. Allo svolgimento di tale piano egli era deciso ad opporsi a « qualunque costo ». La mia affermazione di testimone è basata sopra una convinzione che, dentro di, me, è divenuta dogma. L'ultima speranza che sorrise a Mussolini e che si spense a Dongo due giorni prima della morte, fu di non essere ucciso da mani italiane. L'ultimo suo sogno, che nella disperazione, gli diede momenti di estrema felicità consolatrice, fu quello di potersi immolare per affermare, anche con questa immolazione, l’imprescrittibile diritto italiano sull'Alto Adige. Non c'è l'ombra di un piccolo dubbio sulla mia convinzione: Mussolini sperò che ì suoi esecutori fossero i fanatici e antitaliani della lega « Andreas Hofer » e non dei comunisti o socialisti italiani.


Estratto da, Carlo Silvestri “Mussolini Graziani e l’antifascismo”, Milano, 1949, Longanesi, pp. 244 / 248.

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Ultima modifica di Marcus il Sab Lug 28, 2012 5:15 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Sab Apr 28, 2012 10:09 am    Oggetto:  
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Interessante. Del resto conferma ciò che gli storici veri si sono sempre chiesti. Perchè quella cattura? Ed in quel modo...

Ma per la Verità, in questo "luogo" non c'è posto..

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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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Marcus
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MessaggioInviato: Ven Apr 26, 2013 12:31 pm    Oggetto:  
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...e con una mossa sola nazisti tedeschi e partigiani si liberarono del problema Mussolini, gli inglesi, poi, terminarono il lavoro sporco e lasciarono che i comunisti se ne attribuissero il "merito" !
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