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IN ITALIA 107 BASI USA CON RELATIVA FORZA MILITARE!!!!!
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RomaInvictaAeterna
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Età: 39
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Messaggi: 3235
Località: Roma

MessaggioInviato: Ven Feb 20, 2009 9:35 am    Oggetto:  
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Finchè non ci sarà una visione politica condivisa, il problema militare e di indipendenza non sarà mai risolto.

Anche se ci sono "modelli" condivisibili, l'egoismo sciovinista vince sulla concordanza di vedute e di risultati...

Oggi la priorità è riacquistare l'Identità Europea, mediterranea. Questa identità è avvelenata dalla visione unilaterale anglosassone. La radice dei problemi creati dall'inciviltà americana sta oltremanica!

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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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Marcus
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Registrato: 02/04/06 11:27
Messaggi: 2594
Località: Palermo

MessaggioInviato: Sab Feb 21, 2009 10:56 am    Oggetto:  
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...il solito cane che si morde la coda, non abbiamo un dispositivo militare che ci garantisce e tutela adeguatamente e spunta così il presunto bisogno dell'alleato-occupante, ma non potremo mai organizzarci per realizzare in modo indipendente nuove strategie ed assetti in ambito europeo o mediterraneo finché saremo sotto la tutela obbligatoria del padrone a stelle e strisce...
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" Forse che non conoscendo a fondo il pensiero del Duce si può affermare di essere fascisti? Noi diciamo di no! Che il fascismo non è istinto ma educazione e perciò è conoscenza della sua mistica,che è conoscenza di Mussolini" (N. Giani)
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Aquilifero




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Località: Trofeo di Augusto

MessaggioInviato: Ven Nov 26, 2010 11:28 am    Oggetto:  
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Un Saluto Cittadini, anche se il dibattito è risalente vorrei dare il mio contributo a quanto sopra.
Io ritengo che tutto il mondo occidentale sia figlio della cultura romana. Già all'indomani del crollo dell'Impero d'Occidente i re barbarici non poterono fare altro che farsi scrivere (da quei pochi giuristi rimasti vivi) delle "Lex Romanae" per organizzare i loro neo-Regni che erano nati nelle provincie occupate.
E, beninteso, le leggi erano definite "romane" non per ossequio alla romanità, verso la quale, anzi ,nutrivano una profonda diffidenza, ma piuttosto con riferimentio alla tecnica di redazione, di trasmissione e di interpretazione.
Lex Romana visigothorum, ad esempio, altro non voleva dire Legge propria dei visigoti scritta, tramandata e applicata secondo il sistema romano.
Ed il suddetto passaggio non fu poi tanto difficile atteso che ormai da secoli, e specialmente in nord'europa, legioni, generali, municipi e magistrature varie erano formate e rette da barbari, anzi, per molto tempo le madri italiane per dire di un figlio che si era arrulolato in qualche esercito usarono dire che "era partito con i barbari".
La chiesa di Roma mutuò i canoni organizzativi romani ( curia, diocesi, legato, stazione, pretore.. tutti termini amministrativi romani) le architetture e le liturgie (gli altari, le candele, il tabernacolo, le cantilene, le porpore, le mitre e le stole) tutte riprese dai riti pagani.
l'anello del pescatore che viene distrutto alla morte del papa così come veniva distrutto il sigillo Imperiale alla morte di Cesare.. e non mi dilungo che gli esempi sarebbero infiniti.
Roma da capitale di un impero diventò capitale dello Spirito e tutto l'occidente guardava ad essa ( cosa erano le lotte tra papato e impero se non un tentativo della nascente laicità di affrancarsi).
Poi è arrivata la riforma e tutto il mondo anglosassone si è svincolato dalla soggezione culturale nei confronti dell'Italia prendendo una sua strada che lo ha portato dove è adesso.
Ma quel che più conta è che da noi c'è stata la controriforma che ha profondamente trasformato la cultura latina pur senza svincolarla dal passato Romano.
Si è creata quindi quella scissione che perdura ancora oggi tra popoli europei, ma che la matrice sia comune questo credo che sia incontestabile.
C'é chi ha teorizzato (Malaparte) che il Fascismo sia un prodotto della controriforma.
Personalmente preferisco non prendere posizione sul punto ma, attesa la grande sferzata di rigore che il Concilio di Trento portò, le tesi dell' "arcitaliano" sono quanto mai suggestive Very Happy Very Happy

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Ardito
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MessaggioInviato: Mar Gen 04, 2011 2:09 pm    Oggetto:  
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Intanto la base di Aviano (PN) si allarga!

L’inarrestabile espansione della base Usa di Aviano

di Antonio Mazzeo

Nuovi progetti infrastrutturali per la base aerea di Aviano (Pordenone), sede del principale comando dell’Us Air Force in Europa e trampolino di lancio dei cacciabombardieri a capacità nucleare F-16 nei Balcani e in Medio oriente. “Priorità strategica per i piani di lavoro 2011”, come ha spiegato Jeff Borowey, responsabile del Comando d’ingegneria navale Usa per l’Europa, l’Africa e l’Asia sud occidentale, Aviano assorbirà da sola più del 27% degli investimenti destinati per il nuovo anno al potenziamento delle basi aeree Usa nel vecchio continente. Si tratta di 29 milioni e duecentomila dollari, 10 milioni e duecentomila destinati alla costruzione di una “Air Support Operations Squadron (ASOS) Facility” e 19 milioni per 144 alloggi per il personale del 31° Stormo dell’Us Air Force.


“La nuova facility di Aviano deve rispondere adeguatamente alle necessità amministrative, operative, addestrative e di manutenzione e stoccaggio veicoli ed attrezzature dell’8° Squadrone per le Operazioni di Supporto Aereo (8th ASOS)”, scrive il comando dell’Us Air Force nella richiesta di finanziamento per il 2011 presentata al Congresso. Giunto nella base friulana a fine 2006 dalla caserma Ederle di Vicenza, l’8° Squadrone è composto da una quarantina di uomini che forniscono il supporto al “Comando e Controllo Tattico delle componenti congiunte delle forze aeree e terrestri statunitensi per le operazioni di guerra”. “Questo progetto – aggiunge il comando dell’Us Air Force – consentirà di sostenere l’iniziativa di trasformazione voluta dall’aeronautica militare per consentire il collegamento diretto dell’ASOS con le unità aeree e dell’US Army di stanza ad Aviano”. Dallo scorso anno è infatti operativa nella base, accanto ai reparti aeronautici, la 56th Quartermaster Company, letteralmente 56^ Compagnia Timonieri, unità dipendente dalla 173^ Brigata trasportata dell’Us Army di Vicenza, specializzata nelle tecniche di aviolancio. “Secondo le linee guida progettuali”, spiega il Pentagono, “le aree destinate ad uffici ASOC cresceranno in superficie del 30% (2.414 mq), mentre quelle riservate a deposito veicoli di un 25% circa (550 mq). È prevista l’installazione di condizionatori d’aria, sistemi antincendio e distribuzione di energia, collegamenti internet e telefonici, apparecchiature di protezione luminosa e attenuazione dei rumori. Questo progetto risponderà alle richieste del Dipartimento della difesa in materia di protezione da attacchi terroristici e richiederà l’approvazione da parte di una commissione mista USA-Italia”.
La seconda importante tranche finanziaria ottenuta dall’Air Force è riservata alla realizzazione di nuovi dormitori multipli per gli avieri, dotati di saloni, servizi, lavanderia e ampi parcheggi. “Saranno demoliti i tre dormitori attualmente utilizzati nell’Area A2 di Aviano in vista della sua restituzione al governo italiano (rimozione dalla lista delle infrastrutture di proprietà Usa)”, scrive il comando Us Air Force nella richiesta di finanziamento al Congresso. Il nuovo complesso abitativo sorgerà accanto alle sei palazzine esistenti nella cosiddetta Area 1 (distante circa 5 chilometri dall’Area 2), dove sono concentrate le unità abitative, l’ospedale e le scuole per i figli del personale militare. Secondo il comando del 31st Civil Engineer Squadron, le modalità per la restituzione dei circa 13 acri (52.611 mq) dell’Area 2 sono in via di definizione con le autorità militari italiane e la decisione di “ricongiungimento” dei dormitori sarebbe stata dettata dai “rischi per i militari” e dalle difficoltà di protezione dei veicoli in transito sulla strada statale che collega i due siti. “A causa della gravità delle violazioni ai sistemi di sicurezza nell’Area A2, un dormitorio è già stato chiuso del tutto e solo il 50% di un secondo dormitorio è usato ancora oggi”, spiegano ad Aviano. “La costruzione di una struttura con 144 alloggi nel principale campus della base secondo le prescrizioni dell’Air Force 2008 Dormitory Master Plan, consente a tutti i residenti di non essere più “facile obiettivo” in caso di evento terroristico; la chiusura dell’Area A2 elimina inoltre il grande blocco stradale esistente”.
Aviano si conferma dunque come una delle principali basi-cantiere delle forze armate Usa in Europa. Nell’ottobre 2009 è entrato in funzione l’“Airborne Equipment/Parachute Shop”, costo 12 milioni e 100 mila dollari, un megadeposito di 4.000 mq che ospita i materiali necessari per le operazioni di aviolancio e altre attrezzature pesanti dei reparti Us Army di Vicenza. Recentemente è stata pure completata la costruzione di una infrastruttura di 5.000 mq atta ad ospitare sino a un migliaio di paracadutisti della 173^ Brigata in attesa di imbarco (“PAHA – Personnel Alert Holding Area”). Accanto ad essa sorge pure una piattaforma per le soste operative dei grandi velivoli da trasporto delle forze armate Usa, in grado di ospitare simultaneamente sino a dodici C-130 o cinque C-17. A fine 2009 sono stati completati infine i lavori di riparazione della rete stradale e del sistema d’illuminazione del parcheggio della base per una spesa complessiva di 750 mila dollari.
Attualmente il distretto europeo dell’Us Army Corps of Engineers sta eseguendo una serie di lavori di manutenzione per circa 4 milioni di dollari, che includono la riparazione di alloggi, scuole, piste aeree e di una facility per l’addestramento anti-incendio. Il 31st Civil Engineer Squadron ha inoltre dato il via ad un piano biennale con un investimento di 5 milioni di dollari che prevede la realizzazione di 16 progetti di “risparmio energetico”, tra cui l’installazione di un impianto geotermico nel Fitness Center, pannelli solari per la piscina e i dormitori destinati ai militari e un sistema d’irrigazione con acqua piovana dei campi sportivi e del campo da golf realizzato nel 2006 su 3 ettari e mezzo di superficie dell’aeroporto “Pagliano e Gori”. Per la rizollatura dell’“Alpine Golf Corse” di Aviano, l’Us Air Force ha pubblicato a fine settembre un bando di gara e i lavori dovrebbero iniziare a giorni. Altro bando per un milione di dollari è stato pubblicato a fine luglio per la ristrutturazione dei fabbricati Command Post Facility n. 1360 e Alternate Command Post n. 1135, ubicati entrambi nell’Area F della base. Tutti questi impianti rientrano nel piano di ammodernamento e potenziamento infrastrutturale per il valore di 610 milioni di dollari denominato “Aviano 2000”: si tratta complessivamente di 99 grandi progetti (33 gestiti dall’Aeronautica militare italiana e 66 dalle forze armate statunitensi), a cui si aggiungono 186 interventi di dimensioni minori. Obiettivo strategico è quello di trasformare Aviano nella maggiore installazione dell’Us Air Force per “condurre la guerra aerea e nello spazio e le operazioni di supporto al combattimento nella Regione europea meridionale”. Come specificato dal Comando dell’aeronautica nel suo report finanziario 2011 “ad Aviano si mantengono operativi due squadroni di cacciabombardieri F-16 fighter per operare regionalmente ed extra-area su richiesta della NATO, di SACEUR o della nazione con munizioni convenzionali e non-convenzionali. La base mantiene operativo anche uno squadrone di controllo aereo per le attività di sorveglianza, controllo e comunicazioni”. Le schede allegate al nuovo piano forniscono il censimento aggiornato del patrimonio immobiliare Usa ad Aviano: si tratta di una lunga lista di infrastrutture, alloggi, depositi, ecc. presenti in 1.192 acri di terreno, valore complessivo 740 milioni e 700 mila dollari.
Lo scorso anno, l’Us Air Force ha pure pubblicato uno studio sul cosiddetto “impatto economico” generato delle basi estere, il quale prende in considerazione i “beni e i servizi acquistati localmente” dal personale militare, gli stipendi versati al personale civile locale, gli affitti degli alloggi e i lavori appaltati a ditte e imprese delle nazioni ospitanti. Stando ai militari Usa, nell’ultimo anno “il valore totale del denaro immesso nell’economia locale di Aviano raggiunge i 427 milioni di dollari”. Di questi, 199 milioni corrisponderebbero alle spese sostenute fuori dalla base dal personale militare e civile statunitense e dai dipendenti civili italiani; 47,3 milioni sono stati generati dalle attività di costruzione, 16 milioni dalle spese “per servizi”, 104,9 dall’acquisto di materiali ed attrezzature. L’Us Air Force si spinge nel quantificare in 1.743 i posti di lavori “secondari” generati dalla base aerea friulana, con un apporto di 59, 8 milioni di dollari in retribuzioni e contributi salariali. Anche se restano misteriose le modalità e i parametri con cui sono stati stimati i presunti “benefici” economici dell’installazione, una prima incongruenza traspare dal computo degli appartenenti alle forze armate e dei dipendenti civili in forza ad Aviano. Lo studio “sull’impatto economico” calcola infatti una presenza di 348 ufficiali, 3.409 militari semplici, 594 civili Usa e 934 lavoratori civili italiani. Nella scheda presentata al Congresso, sempre dall’Us Air Force, per i fondi infrastrutturali del 2011, il personale Usa ad Aviano è invece leggermente inferiore (303 ufficiali, 3.196 militari semplici e 764 civili). Nelle stime manca poi qualsivoglia riferimento agli impatti “negativi” sull’economia e la società locale, non certo indifferenti in termini di contaminazioni ambientali, traffico veicolare, inquinamento acustico, consumo di territorio, depauperamento risorse idriche e naturali, rischi di dispersione di materiali radioattivi, accumulazione rifiuti solidi e speciali, ecc.. I comandi Usa, che lo scorso anno hanno pubblicamente enfatizzato il “business” generato dal mercato degli affitti degli immobili destinati al personale statunitense (“36 milioni e 600 mila euro all’anno”), preferiscono glissare sul fatto che la stramaggioranza dei contratti sottoscritti direttamente dal Dipartimento della difesa riguardano immobili di proprietà di quattro grandi società immobiliari che hanno sede fuori dalla provincia di Pordenone. A ciò si aggiunge il piano di drastico ridimensionamento delle spese recentemente varato dal Pentagono il quale prevede entro la fine del 2011 una riduzione degli alloggi locati ad Aviano da 726 a 531 unità e del canone medio mensile da 8.712 dollari a 6.372, con una spesa finale di 16.078.000 dollari contro i 20.734.000 del 2009.
A rendere ancora più asimmetrica la relazione costi-benefici per la popolazione locale l’ammontare delle risorse pubbliche dirottate dalle amministrazioni locali per interventi infrastrutturali pro-base. Nel gennaio 2009, ad esempio, sono state consegnate due rotatorie e una serie di bretelle intermedie sul confine meridionale dell’aeroporto “Pagliano e Gori”, sulla strada provinciale Aviano-Pordenone e la circonvallazione nord di Roveredo. Gli interventi si sono resi necessari per regolarizzare i voluminosi flussi veicolari verso lo scalo aereo (oltre 5.000 mezzi al giorno), e hanno comportato una spesa di oltre tre milioni di euro da parte dell’amministrazione provinciale di Pordenone e della Regione Friuli Venezia Giulia.
Fonte:http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=36605
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Ardito
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MessaggioInviato: Mer Lug 11, 2012 2:30 pm    Oggetto:  
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...pseudo-italia pur di servire il padrone americano mette a repentaglio oltre alla sovranità nazionale, mandata in malora da tempi immemori, la salute e le sicurezza dei cittadini e del suolo italico.

Che cos’è il MUOS? “Il Mobile User Objective System (Sistema Oggetto ad Utente Mobile) è un sistema di comunicazioni satellitari (SATCOM) ad altissima frequenza (UHF) ed a banda stretta composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è in fase di realizzazione in Sicilia, nei pressi di Niscemi. Il programma MUOS, gestito dal Ministero della Difesa degli Stati Uniti, è ancora nella sua fase di sviluppo e si prevede la messa in orbita dei quattro satelliti tra il 2010 ed il 2013.”

Intanto i lavori vanno avanti, incuranti della segnalazione e delle interrogazioni oltre che delle varie manifestazioni di protesta che si sono susseguite nel territorio di Niscemi da parte di residenti e persone che hanno sposato la causa NO MUOS. A quanto sembra fino ad ora la politica ha subordinato la salute dei suoi cittadini per favorire gli interessi degli Stati Uniti. Lo zio Tom d’America vuole la Sicilia e i nostri rappresentanti gliela stanno fornendo su un piatto d’Argento.

Intervista ad Antonio Mazzeo sul MUOS

Nel sito dell’ARS e nel sito openpolis sono presenti interrogazioni di deputati e senatori (bipartisan) che espongono i danni possibili sulla popolazione relativi al MUOS, il suo impatto ambientale, e si parla di inefficienza dei dati dell’ARPA, ma non si trovano risposte a queste interrogazioni, lei può darci qualche notizia in più?

Mazzeo: “Non mi risulta che ci siano risposte ufficiali, ci sono state poi dichiarazioni di Lombardo che giustifica le operazioni però non ci sono state risposte alle interrogazioni parlamentari. Soltanto ad un’interrogazione di alcuni parlamentari del PD all’ex Ministro La Russa (PDL) che ha rilasciato una dichiarazione in merito all’accordo tra Italia e Stati Uniti e che non c’era nessun problema dal punto di vista ambientale, una risposta penosa”

Dalle interrogazioni si evince che i dati dell’ARPA sono in contrasto con quelli del Politecnico di Torino che non li ritiene validi, esattamente come si è svolta la vicenda?

Mazzeo: “Il progetto che è stato presentato alla regione su cui poi la facoltà d’Ingegneria di Palermo ha fatto uno pseudo studio uguale identico a quello che era stato fatto dalla Marina militare (statunitense), ed è quello che poi viene praticamente duramente censurato dal Politecnico di Torino, che dice chiaramente che lo studio è privo di tutta una serie di informazioni, non si capisce come si possa fare una valutazione del progetto quando mancano tutta una serie di parametri importantissimi, in quanto non si può fare una valutazione di tipo elettromagnetico di un radar se ti mancano tutta una serie di elementi. Questo scrive il Politecnico ed è il motivo per cui il Ministero ha richiesto all’ARPA di rifare le valutazioni sia sull’esistente che sul progetto.”

Il senatore Lumia (PD) insieme all’ex sindaco di Comiso (Digiacomo) minacciano di incatenarsi a Roma per accelerare l’apertura dello scalo di Comiso, omettendo che lo scalo a 30 Km dal MUOS è ritenuto pericoloso per la sicurezza delle strumentazioni dei velivoli, non è un assurdo che Lumia non ne faccia mai parola?

Mazzeo : “Lumia ha presentato un’interrogazione rispetto alla vicenda dell’infiltrazione mafiosa dei lavori, però si è guardato bene da prendere posizione rispetto alla questione del MUOS.”

A che punto sono i lavori del MUOS?

Mazzeo : “I lavori sono quasi completi, però attenzione quando dico completi intendo, che sta per essere installato il terminale terrestre ma per essere operativo ci vorranno almeno altre due tre anni perché entri in collegamento con gli altri 5 satelliti di cui soltanto uno è stato inviato sino ad ora nell’atmosfera.”

Secondo quanto riportano alcuni articoli presenti in rete, le stazioni come il MUOS sono costruiti in zone desertiche, è realmente così?

Mazzeo: “Va fatta una precisazione, realmente in zona desertica è solo quello in Australia. Per quanto riguarda gli altri due, uno è presente alle Hawaii all’interno di una delle più grandi basi militari Americane, un’isola che è sacrificata completamente alle operazioni militari dove sorge uno dei più grossi aeroporti militari delle forze armate degli Stati Uniti, l’altro è in Virginia all’interno della più grande base militare della U.S. Navy in tutto l’oceano Atlantico, sono zone iper-militarizzate in cui le popolazioni non sono in conflitto.”

I sindaci dei comuni limitrofi al MUOS sono scesi in piazza con la popolazione, penso sia un loro dovere, ma si sono anche rivolti alla magistratura?

Mazzeo: “Sono stati presentati esposti, è aperto un fascicolo per presunti reati ambientali presso la procura di Caltagirone, c’è un’inchiesta in corso che dovrebbe essere chiusa tra un po’. Ci sono stati una serie di esposti anche dal comune di Niscemi (ex amministrazione), e anche alcune cose sono finite agli atti della Procura della Repubblica di Caltagirone sulla modalità della realizzazione di lavori, sui danni ambientali enormi che sono stati commessi all’interno della riserva e sul tipo di autorizzazioni che sono state date.”

La normativa comunitaria e nazionale sanciscono il principio secondo cui l'interesse nazionale perseguito con la realizzazione dell'opera pubblica deve comunque essere compatibile con l'interesse pubblico prevalente, costituito dalla tutela della salute e dell'ambiente. Come mai l'Europa in questo caso invece non richiama l'Italia?

Mazzeo: “Gli europarlamentari se ne sono lavate le mani, però loro avevano il dovere di porre la questione al parlamento europeo, è un’area S.I.C. (sito d’interesse comunitario) e sono state date autorizzazioni per installare strutture che sono vietate dalla normativa europea e si poteva tranquillamente richiedere alla UE una commissione di valutazione d’inchiesta per esaminare le concessioni date dall’Italia all’interno della riserva.”

Leggendo gli atti pubblici presenti sul sito dell’ARS viene fuori un quadro criminale di questa politica che non sta considerando il danno che potrebbe arrecare alle popolazioni siciliane, ed è veramente assurdo che non sia diventato un tema discusso a livello nazionale, gli organi di stampa sembrano muti.

Mazzeo: “Purtroppo le responsabilità politiche sono a 360°.”
Fonte: 
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