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COME SI INVENTA LA RIVOLTA ARABA MADE IN USA!!
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MessaggioInviato: Sab Ago 24, 2013 10:59 am    Oggetto:  
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Quando dicevamo, pur lasciando aperte le ipotesi plausibili, che la Siria non avrebbe avuto un beneficio diretto per la situazione Egiziana purtroppo non sbagliavamo:
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Probabilmente la Turchia ha bisogno di una contropartita per aver mollato l'Egitto. Non si può spingere troppo sull'acceleratore e dunque si deve mantenere la Siria nella sfera Turca. L'atteggiamento "neutro" dell'Iran è frutto del profilo che ormai è diventato ufficiale col nuovo presidente. Quello formalista dell'Italia, della Cina e della Russia potrebbe costituire solo un temporeggiamento, come negli altri casi analoghi (e magari un assestamento per avere chiaro che cosa ci guadagneranno DOPO).

Se le cose non cambieranno a breve, e non credo affatto che cambierà qualcosa, la Siria è spacciata.

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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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MessaggioInviato: Mer Ago 28, 2013 7:16 pm    Oggetto:  
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..Obama sta pensando ad una seconda Libia. Vuole bombardare precisi obiettivi (nei quali ovviamente entreranno anche civili inermi e stragi "collaterali"...però "giustificate", in questo caso!).
A questa minaccia di intervento militare fa seguito la contro-propaganda Siriana che paventa possibili "attacchi ad Israele" e/o attacchi "terroristici" in Europa a causa della possibile espansione e della possibile (prossima) affermazione del "fronte turco".

Una indefinita "fonte iraniana" informa della volontà da parte dei gruppi e delle milizie "alleate" della Siria di attaccare Israele se dovesse essere attaccata la Siria. E' proprio quello che Israele si aspetta, ed è stata la prima dichiarazione dopo la decisione degli USA all'attacco. Probabilmente non vedono l'ora di avere la scusa per distruggere l'intera regione!
E anche per questo nulla accadrà, oltre che per l'isolamento DI FATTO in cui si trova la Siria, poichè tutti i presunti "alleati" si guardano bene dall'esserlo davvero... per proteggere i loro interessi economici nella regione (forse meglio tutelati dal prossimo "governo democratico").

A ben vedere sarebbe un grandissimo errore da parte della Siria attaccare Israele. E sarebbe un errore perfino per l'Iran, che ne sarebbe travolto e lascerebbe la porta aperta per un attacco DEFINITIVO contro di esso.

In una situazione del genere, tenuto conto dell'isolamento di fatto in cui si trova, la Siria potrebbe cercare una vera resistenza all'Invasore, esattamente con il metodo più politico che militare, che sta timidamente adottando in questo momento per sbugiardare le accuse degli occidentali:
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MessaggioInviato: Ven Ago 30, 2013 11:51 am    Oggetto:  
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..la temperatura dell'isolamento Siriano la da, fra le altre cose, anche una dichiarazione come la seguente, fatta da Hezbollah:

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..Hezbollah non interverrà se gli Stati Uniti e i suoi alleati si limiteranno a un'azione «punitiva» contro Assad....

La Russia, che schiera navi nella "zona di operazioni", lo fa insieme agli Stati Uniti... Contro chi saranno dirette, eventualmente, quelle navi è facile immaginarlo, tenendo conto che Mosca ha comunque dato un assenso condizionato dall'ONU:
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MessaggioInviato: Dom Set 01, 2013 12:03 pm    Oggetto:  
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E' stato reso noto qualche brano (con quali filtri!) del rapporto "segreto", che veniamo a sapere sia di 4 pagine (sic!), che proverebbe l'uso di armi di distruzione di massa da parte dell'Esercito Siriano. Qualche riassunto qui:
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E' INCREDIBILE, letteralmente INCREDIBILE, la composizione di questo rapporto e il suo fondamento sui "è probabile"! Incredibile, al pari, l'uso dei "social media" come uno fra gli elementi probanti (!!!) l'uso delle già dette armi! Davvero pazzesco! Si decide o meno l'attacco ad una intera nazione, in base a questi elementi? Incredibile che gli USA,nella loro propaganda, stiano continuamente cercando di esorcizzare l'Iraq, per ricaderci invece peggio di prima!

Gli Ispettori ONU, che molti hanno dimenticato essere stati GIA' in territorio Siriano ed avere concluso che le Armi chimiche le stavano usando i cosiddetti "liberi ribelli", hanno stabilito la situazione come complessa e gli esiti degli esami non pubblicabili entro pochi giorni ma in settimane :
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Gli Usa hanno però fatto sapere che i LORO risultati sono "a priori" quelli giusti (scritti in quelle 4 pagine, in quel modo!) e che A PRIORI le loro decisioni non siano dipendenti da nessuno! Questo atteggiamento è indegno. Ma è lineare ad ogni presidenza americana, ed è ulteriore prova che la "politica" estera americana sia IDENTICA in ogni tempo. Poichè è decisa da precise lobbies economiche e finanziarie a cui i "presidenti" DEVONO rispondere.

A parte poi la presunzione di definirsi "arbitri" quando essi stessi fanno largo uso di armi chimiche nelle LORO zone di guerra. Oltre ad usare OGNI MEZZO, con o senza autorizzazione, per FARE TABULA RASA. Con quale "autorità", e assegnata da chi, gli USA potrebbero mai essere "arbitri"? La domanda è ovviamente retorica.

L'attacco del 21 agosto, che giustificherebbe l'intervento, è avvolto da una coltre di nebbia (
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)! Non vi è niente di sicuro nella guerra siriana! Tantomeno l'entità delle stragi e la loro matrice! Questa è stata una grave colpa di Assad, che avrebbe dovuto aprire completamente ai media di tutto il mondo, in modo da creare una crisi politica internazionale forte, nella sua condizione di inferiorità (del tipo: venite a vedere come sono "buoni" i ribelli!). Così facendo contribuisce al "buio", anche propagandistico (per incapacità?). E questo fa pensare che non è certo incolpevole.
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MessaggioInviato: Mar Set 03, 2013 10:16 am    Oggetto:  
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Nei giorni che ci dividono dal fatidico "congresso", emergono qua e la sempre particolari ovvi, per chi ragiona:

...Dall'altra parte del mondo, nel Medioriente, punta il dito contro gli Stati Uniti. L'Iran infatti sostiene di avergli passato informazioni sull'introduzione in Siria di gas nervini già otto mesi fa, attraverso un traffico che ha preparato gli attacchi chimici attribuiti da Teheran ai ribelli siriani. La rivelazione è stata fatta dal ministro della Difesa, il generale di brigata Hossein Dehqan, il quale ha detto che «la minaccia di un attacco militare col pretesto dell'uso di armi chimiche in Siria arriva dopo che gli Usa hanno ignorato gli avvertimenti dell'Iran circa gas Sarin che veniva portato in Siria otto mesi fa, praticamente spianando la strada per attacchi chimici in Siria». Senza fornire altri dettagli, il ministro iraniano ha sostenuto quanto sia chiaro che «gli Usa vogliono lanciare limitati attacchi per risollevare l'abbattuto morale dei terroristi in Siria» e, fra l'altro, «indebolire le capacità operative delle Forze armate siriane».

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Quello che colpisce non sono certo le informazioni che gli americani già avevano, perché sappiamo bene quanto possano aver contribuito attivamente a realizzare in Siria una situazione del genere, ma CHI gliele ha fornite!

Anche perché l'Iran, forse è passato troppo sotto silenzio che si è OFFERTO all'Onu come MEDIATORE (
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)per risolvere non con le armi, ma politicamente (con la sua attuale politica bifronte), la situazione Siriana. In quale direzione risolverla non c'è bisogno di dirlo.
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MessaggioInviato: Mar Set 03, 2013 2:57 pm    Oggetto:  
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Una analisi che reputo interessante e credibile:

Siria: una scelta costosa del presidente USA

Pochi mesi dopo l’inizio della crisi siriana, premuto da più parti per un intervento militare degli USA, mostrò chiaramente che gli Stati Uniti, così come avevano fatto in Libia, stavano dalla parte dei ribelli ma non avevano alcuna intenzione di intervenire direttamente. Per giustificare ed avvalorare la propria posizione pose tuttavia una condizione che, comunque, poteva dimostrare al mondo chi restava il “maitre du jeu”: se il regime avesse usato le armi chimiche contro i cittadini ed i ribelli armati, quella sarebbe stata la linea rossa, oltrepassata la quale l’America avrebbe potuto/dovuto intervenire direttamente nello scontro.

Era ovvio che un avvertimento di tale tenore, su di un tema che non poteva che trovare consenzienti le opinioni pubbliche mondiali, avrebbe consigliato ad Al Assad di fare qualunque cosa salvo passare proprio quella barriera.

E’ quello che sperava lo stesso Obama.

Gli Stati Uniti, ed in particolare il suo Presidente, stavano uscendo a fatica da due guerre disastrose, Iraq ed Afganistan, che avevano mostrato i limiti militari e politici della più grande potenza del mondo. Gli enormi costi economici ed il grande numero di vite umane, da entrambe le parti, sconsigliavano nettamente un nuovo impegno militare. In Libia, pur con un risultato che avrebbe fatto rimpiangere, poi, l’ordine garantito da Gheddafi, il meccanismo del “sostegno esterno” aveva funzionato e, fino a pochi giorni fa, anche in Siria sembrava potersi mantenere sugli stessi binari.

Più di una volta i ribelli siriani accusarono il regime di aver utilizzato gas letali, ma queste accuse furono sempre giudicate poco credibili. D’altra parte, Al Assad, che, in un modo o nell’altro stava tenendo piede contro gli insorgenti, non avrebbe avuto alcun interesse a ricorrere a tali strumenti proprio per evitare il possibile intervento del possente esercito straniero, unica realtà che poteva drammaticamente cambiare gli equilibri ottenuti sul campo.

Le immagini di pochi giorni fa, diffuse in tutto il mondo, con centinaia di vittime apparentemente uccise da armi chimiche hanno però cambiato la situazione.

Nessuno può realmente affermare se e quante di quelle immagini fossero vere né, in caso di conferma della loro veridicità, chi sia stato l’autore di quel massacro. Se fosse stato Assad ci sarebbe da chiedersi cosa lo possa aver spinto ad una provocazione cosi’ rischiosa per lui. Soprattutto considerano che, sul campo, le cose stavano nettamente volgendo gia’ a suo favore.

Se, invece, sono stati i ribelli ad usare le armi chimiche accusandone poi il governo, e cio’ per forzare la mano agli USA, corrono il rischio, qualora si scoprisse il trucco, di perdere definitivamente ogni, o quasi, supporto dagli attuali sostenitori.

Una lettura machiavellica, per quanto molto improbabile, identificherebbe nell’Iran, o nella Russia, la mano che ha spinto a tale azione, al fine di mettere gli Stati Uniti con le spalle al muro ed obbligarli ad una decisione scomoda.

Qualunque sia la verita’, non ci si aspetti che gli ispettori dell’ONU possano fare luce al di la’ di ogni dubbio: a meno di prove inconfutabili, difficilmente immaginabili dopo i giorni passati, qualunque report di questi ispettori sarà giudicato falso da una parte o dall’altra.

Nemmeno ci si può aspettare che l’ONU autorizzi un intervento armato: Russia e Cina hanno già lasciato intendere il proprio veto e un intervento di qualunque genere potrebbe contare solo sulla decisione autonoma di un gruppo di nuovi “volenterosi”.

Che cosa può fare Obama in questa situazione?

Una volta accettato come vero l’uso di armi chimiche da parte del regime, se non decidesse per l’intervento armato dichiarerebbe al mondo la debolezza degli Stati Uniti e mostrerebbe come qualunque “linea rossa” da loro posta possa essere scavalcata senza conseguenze. Ciò, oltre a demoralizzare i Paesi alleati che contano sul supporto americano, incoraggerebbe Stati come l’Iran e la Corea del Nord ad oltrepassare le “linee rosse” imposte anche a loro.

Se, invece, Obama, in coerenza con l’atteggiamento assunto finora e con la pressione dei repubblicani, decidesse di dare il via libera ai bombardamenti, otterrebbe un insieme di tante conseguenze negative tali da far dubitare della saggezza dell’attuale amministrazione americana, ad esempio:

1 - totale incertezza sulla corretta identificazione di tutti i depositi di armi chimiche da bombardare, con il rischio che Assad, non avendo a quel punto più nulla di più da perdere, possa ricorrerne all’uso indiscriminato contro i ribelli e la fetta di popolazione ostile. Ciò obbligherebbe allora gli americani anche ad un intervento di terra e quindi alla riproposizione di quanto successo in Afganistan ed in Iraq. L’alternativa potrebbe soltanto essere uno straordinario aumento di aiuti, in soldi ed in armi, alle forze ribelli, senza alcuna certezza, caduto il regime, su chi e come sostituirà gli alawiti al potere.

2 – forte impopolarità tra gli elettori statunitensi che non hanno nessuna voglia di essere invischiati in una nuova guerra dall’esito, tra l’altro, tutto da scrivere.

3 – arresto della ripresa economica interna appena iniziata.

4 – forte probabilità di reazioni violente, probabilmente fomentate dall’Iran, in tutto il mondo arabo di gruppi e gruppuscoli già ostili all’occidente. Conseguente aumento di attentati e possibili sequestri contro strutture e personale americano nel mondo.

5 – Ulteriore recupero di immagine internazionale positiva della Russia che, per bocca del proprio ministro degli esteri Lavrov, ha già dichiarato che Mosca non intende attuare alcuna guerra contro nessuno, mostrandosi cosi’ piu’ desiderosa di pace e piu’ saggia dei nuovi “yankees”.

6 – rottura del fronte alleato ove Paesi come Germania ed Italia (e non saranno i soli) hanno già dichiarato la propria contrarietà ad ogni intervento militare.

Un bel pasticcio dunque, da cui qualunque via d’uscita non potra’ che rappresentare una cattiva soluzione.

Purtroppo occorre prendere atto che il ruolo degli Stati Uniti nel mondo, che avrebbe potuto invece essere di pace e di equilibrio, dal momento in cui si decise l’invasione dell’Iraq è andato sempre più declinando ed è forse già in una avanzata ed irreversibile parabola discendente.

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MessaggioInviato: Mar Set 03, 2013 3:06 pm    Oggetto:  
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...mentre la strategia della tensione sale drammaticamente :
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MessaggioInviato: Mar Set 03, 2013 3:14 pm    Oggetto:  
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Assad, forse troppo tardi, sta cercando di usare l'unica vera arma che potrebbe generare qualche risultato: quella "politica"! Sarà interessante leggere l'intervista che ha rilasciato a "Le Figaro":
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MessaggioInviato: Ven Set 06, 2013 5:17 pm    Oggetto:  
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Mentre la Siria è ad un passo dall'attacco americano, l'Iran sta riallacciando marcatamente rapporti di "amicizia" con l'occidente. Anche per l'Iran è in atto la politica "bifronte" o dal "doppio profilo", che comunque garantisce da un lato il suo "salvacondotto", dall'altro la possibilità di ottenere qualcosa per sé:
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. Il Governo Iraniano sta cercando di "rassicurare" le nazioni riguardo la sua politica energetica, e di mantenere per questo rapporti "aperti".

Ma la cosa più interessante è la seguente:
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Israele è considerato ora con "rispetto", anche se la condanna al Sionismo è sempre presente. Ciò che interessa però sono questi segnali più che distensivi, in un momento drammatico come questo, dove dall'Iran ci si sarebbe aspettata una presa di posizione di netta ostilità nei confronti degli "occidentali". Ma del resto, le notizie precedenti hanno evidenziato la eventuale accettazione da parte dell'Iran di azioni "punitive" nei confronti di Assad...A questo punto nulla può stupire.

Laconico anche, al G20, il pistolotto di Putin alla domanda se aiuteranno la Siria: dice che lo stanno già facendo (
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MessaggioInviato: Lun Set 09, 2013 11:13 am    Oggetto:  
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Assad sta usando ORA, troppo tardi, l'arma che avrebbe dovuto usare da subito: la mediaticità e la politica. Ha rilasciato un'intervista agli americani in cui nega gli addebiti e minaccia il conflitto regionale:
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Cerca di giocare d'anticipo, ma è sicuramente una lotta impari, rispetto al bombardamento mediatico previsto da Obama:
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La cosa che però ha del DIROMPENTE è quella che è necessario leggere per intero nel seguente articolo:

Siria/ Armi chimiche,Assad non diede via libera ad attacco (Bild)

Berlino, 9 set. (TMNews) - Bashar al Assad non ha verosimilmente approvato personalmente il sospetto attacco con armi chimiche dello scorso 21 agosto, che provocò la morte di oltre mille civili alla periferia di Damasco. E' quanto emerge da intercettazioni delle autorità militari tedesche svelate dalla Bild.
Alti graduati dell'esercito siriano "reclamano regolarmente da circa quattro mesi attacchi chimici al Palazzo presidenziale a Damasco (ma) queste richieste sono state sempre respinte e l'attacco del 21 agosto non è verosimilmente stato approvato personalmente da Bashar al Assad", ha scritto Bild am Sonntag.
L'edizione domenicale del quotidiano popolare fa affidamento su intercettazioni effettuate da una nave spia dell'esercito tedesco, Oker, che staziona presso le coste siriane. Bild am Sonntag ha inoltre scritto che il presidente dei servizi segreti tedeschi (Bnd), Gerhard Schindler, ha di recente affermato davanti alla commissione Difesa del parlamento tedesco che Assad è in grado di mantenersi ancora per lungo tempo al potere. La sanguinosa guerra civile in Siria "potrebbe ancora durare anni", aveva detto di fronte ai deputati.
L'ispettore generale dell'esercito tedesco, Volker Wieker, aveva a sua volta spiegato davanti alla stessa commissione che l'influenza di al Qaida in seno alla guerriglia aumenta rapidamente.

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Nell'articolo di fonte russa che fa l'analisi delle possibili motivazioni dell'attacco del 21 agosto (postato sopra), infatti, ne manca una tra le ipotizzate: il tradimento interno al Regime.

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Ultima modifica di RomaInvictaAeterna il Lun Set 09, 2013 11:42 am, modificato 4 volte in totale
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MessaggioInviato: Lun Set 09, 2013 11:22 am    Oggetto:  
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...inoltre l' "inopinato" ritorno del corrispondente di guerra Quirico ha sollevato altre "ombre" sui cosiddetti "liberi insorti". E Quirico era andato lì da SOSTENITORE, l'ha detto chiaramente. Ma..."...traspare la delusione. «È possibile chi io sia stato tradito dalla rivoluzione». Quella rivoluzione che ha raccontato per due anni dal fronte, da testimone, al prezzo di gravissimi rischi: «Non è la rivoluzione che ho conosciuto due anni fa ad Aleppo, laica, tollerante. È diventata un’altra cosa». "(
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)

Bisogna chiedersi perché Quirico non sia ritornato in orizzontale, viste le sue dichiarazioni. Probabilmente perché il "profilo basso" tenuto dalla "repubblica delle banane" è consistito nella solita elargizione di cospicui compensi ai "liberi insorti"...

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MessaggioInviato: Lun Set 09, 2013 1:38 pm    Oggetto:  
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Un 'altra BOMBA, è il caso di dirlo:

"Non è stato il regime di Assad a usare le armi chimiche"

La testimonianza dell'insegnante belga detenuto assieme al giornalista. "Domenico ha subito due false esecuzioni"

Bruxelles, 09 Settembre 2013

Non è il regime di Bashar al Assad il responsabile dell'attacco con armi chimiche del 21 agosto scorso, a seguito del quale gli Stati Uniti potrebbero intervenire militarmente in Siria. E' la convinzione espressa da Pierre Piccinin, rilasciato ieri insieme a Domenico Quirico. "E' un dovere morale dirlo - ha affermato, parlando con la radio Rtl - Non è il governo di Bashar al-Assad ad aver utilizzato il sarin o altri gas alla periferia di Damasco". L'insegnante 40enne ha poi ammesso quanto "gli costi dire" tutto cio', perche' "dal maggio del 2012 sostengo fortemente l'Esercito libero siriano nella sua giusta lotta per la democrazia". 'E' un dovere morale dirlo. Non è il governo di Bashar al-Assad ad avere utilizzato il gas sarin o un altro gas nella periferia di Damasco''. Così Pierre Piccinin alla radio RTL-TVi, dicendo di avere sorpreso una conversazione tra ribelli in proposito insieme a Domenico.

Piccinin e Quirico ne sono ''certi'' perchè lo hanno sentito in ''una conversazione che abbiamo sorpreso'' tra ribelli, ha affermato l'insegnante belga. Piccinin aggiunge che ammetterlo ''mi costa perchè da maggio 2012 sostengo con decisione l'esercito libero siriano nella sua giusta lotta per la democrazia''. ''Per il momento'', però, ''per una questione di etica Domenico ed io siamo determinati a non fare uscire (i dettagli di) questa informazione'', ha affermato Piccinin facendo riferimento all'interrogatorio di Quirico in programma oggi e al suo quotidiano. ''Quando la 'Stampa' riterrà che è venuto il momento di dare dettagli su questa informazione, lo farò anch'o in Belgio'', ha spiegato l'insegnante belga. Piccinin racconta quindi che, quando lo scorso 30 agosto lui e il giornalista de 'La Stampa' hanno sentito dell'intenzione degli Usa di agire in seguito all'uso, attribuito al regime, delle armi chimiche ''avevamo la testa in fiamme'', perché ''eravamo prigionieri laggiù, bloccati con questa informazione e per noi era impossibile darla''.

Domenico Quirico ''ha subito due false esecuzioni con una pistola''. Lo ha rivelato l'insegnante belga Pierre Piccinin, il suo compagno di prigionia, alla radio Bel RTL. L’insegnante ha anche raccontato di aver tentato di fuggire due volte insieme a Quirico durante la loro prigionia in Siria. Una di queste volte, dopo due giorni di fuga, sono stati ricatturati e puniti ''in maniera molto pesante'' per il gesto.

Abbiamo cercato di scappare due volte -ha detto Piccinin a Rtl- Una volta siamo riusciti ad andare abbastanza lontano. Abbiamo approfittato della preghiera, ci siamo impadroniti di due kalashnikov e abbiamo lasciato l'edificio. Per due giorni abbiamo corso nella campagna prima di venir ricatturati e venir puniti molto seriamente per questo tentativo di evasione".

I rapitori ''ci trattavano come occidentali, cristiani, con grande disprezzo'' ha raccontato Piccinin alla Stampa. ''Certi giorni non ci davano nemmeno da mangiare'', ha aggiunto Piccinin il quale ha raccontato che lui e Quirico sono stati fermati dalle truppe dell'esercito ribelle e dopo essere stati tenuti prigionieri per due mesi in gran segreto, hanno cominciato a vivere una ''terribile odissea'' con continui spostamenti.

Piccinin ha poi ricordato in un'intervista al quotidiano 'le Soir' che, insieme a Quirico era entrato in Siria dal Libano il 6 aprile scorso. ''Due giorni dopo, eravamo a Qusseir, ed è là che l'esercito siriano libero (Asl) ci ha arrestato e poi passati alla brigata Abu Ammar, dal nome del suo capo'', ha raccontato, ''è gente mezza pazza, più banditi che islamici, più o meno legati al movimento Al-Farouk, uno dei principali gruppi ribelli anche se è un po' scoppiato in questi ultimi tempi''.

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MessaggioInviato: Lun Set 09, 2013 1:43 pm    Oggetto:  
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...e c'è anche un' importante "retromarcia" degli USA. Kerry dichiara che NON INTERVERRANNO...se Assad "consegna le armi chimiche" :
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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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MessaggioInviato: Lun Set 09, 2013 5:38 pm    Oggetto:  
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IL CERCHIO SI E' CHIUSO:


Siria, la Russia apre agli Usa: "Chiediamo ad Assad di consegnare le armi"

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MessaggioInviato: Mer Set 11, 2013 1:23 pm    Oggetto:  
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...intanto, come ampiamente pronosticato, il dossier statunitense sulle presunte prove a carico del governo di Assad sull'uso dei gas si rivela una sonora BUFALA!!

Zero prove nel ridicolo dossier-Siria presentato da Obama

Scritto il 10/9/13

Solo sospetti, senza uno straccio di prova. Motivo: i siriani le avrebbero cancellate, bombardando a lungo, nelle ore seguenti, i quartieri di Damasco che sarebbero stati attaccati con armi chimiche il 21 agosto. Il governo Obama «valuta altamente probabile» che il regime di Assad abbia sferrato l’attacco, dichiara di avere indizi precisi ma rifiuta di diffonderli per «proteggere le fonti». Fine. Altro non ha dire, l’amministrazione che – sulla base di queste scarne note – pretende di coinvolgere il mondo in una guerra pericolosa, fondata sulla propaganda e sull’ipocrisia oltre che sulla menzogna: il regime di Washington infatti continua a definire “opposizione” le milizie che ha reclutato, armato e addestrato sul campo, da almeno due anni, con l’obiettivo di rovesciare il governo di Damasco trasformando in sanguinosa guerra civile l’iniziale rivolta democratica e pacifica dei cittadini siriani ostili al potere autoritario di Assad.

Nel rapporto ufficiale prodotto dal governo statunitense, tradotto dalla redazione di “Megachip”, per motivare la gravissima accusa contro la Siria si fa riferimento a «dati di intelligence» nonché «informazioni geospaziali», ovviamente non divulgabili, nonché ad «un insieme significativo di dati provenienti da fonti aperte», cioè i social media e i siti web che hanno pubblicato informazioni e video. Materiali che gli Usa ritengono credibili, perché girati e caricati in rete soltanto dopo l’attacco, e inerenti località riconoscibili e coerenti con la geografia del massacro, che avrebbe provocato 1.429 vittime, di cui «almeno 426 bambini». Il rapporto Usa cita anche «testimonianze provenienti da personale medico siriano e internazionale», insieme a «dichiarazioni di testimoni» e «testimonianze di giornalisti», oltre a «rapporti provenienti da organizzazioni non governative altamente affidabili». In ogni caso, non un nome: almeno nel testo ufficiale, destinato ai governi degli altri paesi, non compaiono precisazioni di alcun tipo. Le gravi affermazioni dell’amministrazione Obama si limitano a citare circostanze generiche, non documentate in alcun modo.

Il rapporto si dilunga piuttosto su dettagli già universalmente noti, come lo stock di armi chimiche in possesso della Siria e la catena di comando prevista per il loro eventuale impiego. «Nei tre giorni precedenti l’attacco, abbiamo raccolto intelligence da fonti umane, da intercettazioni di segnali e da sistemi di rilevazione geospaziali che rivelano attività del regime che riteniamo siano state associate con la preparazione di un attacco con armi chimiche», si legge nel report. Movente dell’eventuale impiego delle armi letali: la “frustrazione” del regime per non essere riuscito a “ripulire” dalla presenza dei ribelli alcune aree alla periferia di Damasco. Versione peraltro puntualmente smentita, da più fonti, già all’indomani della strage: al contrario di quanto scrive Washington, il 21 agosto i “ribelli” stavano battendo il ritirata dopo una massiccia offensiva dell’esercito siriano, che nei cinque giorni precedenti aveva causato circa 1.500 perdite fra i miliziani della “Brigata di Allah”.

L’ambasciatore russo all’Onu ha mostrato ai colleghi immagini eloquenti, scattate dai satelliti: mostrano due obici che – esattamente al momento dell’attacco chimico – da un quartiere ancora occupato dai miliziani sparano i loro colpi di artiglieria su un’altra zona di Damasco, anch’essa ancora in mano ai “ribelli”. Quanto alle famose prove evocate da Obama a carico dell’esercito di Assad, il rapporto – sfidando il ridicolo – dichiara che unità siriane sarebbero state viste indossare maschere antigas. I feriti ricoverati negli ospedali di Damasco? Secondo i medici mostravano «segni fisici compatibili con l’esposizione ad agenti nervini» ma, precisa sempre Washington, «non possono essere escluse altre cause».

Nel pomeriggio del 21 agosto, sostiene il governo Usa, «abbiamo ottenuto informazioni da cui risulta che personale addetto alla gestione dell’arsenale chimico siriano abbia ricevuto l’ordine di cessare le operazioni. Contemporaneamente, il regime ha intensificato il fuoco di artiglieria contro molti dei borghi che avevano subito l’attacco chimico». Tesi evidente: il regime avrebbe cercato di cancellare le tracce del “misfatto”. «Nelle ventiquattro ore successive all’attacco, abbiamo individuato indicazioni di fuoco di artiglieria e razzi approssimativamente quattro volte più intenso di quello misurato nei dieci giorni precedenti», volume di fuoco protrattosi fino alla mattina del 26 agosto.

L’unico vero appiglio per motivare davvero l’accusa è contenuto in informazioni che – se non dimostrate (come è finora) – assumono il carattere della pura insinuazione: «Abbiamo intercettato comunicazioni di un alto funzionario siriano, intimamente a conoscenza dell’offensiva, che ha confermato che armi chimiche sono state utilizzate il 21 agosto dal regime, e che mostrava preoccupazione per la possibilità che gli ispettori Onu potessero raccogliere prove di ciò». Il mondo, probabilmente, sarebbe ansioso di ascoltarla, questa intercettazione dell’“alto funzionario siriano”. Intercettazione soltanto ipotetica, per ora. E così decisiva, in ogni caso, che lo stesso governo Usa si premura di aggiungere: «Continueremo la ricerca di ulteriori informazioni per colmare ogni vuoto circa la nostra piena comprensione della ricostruzione degli eventi».

Anthony Cordesman, già alto funzionario della difesa, ora a Washington presso il Center for Strategic and International Studies, prende di mira la credibilità del numero delle vittime e critica Kerry per essersi «insabbiato da sé con il bluff del numero assurdamente precisissimo» di 1.429 morti, che secondo Cordesman non corrisponde né alle risultanze britanniche di “almeno 350 vittime, né a quelle di altre fonti siriane dell’opposizione come il Syrian Observatory for Human Rights (502 morti, di cui circa 100 bambini e “decine” di ribelli). Secondo Cordesman, «Obama si è trovato a quel punto costretto ad arrotondare il numero a ‘ben oltre mille vittime’, creando una miscela di contraddizioni sulla maggior parte dei fatti basilari». Un “abbaglio” confermato dall’intelligence francese, che conferma soltanto 281 decessi. Il cronista britannico Eliot Higgins, sul blog “Brown Moses”, di fronte alle foto esibite dagli Usa (lanciarazzi presentati come vettori delle “armi letali” di Assad), si domanda: «Come facciamo a sapere che queste sono armi chimiche?».

Quelle mostrate, continua Higgins, sono «munizioni collegabili con presunti attacchi chimici», ma non per forza «munizioni chimiche usate in attacchi chimici». Dunque: spetta solo all’Onu se sono state davvero utilizzate armi di distruzione di massa a base di gas tossici. La pensa così anche un autentico specialista, Dan Kaszeta, ex ufficiale chimico dell’esercito americano e tuttora una delle figure di maggior spicco negli Usa fra gli esperti di armi chimiche e biologiche, spiega che è facile “creare” casi di “falsi positivi per il Sarin”, specie se gli esami sono fatti sul campo, perché i semplici pesticidi o altri simili composti chimici possono provocare effetti in grado di far pensare proprio al Sarin. E un parlamentare come Justin Amash si pronuncia in questi termini: «Quello che ho sentito nel briefing dei funzionari dell’amministrazione Obama davvero mi rende più scettico rispetto ad alcuni aspetti significativi della ricostruzione dei fatti fornita dal presidente a giustificazione dell’attacco».

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