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COME SI INVENTA LA RIVOLTA ARABA MADE IN USA!!
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MessaggioInviato: Mer Feb 27, 2013 12:02 pm    Oggetto:  
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Chi si poneva domande sul comportamento "strano" dell'Iran nella crisi Siriana e in genere nell'area moediorientale, ha forse una risposta in più guardando a questa notizia:

Russia: "L'Iran considera proposte sestetto".
Prossimi negoziati sul nucleare in marzo e aprile


Concluse in Kazakhstan le trattative tra il gruppo 5+1 e Teheran sullo sviluppo dei programmi atomici della Repubblica islamica. Rinnovati gli appuntamenti negoziali, secondo Mosca il pacchetto è all'esame delle autorità iraniane

ALMATY - Si sono conclusi ad Almaty, ex capitale del Kazakhstan, i nuovi colloqui tra il 5+1 e l'Iran sul controverso programma nucleare della repubblica islamica, la quarta tornata di trattative dopo un'interruzione protrattasi per otto mesi. Le parti si sono accordate per due ulteriori sessioni: la prima, che avrà carattere meramente tecnico e prepatorio e si terrà a livello di esperti, è in programma per il 17 e il 18 marzo prossimi a Istanbul; la seconda, che sarà invece una nuova riunione a carattere propriamente negoziale, è stata inserita in agenda per il 5 e il 6 aprile, ancora ad Almaty. Era questo il risultato minimo perseguito da lady Catherine Ashton, alto responsabile per la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione Europea, che rappresenta in blocco i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu più la Germania.

Il sestetto è su una posizione unica: occorre una soluzione diplomatica del problema nucleare iraniano, ha detto Ashton dopo i negoziati in Kazakhstan, aggiungendo di aspettarsi reazioni positive. Ashton ha spiegato che il sestetto non vuole rendere noti i dettagli delle proposte finché l'Iran non li avrà esaminati bene. E una possibile apertura è stata anticipata dalla controparte più vicina all'Iran, la Russia. Secondo il viceministro degli Esteri Serghiei Riabkov, Teheran ha parzialmente preso in considerazione le proposte del sestetto. "L'Iran ha presentato oggi il proprio approccio al problema nucleare, nel quale ha
preso in considerazione alcuni punti delle proposte fatte ieri dal sestetto", ha detto il negoziatore russo.
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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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MessaggioInviato: Sab Mar 02, 2013 7:50 pm    Oggetto:  
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...ecco una notizia che a prima vista sembrerebbe strana e senza senso (sebbene confermata sia dai media occidentali che da quelli della Siria) ben sapendo che molti dei cosiddetti "ribelli siriani" altro non sono che mercenari al soldo della NATO.

Siria: Lcc,raid elicotteri Iraq, 7 morti
Su citta' confine Yarobiya. Anche Al Jazeera conferma


02 marzo, 16:54

(ANSA) - ROMA, 2 MAR - E' di almeno 7 morti e dozzine di feriti il bilancio dell'attacco "da parte di elicotteri iracheni" sulla citta' di Yarobiya, al confine con l'Iraq. Lo affermano i comitati locali anti-regime. Anche al Jazeera conferma che i militari iracheni hanno attaccato postazioni dei ribelli in Siria. (ANSA).

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MessaggioInviato: Ven Apr 05, 2013 1:04 pm    Oggetto:  
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...commento interessante quello del compagnosky Giulietto, secondo il quale in Siria ormai la situazione è in via di "definitiva conclusione", avendo gli Stati Uniti deciso di premere sull'acceleratore...

Siria: comincia l’ultimo atto

di Giulietto Chiesa – «La Voce delle Voci» - 02 aprile 2013.

Un fittissimo intrecciarsi di voli militari è in corso mentre il lettore sta scorrendo queste righe. Si tratta di aerei di varia nazionalità, con sigle diverse dipinte sulle loro carlinghe, con equipaggi internazionali, in partenza da aeroporti che spaziano dalla Croazia, alla Turchia, dal Qatar, all’Arabia Saudita, dalla Giordania e da diversi altre basi della Nato. Il New York Times dello scorso 24 marzo parlava di voli che “fanno pensare ad un’operazione militare clandestina ben pianificata e coordinata”.
È in atto la preparazione di quella che è l’ultima fase, che potrebbe precedere l’attacco militare della Nato contro la Siria e produrre la caduta, con relativa uccisione, del “sanguinario dittatore” di turno.
Si tratta di un’operazione che comporta grosse spese, per migliaia di tonnellate di armamenti e munizioni, i cui destinatari sono i ribelli del cosiddetto Esercito Libero Siriano.



L’organizzatore fu l’«ex» David Petraeus, il che ci dice che Barack Obama non ce la raccontava giusta quando voleva far credere all’opinione pubblica occidentale che gli Stati Uniti non erano poi davvero molto interessati alla caduta di Bashar al-Assad. Anzi, quando affermava di essere preoccupato dell’eventualità che il crollo del regime di Damasco avrebbe potuto provocare l’inizio della frantumazione della Siria in una piccola galassia di faide sanguinose tra etnie, religioni, nazionalità già in ebollizione e pronte a vendicare i torti subiti negli ultimi quarant’anni.
Ma, a Washington, si ritiene ormai che sia meglio avere dei sunniti al governo di Damasco, piuttosto che degli sciiti alauiti. Ci sarà qualche sgozzamento di troppo, è vero, ma poiché l’obiettivo è quello di creare disordine e non di portare ordine, probabilmente sarà più funzionale questa soluzione. La quale creerà problemi anche per Israele, che si troverà ai confini un altro stato guidato da fanatici jihadisti. Ma Israele può essere accontentata in altro modo: con il via libera contro l’Iran. Anche i turchi potranno avere qualche problema dai curdi siriani, che vorranno unirsi ai curdi iracheni. Ma Recep Tayyip Erdoğan saprà come metterli a posto come meritano, gli uni e gli altri. Insomma la faccenda è stata infiocchettata a dovere. Resta solo da consegnarla al destinatario, che è il popolo siriano.
Siamo stati, negli ultimi mesi, spettatori di una commedia, il cui copione era di far credere che Washington fosse il moderatore dello scontro. Un po’ come accadde alla Libia di Gheddafi: martirizzata da Francia e Gran Bretagna, con – certo – il supporto logistico della flotta e dell’aviazione degli Stati Uniti, ma di malavoglia, con ritrosia, solo per ossequio verso alleati fin troppo aggressivi.
Ora è tutto chiaro. E’ in corso l’inizio dell’ultima fase. Che prevede una tattica lenta, non un blitzkrieg a breve scadenza. I comandi americani e Nato, in piena sintonia, hanno già calcolato che Bashar non è in condizione di resistere indefinitamente. Lo lasciano cuocere nel suo brodo, sempre più bollente. Circondato da ogni lato, con il solo afflusso (ma difficoltoso) di armi e uomini dall’Iran, sotto un embargo asfissiante. Con Israele anch’essa in posizione di apparente basso profilo, ma incaricato di controllare ogni movimento di mezzi e di uomini dal territorio libanese. La Giordania punto logistico cruciale assieme alla Turchia; l’Arabia Saudita e il Qatar in veste di emissari e finanziatori locali; basi Nato di transito e di stoccaggio nei diversi aeroporti turchi, ultima tappa prima della distribuzione alle formazioni armate che agiscono in territorio siriano.
E tutto questo mentre, in parallelo, i servizi segreti americani, britannici, francesi, turchi, sauditi, israeliani già agiscono con squadre di commandos, con specialisti in azioni terroristiche, nelle città siriane non ancora raggiunte dall’esercito di mercenari jihadisti.
False erano anche le notizie che lasciavano intendere la riluttanza americana a concedere armamenti più sofisticati e potenti. Adesso – riferisce esplicitamente il citato New York Times– si sta passando alla distribuzione di armi che permetteranno un corso “più letale” alla guerra civile.
Senza fretta, naturalmente. Poiché bisogna costruire, nel frattempo, le tappe politiche che serviranno ai giornalisti embedded di tutto l’Occidente a descrivere l’aggressione militare in termini di restaurazione della democrazia in Siria.
Nei giorni scorsi è stato insediato a Istanbul un governo siriano in esilio, composto di emigrati siriani in America e in Occidente. Immediatamente proclamato come “unico governo legittimo”, in attesa di essere trasferito nei nuovi uffici di Gaziantep, nelle immediate vicinanze della frontiera turco-siriana. Vi resterà fino a che le squadre armate della Nato avranno ricavato qualche nicchia relativamente sicura in territorio siriano, affinché i Quisling possano trasferirvisi e, da lì, cominciare a lanciare i proclami di vittoria.
A quanto si sa, questo progetto è stato illustrato recentemente a Roma in una conferenza per specialisti intitolata “United States, Europe, and the case of Syria”. Il luogo è stato il Centro di Studi Americani, il presidente del panel era Giuliano Amato, l’oratore principale era Frederic Hof, ambasciatore statunitense e fino a pochi mesi fa capo del team del Dipartimento di Stato impegnato sul “caso Siriano”.
Se Bashar al-Assad dovesse interporsi – ha spiegato Hof – il fatto stesso sarebbe considerato occasione per intervenire in difesa del “legittimo governo siriano”. Se non vorrà o potrà intervenire, allora si estenderà gradualmente la sua area fino ad arrivare a Damasco. A quel punto o Bashar scappa (sempre che riesca a farlo tra un attentato e l’altro; sempre che riesca a sfuggire ai generali felloni che, nel frattempo, saranno stati comprati a peso d’oro, o impauriti a morte per la sorte dei loro figli e parenti) e il governo degli occidentali viene installato a Damasco, oppure ci sarà la carneficina finale, operata dai tagliagole jihadisti dopo che i missili Cruise e i droni della Nato avranno raso al suolo le ultime infrastrutture difensive, i comandi militari e i sistemi di comunicazione.
Mosca, Pechino e Teheran, ciascuna per conto proprio, non potranno che prendere atto. Putin sta facendo i suoi conti e Xi Jinping non sarà da meno. Ma entrambi non potranno fare molto di più che protestare al Consiglio di Sicurezza per la violazione delle norme della Carta dell’Onu. E’ una questione di tattica, poiché strategicamente la battaglia è stata perduta. Teheran ha qualche preoccupazione in più. La sparizione di Bashar da Damasco sarà un altro segnale che la pressione sull’Iran è in crescendo. Il viaggio di Obama a Gerusalemme ha lasciato Netanyahu piuttosto soddisfatto. Conoscendo i suoi piani non c’è da stare tranquilli. L’ayatollah Khamenei, la Guida Suprema, nel suo ultimo discorso ha fatto l’elenco dei peggiori nemici dell’Iran, stabilendo un ordine molto chiaro e preciso: al primo posto gli Stati Uniti, poi la Gran Bretagna e la Francia. Israele è finito solo al quarto posto. Un downgrading che indica come a Teheran Barack Obama non sia tenuto in grande conto come premio Nobel per la Pace.
Quanto tempo ci vorrà per cancellare l’ultimo “stato canaglia” del Mediterraneo? Frederic Hof non lo ha rivelato. Forse non lo sa ancora nemmeno lui. Queste cose richiedono pazienza. Nel frattempo continua quella che un alto ufficiale Usa, che ha mantenuto l’anonimato, ha definito una “cascata di armamenti”. Un vero e proprio ponte aereo di preparazione alla guerra.
Con ogni probabilità toccherà al prossimo ministro degli Esteri il compito di portare in guerra anche l’Italia in questa ultima avventura “democratizzatrice”.

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MessaggioInviato: Sab Apr 06, 2013 9:58 am    Oggetto:  
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Il "Casus Belli" è in preparazione ? Che dire di questo:
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E delle esercitazioni in sicilia:
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Chi sarebbero i "miliziani fondamentalisti" che avrebbero "fermato" i giornalisti? Dall'identità che gli si darà ufficialmente, si potrebbe capire che piega prenderanno i fatti a venire. Se sarà, dunque, definito un "fermo" o se si trasformerà in "rapimento".

E soprattutto cosa la propaganda proporrà per "uscire" dalla situazione, anche in base a questo fatto: in breve... "la Siria dovrà essere pacificata"....! Sul come, ormai, lo immaginiamo tutti...

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MessaggioInviato: Gio Mag 09, 2013 9:26 am    Oggetto:  
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Il recente bombardamento di Damasco da parte di Israele, non poteva essere effettuato senza un tacito placet da parte dei cosiddetti "alleati della Siria". Ed infatti:

Siria: Ue 'molto soddisfatta' per accordo Russia-Usa
Portavoce Ashton, speriamo sia inizio processo di pace

(ANSA) - BRUXELLES, 8 MAG - L'Unione europea e' ''molto soddisfatta'' per l'accordo tra Russia e Usa per organizzare entro fine mese una conferenza sulla Siria, annunciato ieri sera da Sergei Lavrov e John Kerry. ''L'Unione europea - ha detto il portavoce di Catherine Ashton - e' molto soddisfatta. Abbiamo ripetuto all'infinito che la soluzione del conflitto viene solo con un accordo politico globale. Siamo pronti a dare il nostro contributo in qualsiasi forma e speriamo che la conferenza sia l'inizio di un processo di pace''. (ANSA).

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MessaggioInviato: Ven Mag 10, 2013 3:40 pm    Oggetto:  
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...purtroppo il seguente articolo non mostra solo l'ormai chiarissima strategia dell' occidente per la Siria, con la complicità di Russia e Iran, ma anche l'ingerenza degli USA in Europa e in Italia:
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MessaggioInviato: Mer Mag 15, 2013 12:39 pm    Oggetto:  
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...una notizia molto interessante in grado forse di spiegare la condotta politica iraniana nella crisi della Siria, che al di là di ufficiali dichiarazioni dal tono bellicoso e roboante, inneggianti all'alleanza tra siriani e iraniani ha visto di fatto mantenere un profilo bassissimo da parte della "Persia", un atteggiamento votato ai limiti del suicidio politico, tenendo conto che il prossimo obbiettivo della campagna democratica dopo Assad sarà sicuramente il paese degli ayatollah.
A meno che il quadro geopolitico più congeniale all'Iran sarebbe quello di un "secondo Iraq", dove non a caso alcune zone sono sotto il controllo diretto di milizie filo iraniane. Ipotesi assurda?... chissà!!

Siria: piano Iran guerra con Hezbollah
Teheran, cosi' salveremo Assad anche con sauditi e giordani

15 maggio, 11:39


(ANSA) - BEIRUT, 15 MAG - L'Iran ha un piano per contenere i rischi di un'eventuale caduta del regime siriano del presidente Bashar al Assad, suo alleato da decenni, coinvolgendo in modo più massiccio il movimento sciita libanese Hezbollah e minacciando Israele di aprire, per la prima volta dopo quasi 40 anni, il fronte di guerra sulle Alture del Golan. Lo rivela stamani il quotidiano panarabo al Hayat, che cita "fonti ben informate" a Teheran.

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MessaggioInviato: Ven Mag 24, 2013 12:13 pm    Oggetto:  
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...confermando che l'Iran seguiterà a tenere lo stesso profilo che ha tenuto finora, ecco cosa si profila per la Siria, come ampiamente preventivato:

Mosca cala l'asso: Assad pronto a partecipare a Ginevra

l regime del presidente Siriano Bashar Assad ha accettato di prendere parte alla conferenza internazionale sul futuro del Paese, cosiddetta Ginevra 2, promossa da Usa e Russia. Lo fa sapere il ministero degli Esteri di Mosca, tramite il portavoce Alexander Lukashevich.

Appuntamento vicino ma non si sa quanto
La conferenza dovrebbe tenersi tra due settimane ma Lukashevich ha aggiunto che è impossibile specificare la data, perché "non c'è chiarezza su chi parlerà per conto dell'opposizione e quali poteri avrà". Il problema, inoltre, è che i gruppi di opposizione rifiutano la presenza di Assad alla conferenza.

In salita
"Nessuno ha illusioni su quanto difficile e complicato" sia lanciare i colloqui di pace tra l'opposizione siriana e il regime di Damasco, ha riconosciuto in Israele il segretario di Stato Usa, John Kerry, aggiungendo che si tratta di "una salita ripida".

80mila morti
Sul terreno la guerra continua a seminare morte e distruzione in Siria, dove lo scontro è violento soprattutto attorno alla città strategica di Qusayr, vicino al confine con il Libano.

Salvacondotto per Assad
A margine della riunione a Istanbul avviata ieri dalla Coalizione nazionale siriana, principale componente dell'opposizione, il presidente uscente Moaz al Khatib ha offerto a Bashar al Assad un salvacondotto per sé, la famiglia e 500 membri del regime, se accetterà di andarsene verso "qualsiasi nazione che lo voglia ospitare".
Muaz al Jatib ha presentato ieri una nuova proposta per una transizione pacifica secondo la quale il presidente Bashar al Assad cederebbe il potere al vicepresidente siriano Faruq al Charaa, o al primo ministro Wael al Halqi, e lascerebbe il Paese. Al Jatib, dimessosi a marzo dalla leadership del principale gruppo di opposizione, ha chiesto al regime e ai ribelli di accettare la sua proposta in un comunicato diffuso sul suo profilo Facebook. L'eventuale assenso di Assad comporterebbe lo scioglimento del Parlamento attuale e il trasferimento dei poteri legislativi al presidente temporaneo.

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MessaggioInviato: Sab Giu 15, 2013 1:06 pm    Oggetto:  
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Il governo americano ha "deciso" che Assad DEVE aver usato "armi chimiche"... E dichiara di voler, per questo, rifornire di armi leggere i "ribelli". Ma dove sarebbe la novità? Fino ad ora le armi ai ribelli chi le forniva?

Siria: WP, decisione Usa su armi a ribelli presa tempo fa

AGI) Washington - La decisione del presidente Usa, Barack Obama di iniziare a rifornire di armi i ribelli siriani e' seguita a "piu' di un anno di dibattiti interni" ed e' stata presa "settimane fa". Lo rivela il Washington Post spiegando che alla base di questa decisione Usa ci sarebbero le ultime rivelazioni sull'utilizzo di armi chimiche da parte di Assad.
"Obama - scrive il giornale - ha ordinato ai suoi funzionari a fine aprile di iniziare a vedere quali tipi di armi inviare e in che modo" .

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Siria: Lavrov, insensato per il regime usare armi chimiche

(AGI) - Mosca, 15 giu. - "Il regime siriano sta registrando un certo successo militare sul terreno. Che senso avrebbe per loro usare le armi chimiche, soprattutto se in quantitativi limitati?". Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov che ha affrontato il tema caldo delle armi chimiche in Siria in una conferenza stampa con il ministro Emma Bonino a Mosca. Il ministro italiano ha avuto un incontro bilaterale con Lavrov preceduto da un incontro 2+2 della commissione economica bilaterale Italia-Russia. Sara' il viceministro degli Esteri, Marta Dassu' a organizzare i lavori della Commissione con una nuova visita a Mosca il fine giugno.
(AGI) .

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MessaggioInviato: Sab Giu 15, 2013 1:13 pm    Oggetto:  
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...per chi avesse la memoria corta:

SIRIA: E l’Unione Europea interrompe l’embargo sulle armi. La gente muore e Bruxelles specula

...Nessuno qui “tifa” per il regime di al-Assad, sia chiaro, ma dopo che Human Right Watch ha dichiarato che i ribelli hanno compiuto crimini di guerra e dopo la relazione, sempre dell’Onu, che registra l’uso di armi chimiche da parte dei ribelli (e non dell’esercito di al-Assad), era lecito attendersi un poco di equidistanza. Proprio sulle armi chimiche Carla Del Ponte, membro della Commissione Onu che indaga sui crimini di guerra commessi in Siria, ha dichiarato che le armi chimiche, in particolare il gas nervino, sono state utilizzate da “oppositori e resistenti”. Eppure, proprio la scorsa settimana, il quotidiano francese Le Monde ha pubblicato una lunga e dettagliata inchiesta sulle armi chimiche in Siria, realizzata per la prima volta da due giornalisti occidentali, nella quale si denuncia il regime di al-Assad. Chi ha ragione?....

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MessaggioInviato: Sab Giu 15, 2013 1:17 pm    Oggetto:  
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Iraq, parte seconda?
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MessaggioInviato: Dom Giu 16, 2013 11:49 am    Oggetto:  
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...vorrei fare notare a margine della discussione (pacatamente, serenamente, direbbe l' "americano" Uolter Welltrony) che, a dispetto delle chiacchiere propagandistiche fatte trangugiare alle masse democratiche rimbecillite ad arte dal sistema delle "sacre libertà individuali inviolabili", quando nel 1935 l'Italia proletaria e fascista volle avere un suo IMPERO dove portare la CIVILTA' del Littorio, venne tacciata di passatismo, di essere in ritardo con l'orologio della "storia", di essere retrograda e tutto il campionario di frasi ipocrite e fasulle sciorinato da inglesi e francesi (proprio loro che possedevano gli imperi più vasti del pianeta!) che la nostrana intellighenzia democratica antifascista cialtrona e imbecille si è sorbita ed ha spacciato come verità assolute. E l'Italia Fascista in pochissimi anni, oltre a stroncare giustamente qualsiasi ribellione nel suo IMPERO, lo arricchì creando opere ed infrastrutture per la valorizzazione di quelle terre che MAI si erano viste prima (e purtroppo nemmeno si sarebbero viste dopo la caduta del Regime fascista). Oggi i democraticissimi paesi delle libertà, non solo Francia ed Inghilterra, ma a anche gli Stati Uniti, stanno dimostrando con i numerosi interventi militari in atto (loro le chiamano "missioni di pace!") che la loro egemonia economica e politica è un dato di fatto che nessuno può mettere in discussione. A differenza dell'Impero mussoliniano però, qui nessuno porta alcuna civiltà né alcun progetto che possa creare le premesse per un futuro sviluppo di popoli e territori, vi è solo la voglia di sfruttare fino ad esaurimento le risorse naturali ed umane che le terre in questione offrono, per poi alla fine essere abbandonate, ormai ridotte ad un morto deserto sterile e vuoto. Questa, scrostata dagli infingimenti e dalle ipocrisie propagandistiche, è l'autentica logica parassita e criminale che sovrintende all'azione messa in campo dalle "buone" democrazie antifasciste.
Viva il Fascismo, Viva Benito Mussolini! Viva l'Impero della Civiltà littoria!

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MessaggioInviato: Gio Giu 20, 2013 8:51 am    Oggetto:  
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In Iran, nel frattempo, c'è stato un "cambiamento epocale"...Ma nemmeno troppo, visto il profilo tenuto in questi ultimi tempi della ex Persia, su tutti i "temi caldi". E' salito alla Presidenza il "riformista" Rohani (
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).

Ebbene, il tripudio dell' "occidente" è netto. Hollande, che nicchiava sulla partecipazione dell'Iran alla conferenza per la Siria, ora è "aperto" (
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). Le dichiarazioni di Rohani non si sono fatte attendere, e non potevano essere migliori dal punto di vista occidentale. Il neopresidente dichiara che sì, non vuole fermare il programma nucleare iraniano...ma vuole renderlo totalmente trasparente e "trasversale". Inoltre vuole avere buoni rapporti con l'Arabia Saudita (quindi, in ultimo, con chi? Domandina da un milione di euro:
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). E, udite udite, vuole che il "futuro della Siria" sia deciso dai "ludi elettorali", come nelle migliori "democrazie serene" (
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).

Come dicevamo su questo stesso topic, il ridimensionamento EVIDENTE della politica di Ahmadinejad e il suo profilo basso nella campagna di Siria, lasciava presagire una "strategia di uscita" per l'Iran, considerando che dopo la Siria potrebbe essere il prossimo. Lo abbiamo visto in Egitto, mentre il "democratico" Morsi lo rampognava e lo sbeffeggiava per il suo atteggiamento! Una visita, quella in Egitto, che non avrebbe altro senso se non quello di un cambiamento pratico di linea! Ed infatti, lo stesso neopresidente ha chiarito: "che un dialogo bilaterale con gli Usa "si farà" a condizione però che gli Stati Uniti rispettino alcune condizioni: niente "interferenze" negli affari interni del paese, "riconoscimento" dei "diritti" della nazione iraniana compreso quello all'energia nucleare e la fine degli atteggiamenti "egemonici" americani. Rohani ha detto comunque che l'Iran "non vuole proseguire o aumentare le tensioni".

QUESTO E' IL SALVACONDOTTO. Prevedibile e previsto dal profilo tenuto da Teheran e ora "ufficializzato" dall'elezione di Rohani.

La Siria è SOLA. Perchè oltre ad essere debole, aveva "alleati" altrettanto falsi. Che oggi sono con te e domani sono con chi offre di più. Del resto è lo stesso atteggiamento tenuto dalla Siria a suo tempo, come dall'Iraq e l'Afganistan (tutti "partners" dell' "occidente" a suo tempo). Il motivo per cui le "democrazie" usano così sfrontatamente gli Stati per i propri comodi, è perchè questi stessi Stati sono perennemente fonte di ricatto. E perchè non sono veri Stati, in quanto la leva dell' "indirect rule" si poggia sulla divisione tribale e religiosa delle compagini interne.

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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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MessaggioInviato: Mar Lug 09, 2013 4:32 pm    Oggetto:  
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Sull'onda della guerra civile egiziana, c'è stato un attentato dinamitardo in Libano :
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. La cosa più idiota, oltre la chiara intenzione di mettersi sulla stessa scia degli interessi stranieri a tutto scapito dei popoli, è la dimensione fratricida e confessionale (islamista) di questi atti. I Sunniti (filo-turchi) sono i cosiddetti "ribelli" siriani, appoggiati dai Sunniti libanesi e non. Ora questa situazione contribuisce al diffondersi della guerra civile interna. Probabilmente era proprio questo ciò che si voleva. Poichè questa situazione "impone" o "imporrà" i "necessari e non voluti interventi"....
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MessaggioInviato: Mar Lug 16, 2013 6:09 pm    Oggetto:  
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Sulla scia del "doppio profilo" adottato dall' "Occidente", che però se lo può permettere vista la potenza di fuoco della Nato, al contrario dei "pivelli" mediorientali, in Siria sta succedendo qualcosa di "strano". Anzitutto le dichiarazioni di "vittoria" da parte dei cosiddetti "ribelli" non ci sono più :
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. Erano talmente "vincitori" e talmente "armati" che pareva la Siria fosse ai loro piedi! Invece, guarda un po', la Siria "tiene". Per lo meno finchè avrà le armi.. Poi, ovviamente, non ce la potrà fare più. Ma cosa sta succedendo adesso? C'è stato il colpo di Stato in Egitto! Che c'entra? C'entra, c'entra. C'entra perché i turcomanni ( Smile ) stanno dimostrando di non sapere tenere a bada gli estremisti (ed era il motivo per cui sono stati aiutati dalla Nato!). La possibilità di spaccare e di tenere a bada l'estremismo islamico sfuma :
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. Allora c'è la carta del modello "Egitto"! Ovvero, la carta del "ti lascio campare se TU tieni a bada i nemici che vengono dal tuo interno"! Così, visto che i cosiddetti "ribelli" non sono poi tanto invincibili e "utili", che succede? Succede che la Nato tira i remi in barca e stoppa le armi! Eh sì! Avete capito bene:
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. Ovviamente questo si chiama "prendere tempo". Non si chiude, ovviamente, il fronte. Perché troppe cose e troppi Stati sono in ballo. Ma si temporeggia, probabilmente pensando di aiutare Assad, ora. Magari provvederà lui stesso a riprendere in mano le redini e cacciare gli stranieri (altro che SIRIANI) che lo hanno colpito alle spalle.

E così potremmo arrivare ad un Egitto 2: con l'aggiunta di un debito che Assad dovrà pagare ai suoi assalitori (allucinante!), se rimarrà dove sta! Capito la "mamma"...?

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