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Nostro primo articolo pubblicato su Rinascita

 
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RomaInvictaAeterna
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MessaggioInviato: Mar Mag 23, 2006 5:40 pm    Oggetto:  Nostro primo articolo pubblicato su Rinascita
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L’identità perduta

Di Stefano Fiorito

Eccomi all’ennesima denuncia. Il conto ormai l’ho perso. La voce è quasi roca per il continuo sgolarsi, le dita sono doloranti per la quantità di carta e inchiostro usati per lo stesso motivo, io però continuerò. Perché anche se la stanchezza, umanamente, si fa sentire, anche se spesso mi chiedo se e quanta buona fede ci sia nei possibili interlocutori, se riuscirò a vedere la fine di questa odissea, se ed in che misura ci sia volontà di dialogo e di confronto, sono certo però che non è possibile negoziare sui principi, che non si debba tacere la verità e la realtà delle cose. Non è possibile insomma se l’ uomo vuole vivere in pace con se stesso, abdicare alla propria coscienza ed alla giustizia. Alla radice di ciò che reputo un malessere sociale e morale generale vi è una semplice constatazione di fatto: il male palese di questa Società. La nostra; che un tempo fu Italiana. Ma non solo la nostra. La differenza, nel mondo, sta solo nella graduatoria del decadimento. La mentalità consumista e conformista prevalente (perché viene dall’ alto, da un Sistema radicato) ha generato un pensiero unico monotono. Questo stesso “pensiero” (le virgolette sono d’obbligo), ha creato a sua volta una massa di “morti viventi” senza anima e dunque priva di alternative (anche perché tale massa ha vistosamente rinunciato alla sua umanità) al materialismo imperante. A questa situazione terribile le minoranze più reattive si dovrebbero opporre in diversi modi. Ma, soprattutto nel mondo giovanile, che è per eccellenza il mondo del Volontarismo e dei “sogni di Giustizia”, si presenta una situazione ancor più grave. L’unica cosa certa infatti è la volontà di ribellarsi a questo fantoccio chiamato “società civile”, che in realtà di “Civile” (con la maiuscola), non ha nulla. Per il resto anche qui ci si imbatte nel vuoto, nella sterile contrapposizione preconcetta di due “parti” che in realtà non hanno alla base due diversi modi di vedere la vita – perché la preparazione politico dottrinaria è inesistente – ma due risentimenti pilotati ad arte da quelli che poi “condannano i deprecabili estremismi” dalle poltrone dorate del “parlatoio” italiano. L’unico dato certo è che anche tra noi giovani più volenterosi il materialismo vince sulla voglia che abbiamo di debellarlo. Radicalismo di Destra e di Sinistra hanno la stessa base comune. La semplificazione delle “teorie” di lotta in frasi ad effetto,la ricerca del “nemico da abbattere” che rende ancor più palese il materialismo esistente, l’assenza di principi positivi e propositivi in grado di animare concretamente la necessità di una alternativa politica, che oggigiorno é più impellente che mai! In realtà l’alternativa esiste già. L’alternativa c’è, signori miei e si chiama Fascismo! Soltanto all’udire questo termine, di solito, nei visetti dei politicastri partitocrati emerge una smorfia. “Il male assoluto”! Per carità! Lungi da noi! “Questa è una repubblica antifascista”! Già questo decreto crea le premesse per uno scontro sociale permanente. Si è voluto proclamare lo “stato democratico” fondando la sua identità su una guerra tra cittadini del medesimo paese a cui per di più viene quotidianamente attribuita la qualifica di nemico ad una parte di essi.
A questo “nemico”, che si “dimentica” far parte della compagine nazionale al pari di tutti gli altri elementi della società, si nega il diritto di esistere, si negano ragioni politiche, si nega anche solo il rispetto umano. Si perpetua in eterno la guerra civile. Questa è la più grande menzogna della cosiddetta “resistenza”, la quale non ha fatto altro che fondare un regime ben peggiore di quello che gli americani (non la resistenza ma gli americani, aiutati da questa e che questa hanno utilizzato), hanno “abbattuto”. Altro che “libertà”! Altro che “Giustizia”! Instaurazione di un regime oligarchico affarista fondato sulla disonestà, peggiore rispetto alla cosiddetta dittatura, perché fondato sulla menzogna e sulla ipocrita utilizzazione della parola “democrazia”. “Democratico” infatti è stato forse lo sterminio di altri italiani a guerra conclusa? “Democratici” gli infoibatori? “Democratiche” le stragi nei vari triangoli della morte? “Democratici” i processi-farsa? Ecc, ecc..
Ebbene, se una repubblica è fondata sulla guerra contro un nemico interno,vero o presunto che sia, non si può certo pretendere che le sue appendici, anche nella politica giovanile, non perseguano tale finalità! E quei pistolotti retorici sulla “festività” comandata inneggiante alla pseudo liberazione, può solo fare disgusto e nient’altro. “Volemose bene”, si grida ipocritamente, ma ricordiamoci sempre che c’è il nemico interno da abbattere e sempre ci sarà! Da qui la responsabilità capitale per coloro che si sono definiti “continuatori” del fascismo, nella convinzione della validità del suo progetto, che non si esauriva con una guerra persa. Perchè gli “altri” si son seduti “vincenti” su una montagna di fandonie!
Continuatori del fascismo? Macché ! Magari! Sostenitori del suo definitivo abbattimento! Lo dicono le vicende del dopoguerra che hanno visto la fondazione del MSI ed il suo immediato utilizzo nel campo della guerra fredda! Il MSI…. Movimento di Destra! Ecco la prima bestemmia al fascismo! Il fascismo di destra? Ma quando mai? E Giorgio Pini, l’ex redattore capo al “Popolo d’Italia”,ex sottosegretario agli interni della RSI,nonché compilatore insieme a Duilio Susmel dell’Opera Omnia mussoliniana, che si dimette e sconfessa la farsa del MSI stesso, la dice lunga. Esempio emblematico di un rifiuto determinato e cosciente nelle menti più elevate e lungimiranti. Sempre minoranze, purtroppo. Come di continuo avviene nella storia d’Italia. Per non parlare delle fornicazioni con la Sinistra! Il fascismo di Sinistra? Forse. Ma quale Sinistra? Quella materialista tradizionale? Quella senza rispetto per lo Spirito, per le religioni, per i Valori Nazionali? Assolutamente no! Il fascismo? Alternativa! Ma guai a dirlo! Il Fascismo come unico Socialismo Possibile! Per carità! Guai a dirlo ai cosiddetti “neo-fascisti” (sic!)! Guai a scardinare l’impalcatura costruita dai partitocrati dell’ “area di destra radicale”! Anche loro sono continuatori … ma non del fascismo (magari)! No! Dell’eredità missina. Delle fornicazioni politiche. Delle ambiguità sui termini. Della ricerca del “consenso oceanico”… Così a volte oggi spuntano termini come “socialismo nazionale”… Ma guai a definirli con certezza! Guai a dargli una direzione concreta e chiara!
Si diffonde così, sempre più, il malcostume del “franza o spagna purchè se magna” . Prendiamo a destra ed a manca (è proprio il caso di dirlo!).
Senza sapere che il fascismo è veramente fatto per garantire, trasversalmente, la concordia nazionale, ma non in base ad un relativismo “sincretista”, quasi che l’identità fascista fosse data da una somma indeterminata di tutte le identità politiche! La concordia si ottiene mediante un principio. Il Principio Fascista! E questo Principio ha una identità che esclude la possibilità di “connubi adulterini” .
Già l’immagine becera, tracotante, che la cosiddetta area di destra radicale mostra, coprendola sotto il nome volutamente generico (per vari motivi opportunistici) di “fascismo”, garantisce che l’ “area” rimanga nel buco in cui si è ficcata! Rimanga ai margini e sia vista come un virus da tollerare con somministrazione di antibiotici partitocratici . E verrebbe da dire: è giusto. Se lo merita. Lo sfoggio di rune, svastiche, celtiche, Evola, Hitler, razzismo, violenza, merita di essere messo al bando, perché anche questo è sfoggio di materialismo (a volte coperto da pseudo-principi cavallereschi. Come se per essere Spiritualista bastasse la “cavalleria”!). Il problema è che questa somma di negatività viene volutamente e polemicamente vista come “positiva”, in contrapposizione “ai comunisti che fanno lo stesso ma vengono coperti dal sistema antifascista” (bella scoperta dell’acqua calda!)!
In realtà i fascisti hanno perso una grande occasione per mostrare la validità del proprio progetto, la trasversalità dello stesso, la concordia sociale che poteva derivarne dalla sua adesione. In verità sono stati esautorati dagli “innovatori”, che hanno portato il “duce-Evola” alla ribalta. Un fallito politico che il regime fascista aveva assegnato al posto che gli competeva: ai margini. E dal risentimento di questo “duce” mancato, la smania di ducismo e di solo ed unico anti-comunismo, ha dato i suoi frutti avvelenati. Oggi va molto di moda dire (proprio come l’on. Fini!) che il fascismo è “superato”, che è “passato”, che bisogna voltare pagina. No. Non è un estratto del congresso di Fiuggi. E’ la posizione del Fronte Nazionale di Tilgher, ad esempio! Invece, signori miei, il fascismo non è “passato” per niente! La spazzatura proposta dalla cosiddetta “area”, social-nazional-popolar-rivoluzionaria, quella è passata! Passata e stantia! Il fascismo è un principio morale! Ha una caratteristica fondamentale che è il realismo e l’antidogmatismo istituzionale. Questa lo rende grandemente adattabile alle situazioni che cambiano. Ha una forma non rigida: rigido ed inalterabile casomai è il contenuto! La Sostanza dottrinaria!
Chi indulge sull’antidemocraticismo dogmatico, ad esempio, e lo spaccia per fascismo (ogni movimento antidemocratico è fascista, si dice) fa un grosso favore ai suoi detrattori ed un pessimo servizio al fascismo! Il bello è che ciò di cui sto discutendo, l’ideologo e fondatore del fascismo stesso, Benito Mussolini, lo ha messo nero su bianco! Incredibile a dirsi: si fa un gran parlare di Mussolini (Benito) in mezzo all’area, ma gli si nega la possibilità di stabilire LUI in cosa la sua creatura politica concerne effettivamente ! Ognuno ha il fascismo che più gli piace!
E chi vuole essere realmente ortodosso in termini mussoliniani è fin troppo spesso definito nella migliore delle ipotesi passatista; nella peggiore traditore e magari pure “sporco rosso bolscevico”!
Merita particolare attenzione un termine, riesumato da qualcuno, come “socialismo nazionale”. Che cos’è?
Forse sfugge ai più (se no, non capisco certe immani contraddizioni), soprattutto ai capi di certi gruppi che ad esso si appellano, che il “Socialismo Nazionale” fu un’idea il cui parto fu lungo ed assai elaborato ed i cui primordi vanno ricercati nell’azione politica del teorico sindacalista francese G. Sorel. Egli ebbe il grande merito di proporre un’alternativa alle Teorie e Prassi Materialiste del Marxismo e del Liberalismo, con la ricetta del Sindacalismo Rivoluzionario che vagheggiava un Socialismo nuovo, alternativo al Marxismo e al Riformismo, sintetizzando il proprio credo nel Produttivismo Economico, basato sulla collaborazione dei fattori della produzione, e sul riconoscimento del valore morale dei miti della lotta antimaterialista per la determinazione dei processi storici. Successivamente i teorici del Socialismo Nazionale si dissero convinti della innegabilità del Valore dell’Idea e del Mito, nelle costruzioni storiche, quindi anche dell’Identità Nazionale e dell’Idea di Nazione.
I Socialisti Nazionali però perduravano nel riconoscere una visione economicista della Vita, anche se sostenuta da Valori creativi. L’Idea e il Mito erano mezzi per costruire una società di stampo Produttivista orientata alla costruzione di una economia sana. A mezzo dell’Idealismo, sì, senza però negare la validità della Lotta di Classe. Anche se orientata al Produttivismo stesso. Questo “Socialismo Nazionale” risentiva, quindi, dell’ economicismo di impronta marxista (Sorel fu marxista). In Italia prima il Sindacalismo Rivoluzionario Soreliano, e successivamente la corrente dei socialisti nazionali fu sostenuta da personaggi come Alceste De Ambris, Arturo Labriola, fra i più importanti. E, udite udite, da Sua Eccellenza il Cavaliere Benito Mussolini, che entrato in gioventù nelle file del Socialismo, dopo aver aderito alle concezioni Soreliane (non leggeva solo Marx!) ne rielaborò i contenuti passando dall’originario Sindacalismo Rivoluzionario al Sindacalismo Nazionale . Ovvero il concetto di Classe e di Lotta di Classe veniva sostituito dal Concetto di Nazione. L’Antimaterialismo non era più Mezzo ma conditio sine qua non. Il Volontarismo Etico, l’Identità di Popolo furono messe a Base della Rivoluzione che doveva essere non più di Classe ma Nazionale ed Etica. Il Produttivismo doveva essere sì l’ideale Economico-sociale della nuova teoria rivoluzionaria mussoliniana ma sempre e comunque un Mezzo e non un fine, per compiere la Rivoluzione Etica dello Stato. Doveva cioè essere esso stesso Etico (il nostro Corporativismo: l’unico socialismo possibile!). Per Mussolini bisognava creare un nuovo tipo di italiano,nelle nuove generazioni,diverso da quello delle precedenti e ciò era il principale compito che lo Stato,attraverso l’educazione,doveva assolvere. Lo Stato Nazionale doveva sorgere come Stato Etico del Lavoro(Gentile docet!),nel quale il Lavoro stesso gestisce l’azienda. Prestatori d’Opera che Cogestiscono l’azienda e beneficiano dei frutti allo stesso modo del Capo.
Ma soprattutto partecipazione del Lavoro al Governo della Nazione. Per far si che Lo Stato Etico (che armonizza i differenti interessi) fosse non astratto, ma concretizzato dal Popolo che lo incarna. Il Socialismo Nazionale Mussoliniano, quindi, dopo aver condiviso le critiche mosse da Sorel, andava ad integrare il Sindacalismo Mazziniano, che legava così il fascismo alla Storia dell’indipendenza italiana. Pertanto non è possibile dirsi semplicemente Socialisti Nazionali. Bisogna essere Socialisti Mussoliniani. Bisogna essere Sindacalisti Nazionali! Bisogna Essere Corporativisti!
Inutile danzare ambiguamente sui termini! Fascismo! Corporativismo! Anche perché bisogna chiarire che il Nazionalismo fascista differisce sostanzialmente da quello tradizionale. Per il fascista la Nazione è costituita da un Principio Spirituale fondante. E’ fatta dal Popolo. Non è quel dio da adorare come un ente esterno ed impossibile da fare proprio. Non è legata ad un territorio. Non è rappresentata da un Istituzione, né dalla Razza. E’ fatta da un Principio Unitario. E questo principio è il fascismo. Una verità questa che per molti, troppi forse, suona come una inattesa scoperta. Ma solamente da tale semplice constatazione credo sia possibile ripartire concretamente e seriamente. Piuttosto che evitare termini condannati pubblicamente, bisognerebbe spendere energie per ridare ai termini il loro giusto valore e significato! Perché oggi la rivoluzione passa necessariamente attraverso la riscoperta di una cultura politica concreta e della trasmissione dei suoi valori ! Non dalle risse di piazza né dalle chiacchiere prive di contenuti !
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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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