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questione irredentista
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Dvx87




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MessaggioInviato: Sab Mar 14, 2009 12:12 am    Oggetto:  
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Io penso che se ti trovi un'altra terra dove stare (magari anche più ricca di risorse) tanto di guadagnato: alla fine è la comunità quello che conta e non la terra!
Io penso che se uno perde una guerra e quindi anche una parte della sua terra allora assorbe le conseguenze e non va in giro a lamentarsi (l'unico arbitro è il campo di battaglia). Purtroppo le cose sono andate così e noi non possiamo fare altro che prenderne atto ed adattarci.
Ma andare a sprecare tempo e risorse in una questione che ormai è poco più che coreografica non credo abbia alcun senso...
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paolotheking



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MessaggioInviato: Sab Mar 14, 2009 12:13 am    Oggetto:  
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bhe gli isrealiani l'hanno fatto, si sono "riappropiati" di una terra appartenuta a loro 2000 anni fa, anche se gli israeliani di oggi non c'entrano niente con gli ebrei di quell'epoca....
_________________
"Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo"
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XXI Aprile



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MessaggioInviato: Sab Mar 14, 2009 12:26 am    Oggetto:  
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Bhe il discorso è diverso! La guerra l'abbiamo persa, ma quei territori sono stati praticamente regalati agli slavi dai cari compagni, a spese della povera gente che viveva li!

Ora se un domani gli Stati Uniti dovessero invaderci e portarci via un lembo di terra e farne una loro colonia (IPOTESI spero surrale) dovremmo lasciar fare?
Non so purtroppo Daniele non riesco a trovarmi daccordo con te su questa questione.
Non riesco a vedere questa cosa come solo una questione coreografica! Per me ha un valore diverso, anche se con questo non dico di fare la guerra per riprendere le terre, ma dico soltanto che se dovesse capitare l'occasione, perchè no!

Tutto questo senza polemiche!

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"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir vitute e canoscenza!"
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AquilaLatina




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MessaggioInviato: Sab Mar 14, 2009 12:36 am    Oggetto:  
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Ragazzi è solo una questione di punti di vista. Ci sono molti esempi nella storia di popoli che non si sono rassegnati agli "iniqui" trattati di pace e si sono sollevati reclamando giustizia. C'è chi, come dice Daniele, "assorbe le conseguenze e non va in giro a lamentarsi" e c'è chi, viceversa, preferisce una politica anti-rinunciataria. Ma è solo questione di punti di vista e soprattutto di CONTESTO STORICO! Se un domani l'Europa si trovasse in fiamme tra potenze che si scontrano per affermare la loro supremazia, noi non potremmo che approfittare del contesto per avere dei vantaggi territoriali. E dove se non in terre che a noi ci appartennero? I più grandi statisti del secolo hanno giocato la loro fortuna approfittando di contesti a loro favorevoli. Non è una questione ideologica, ma bisogna essere in politica estera spregiudicati e al contempo realisti. Soprattuto pragmatisti!
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Dvx87




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MessaggioInviato: Sab Mar 14, 2009 12:44 am    Oggetto:  
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Citazione:
bhe gli isrealiani l'hanno fatto, si sono "riappropiati" di una terra appartenuta a loro 2000 anni fa, anche se gli israeliani di oggi non c'entrano niente con gli ebrei di quell'epoca....

si è vero ma in questo caso la faccenda è molto più complicata anche perchè la collocazione di un eventuale stato ebraico è stata discussa a più riprese e non fu così automatica come potrebbe sembrare oggi. Inoltre tale collocazione rispondeva anche a dei precisi interessi americani in quella zona (tanto per farti un esempio Churchill non voleva uno stato israeliano lì e fu ben felice di ritirare le truppe inglesi da quelle zone).

Citazione:
Bhe il discorso è diverso! La guerra l'abbiamo persa, ma quei territori sono stati praticamente regalati agli slavi dai cari compagni, a spese della povera gente che viveva li!

appunto abbiamo perso la guerra e questo è tutto. Che possa piacere o meno quelle di pseudo-italia sono state delle precise scelte politiche, sbagliate, ma che hanno prodotto delle conseguenze sul lungo termine e tali conseguenze non possono essere ignorate (un po' come succede per i matrimoni putativi di cui non si può ignorare le conseguenze Very Happy ). La conseguenza che non si può ignorare è che quelle terre sono abitate in prevalenza da croati, di cultura croata e perfettamente assimilate nella dimesione nazionale croata/slovena. Tutto il resto è storia!

Citazione:
Ora se un domani gli Stati Uniti dovessero invaderci e portarci via un lembo di terra e farne una loro colonia (IPOTESI spero surrale) dovremmo lasciar fare?

Ti rispondo come sopra: io non li lascierei fare e cercherei di opposrmi anche attraverso uno scontro armato. In caso di sconfitta, però, io non potrei fare più niente e se le azioni dei vincitori produranno delle conseguenze io mi troverò a dovere fare i conti con quelle conseguenze.

E qui ci si riaggangia al concetto dell'istria: l'italia ha perso uno scontro armato e la jugoslavia ne ha approfittato per fare quello che voleva fare da decenni. Hanno avuto la fortuna (per loro) di trovarsi di fronte un interlocutore debole (pseudo-italia) che li ha lasciati fare e loro ne hanno approfittato. Tuttavia non si può ignorare che, oggi, quelle terre sono state completamente slavizzate e non appartengono ad un contesto italiano (quindi ogni rivendicazione cade).
A questo punto io tratterei quelle città nello stesso modo in cui potrei trattare altre città di una nazione straniera.
Tu mi dirai che non è bello ed io ti rispondo che sono d'accordo ma che, purtroppo, si arriva troppo tardi e non c'è più nulla da fare se non costatare un dato di fatto.
Tutto il resto, sul piano puramente politico-diplomatico, è aria fritta (senza offesa) e, come sosteneva grandi, certi sentimentalismi è meglio lasciarli perdere in politica estera...

Sono d'accordo sul fatto che in politica estera sia necessario essere pragmatici e, proprio perchè sono pragmatico, affermo queste cose. Voler far rientrare quelle zone a tutti i costi in improbabile (per il momento) progetti espansionistici è una forzatura ed è un cercare di spacciare per pragmatismo ciò che in realtà è solo sterile rivendicazione.
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XXI Aprile



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MessaggioInviato: Sab Mar 14, 2009 1:06 am    Oggetto:  
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Dvx87 ha scritto:
Citazione:
bhe gli isrealiani l'hanno fatto, si sono "riappropiati" di una terra appartenuta a loro 2000 anni fa, anche se gli israeliani di oggi non c'entrano niente con gli ebrei di quell'epoca....

si è vero ma in questo caso la faccenda è molto più complicata anche perchè la collocazione di un eventuale stato ebraico è stata discussa a più riprese e non fu così automatica come potrebbe sembrare oggi. Inoltre tale collocazione rispondeva anche a dei precisi interessi americani in quella zona (tanto per farti un esempio Churchill non voleva uno stato israeliano lì e fu ben felice di ritirare le truppe inglesi da quelle zone).

Citazione:
Bhe il discorso è diverso! La guerra l'abbiamo persa, ma quei territori sono stati praticamente regalati agli slavi dai cari compagni, a spese della povera gente che viveva li!

appunto abbiamo perso la guerra e questo è tutto. Che possa piacere o meno quelle di pseudo-italia sono state delle precise scelte politiche, sbagliate, ma che hanno prodotto delle conseguenze sul lungo termine e tali conseguenze non possono essere ignorate (un po' come succede per i matrimoni putativi di cui non si può ignorare le conseguenze Very Happy ). La conseguenza che non si può ignorare è che quelle terre sono abitate in prevalenza da croati, di cultura croata e perfettamente assimilate nella dimesione nazionale croata/slovena. Tutto il resto è storia!

Citazione:
Ora se un domani gli Stati Uniti dovessero invaderci e portarci via un lembo di terra e farne una loro colonia (IPOTESI spero surrale) dovremmo lasciar fare?

Ti rispondo come sopra: io non li lascierei fare e cercherei di opposrmi anche attraverso uno scontro armato. In caso di sconfitta, però, io non potrei fare più niente e se le azioni dei vincitori produranno delle conseguenze io mi troverò a dovere fare i conti con quelle conseguenze.

E qui ci si riaggangia al concetto dell'istria: l'italia ha perso uno scontro armato e la jugoslavia ne ha approfittato per fare quello che voleva fare da decenni. Hanno avuto la fortuna (per loro) di trovarsi di fronte un interlocutore debole (pseudo-italia) che li ha lasciati fare e loro ne hanno approfittato. Tuttavia non si può ignorare che, oggi, quelle terre sono state completamente slavizzate e non appartengono ad un contesto italiano (quindi ogni rivendicazione cade).
A questo punto io tratterei quelle città nello stesso modo in cui potrei trattare altre città di una nazione straniera.
Tu mi dirai che non è bello ed io ti rispondo che sono d'accordo ma che, purtroppo, si arriva troppo tardi e non c'è più nulla da fare se non costatare un dato di fatto.
Tutto il resto, sul piano puramente politico-diplomatico, è aria fritta (senza offesa) e, come sosteneva grandi, certi sentimentalismi è meglio lasciarli perdere in politica estera...

Sono d'accordo sul fatto che in politica estera sia necessario essere pragmatici e, proprio perchè sono pragmatico, affermo queste cose. Voler far rientrare quelle zone a tutti i costi in improbabile (per il momento) progetti espansionistici è una forzatura ed è un cercare di spacciare per pragmatismo ciò che in realtà è solo sterile rivendicazione.


Tranquillo dux io non mi offendo, anzi sono felice di avere una discussione seria con qualcuno una volta tanto(non parlo del forum)!

Come dici te gli slavi approfittarono di una situazione per fare ciò che volevano fare da tempo, perchè noi non potremmo fare lo stesso nel caso se ne presentasse l'opportunità come dice aquila latina?
Il mio obbiettivo non è fare della "sterile" rivendicazione, ma è quello di guardare al futuro, senza però dimenticare il passato e la storia di quelle terre!
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Marcus
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MessaggioInviato: Sab Mar 14, 2009 11:17 am    Oggetto:  
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Mi sa che ci si dimentica fin troppo facilmente quanto l'ideologia fascista superi certe diatribe degne del nazionalismo ma non del fascismo che ne superò gli oggettivi limiti di una visione fin troppo angusta e materialista. L'identità di sangue e suolo non fa parte del bagaglio dottrinario fascista. Se il fascismo rivendica a sé l'universalità vera della propria civiltà in continuità con Roma non possiamo permetterci di abbassare la nostra dottrina sul piano dell'etno centrismo. Dunque sul piano della giustizia é bene ricordare la responsabilità della classe politica pseudo-italiana tuttora al potere ed attuale fonte dello sfacelo morale e materiale dell'Italia. Ma alimentare ostilità nei confronti di popoli che non hanno responsabilità alcuna in vicende che hanno generato cambiamenti geopolitici profondissimi é fuori luogo e sommamente ingiusto. L'Italia non possiede più alcuna comunità maggioritaria all'interno del territorio croato e sloveno (visitate l'Istria e la Dalmazia se non credete alle mie parole,io l'ho fatto). Un tempo costituiva un atto di giustizia nei confronti dei popoli di quelle terre riconoscere il loro diritto a far parte dell'Italia,ma quelle genti oggi sono state disperse ai quattro angoli del mondo e l'Italia oggi é sostiuita da pseudo-italia. Dunque dovremmo essere noi fascisti a teorizzare sul modello titino una eventuale futura pulizia etnica a danno degli attuali allogeni di quelle terre? E la giustizia di cui parliamo e l'unione dei popoli nel segno del Littorio dove andrebbero a finire?
Lo Stato Etico corporativo fascista affratella popoli e nazioni, crea un ponte tra culture differenti ed instaura un modello superiore di Civiltà.
Non offendetevi (il mio intento infatti é quello di suscitare in voi una autentica riflessione sul tema) ma a sentir certi discorsi mi domando quanti di voi abbiano compreso realmente la natura ed il contenuto effettivo della dottrina fascista che proclama in primis il proprio valore spirituale in opposizione a tutti i materialismi,siano essi di destra centro o sinistra. Non é certamente perpetuando un'ingiustizia che gli altri popoli riconoscerranno la bontà e la superiorità della nostra idea. Ecco perché torno a ripetere che certe polemiche é meglio lasciarle a chi vuole distogliere l'attenzione delle masse dalle vere cause dell'attuale sfacelo globale dirottandola su problematiche fasulle. C'é un problema che va risolto urgentemente e non é di certo l'italianità della Dalmazia.

_________________
" Forse che non conoscendo a fondo il pensiero del Duce si può affermare di essere fascisti? Noi diciamo di no! Che il fascismo non è istinto ma educazione e perciò è conoscenza della sua mistica,che è conoscenza di Mussolini" (N. Giani)
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XXI Aprile



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MessaggioInviato: Sab Mar 14, 2009 12:55 pm    Oggetto:  
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Marcus ha scritto:
Mi sa che ci si dimentica fin troppo facilmente quanto l'ideologia fascista superi certe diatribe degne del nazionalismo ma non del fascismo che ne superò gli oggettivi limiti di una visione fin troppo angusta e materialista. L'identità di sangue e suolo non fa parte del bagaglio dottrinario fascista. Se il fascismo rivendica a sé l'universalità vera della propria civiltà in continuità con Roma non possiamo permetterci di abbassare la nostra dottrina sul piano dell'etno centrismo. Dunque sul piano della giustizia é bene ricordare la responsabilità della classe politica pseudo-italiana tuttora al potere ed attuale fonte dello sfacelo morale e materiale dell'Italia. Ma alimentare ostilità nei confronti di popoli che non hanno responsabilità alcuna in vicende che hanno generato cambiamenti geopolitici profondissimi é fuori luogo e sommamente ingiusto. L'Italia non possiede più alcuna comunità maggioritaria all'interno del territorio croato e sloveno (visitate l'Istria e la Dalmazia se non credete alle mie parole,io l'ho fatto). Un tempo costituiva un atto di giustizia nei confronti dei popoli di quelle terre riconoscere il loro diritto a far parte dell'Italia,ma quelle genti oggi sono state disperse ai quattro angoli del mondo e l'Italia oggi é sostiuita da pseudo-italia. Dunque dovremmo essere noi fascisti a teorizzare sul modello titino una eventuale futura pulizia etnica a danno degli attuali allogeni di quelle terre? E la giustizia di cui parliamo e l'unione dei popoli nel segno del Littorio dove andrebbero a finire?
Lo Stato Etico corporativo fascista affratella popoli e nazioni, crea un ponte tra culture differenti ed instaura un modello superiore di Civiltà.
Non offendetevi (il mio intento infatti é quello di suscitare in voi una autentica riflessione sul tema) ma a sentir certi discorsi mi domando quanti di voi abbiano compreso realmente la natura ed il contenuto effettivo della dottrina fascista che proclama in primis il proprio valore spirituale in opposizione a tutti i materialismi,siano essi di destra centro o sinistra. Non é certamente perpetuando un'ingiustizia che gli altri popoli riconoscerranno la bontà e la superiorità della nostra idea. Ecco perché torno a ripetere che certe polemiche é meglio lasciarle a chi vuole distogliere l'attenzione delle masse dalle vere cause dell'attuale sfacelo globale dirottandola su problematiche fasulle. C'é un problema che va risolto urgentemente e non é di certo l'italianità della Dalmazia.


Io non parlo di pulizia etnica e non credo nemmeno che la questione istriana sia un problema che vada risolto urgentemente! Non parlo nemmeno di irredentismo, dato che sarebbe antistorico!

Però se non sbaglio durante il fascimo, per cercare di attuare l'universalismo di una cultura e di un modello superiore di civiltà, lo stesso regime fascista prese delle misure antislave per cioò che riguarda la lingua ecc nei territori suddetti!
Quello che fece il fascismo era dettato dalla condizione storica per un bene superiore di quelle terre! Se questa occasione dico io dovrebbe ripresentarsi perchè non aprofittarne? Daltronde un eventuale stato Fascista deve adattarsi alle situazioni che si presentano ad esso man mano che si va avanti nel corso della storia!

Vi prego di non fraintendere le mie parole, dato che non è mio obbviettivo scadere nel razzismo più becero!
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Quintox



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MessaggioInviato: Sab Mar 14, 2009 3:05 pm    Oggetto:  
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Durante il Fascismo v'era il Comitato d'Azione Dalmatica, presente in quasi tutte le città italiane. Ma il problema era altresì sentito, e in Italia c'era il Fascismo, non arlecchino e pulcinella.

Un esempio fu l'abbattimento dei Leoni di Traù, nel '33 da parte dei giannizzeri slavi. Beh, l'intero popolo italiano s'è indignato, non una minoranza di "eletti". Questo perché c'era una coscienza nazionale e uno spirito diverso, universale. Oggi manca tutto questo.

L'unica "arma" che si può ancora usare è quella della cultura, al momento. E se si vuole agire in tal senso, bene, allora le porte sono sempre aperte penso..

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Il culto delle memorie è indice sicuro del grado di civiltà di un Popolo e della coscienza che esso ha della propria forza.
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MessaggioInviato: Dom Mar 15, 2009 2:22 pm    Oggetto:  
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XXI Aprile ha scritto:


Io non parlo di pulizia etnica e non credo nemmeno che la questione istriana sia un problema che vada risolto urgentemente! Non parlo nemmeno di irredentismo, dato che sarebbe antistorico!

Però se non sbaglio durante il fascimo, per cercare di attuare l'universalismo di una cultura e di un modello superiore di civiltà, lo stesso regime fascista prese delle misure antislave per cioò che riguarda la lingua ecc nei territori suddetti!
Quello che fece il fascismo era dettato dalla condizione storica per un bene superiore di quelle terre! Se questa occasione dico io dovrebbe ripresentarsi perchè non aprofittarne? Daltronde un eventuale stato Fascista deve adattarsi alle situazioni che si presentano ad esso man mano che si va avanti nel corso della storia!


Mettiti nell'ottica dell'epoca... certi provvedimenti erano presi in tutti i paesi europei nati o stravolti dopo i cambiamenti epocali della prima guerra mondiale... pensa alle questioni del Trentino, per restare in Italia, ma anche ai Sudeti, a Danzica, alla Transilvania, l'Alsazia, la Moldavia ecc. tanto per fare alcuni esempi, e tutte quelle regioni contese ove le minoranze "irredentiste" guardavano alla madrepatria ed erano "combattute" dalla patria acquisita...
Pensate all'esodo di milioni di greci che vivevano in Asia minore da 3000 annni e di centinaia di migliaia di turchi che vivevano in grecia da 500 anni, come conseguenza della prima guerra mondiale e della guerra turco-greca del '20-'21...
Nel 1991 la Yugoslavia (= Serbia e Montenegro) invitò esplicitamente l'Italia (pseudo-italia) ad entrare in guerra contro Slovenia e Croazia per riottenere le terre che erano italiane. I pseudo-italiani la guerra non l'hanno fatta, e fin qui nulla da obiettare, ma la cosa grave è che anzi essi si affrettarono a riconoscere subito l'indipendenza di Slovenia e Croazia e a confermare il vergognoso trattato di Osimo, che invece sarebbe dovuto essere dichiarato decaduto per estinzione della controparte (la Yugoslavia è scomparsa con la guerra civile del 1991) partendo così con elementi nuovi per dare giustizia almeno alla questione dei beni degli italiani di Istria, Dalmazia e Zara.
Ma cosa prevedeva l'art. 16 del trattato di pace di Parigi tra l'Italia e gli alleati? Questo:

L’Italia s’impegna a non perseguire coloro che durante la guerra aiutarono gli Alleati ai danni del proprio paese (articolo 16).

E come vedete ancora oggi sono gli “articolo 16” , cioè i pseudo-italiani, a gestire il paese...
Dunque è chiaro che non gliene frega dei diritti degli italiani esuli sia dell'Istria che della Libia (vedi il nano col beduino...), nonchè di tutto il resto.

Va considerato che oggi le cose sono cambiate, siamo nella comunità europea. La Croazia vorrebbe entrarci e dunque a maggior ragione deve rispettare le regole comuni e sulle minoranze... Non ha caso alla fine ha rotto il divieto che fino a pochi mesi avevano gli italiani - e solo loro - di acquistare beni immobili in Croazia (a questa decisione ha contribuito anche la crisi economica, non solo la questione dell'Europa). Hanno paura che gli italiani si ricomprino ciò che era loro, e che ritornino nel paese sotto forma economica ed imprenditoriale. E proprio questa potrebbe essere la strada da percorrere oggi per un ritorno italiano in quelle terre.


Ultima modifica di tribvnvs il Dom Mar 15, 2009 2:44 pm, modificato 1 volta in totale
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tribvnvs
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MessaggioInviato: Dom Mar 15, 2009 2:33 pm    Oggetto:  
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Da un brano del camerata Francesco Fatica a proposito degli irredentisti maltesi:

<...In Italia era accaduto che gli ufficiali maltesi della MilMart (Milizia Artiglieria Marittima, per la difesa delle coste) erano stati destinati ai compiti d’istituto della specialità, ma mordevano il freno; il sottocapomanipolo Ivo Leone Ganado, particolarmente insofferente, chiese ripetutamente di essere trasferito al fronte per essere impegnato direttamente in combattimento contro gli inglesi, pur sapendo di rischiare l’impiccagione in caso di cattura. Dopo molte insistenze fu accontentato; combatté in Africa Settentrionale. Ma se in Libia gli inglesi non riuscirono a catturarlo, non per questo rinunciarono a perseguitarlo nel dopoguerra, come vedremo.
In Rsi fu intestato al nome del Martire maltese il “Battaglione Borg Pisani”, costituito nel novembre 1943 a Porto Maurizio con combattenti provenienti d’oltre confine. Non si fece a tempo a trasformare ufficialmente e burocraticamente il battaglione in una “Legione d’Assalto Borg Pisani” con l’apporto degli oltre duemila combattenti della Rsi provenienti d’oltre confine.

Alla Rsi aderirono tutti gli irredentisti maltesi che ne ebbero la possibilità materiale, “com’era logico e naturale”, almeno secondo il loro punto di vista. Cito tra essi il professor Carlo Mallia e i giovani sottocapomanipoli della Milizia Leone Ganado e Camillo Bonanno.

Significativa, in particolare, la vicenda di Ivo Leone Ganado. Al suo ritorno a Malta, su richiesta del Tribunale, fu processato per alto tradimento e per altre imputazioni minori, il tutto aggravato dall’aver aderito alla Rsi, cosa che fu documentata con la testimonianza di ex-partigiani fatti venire apposta dal Veneto; « Le loro biliose affermazioni non raggiunsero il segno e fu tale il disprezzo del pubblico che chiesero di essere… protetti dalla polizia»[1] . Ma i tempi erano cambiati, questa volta ci fu una giuria popolare. I giurati votarono tutti e nove per la piena assoluzione del fascista, nove palle bianche a favore di Ivo; ma poi si accordarono per mettere nell’urna una palla nera, in modo che ognuno potesse affermare di aver votato in modo “politically correct”. Ancora una prova di…italianità dei maltesi. Ganado fu preso affettuosamente in braccio dai maltesi che affollavano l’aula e portato in trionfo per il corso di La Valletta.

Ci furono altri due processi; durarono 11 mesi, oltre venti imputati.

Furono tutti prosciolti.
Il patriota maltese non si immolò solo per un credo politico ma anche e soprattutto per un sentimento di italianità.
Carmelo trascorreva gran parte del suo tempo alla Casa del Fascio, in via Santa Lucia a La Valletta, dove gli sembrava di respirare un’aria più salubre; nel 1930 fu ammesso al Campo Dux, a Viareggio; nel 1935, durante il conflitto italo-etiopico, Carmelo si imbarcò clandestinamente su una nave per andare a combattere; diciottenne, fu prescelto per partecipare ad un concorso di Capo Centuria a Roma; il 30 maggio 1940, poco prima dell’entrata in guerra dell’Italia, nel clima acceso ed effervescente della vigilia, Carmelo Borg Pisani aveva inviato a Mussolini un’appassionata lettera, mettendosi ai suoi ordini: «per il coronamento del mio grande ideale, vedere Malta resa all’Italia»; il 7 giugno 1940 si iscrisse al Guf e si iscrisse pure al Pnf; che Carmelo fu l’ideatore e l’organizzatore di un viaggio collettivo a Predappio[2] indossando tutti la divisa del GUF; si arruolò volontario nella MVSN (Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale); da Cefalonia scrisse una cartolina ai camerati rimasti a Roma: «Dalla terra conquistata, fascisticamente vi saluto». Scriveva a tutti, anche ai conoscenti più lontani, e a tutti sapeva dire una parola di incitamento»; frequentò un corso per divenire sottocapomanipolo della Milizia Artiglieria Marittima. Scrisse nel suo testamento spirituale:

Ai camerati volontari, che della Malta di oggi e di domani sono la più alta espressione italiana, il mio pensiero affettuoso e il mio augurio più fervido.

Ai camerati italiani che mi hanno assistito e particolarmente al prof. Biscottini che mi ha sempre confermato con la sua fede nei sentimenti che i genitori mi avevano instillato e al prof. Siviero […] il mio pensiero riconoscente e affettuoso

Al Re e al Duce il mio ultimo pensiero, quello che va oltre la Vittoria per la grandezza della Patria immortale.

Viva Malta italiana

Vostro Carmelo


Evidentemente non è stato spiegato abbastanza che l’Italia nel 1942 era ancora per moltissimi, per quasi tutti, l’Italia fascista, l’Italia proletaria della lotta del sangue contro l’oro.

Si deve ripetere dunque a quei pochi che ancora non sanno, o si ostinano a non voler sapere, che Carmelo Borg Pisani non conobbe altra Italia che l’Italia fascista e da fascista convinto quale è sempre stato, si avviò volontariamente e consapevolmente sulla strada del martirio e si immolò per quell’Italia che lui ben conosceva e amava fino alla morte.

Dopo, soltanto dopo, è venuta l’invasione. E con gli invasori sono arrivati i mistificatori, i defascistizzatori, meglio conosciuti come epuratori. Ma non si può consentire che si continui a voler epurare perfino i Martiri e gli Eroi.

Ha scritto l’Eroe e Martire: «I servi e i vili non son graditi a Dio» .


MEDITATE GENTE...: ALLA GUIDA DELLA NAZIONE, INVECE DEI CARMELO BORG, CI RITROVIAMO I pseudo-italiani DELL' ART. 16....
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MessaggioInviato: Dom Mar 15, 2009 2:36 pm    Oggetto:  
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Citazione:

Nel 1991 la Yugoslavia (= Serbia e Montenegro) invitò esplicitamente l'Italia (pseudo-italia) ad entrare in guerra contro Slovenia e Croatia per riottenere le terre che erano italiane. I pseudo-italiani la guerra non l'hanno fatta, e fin qui nulla da obiettare, ma la cosa grave è che anzi essa si affrettò a riconoscere subito l'indipendenza di Slovenia e Croazia e a confermare il vergognoso trattato di Osimo, che invece sarebbe dovuto essere dichiarato decaduto per estinzione della controparte


Che schifo... Questo non è uno Stato ma una Colonia!
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MessaggioInviato: Dom Mar 15, 2009 9:20 pm    Oggetto:  
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... la realtà rimane che oggi non c'é alcun possibilità di parlare seriamente di irredentismo in riferimento al presente non essendoci alcuna Italia. C'é solo pseudo-italia ed proprio quello il solo e vero problema che deve stare a cuore a dei fascisti consapevoli.
_________________
" Forse che non conoscendo a fondo il pensiero del Duce si può affermare di essere fascisti? Noi diciamo di no! Che il fascismo non è istinto ma educazione e perciò è conoscenza della sua mistica,che è conoscenza di Mussolini" (N. Giani)
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MessaggioInviato: Dom Mar 15, 2009 9:47 pm    Oggetto:  
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Marcus ha scritto:
... la realtà rimane che oggi non c'é alcun possibilità di parlare seriamente di irredentismo in riferimento al presente non essendoci alcuna Italia. C'é solo pseudo-italia ed proprio quello il solo e vero problema che deve stare a cuore a dei fascisti consapevoli.


Questo è un dato di fatto.
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MessaggioInviato: Dom Mar 15, 2009 11:44 pm    Oggetto:  
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Marcus ha scritto:
... la realtà rimane che oggi non c'é alcun possibilità di parlare seriamente di irredentismo in riferimento al presente non essendoci alcuna Italia. C'é solo pseudo-italia ed proprio quello il solo e vero problema che deve stare a cuore a dei fascisti consapevoli.


Questo è sicuramente il primo problema!
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