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ITALICVM, l'altro "profeta" del Comunitarismo

 
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RomaInvictaAeterna
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MessaggioInviato: Mer Ott 18, 2006 2:57 pm    Oggetto:  ITALICVM, l'altro "profeta" del Comunitarismo
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I Latini - che in quanto ad attributi non erano certo miseri - dicevano: REPETITA JUVANT!

Ripescando tra le mie carte, ho trovato questo articolo che inviai a suo tempo ad ITALICVM, mensile locale di Roma e provincia (o ricevibile in tutta Italia previo abbonamento).

Pensate un po' le "coincidenze"! Scrissi perchè "iniziava" il dibattito sui "socialisti nazionali", prendendo spunto da un articolo di congedo da - indovinate un po' - RINASCITA di Gaudenzi di una certa MariaLina Veca!

Ebbene la "tizia" faceva appello ad un "nuovo" movimento "filosofico" chiamato "Situazionismo", per cui in sostanza l'uomo era il "prodotto" delle Situazioni della società. Quindi la "liberazione" dell'uomo veniva dall'adattamento alle "situazioni" sociali.

La tizia si definiva "socialista nazionale", poi pentita perchè la parola "nazionale" gli stava stretta. Entrò in Rinascità sulla spinta della "protesta" (ecco la base dell'arraffamento dei "non conformi"! Bravi!), ma poi pensando di stare in un movimento pienamente neo-marxista e rendendosi conto che in realtà dentro c'era "di tutto di più", se ne scappò per non essere "imprigionata"! Questo articolo di congedo sparava stupidaggini d'altri tempi sul significato di Nazione e di Popolo, nonchè su quello di politica. Ovvio, era per giustificare la rottura. Ma il sottiscritto mandò ad Italicvm un articolo che, mi assicurarono, aveva sollecitato la Veca a mettersi in contatto con me. Contatto puntualmente non avvenuto! MAgari lo avesse fatto! Forse si sarebbe ricreduta.

Vi inserisco di seguito l'articolo, e constaterete quanto NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE, rispetto ai temi affrontati con Rinascita e la Fiamma di Casa Pound... Tutti uniti appassionatamente nel "Comunitarismo"...

IL NUOVO MOSTRO A SETTE TESTE PARTORITO DALLE "MENTI" DELL' AREA....
A voi:

Dibattito Politico
di Stefano Fiorito

[Amici] di ITALICVM,

La lettera aperta di Marialina Veca mi demoralizza ma non mi stupisce affatto. Vorrei poterla commentare, argomentando le mie posizioni, secondo l’ordine da lei seguito.

La Situazione Umana.
Questa interpretazione della Realtà Umana è ai limiti dell’assurdo. Affermare che "...poiché l'uomo è il prodotto delle situazioni che attraversa, è importante creare delle situazioni umane", fa drammaticamente ricordare le teorie del Materialismo Storico e Dialettico di Marxiana memoria. L’uomo non è affatto il “Prodotto delle situazioni che attraversa”. Questo nella logica Materialista è perfettamente coerente. Non in una logica Spiritualista che, si presume, dovrebbe essere a base delle nostre valutazioni di fatto. L’uomo lo si può COSTRINGERE a dipendere dalle situazioni che attraversa. A secondo del tipo di Società che lo “sovrasta” (e qui c’è l’ “abdicazione” dell’Uomo dal suo essere Uomo. Farsi sovrastare…). Ma, naturalmente parlando, l’Uomo è l’ARTEFICE delle Situazioni! Come lo Spirito è artefice della Materia. Per questo, l’insegnamento filosofico fascista Gentiliano mi trova completamente allineato.
La critica al Materialismo Marxista (e quello liberalista) è la risposta oggettiva alla crisi dell’Uomo. Bisogna ridare all’Uomo la centralità che gli spetta. C’è poi un’affermazione ambigua. Per “creare situazioni umane” bisogna riconoscere il primato creativo dell’uomo. Primato Spirituale. E, perché la “creazione” sia concreta e positiva, deve essere orientata al progresso armonico della Collettività. O si intende dare ai “fattori esterni” di Darwiniana e Marxiana memoria, la determinazione delle “situazioni”? Dal primo periodo della frase, sembrerebbe di si. La vita sarebbe così vissuta in modo passivo. Quella passività che è la vera alienazione e il vero cancro che ci attanaglia.

La polemica con la linea di Rinascita, potrebbe anche essere condivisa, se partisse da presupposti differenti e orientasse le accuse in altri lidi.

Rinascita era organo del Fronte di Tilgher. Poi si è costituita a movimento autonomo. Il movimento Rinascita Nazionale. Nel mondo frammentato dell’ “area” cosiddetta fascista (che fascista non è affatto), le divisioni segnano non solo una dispersione immensa di potenzialità politica, ma anche una confusione ideologica immane.
Ci sono linee contrastanti, presupposti diversi o metodologie politiche antitetiche. Tutto questo crea non pochi problemi a chi vorrebbe avvicinarsi alla nostra “area”.
Diciamo che la Veca potrebbe essere un’ottima candidata per il Fronte di Tilgher, poiché in linea di massima sposa l’indirizzo politico preso dal suddetto partito. Per esperienza personale, dopo aver partecipato a convegni e conferenze del Fronte (ma non solo. Anche gli altri partiti d’ “area” sono stati da me valutati secondo il loro operare), la linea “antipassatista” e “antireazionaria” credo sia abbastanza netta.
Recentemente si discuteva, sempre al Fronte, riguardo la linea da adottare nei confronti della volontà di “unire” (finalmente!) l’ “area”. In un Hotel nei pressi di Trastevere a Roma, molti relatori si scagliavano contro alcuni “movimenti”, colpevoli di voler usare ancora (sic!) simboli come il fascio o richiami a idee sociali ormai… superate!
“Bisogna andare avanti!”. Questo il motto. Basta col passatismo reazionario (mi chiedo: come fa il FSN a dare a Fini del traditore, quando le sue posizioni sono, nella sostanza, simili?)!
In linea con la Veca.
Che dire dei cosiddetti “passatisti”? Bisogna vedere che uso ne fanno del fascio, nelle rare volte che lo tirano fuori. E, disgraziatamente, predicano bene e razzolano male. Quindi l’accusa lascia il tempo che trova, nella pratica delle cose. Ma è di per sé grave. E spesso crea la base per far fraintendere quello che ideologicamente è invece più che chiaro.
Grave, nel senso che quella che io considero la più bella idea sulla faccia della terra, il fascismo, viene nella migliore delle ipotesi contrabbandata in modo maldestro, nella peggiore considerata non più valida!
Questi concetti sono molto diffusi nella cosiddetta “area”. E creano, non di rado, casi simili a questo.
Anche la controversa storia di RN e dei suoi capi, non da’ sicurezze ideologiche. Ma questa, del resto, è la fotografia della situazione dell‘ ”area” stessa. RN da che parte sta? Su quali basi si poggia?

Grandi colpe ha l’”Area” per la sua ambiguità. “Socialismo Nazionale”, “Nazional-Populismo”, “neo-fascismo”, che vuol dire?

Con quali mezzi si concretizza l’azione politica dei partiti d’ “area”. Ma soprattutto, su quali basi ideologiche si poggia (come già detto)? Personaggi come la Veca, entrano spesso in certi movimenti unicamente sulla base di una voglia di cambiamento radicale e di un’ “alternativa” politica. Concetti di per sé giusti e positivi ma che devono essere ad un certo momento orientati ad uno scopo preciso, con un mezzo Ideale preciso.
Unire uomini ed idee spesso incompatibili, sulla base di comuni “bersagli” può essere utile in determinati momenti, non può assolutamente costituire la linea di un movimento. Men che meno la sua ideologia.
Va bene unire i militanti, va bene diffondere le proprie idee, va benissimo allargare il proprio raggio di azione, ma a fronte di tutto questo deve esserci necessariamente una Comune Identità Politica e Ideologica, da condividere, da utilizzare, da difendere .
Cosa significa “Socialismo Nazionale”?
Forse è ignoto ai più (se non lo è, non capisco certe immani contraddizioni), soprattutto ai capi dei movimenti che ad esso si appellano, che il “Socialismo Nazionale” è un’Idea partorita dalla Mente di G. Sorel. Egli ebbe il grande merito di proporre un’alternativa alle Teorie e Prassi Materialiste del Marxismo e del Liberalismo, con la ricetta del Sindacalismo Rivoluzionario. Si elaborava un Socialismo nuovo, alternativo al Marxismo e al Riformismo, che sintetizzava il proprio credo nel Produttivismo Economico, basato sulla collaborazione dei fattori della produzione, e sul riconoscimento del valore dell’antimaterialismo per la determinazione dei processi storici. I teorici del Socialismo Nazionale erano convinti della innegabilità del Valore dell’Idea e del Mito, nelle costruzioni storiche, quindi anche dell’Identità Nazionale e dell’Idea di Nazione. Questi Socialisti Nazionali, però, avevano come base la visione economicista della Vita, anche se sostenuta dall’Idealismo creativo. L’Idea e il Mito erano mezzi per costruire una società Produttivista orientata alla costruzione di una economia sana. Con il mezzo dell’Idealismo, sì, senza però negare la validità della Lotta Di Classe. Anche se orientata al Produttivismo stesso.
Questo “Socialismo Nazionale” risentiva, quindi, dell’ economicismo stile marxista (Sorel fu marxista). In Italia il Socialismo Nazionale, il Sindacalismo Rivoluzionario Soreliano, fu sostenuto da personaggi come Alceste De Ambris, Arturo Labriola, fra i più importanti. E, udite udite, da Sua Eccellenza il Cavaliere Benito Mussolini! Entrato nel Socialismo dopo aver aderito alle concezioni Soreliane (non leggeva solo Marx!) lo ha evoluto da Sindacalismo Rivoluzionario a Sindacalismo Nazionale. Ovvero il concetto di Classe e di Lotta di Classe era sostituito dal Concetto di Nazione. L’Antimaterialismo non era più Mezzo ma conditio sine qua non. Il Volontarismo Etico, l’Identità di Popolo furono messe a Base della Rivoluzione che doveva essere non più di Classe ma Nazionale ed Etica.
Il Produttivismo doveva essere sì l’ideale Economico-sociale ma Mezzo, non Fine, per compiere la Rivoluzione Etica. Doveva essere esso stesso Etico (il nostro Corporativismo: l’unico socialismo possibile!).
Lo Stato Nazionale doveva sorgere come Stato Etico del Lavoro (Gentile insegni!), nel quale è il Lavoro che gestisce l’azienda. Prestatori d’Opera che Cogestiscono l’azienda e beneficiano dei frutti allo stesso modo del Capo. Ma soprattutto partecipazione del Lavoro al Governo della Nazione. Per far si che Lo Stato Etico (che armonizza i differenti interessi) fosse non astratto, ma concretizzato dal Popolo che lo incarna.

Questo excursus per chiarire che secondo me si mescolano, a volte sapientemente a volte ignorantemente, uomini e idee senza cognizione.
Come si definiscono questi partiti? Come si definisce RN? Fascista? O cosa? Se si definisce “Socialista Nazionale”, allora è “protofascista”. Ma dovrebbe argomentare e dare base ideologica chiara e forte alla sua posizione. Se si definisce fascista allora dovrebbe chiarire il suo “Socialismo Nazionale”. C’è troppa ambiguità. Qual è l’orientamento di RN, oltre l’antiamericanismo, l’antisionismo, l’antiliberalismo…? Mi sembra che i partiti d’area usino VOLUTAMENTE l’ambiguità per approfittare della buona fede dei militanti che hanno una determinata idea e che sperano di trovarla sostenuta dal movimento a cui aderiscono.
L’ambiguità “voluta”, però, non porta lontano. E i risultati stanno sotto i nostri occhi.
Personalmente mi scaglio con veemenza nei confronti della cosiddetta “area” per le responsabilità che ha nei confronti di quella che io continuo con ostinazione a reputare la più bella idea sulla faccia della terra: il fascismo.
Responsabilità soprattutto nei riguardi della FORMAZIONE IDEOLOGICA dei militanti.
Dal dopoguerra in poi, è stato abbandonato il fascismo in favore del radicalismo di destra di stampo evoliano. Evola, che tra l’altro fascista non era. La confusione ideologica è aumentata a dismisura quando la simbologia dei movimenti pseudo-fascisti diventa la Celtica, le Rune, la Svastica. Quando si leggono autori radicalisti di Destra, nella migliore delle ipotesi. Già perché di cultura politica nelle sezioni giovanili di certi movimenti se ne faceva pochina.
Dove sono gli scritti dottrinari di Mussolini? Dove sono le opere filosofico-politiche di Giovanni Gentile? Dov’è la dottrina del fascismo? Quando, come e dove è stata diffusa? Come questa può essere assimilata o peggio eguagliata al radicalismo di destra? Ergo, qual è la nostra identità?
Dietro la risposta a queste domande, sta la radice dei nostri problemi. E dietro la mancata definizione di un’Identità Politica tangibile e UNIVOCA, sta la nostra scarsa credibilità e il nostro quasi nullo impatto nella società.

La Veca, continua dicendo che la realtà divide le persone in due gruppi: chi difende il vecchio mondo e chi lo vorrebbe trasformare. Lei starebbe dalla parte di chi lo vorrebbe trasformare. Lo sa la Veca, che l’unico mezzo per trasformare il vecchio mondo in un mondo nuovo è il fascismo? Domanda retorica. Al fascismo nessuno riconosce la valenza rivoluzionaria e progressista che gli è propria. E i cosiddetti “fascisti” hanno fatto in modo di non chiarirla mai! E si arriva alle accuse di reazionarismo e passatismo!
Incredibile! Io che credo reazionarie le altre idee, io che credo il fascismo un’Idea audace e progressista (nel senso vero del termine, non ipocrita e sinistrorso), io che la reputo la medicina per riportare il mondo a dimensioni umane, mi sento chiamato passatista!?
Beh, se la Veca si riferisce alla distorta visione del fascismo, fornita dalla devastante eredità del radicalismo di destra, potrei anche darle ragione. Ma proprio a causa della mancata difesa di un’Identità chiara del fascismo, quando si dice fascismo si intende un insieme di cose…Purtroppo. Insieme in cui troviamo Mussolini, Hitler, Evola, Leon De Grelle e via di seguito.

Sul punto dell’ambiguità, quindi, sono d’accordo con la Veca. Quell’ambiguità l’ha portata in Rinascita. E quella stessa ambiguità l’ha fatta uscire.
La sua posizione, per lo meno quella che emerge dalla sua lettera, mi sembra però chiaramente materialista e riformista. Il cambiamento radicale che lei evoca, ha l’aspetto in realtà di una riforma delle “situazioni umane”. Le “situazioni umane” non si creano necessariamente cambiando la Realtà in modo radicale, cambiando il suo Principio fondante (quello che invece farebbe il fascismo). Se il fine della Veca è quello di creare “situazioni umane”, come emerge, allora cosa vorrebbe? E’ ambigua pure lei. Anche a mezzo dell’assistenzialismo e del riformismo si possono creare “situazioni umane”, senza però operare Rivoluzioni.

Questo materialismo della Veca, che io sostengo essere chiaro, è confermato dalla seconda frase “situazionista” che rafforza la prima: “la situazione e`un momento della vita concretamente e deliberatamente costruito, per mezzo dell'organizzazione collettiva di un ambiente unitario e di un gioco di avvenimenti”.
Il “gioco di avvenimenti” come componente per la costruzione delle situazioni. Il fattore esterno che rende l’uomo non attore ma spettatore. Sicuramente non Primo attore.

Arriviamo, dunque, a fugare ogni dubbio. Il gruccio della Veca è chiaro: arriva quando alla parola “Socialismo” si fa seguire “Nazionale” (e l’ambiguità l’aiuta).
E qui si perde in una interpretazione del termine NAZIONALE che è degna delle migliori “girotondine”. La sua interpretazione sembra essere diretta ad un concetto di Nazione destrorso e reazionario, addirittura. Non certo, se lo conoscesse, al concetto di Nazione sintetizzato dal grande Giovanni Gentile. Il concetto fascista!

Nazione, nazionale, nazionalismo...
Questa parte meriterebbe di essere commentata brano a brano. Le critiche della Veca si muovono entro schemi demagogici di una certa sinistra reazionaria. E più che altro sembrano diretti contro una certa destra reazionaria (come detto). Il fascismo esce cristallino da questa futile diatriba. Queste interpretazioni della Veca non solo dimostrano il suo reale orientamento, ma dimostrano anche il fallimento di Rinascita che si è guardata bene di chiarire il suo orientamento in tema di Nazionalismo e la concezione ad esso connessa.
Anche se rimane da capire a quale concezione di Nazione Rinascita si rifà.
Affezionato e aderente in toto alla concezione di nazione di Gentiliana/Mussoliniana memoria, non posso fare altro che far parlare il Professor Gentile, poiché rischierei di ripetere, per filo e per segno, inconsapevolmente, le sue magnifiche parole.
E mi chiedo: la Veca cosa farebbe se conoscesse questi principi?

Gentile, da grande uomo di intelletto quale era, esprime il concetto fascista di nazione in modo eccellente in “Genesi e Struttura della Società”:

“(…)- NAZIONE E STATO
La nazione non è data dal suolo, né dalla vita comune e conseguente comunanza di tradizioni, di costumi, linguaggio, religione, ecc. Tutto ciò è la materia della nazione. La quale non sarà tale se non avrà la coscienza di questa materia e non l'assumerà nella sua coscienza come il contenuto costitutivo della propria essenza spirituale; e quindi non ne farà oggetto della propria volontà. La quale volontà, nella sua concreta attualità, è lo Stato: già costituito o da costituirsi; e veramente in ogni caso da costituire (conservare è un continuo costituire, un creare continuo). Volontà.
Errore della dottrina delle nazionalità, che avrebbero diritto a unità e autonomia statale. Non è la nazionalità che crea lo Stato; ma lo Stato crea (suggella e fa essere) la nazionalità. Che conquistando la propria unità e indipendenza celebra la sua volontà politica, realizzatrice dello Stato.”

Davanti a questa interpretazione della Realtà io mi inchino. Non perché è una bella e astratta idea. E’ LA REALTA’ DEI FATTI!
In barba ai reazionari veri (come la Veca), che consideravano il Popolo un’appendice della Nazione, che era esistente come un principio divino e aristocratico a cui si doveva aderire. E per Gentile/Mussolini Stato vuol dire Popolo!!! Le persone VERE!

Su “Origini e Dottrina del Fascismo” il concetto è più che chiaro:

“(…) per il fascismo invece Stato e individuo s'immedesimano, o meglio sono termini inseparabili d'una sintesi necessaria.
Il nazionalismo infatti fonda lo Stato sul concetto di Nazione: entità che trascende la volontà e la personalità dell'individuo, perché concepita come obbiettivamente esistente, indipendentemente dalla coscienza dei singoli; esistente anche se questi non lavorino a farla esistere, a crearla. La Nazione dei nazionalisti è insomma qualche cosa che esiste non per virtú dello spirito, ma per dato e fatto della natura: sia che gli elementi, che la fanno essere, dipendano, come il territorio e la stirpe, dalla stessa natura, sia che debbano pure considerarsi un prodotto umano: come la lingua, la storia. Poiché anche questi elementi umani in tanto concorrono alla formazione dell'individualità nazionale in quanto sono già in essere, e l'individuo se li trova innanzi, esistenti prima di lui, fin da quando egli inizia l'esercizio e lo sviluppo delle sue attività morali: sullo stesso piano perciò del territorio e della stirpe. Naturalismo, che è un difetto della concezione tendenzialmente spiritualistica del nazionalismo, e conferisce a questa dottrina quel che di duro, retrivo, crudamente conservatore, che era l'elemento meno simpatico che - prima del fascismo, con cui piú tardi doveva assimilarsi ed amalgamarsi, - gli faceva incontrare diffidenze e ripugnanze pur tra gli uomini politici simpatizzanti, per le loro tendenze politiche, con la maggior parte dei postulati nazionalisti: mentre favoriva certi atteggiamenti mistico-religiosi che erano uno dei motivi piú efficaci della entusiastica adesione che alle idealità nazionalistiche portavano i giovani e gl'intellettuali non educati alla riflessione politica.”

Per il nazionalismo quindi “Non è la coscienza che, riconoscendo e sentendo il vincolo o rapporto, lo crea e gli conferisce il valore morale e obbligatorio che gli spetta; ma è lo stesso vincolo o rapporto che preesiste, e determina la coscienza, che deve aderirvi, e quasi subirlo.
(…) Tutte le determinazioni dello Stato, come lo Stato, non sono avanti a noi, né fuori di noi. Lo Stato è dentro noi stessi, matura, vive e deve vivere e crescere e grandeggiare ed elevarsi sempre in dignità e coscienza di sé e degli alti suoi doveri e dei grandi fini a cui è chiamato, nella nostra volontà, nel nostro pensiero, nella nostra passione. Si sviluppa l'individuo, e si sviluppa lo Stato; si consolida il carattere del singolo, e dentro di esso si consolida la struttura e la forza e l'efficienza dello Stato.”

Quindi possiamo dire che “lo Stato fascista a differenza di quello nazionalista, è una creazione tutta spirituale. Ed è Stato nazionale, perché la stessa azione, dal punto di vista del fascismo, si realizza nello spirito, e non è un presupposto. La Nazione non è mai fatta; e cosí pure lo Stato, che è la stessa Nazione nella concretezza della sua forma politica. Lo Stato è sempre in fieri. E’ nelle nostre mani, tutto. Quindi la nostra grandissima responsabilità.”

Davanti a queste INNEGABILI verità, non posso che inchinarmi. E nella sintesi Gentiliana/Mussoliniana c’è tutta la grandezza dell’ideale fascista, la cui dottrina non sta nella serie di Mezzi che vorrebbe usare per adempierla. Sta nell’Idea stessa e nei Principi che la animano. I Mezzi per realizzare il fascismo sono “in fieri”. Così come le forme politiche dello Stato. “La questione del regime è subordinata agli interessi morali e materiali presenti e futuri della Nazione, intesa nella sua realtà e nel suo divenire storico; per questo i fasci non hanno pregiudiziali pro o contro le attuali istituzioni” (Benito Mussolini, 1920).

La grande importanza, dogmatica, che il fascismo da al Popolo (che viene anteposto a regimi e istituzioni) e la concezione fascista di nazione, se la Veca la conoscesse cosa le farebbe pensare?

Tutte le sue citazioni, inerenti la definizione di Nazione e Nazionalismo, sono piene del più becero demagogismo e della stigmatizzazione di un pensiero reazionario e egoistico che col fascismo non ha nulla a che vedere. Ricordano molto il marxismo negatore della realtà.
Ma la Veca che nozione ha di fascismo? E di Socialismo Nazionale? Bisognerebbe chiederlo a Rinascita.
Comunque la Veca stessa, dopo un panegirico di affermazioni di un materialismo e di una demagogia veramente reazionaria, chiarisce che lei è antinazionalista.

E con l’ambiguità che forse è stata l’unica eredità che ha elargito Rinascita, si dice però a favore delle lotte di liberazione nazionale!

Dopo aver sfoggiato un individualismo a livelli stratosferici, si permette anche di fare retorica pseudopoetica…..

In conclusione, io credo che per riportare la nostra “area” ad avere una identità politica chiara e definita bisogna poggiarla su un’Idea unica e incontestabile. Soprattutto se si vuole chiamare l’area Fascista.
Certo che se si vuole un’area Fascista, guidata da un unico movimento (come dovrebbe essere) e che questo costituisca la vera Alternativa Sociale (non quella del cartello elettorale della Scicolone), allora occorre ribadire l’assoluta novità del fascismo rispetto alla Destra e alla Sinistra. Prendere le distanze dal radicalismo di destra di stampo nazistoide che ha infestato la nostra “area” e l’ha fagocitata.

Questo se si vuole un’area fascista. Se non si vuole, allora lo si dica chiaramente e i partiti che la occupano facciano un gesto d’onestà e dicano ai militanti e alla collettività che di fascista non hanno nulla. Anche se purtroppo ad oggi è più che chiaro.


Stefano Fiorito

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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)


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MessaggioInviato: Dom Nov 12, 2006 9:25 pm    Oggetto:  
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Chi manda i fondi (le briciole) ai rottami d'area (peccato che Tedeschi si stia inserendo a pieno titolo in questi rottami) evidentemente non solo vuole questo 0.1 % fondamentale per la sua vittoria elettorale, ma possibilmente vorrebbe un altro 0.1 ottenuto questa volta non come semplice addizione, ma come addizione dopo averlo sottratto allo schieraento avversario. Insomma il finanziatore degli utili idioti d'area, che è uno molto astuto come sapete, non solo vuole racimolare tutto il possibile che è fondamentale in elezioni che si vincono - o perdono - x 15000 voti. Ma vuole anche sottrarre se possibile un altro 0.1 al "nemico" in quelle frange più estreme e reazionarie che sono in rotta perfino con le ali più estreme e reazionarie della coalizione antifinanziatore...
Se io avessi la ricevuta dei finanziamenti (magari) la sbatterei ai vari Gaudenzi di turno... Fanno tanto antiamericanismo e poi prendono le briciole da un servo degli americani "che però li lascia campare"... Certo fintanto che gli sono utili e fintanto che con queste cazzate comunitaristiche e le altre non possono essere altro che un utile (e idiota) strumento da fondamentale 0.1. Buffoni...
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