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Utopia e Distopia

 
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Dvx87




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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 12:45 pm    Oggetto:  Utopia e Distopia
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UTOPIA

Utopia è una parola che significa "non luogo" e sta ad indicare qualcosa di immaginario e di difficile realizzazione. Il mondo utopico è, quindi, un mondo perfetto che non esiste che, molto probabilmente, non esisterà mai. L'utopia è qualcosa di trascendente alla storicità e si contrappone alla realtà. Il primo esempio di Utopia è la repubblica di Platone.
Utopia diventò anche un genere letterario particolarmente fiorente tra il 1400 ed il 1500. In questi testi l'utopia è rappresentata da una isola immaginaria, raggiunta da un naufrago nel corso dei suoi viaggi. In quest'isola è presente uno stato che si regge su istituzioni ideali e perfette. La stessa società è perfetta e tendenzialmente unitaria. I testi utopici sono generalmente scritti sotto forma di dialoghi.
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JJ511



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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 1:33 pm    Oggetto:  
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L'autore del libro "Uthopia", per completezza d'informazione, è Thomas More. L'anno non me lo ricordo ò.ò


Personalmente credo nell'utopia sociale, perché lo stesso definirsi trascendente alla storicità non implica l'impossibilità totale del processo. Nell'evoluzione di un sistema caotico tutto è contemplabile.
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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 1:50 pm    Oggetto:  
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L'anno di Grazia è il 1516 AD.
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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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Dvx87




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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 2:08 pm    Oggetto:  
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Si esatto e tra un po' inserirò le true utopie principali (Moro, Campanella e Bacone) Wink
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Dvx87




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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 3:02 pm    Oggetto:  
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TOMMASO MORO

Il racconto utopico di Tommaso Moro prende il nome di "Uthopia" e fu pubblicato nel 1516. L'intenzione di Moro è quella di condurre una critica nei confronti dello stato inglese e della monarchia.
Il tema principale dell'opera di moro è la cuasa della povertà in Inghilterra: secondo moro, essa è causata da due fattori: la presenza di categorie parassitarie nella società e la trasformazione della campagne in pascoli recintati.
Per quanto riguarda il primo punto, Moro definisce come parassitari i nobili ed una parte del clero poichè vivono sulla ricchezza prodotta da altri e si appropiano in maniera non equa delle risorse prodotte.
Riguardo il secondo punto, Moro spiega che la recinzione dei pascoli ha prodotto due conseguenze: un aumento della disoccupazione e la creazione di pericolosi oligopoli da parte dei possidenti.L'aumento della disoccupazione è determinato dal fatto che, dove un tempo vi era campagna aperta che necessitava del lavoro di molti uomini, ora vi sono recinzioni che diminuiscono drasticamente la necessità di manodopera; questo ha determinato la perdita del lavoro da parte di molte persone ed una distribuzione non equa del lavoro. Riguardo il secondo punto, Moro spiega che il pascolo recintato ha creato una classe di possidenti oligopolisti, i quali comprano il bestiame a prezzi bassi per poi rivenderne i prodotti a prezzi altissimi (sfruttando il monopolio).
Moro prosegue la sua opera criticando la forma di stato monarchica perchè tendeva alla espansione ed alla guerra. Il monarca, inoltre, tende a gestire in maniera tirannica lo stato, mettendo al primo posto l'interesse personale anzichè quello collettivo. In alternativa, Moro propone la figura di un monarca che governa secondo la legge senza avere il potere assoluto e senza legarsi troppo al denaro.
La base del sistema sociale e politico è la famiglia: essa è di struttura patrilineare e guidata dal mschio più anziano. Essa può raggiungere un numero massimo di quarante persone ed in caso di superamento di tale numero vige l'obbligo di associare le persone in eccesso ad un'altra famiglia.
Tutti gli individui devono imparare tutti i mestieri dopodichè saranno destinati ai settori dove vi è più necessità.
L'economia dello stato è basata sulla agricoltura e sul baratto: il denaro, infatti, non è consentito all'interno di questo stato. I beni sono distribuiti dallo stato tra le famiglie in base alla necessità. La proprietà privata non esiste mentre le ore di lavoro sono sei ed il tempo liberop può essere impiegato per sviluppare la cultura personale o per imparare un'altro lavoro. L'ozio, inteso in senso moderno, non è consentito.
Il capo dello stato è un magistrato eletto a vita dal consiglio dei capi famiglia.
La religione è di tipo endonistico, legata alla ragione e volta al piacere (forti influenze erasmiane). Vige un principio di tolleranza verso tutte le religioni mentre non sono tollerati gli atei, considerati uomini senza leggi e regole.
Il potere spirituale è in mano ai sacrdoti, i quali possono sposarsi ed hanno il dovere di educare gli individui e controllare i costumi.

PS: tempo fa mandarono in onda su me(*)diaset un film basato proprio su questo periodo. Se l'avete visto vi consiglio di cancellaro in fretta dalla vostra memoria perchè era orribile e storicamente ripugnante. L'immagine di Tommaso Moro veniva distrutta poichè lo presentavano come una specie di integralista violento e dedito solo allo sterminio degli eretici. Evitate come la peste questo film!
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Dvx87




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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 7:29 pm    Oggetto:  
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TOMMASO CAMPANELLA
Il titolo della Utopia di Campanella è "Città del Sole" e fu pubblicata nel 1602. Essa è caraterizzata dall'unione dell'astrologia, della magia e della scienza. Tale città, secondo Campanella, si sarebbe realizzata nel 1523 a causa di una favorevole posizione degli astri.
La città sorge su un colle ed è circondata da sette mura concentriche dotate di sette porte. Al centro c'è un tempio, al centro del quale è presente un altare con un libro.
Questa struttura piramidale della città è volutamente funzionale alla struttura piramidale di una società governata da un principe-sacerdote.
I tre principi del potere coincidono con i tre principi dell'essere:
1) PON : significa potenza (l'essere in quanto può essere) e riguarda l'arte militare e della guerra.
2) SIN : significa sapienza (essere che sa di essere) e riguarda la scienza e la magia.
3) MOR : significa amore (colui che ama il proprio essere) e riguarda la cura delle generazioni e della "razza".

La proprietà privata non esiste poichè lo stato distribuisce i beni secondo le necessità. I coloni sono tutti uguali e vestono tutti allo stesso modo. Ogni colono deve essere educato alle scienze comandate da ufficiale esperti nel loro campo. Gli ufficiali sono parte di un consiglio minore.
La religione di stato è il cristinesimo naturalistico e non esiste libertà di religione.
Altra caratteristica di questa utopia è la poco importanza che viene data alla famiglia: mentre in Moro la famiglia è un elemento centrale, in campanella sembra essere un elemento del tutto irrilevante sia sul piano della procreazione che sul piano educativo. Infatti gli accoppiamenti è gestito dallo stato attraverso dei riti ben specifici. La scelta della compagna/o non è affidata ai singoli ma allo stato, che la gestisce a seconda delle esigenze. La funzione educativa è affidata intermente agli ufficiali, che sono uomini di stato e la famiglia ha un ruolo del tutto marginale. La libertà di religione è negata perchè potere religioso e politico sono la stessa cosa e non aderire alla religione di stato significa non accettare la gerarchia esistente.
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JJ511



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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 9:09 pm    Oggetto:  
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Dvx87 ha scritto:
TOMMASO CAMPANELLA
Il titolo della Utopia di Campanella è "Città del Sole" e fu pubblicata nel 1602. Essa è caraterizzata dall'unione dell'astrologia, della magia e della scienza. Tale città, secondo Campanella, si sarebbe realizzata nel 1523 a causa di una favorevole posizione degli astri.
La città sorge su un colle ed è circondata da sette mura concentriche dotate di sette porte. Al centro c'è un tempio, al centro del quale è presente un altare con un libro.


E' interessante come la concezione di mistica astrologica correlata all'architettura vada a collimare con quanto esposto nell'Asclepio (Arrivato a Firenze in versione greca nel 1460) sulla magia talismanica egizia (Testo attribuito al legislatore Ermete Trismegisto e facente parte del corpus hermeticum). Le considerazioni sull'influenza dell'ermetismo sul pensiero filosofico europeo sono troppo spesso assenti, secondo me ha costituito un elemento fondamentale di sviluppo delle correnti di pensiero. Prendendo ad esempio quest'opera sulla società ideale, anche il fatto che la religione imposta fosse cristiana ha dei riscontri negli studi di Pico della Mirandola, che pensava di integrare il Codice di Mosè ed il Codice di Ermete in un'eredità che sarebbe spettata di diritto alla religione cristiana, una forma, specialmente, di "magia naturale" in grado di unire cielo e terra. (Ibid. pag.86-88 )

Tracciando quindi questo parallelo tra studiosi del tempo ed influenza dei ritrovamenti ermetici possiamo osservare che essi entrarono effettivamente a far parte, forse modestamente, forse in modo più consistente, della cultura europea dell'epoca. Sarebbe bello chiedersi in che modo l'hanno influenzata e le ripercussioni sul futuro...
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Dvx87




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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 9:56 pm    Oggetto:  
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Certo!
Tutto questo tipo di cultura, ben nota nel mondo romano ed ellenistico, ha attraversato i secoli e, magari mischiata ad altro, si è presentata addirittura nell'età moderna.
In particolare l'ermetismo è stato inglobato nel cristinesimo e fu utilizzato per legittimare il potere imperiale romano prima e del sacro romano impero poi. Ho già parlato di questa cos in questo topic:
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Ci sarebbe inoltre da ricordare che il cristinesimo non cancellò completamente il paganesimo e tutte le religioni precedenti ma spesso si sovrappose ad esse: per esempio le messe per benedire il raccolto non sono altro che la versione cristiana dei culti pagani per la benedizione della terra.
La mistica cristiana, inoltre, importò molti elementi dalla mistica pagana e dalle religioni orientali. Esistettero poi interpretazioni magiche del cristinesimo che si concretizzarono spesso in eresie oppure nello gnosticismo prima e nell stregoneria poi.
Riguardo gnosticismo e stregoneria andrebbe segnalato che non si trattava di fenomeni marginali ma di vere e proprie sfide sociali che produssero tensioni infinite, sopratutto intorno al '400 e '500. I roghi di quel periodo sono quasi tutti attribuibili a questa tensione ovvero lo scontro tra un modello sociale gerarchico e patrilineare ed uno ludico ed egualitario (quello della magia appunto).
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JJ511



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MessaggioInviato: Ven Dic 19, 2008 4:26 pm    Oggetto:  
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In realtà il cristianesimo non ha mai avuto una forma definita. Soprattutto le correnti gnostiche avevano mille sfaccettature, da bogomili a catari, questi cristiani "atipici" sono stati una vera spina nel fianco per i cattolici. Le crociate in lingua d'oca e occitania ad esempio hanno determinato l'estinzione della forte cultura catara che si stava lì sviluppando anticipando di gran lunga il rinascimento per la fioritura umanistica che cui stava dando vita (Come prima l'assedio al Serapeum aveva letteralmente stroncato la società pagana alessandrina). Tra i cattolici anche ci sono state successioni eterogenee, basti pensare appunto a Pico, che fu prima condannato e poi assolto dal Papa successivo, vedendosi affibiate in rapida successione le definizioni di "eretico" e "figlio benedetto del Signore" senza ritrattare di una virgola le sue tesi. L'interpretazione gnostica è probabilmente la più antica, almeno per datazione dei testi ritrovati, per quanto concerne il cristianesimo. Ahimé dobbiamo ringraziare le vulgate antieretiche dei cattolici per la perdita di un patrimonio artistico e culturale incredibile, purtroppo ci è arrivato ben poco dei "libri proibiti", ed anche la stessa selezione iniziale di vangeli della Santa Apostolica ha influenzato non poco la successiva espansione del culto ed evoluzione delle correnti. La strumentalizzazione della religione tipica del potere ha causato veramente troppi disagi. Tuttavia è comprensibile, politicamente parlando, la strategia ecclesiastica: immaginate la destabilizzazione del potere religioso che sarebbe derivata dalla diffusione di testi profetici di un sapere equiparabile a quello biblico? Avrebbe potuto significare solo la distruzione del concetto di univocità delle verità bibliche. E' un vero peccato che la storia debba lasciarsi sfuggire tante interessanti peculiarità del nostro passato.
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Dvx87




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MessaggioInviato: Ven Dic 19, 2008 11:23 pm    Oggetto:  
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Fai poi conto che la modernizzazione ha cancellato anche le ultime tracce di questa cultura di tipo mistico per sostituirla con un cultura razionale e scientifica. Anzi, l'opera della modernità è stata anche più risolutiva di quella della chiesa (vedi l'alchimia inglobata nella chimica), visto che comunque, aldilà di tutto ciò che la chiesa fece, questo tipo di cultura riuscì a sopravvivere tanto da creare anche gravi tensioni sociali perdurate fino nel '600 (fa conto che ne parla pure hobbes).
Comunque sono parecchi gli argomenti finiti nel dimenticatoio come per esempio la probabilità che, in principio, la società greca fosse matrilineare e poi si sia trasformata in patrilineare (anche questo è un argomento che mi piacerebbe approfondire).
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MessaggioInviato: Ven Dic 19, 2008 11:30 pm    Oggetto:  
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Wow, quella della matrilinearità greca mi manca. In caso iniziamo ad aprire con calma qualche thread su paganesimi, filosofie, ed altro finito nel calderone del dimenticatoio, così puoi illuminarmi ^^

Quanto all'alchimia è un vero peccato che si sia dimenticata la funzione di espressione che aveva come ricerca esoterica. Bisognerebbe approfondire anche questo Razz

Comunque aldilà dello specifico è piacevole scoprire una comunità di persone così culturalmente attive, fa piacere veramente.
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Dvx87




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MessaggioInviato: Sab Dic 20, 2008 12:05 am    Oggetto:  
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sulla storia dei greci devo ancora approfondire: questo argomento lo tira fuori hobbes e poi da li sono state fatte varie ipotesi. Ad essere onesti non conosco fonti specifiche quindi la mia conoscenza rimane molto superificiale. L'unica cosa certa è che il modello matriarcale è esistito altrimenti non ti troveresti società come quella sarda.
Fuori dall'europa eisiste tutt'ora in indonesia dove il matriarcalismo ha solcato i secoli ed è stato inglobato nell'islam locale, che lo ha ulteriormente legittimato.
Comunque pensavo anche io di parire un topic su gnosticismo e magia perchè sono comunque correnti, che anche se finite nel dimenticatoio, hanno avuto una grossa importanza (più di quello che si crede). Se vuoi darmi una mano mi fai un piacere...

PS: grazie per i complimenti! Embarassed
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Dvx87




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MessaggioInviato: Mar Dic 23, 2008 9:11 pm    Oggetto:  
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FRANCESCO BACONE
L'Utopia di bacone si chiama "Atlantide". Essa è un'isola conquistata da una amazzone, che però si rifiutò di governarla, lasciando che gli abitanti si organizzassero da soli. Quest'isola era molto ricca e prospera ma sparì inghiottita dal mare.
I cardini della società di Atlantide erano la famiglia e la proprietà privata: questa è la prima utopia dove la proprietà privata viene concepita come utile e non come un arbitrio. Nemmeno l'uguaglianza esiste poichè vi è una netta separazione tra cittadini e non cittadini. I governanti di atlantide sono scienziati, i quali abitano nella casa di Salomone, luogo dove avviene la conoscenza della natura e delle sue trasformazioni.
La peculiarità di questa utopia è rappresentata dal fatto che la scienza viene concepita come qualcosa di positivo che può migliorare la vita dell'umanità tanto che gli scienziati coincidono con i governanti.
Anche la proprietà privata è concepita come utile per il benessere della società tanto da essere elevata a valore fondamentale.
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Helmut Von Moltke




Registrato: 07/05/08 13:27
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MessaggioInviato: Gio Dic 25, 2008 11:56 am    Oggetto:  
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L'Atlantide di Platone era di per se già un narrazione utopica.
Nell'atlantide platinea ci troviamo di fronte allo scontro di due grandi città, Atlantide stessa e l'Atene arcaica immaginata da Platone nel Timeo e Crizia.
L'Atlantide che Platone raffigura rappresenta a suo avviso una distopia, ovvero una città mal governata, retta dalla sete di potere e dall'imperialismo, nella quale la corruzione dell'animo dei suoi abitanti sempre più avidi di ricchezza e potenza finirà col distruggerla. In pratica si tratta di una rappresentazione dell'Atene del tempo di Platone e delle conseguenze che la sconfitta nella guerra del Peloponneso ha avuto.
D'altro canto l'Atene che combatte contro Atlantide, nel Timeo e in Crizia, rappresenta il prototipo della città ideale secondo platone.
Retta dall'altissimo senso civico e morale dei suoi cittadini essa può tenere testa con le sue poche forze all'impero atlantideo. Il modello di città che Platone ha elaborato nella repubblica può essere facilmente identificato nell'Atene che egli immagina in guerra con gli atlantidei. Perciò siamo di fronte ad una vera e propria guerra tra la distopia e l'utopia platoniche, che si affrontano con la vittoria della seconda, perchè solo l'integrità del cittadino ateniese (dell'epoca atlantidea) poteva uscire vincente da un simile confronto.

P.S. buon natale a tutti.

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