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Socialismo

 
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Autore Messaggio
Lelletto




Registrato: 02/02/08 13:30
Messaggi: 57
Località: Roma

MessaggioInviato: Mer Apr 23, 2008 12:43 am    Oggetto:  Socialismo
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Cari Cittadini Fascisti,vorrei,se possibile,una spiegazione di cosa sia stato il socialismo (degenerazioni a parte).So che non è ne facile ne leggero come "impegno" ma mi può bastare anche una spiegazione a grandi linee.Vorrei informarmi di più dato che parlando di Fascismo e delle suo origini si parla automaticamente di socialismo.Grazie in anticipo.
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Dvx87




Registrato: 04/04/06 07:04
Messaggi: 2336

MessaggioInviato: Mer Apr 23, 2008 10:13 pm    Oggetto:  
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Io inserirei questa mia spiegazione che però è mia e di cui mi assumo la responsabilità.

Il termine socialismo viene, spesso, accostato al marxismo o alla "sinistra" ma si tratta senz'altro di un modo limitante di vedere il fenomeno: di socialisti ne troviamo già agli albori della rivoluzione industriale e, a quel tempo, sicuramente non si trattava di marxisti.
Per socialismo si può intendere superficialmente "ciò che ha a che fare col sociale" ma in maniera più profonda una concezione di vita che mette al centro di tutto la società senza opprimere l'individuo. Questa definizione non è priva di senso perchè, poco tempo addietro, il nascente capitalismo aveva imposto una visione del mondo di tipo individualista a cui il socialismo, in maniera primitiva, tentava di opporsi.
Tutto questo non sclude la questione sociale poichè, in questo periodo, abbiamo un netto peggioramento delle condizioni di vita dei ceti più bassi.
Il nuovo rapporto che si instaura tra l'uomo e la natura è, sicuramente, un'altro punto di riflessione così come il mutato rapporto dell'uomo con il lavoro.
In questo periodo il socialismo non è un movimento definibile come "sinistra": non è nemmeno un movimento è più una corrente culturale antisistema.
Troviamo parecchi autori socialisti come proudon e saint-simoin.
Marx compare nel 1848 e si autoproclama il suo comunismo come unico vero socialismo. Marx fa questa autoproclamazione in base al fatto che il suo socialismo è l'unico realizzabile (socialismo reale) e l'unico strutturato come una teoria (socialismo scientifico). Marx definisce tutti gli altri socialismi come utopici e si appropria della parola socialismo.
Con marx la parola socialismo viene affiancata al comunismo, il quale critica si i presupposti della scoietà capitalista ma dimostra anche di recepirne alcune caratteristiche come il materialismo, l'esasperato razionalismo e la "fede" assoluta nella scienza.
Marx sbatte tra i socialisti utopisti anche Mazzini, il quale però è un personaggio particolare che merita qualche considerazione a parte: esso viene calssificato da qualcuno come un democratico, da altri come un socialista e da altri ancora come un nazionalista. Tutte queste definizioni sono sbagliate poichè tengono in conto solo di certi aspetti della concezione mazziniana tralasciandone altri.
Da quanto si può capire leggendo "I doveri dell'uomo" mazzini è fautore di una visione di tipo sociale e nazionale. Egli si oppone al marxismo quanto al liberalismo e crede non nella lotta di classe ma nella solidarietà sociale e nazionale. Mazzini ha in mente una società basata sui doveri (i quali danno origine ai diritti) e vede la politica come una missione.
Si può sostenere che Mazzini, in parte, anticipi il fascismo per alcuni suoi aspetti.

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tribvnvs
Cittadino Fascista-Gruppo ADMIN
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Registrato: 04/04/06 23:22
Messaggi: 2097

MessaggioInviato: Gio Apr 24, 2008 7:49 pm    Oggetto:  
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Ne avevamo parlato tempo fa in un'altra discussione che non sono riuscito a ritrovare... magari ci riesce Daniele, che cmq è gia ben partito. Very Happy
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Dvx87




Registrato: 04/04/06 07:04
Messaggi: 2336

MessaggioInviato: Dom Mag 11, 2008 1:46 pm    Oggetto:  
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Non mi dilungo a spiegarti il marxismo che puoi trovare già in questa sezione e passo direttamente al succo della questione.
Marx prevedeva una fine imminente del capitalismo dovuta ad una crisi di sovraproduzione. Tale crisi ci fu attorno al decennio 1870/1890 ma fu risolta grazie al colonialismo ed alla relativa espansione verso nuovi mercati.
A questo punto parecchi marxisti si resero conto che il capitalismo aveva saputo riprendersi dalla crisi ed, oltra a questo, era riuscito ad elevare il livello di vita dei ceti più bassi senza ricorrere ad una rivoluzione armata.
Tutto ciò costrinse i marxisti a fare alcuen riflessioni dalle quali nacquero tre correnti: i socialdemocratici, i socialisti rivoluzionari, i comunisti.

I socialdemocratici ebbero come esponente fondatore Kaustsky, il quale sosteneva che era possibile creare una società di eguali attraverso la dialettica democratica. A questo punto i socialdemocratici accettavano il sistema liberaldemocratico, entrando così a far parte dell'arco costituzionale. Con il passare del tempo i partiti socialdemocratici svilupperanno delle teorie loro (neocorporativismo).

I comunisti, invece, furono coloro che rimasero più fedeli alle teorie marxiste. Io, qui, li ho chiamati comunisti per una maggiore chiarezza espositiva ma anche essi si facevano chiamare socialdemocratici. Le zone di diffusione di questi movimenti furono l'europa orientale, in particolare la Russia. La figura di riferimento in questione è Lenin: egli sosteneva che non bastava aspettare che la fine del capitalismo venisse da sola ma era necessario istruire e preparare un gruppo di persone affichè riconoscessero il momento della crisi e scatenassero la rivoluzione. Questo gruppo di persone è il partito. Il ruolo del partito, dunque, sarebbe quello di far scattare la rivoluzione al momento giusto.
Sempre all'interno di questo filone possiamo collocare stalin e la teoria del socialismo in un solo paese e Gramsci con la teroia dell'intelletuale rivoluzionario.

I socialisti rivoluzionari nacquero dal pensiero di Sorel, il quale si diede ad una revisione completa del pensiero marxista. Il succo di questa revisione consiste in una forte critica nei confronti del positivismo e della presuta scientificità del pensiero marxista. Sorel capovolge completamente la prospettiva di marx introducendo come fattori dell'azione politica la componente "irrazionale" che scaturisce dall'incoscio.
La visione di Sorel è ancora un po' economicista ma è molto diversa da quella marxista.
Tutto ciò che Sorel fece andò ad incrociarsi con il concetto di nazione creando così il sindacalismo rivoluzionario prima e nazionale poi che vedrà come suoi sostenitori Corridoni, Peguy e De Ambris.
De Ambris metterà in chiaro i principi del sindacalismo rivoluzionario e nazionale nella carta del carnaro. Proprio dal sindacalismo nazionale nascerà il fascismo che all'idea del corporativismo associerà quella dello stato etico.
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Lelletto




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MessaggioInviato: Gio Mag 22, 2008 1:48 am    Oggetto:  
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Beh che dire,breve conciso e semplice.Grazie per la delucidazione Dux...
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