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SOCIALISMO NAZIONALE: l'altra impostura!

 
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MessaggioInviato: Lun Mar 18, 2013 12:11 pm    Oggetto:  SOCIALISMO NAZIONALE: l'altra impostura!
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Cari lettori, si rende necessario sintetizzare ancora una volta la posizione FASCISTA in merito all'argomento in oggetto!
Si sono susseguiti infatti in breve tempo due eventi-cardine che hanno riportato in "auge" questo tema (in realtà sempre presente): le ultime elezioni, ma soprattutto la morte del "presidente Chavez".

Noi, sul Covo, abbiamo già affrontato in modo molto esauriente l'argomento. Mettiamo di seguito i riferimenti, a mo' di rassegna:

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Ebbene, una cosa però mancava. La trattazione sistematica (riassuntiva), come anche l'approfondimento di questo tema, che tra l'altro si inscrive perfettamente nel fondamento del Covo: difendere e diffondere l'unica vera e sola Identità Fascista.
Esiste, contrapposta alla "vulgata della destra radicale", una "vulgata di sinistra", che allo stesso modo stravolge l'identità del Fascismo mussoliniano.
Tale "vulgata di sinistra", ha le STESSE RADICI di quella di destra, esse innegabilmente affondano nello smembramento del corpo politico nazionale e nella deformazione del Pensiero Fascista, avvenuto a seguito della sconfitta nell'ultima guerra mondiale, col conseguente "assorbimento" nel sistema politico sociale liberal-parlamentare di tipo "duale" del reducismo fascista.
La peculiarità della "vulgata di sinistra" sta nella esaltazione e assolutizzazione della dottrina sociale del Fascismo, che pure esiste ed è innegabile ma non è disgiunta dalla Dottrina tout court. In breve, la parte Sociale della dottrina Fascista, viene resa autonoma dal pensiero politico da cui è scaturita e successivamente "EVOLUTA" (ecco ritornare la parolina magica, sempre utile per queste operazioni!), in contrapposizione alla reazione destrorsa e "conservatrice" operata dalla "vulgata di destra". Entrambe le vulgate, però, ottengono A MONTE il risultato per il quale il sistema antifascista preme da sempre: la DIVISIONE, DEFORMAZIONE E FRANTUMAZIONE dell'omogeneità Dottrinale Fascista! SOLO PER QUESTO RISULTATO, la loro esistenza è pienamente giustificata e sollecitata in seno alla democrazia antifascista! E proprio a causa di tale risultato, queste due "vulgate" meritano l'appellativo di ANTIFASCISTE!
Si parte, infatti, da un presupposto falso e antifascista: la paventata "divisione" (DEFORMATA) del corpo dottrinario fascista e peggio l'identificazione di tale corpo con una PARTE del corpo politico! Per quanto a questa "parte politica" si affibbino retoricamente termini altisonanti come "rivoluzionaria", "nazionalpopolare", "identitaria", "Socialista" ecc, ecc, ecc.. rimane innegabilmente il fatto che in tale modo si spezza l'unità totalitaria del progetto politico mussoliniano.
Ebbene, la "parte politica" che si fonda sul cosiddetto "SOCIALISMO NAZIONALE" che cosa tenta di fare? Come è facilmente deducibile dai nostri articoli precedentemente esposti, che risalgono al 2006 e non al 1950 (!!!! E questo significa che OGGI la stessa strategia attuata mezzo secolo addietro è tutt'ora presente ed operante! Verrebbe da domandarsi allora chi sarebbero i vecchi?), rispetta una PRASSI politica che Assolutizza non il Corporativismo in sé, che andrebbe correttamente considerato come dottrina Sociale funzionale alla concezione organico-totalitaria dello Stato Etico fascista (attenzione: solo Sociale!) bensì un singolo e specifico provvedimento attuato dallo Stato Fascista, quello che sarebbe più in sintonia col socialismo: la SOCIALIZZAZIONE DELLE IMPRESE!
Da questo provvedimento immediato e "contingente" essi partono col fine di EVOLVERE quello che sarebbe, sempre secondo loro, l'ormai "morto" Fascismo! Poco importa se ciò avviene tra chi ancora "osanna" retoricamente Mussolini e il Fascismo, o tra chi lo condanna severamente come ideale "fallito" (IN QUESTO SI DIVERSIFICANO LE DUE "CORRENTI" attuali del SOCIALISMO NAZIONALE, le quali come vedremo più avanti si dipartono in altri "rivoli" tra quelli più radicali e quelli più "moderati" rispetto alla "Democrazia" attuale).
Oggi, come ieri, si nota come questa "diversificazione" risulti fasulla e pretestuosa. Come ieri in seno al cosiddetto neofascismo esisteva il gruppo di "Pensiero Nazionale", di Stanis Ruinas, e la "corrente interna" tendente a cercare di valorizzare il Fascismo, non solo nella sua "parte Sociale" ma anche in quella Politica, rappresentata da Giorgio Pini, così oggi, sebbene privi di uomini di spessore politico e culturale come certamente furono Pini e Ruinas, esistono due "filoni": SINISTRA NAZIONALE E UNIONE SOCIALISMO NAZIONALE

Le immancabili "correnti" all'interno della stessa presunta "evoluzione". Della prima, SINISTRA NAZIONALE, abbiamo avuto modo di discutere con il nostro dibattito su RINASCITA (di U. Gaudenzi), che ne costituisce la rivista di riferimento. Con la seconda, SOCIALISMO NAZIONALE, abbiamo discusso anche su questo stesso forum.
A detta degli stessi interessati, la "diversificazione" pare sia "metodologica", poiché loro stessi non possono non ammettere una "complementarietà di base", tra i due "spifferi".
Ebbene: la Storia, ma soprattutto le Scienze Politiche, non sono state affatto "maestre di vita". Infatti, come Ruinas è stato "utile" alla "epurazione politica da sinistra", con la sua operazione di Pensiero Nazionale (che portò ad ingrossare le fila del PCI, come l'MSI portò ad ingrossare le fila della destra), così oggi il Fascismo viene deformato non solo da "destra" con i gruppi di cui si è discusso abbondantemente su questo stesso forum ma anche da "sinistra"! E' LA STESSA IDENTICA STRATEGIA CHE CONTINUA DA DECENNI!
L'essenza del Fascismo viene dunque "ridotta" dagli ulteriori improvvisati sedicenti "continuatori" alla legge sulla Socializzazione. ESSA, ed essa soltanto viene identificata come la vera "meta" del Fascismo, suscettibile di ulteriore "sviluppo", in senso PRETTAMENTE SOCIALISTICO, benché inteso in senso "NAZIONALE". Ma tale "NAZIONE", per come è intesa da SN (nell'una e nell'altra corrente) non corrisponde affatto alla Nazione ITALIANA, dunque ROMANA ED UNIVERSALE, che promana dalla NUOVA CIVILTA' FASCISTA dei valori etici e del lavoro! E' invece una NAZIONE "Comunitaristica", frutto in un caso della FEDERAZIONE di "localismi", in un altro della UNIONE nella "lotta di nazioni" che rappresenterebbe lo sviluppo della lotta di classe.
In tutti i casi una concezione politica decisamente centrata sull'ECONOMICISMO e dunque evidentemente sul MATERIALISMO.
Ovviamente, nel SN non possono mancare ulteriori "rivoli" in seno ai due "filoni". Alcuni dei quali concepiscono il Sistema Democratico come "accettabile" in linea di principio, anche se obbligatoriamente riformabile.
Bene. In questo topic cercheremo di analizzere le posizioni specifiche del SN, e ne faremo debita critica. Questa critica è fondata immancabilmente sulla DOTTRINA FASCISTA, sul suo organicismo totalitario che possiamo sintetizzare citando il Carlini:

"Stato corporativo, sì, certo: è un caposaldo dello Stato fascista, che qui si lascia di nuovo dietro le spalle il socialismo e il liberalismo insieme. Ma se, da questo si vuol dedurre che l'originalità e importanza dello Stato fascista sia tutta in questo punto, nell'aver immessa una "coscienza statale" nel giuoco degli interessi materiali che governano l'economia di un Paese, c'è l’evidente pericolo di fare del Fascismo un'antitesi, sì, del comunismo e bolscevismo, ma sullo stesso piano. Insomma: economia, etica, politica sono, bensì, legate indissolubilmente nello Stato fascista, ma non per questo l'una è la stessa cosa dell’altra...Stato fascista è Stato educatore. Esso "non si può limitare a semplici funzioni di ordine e tutela, come voleva il liberalismo". E non è semplicemente un meccanismo giuridico, o economico: sia pure come corporativismo."(A. Carlini)

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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)


Ultima modifica di RomaInvictaAeterna il Lun Mar 25, 2013 10:52 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Mar 20, 2013 9:06 am    Oggetto:  
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Cominciamo nella disamina delle posizioni politiche. Sinistra Nazionale di U. Gaudenzi, come abbiamo già visto in abbondanza, riassume la propria posizione politica in questo breve e scarno comunicato prodotto in risposta ai nostri articoli che inviammo sul loro giornale "Rinascita" :

Citazione:
"NON CONCORDIAMO CON LA TESI CHE SOTTENDE A QUESTO INTERVENTO. COME PIU' VOLTE SOTTOLINEATO IN QUESTO GIORNALE - E DAGLI "ARTEFICI STESSI DELLA "EVOLUZIONE" DEL CORPORATIVISMO, LA SOCIALIZZAZIONE DELLA GESTIONE DELLE AZIENDE DI INTERESSE STRATEGICO NAZIONALE - IN UN POSSIBILE , FUTURO STATO NAZIONALE (EUROPEO, PERCHE' ORMAI OCCORRE UNA DIMENSIONE CONTINENTALE E CULTURALMENTE OMOGENEA PER AFFRONTARE LE SFIDE SOCIALI ED ECONOMICHE DEI NOSTRI TEMPI) E' QUESTO IL SISTEMA DI SVILUPPO SOCIALE ED ECONOMICO DA ADEGUARE AI TEMPI. IL CORPORATIVISMO E' MORTO E SEPOLTO, PERCHE' NELLA SUA REALIZZAZIONE PRATICA TROPPO STRUMENTALIZZABILE DAGLI INTERESSI EGOISTICI DELLA FAMIGLIE CAPITALISTICHE COOPTATE IN QUEL SISTEMA
UGO GAUDENZI"


Dunque Sinistra Nazionale fonda il proprio "pensiero politico" sulla Socializzazione delle imprese come "meta" e allo stesso tempo come "base" per l'ulteriore cammino politico e condanna il Fascismo mussoliniano e il Regime fascista. Condanna la Dottrina fascista, anzi la ritiene "ideologia dell'Azione" (come del resto fa lo storico Emilio Gentile) degradandola a mera prassi "che risponde a bisogni naturali" e dunque assolutamente contingente rispetto a principi e fini. Per questa gente la lotta politica non può ripartire dalla Dottrina del Fascismo, a loro modo vecchio e superato arnese novecentesco che avrebbe fallito, ma si dovrebbe ripartire dalla Socializzazione, che del Fascismo a rigor di logica costituirebbe una inspiegabile parentesi, sebbene virtuosa. Ecco in sintesi il loro Socialismo di tipo "Nazionale", dove la "Nazione" va intesa in senso "Comunitaristico". Ovvero, una "Nazione Europa" che si concretizzerebbe nell' Unione dei vari Localismi particolari in una federazione politica al fine di ottenere una "Unità di Scopo" o di "destino", come usano dire, senza specificare in base a quali principi ideali bisognerebbe chiedere ai cittadini europei di confederarsi. Tale Unità di immaginarie nazioni sfruttate dovrebbe contrapporsi all'altra "Unione" d'oltreoceano, quella rappresentata dalla “nazione sfruttatrice” per antonomasia, gli Stati Uniti D’America. Dunque un Socialismo Nazionale da intendere all'interno della eterna "lotta" tra presunti "ricchi" e presunti "poveri" (per semplificare), rappresentati nuovamente dagli eterni "due blocchi" (la ipotetica"Nazione Europa" infatti contemplerebbe anche la Russia).
Insomma, il Socialismo di marxista memoria andrebbe "attualizzato", facendo una sintesi tra Nietzsche e Marx... al grido di "nazioni di tutto il mondo unitevi". Del resto non in modo dissimile nacque il NSDAP Tedesco, prima dell'avvento di Hitler... !
L'anima di questa Sinistra Nazionale è dunque profondamente "materialista" e profondamente "pagana" (poiché vede nel paganesimo "naturale" un concreto elemento di continuazione delle realtà Locali e "Comunitarie", ed un impulso alla "fusione" degli interessi materiali della vita della Comunità). Reinterpreta strumentalmente e arbitrariamente la "Romanità" non in senso imperiale e spirituale ma in senso esclusivista e razziale, quasi "tribale", come mera difesa di interessi di una data etnia o federazione di etnie, con i suoi "dei", rispetto ad altre etnie che hanno i loro "dei" (e magari tra questi il "dio denaro"). La Civiltà Romana viene così reinterpretata in modo totalmente materialistico, come strumento di difesa e di lotta nei confronti dei "ricchi".

Significativo che il simbolo che si è data la Sinistra Nazionale è rappresentato dall'immancabile "Sol dell'avvenire" all'interno del quale si trova un pugno che stringe uno strumento di lavoro, il quale da un lato ha la punta di una penna, dall'altro la testa di una chiave inglese...
Si è ritornati in breve a temi ottocenteschi vecchi di un secolo e mezzo, temi che proprio il "vecchio e sorpassato" Fascismo mussoliniano aveva abbondantemente superato… ma guai a dirglielo, rischierebbero forse di svegliarsi!

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MessaggioInviato: Sab Mar 23, 2013 1:58 pm    Oggetto:  
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...ebbene, davanti a queste posizioni politiche ci si chiede per quale motivo Sinistra Nazionale possa essere confusa col Fascismo. Lo abbiamo mostrato nei nostri articoli a Rinascita.
Viene confusa col Fascismo, perchè ci si ricollega pretestuosamente. Anche se come "evoluzione". E viene confusa col Fascismo perchè, anche criticandolo, escono fuori quelli che si definiscon "fascisti eretici", e che usano ancora nomi e riferimenti sempre nell'ambito fascista, anche se "non restaurando" (MSI docet). Insomma: una "evoluzione" gattopardesca. E ciò che non cambia è sempre la tecnica Missina!

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MessaggioInviato: Lun Mar 25, 2013 5:01 pm    Oggetto:  
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...Bene. Ora passiamo a trattare della "corrente" più subdola: Unione Socialismo Nazionale.
Dico più subdola perchè è quella che di Mussolini esalta molto (a chiacchiere). Ovviamente tenendo fermo il presupposto (come Sinistra Nazionale) che bisogna EVOLVERE (dunque il risultato è lo stesso!).
In sostanza la "teoria politica" che sottende è IDENTICA a quella già trattata con Sinistra Nazionale. Cambiano gli accenti e la più o meno "radicale" esposizione. Ma i temi centrali sono identici: Socializzazione come fondamento della Società; Nazione-Europa da contrappore alla "nazione-America"; Stato Agnostico (ognuno se la veda col proprio Dio da solo!); Organicismo nello "Stato di diritto" (!); Stato Sociale.

In sintesi il programma di USN, per punti (liberamente consultabile in rete e visibile in allegato al presente messaggio):

    TAVOLA DEI VALORI
    - Perseguimento del benessere e della tutela della Comunità Nazionale
    - Promulgazione della Nuova Costituzione Repubblicana in sostituzione
    della attuale Costituzione ormai desueta e antistorica.
    - Tutela dell’integrità nazionale territoriale e amministrativa da tutte le
    mire secessionistiche presenti nel panorama politico attuale
    - Creazione di una Repubblica Presidenziale a Partecipazione Popolare
    - Riconquista della Sovranità Nazionale: militare, culturale, monetaria
     -Creazione di un vero Stato di diritto
     -Diritto alla Salute; incentivazione alla cura del benessere fisico del
    cittadino italiano
     -Diritto al Lavoro
     -Diritto alla Casa
     -Diritto alla pensione di anzianità
     -Laicità dello Stato e nessuna ingerenza di tutte le confessioni
    religiose negli affari dello Stato.
    - Nazionalizzazione delle attività strategiche di interesse statale
     -Socializzazione delle imprese private sopra i 50 dipendenti
     -Ricostruzione dell’integrità morale del cittadino italiano
     -Riforma del sistema scolastico come istituzione educativa nazionale
    - Ricostruzione del nucleo familiare come pilastro fondamentale della
    società.
    - Rigetto e persecuzione delle associazioni segrete
     -Salvaguardia e sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, della
    tutela del paesaggio, dell’ambiente e del patrimonio storico ed
    artistico.
    - Incentivazione alla creazione di una Federazione di Stati Europei
    sovrani che desiderino rivendicare l’autonomia politica e militare
    dell’Europa dei Popoli.
    - Ripudio della globalizzazione e del mondialismo. Fermo contrasto
    all’immigrazione fuori controllo a tutela e difesa della Stirpe non in
    senso biologico-razziale ma in termini di Comunità Etica e spirituale.



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MessaggioInviato: Lun Mar 25, 2013 5:36 pm    Oggetto:  
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...nell'approfondimento dei vari punti della "tavola dei valori" del gruppo in questione, si scorge la teoria politica cui sottende. Come abbiamo già rilevato, lo Stato vaticinato rimane a tutti gli effetti una Social-Democrazia. Infatti, ogni singolo punto trattato non ha nessun bisogno di alcuna RIVOLUZIONE (come la intendiamo dal punto di vista Fascista), per essere applicato. Addirittura potrebbe essere applicato ANCHE nell'attuale Repubblica delle banane "italiana", poiché in linea di principio essenzialmente conforme al dettato costituzionale bananaro, se non in alcuni articoli modificabili.

In ogni caso, di Repubbliche Presidenziali a "sovranità popolare" ce ne sono a bizzeffe, anche l'odiata Repubblica Stellata ne costituisce un valido esempio! E di "Stati Sociali" che attuano provvedimenti in linea con la "Socializzazione delle imprese" idem, come ad esempio la tanto amata (da qualcuno) GERMANIA!

Per non parlare poi dell'agnosticismo di Stato, preconizzato in tale programma. Certamente, nella forma il problema dell'appropriazione di spunti presi dal Fascismo , nel caso di USN è più "spinoso" poiché vengono utilizzati quali "specchietti per le allodole fesse" termini come Organicismo, Stato Nazionale del Lavoro, ecc, usati anche in ambito Fascista. Salvo svuotarli del loro vero contenuto ideologico-dottrinario ovviamente.

L'Organicismo preconizzato da USN, certamente, non è quello preconizzato da Benito Mussolini, il quale invece che fare questioni di Istituzioni (repubbliche o no!), faceva questioni di Principio, questioni FONDANTI gli Stati: lo Stato Etico Corporativo Fascista, per l'appunto! Il quale ha una codificazione netta e chiara... Inconfondibile. Ed il quale non mette a fondamento il "socialismo" ma LA RIFORMA DELL'EDUCAZIONE nel segno della CIVILTA' FASCISTA! Mette a fondamento VALORI MORALI CIVILI FASCISTI, la LEGGE FASCISTA (non una qualsiasi; non lo "stato di diritto" ma lo STATO DI "DOVERE" FASCISTA).

Tutto il discorso inerente la "camera dei produttori" rimane ovviamente nell'ambito del Socialismo Nazionale un discorso meramente "socialisitco", poiché non esiste nessuna "camera dei produttori" in senso fascista se non vi è PRIMA DI TUTTO UNA CAMERA FASCISTA che legifera in un STATO FASCISTA, dove Lo STATO è uno stato Autorevole poiché STATO ETICO FASCISTA (lo vogliamo chiamare "autoritario"?) che quindi viene PRIMA dell'economia, i cui processi sono subordinati alla propria volontà che dunque li coordina e rende armonici.

Dunque: come dice il FASCISTA Carlini, Stato Corporativo sì, ma A VALLE dell'Etica Fascista e della LEGGE FASCISTA, codificata nello Stato Etico SEMPRE FASCISTA. Perchè, come anche l'attualità ci mostra, uno Stato SOCIALE è possibile in regime LIBERALE. Non c'è bisogno di nessuna "rivoluzione" per lo stato preconizzato da questi Socialisti Nazionali in tutti i loro spifferi.

Chissà: sarà proprio per questo che esistono anche loro?

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MessaggioInviato: Gio Mar 28, 2013 8:30 am    Oggetto:  
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Siccome noi siamo CONCRETI e diretti, e non usiamo CHIACCHIERE a sproposito ma le nostre analisi sono basate su FATTI reali, facciamo subito un esempio pratico di ciò che andiamo denunciando! Abbiamo detto che le tesi sostenute dal SOCIALISMO NAZIONALE sono tesi "SocialDemocratiche"? Abbiamo detto che tali tesi sono GIA' ATTUATE NEL MONDO, da vari "STATI SOCIALI(sti)"?
Ebbene, vediamone uno in concreto! L'AUSTRIA!
Si potrebbe dire che i SOCIALISTI NAZIONALI vogliono TEDESCHIZZARE il mondo! (...sentono sempre il dolce richiamo del Danubio e della terra del loro vero mentore, "baffuto-baffetto") Laughing Non c'è niente da fare: gli ANGLO-SASSONI sono sempre lì, ad incombere sul mondo Laughing
Ebbene, vediamo il Sistema Politico-Sociale dell'Austria. E la fonte che utilizziamo è al di sopra di ogni sospetto, come al solito. Ogni estratto pubblicato di seguito, è preso dal sito
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Iniziamo dal Sistema Politico

Citazione:


Sistema politico
Governo, parlamento, costituzione e ulteriori informazioni sul sistema politico
L'Austria è una repubblica parlamentare basata sui principi di democrazia e di divisione dei poteri. Il Capo dello Stato è il Presidente federale che dura in carica sei anni. Il parlamento si compone di due camere, il Consiglio nazionale e il Consiglio federale, che detengono il potere legislativo. La guida del governo è affidata al Cancelliere federale.

Fondamenti costituzionali
La costituzione federale, il trattato internazionale, la legge di neutralità e l'atto di adesione all'UE rappresentano i fondamenti costituzionali della Repubblica. Dal 1° gennaio 1995 l'Austria è paese membro dell'Unione europea.

Consiglio nazionale
Nel Consiglio nazionale sono rappresentati attualmente (2009) cinque partiti: i due partiti di governo, il Partito Socialdemocratico Austriaco (SPÖ) e il Partito Popolare Austriaco (ÖVP), e l'opposizione: i Verdi (Die Grünen), il Partito Liberale Austriaco (FPÖ) e l'Alleanza per il Futuro dell'Austria (BZÖ).
Attualmente (2009) il governo austriaco è guidato da una coalizione di socialdemocratici (SPÖ) e popolari (ÖVP). Le prossime elezioni del Consiglio nazionale sono previste dalla costituzione per il 2013.

Länder federali
L'Austria è uno stato federale formato da nove Länder; Vienna è allo stesso tempo capitale e Land. Ognuno dei nove Länder federali ha un proprio governo, guidato dal presidente del Land.


Bene. Ora trasponete il "sistema federale" Austriaco (ma non solo, eh!), che è applicato ovviamente solo alla sua realtà locale, e portatelo alla "Nazione Europa" di Socialismo Nazionale!
Andiamo avanti, perché ora viene la parte più bella.

Citazione:


Economia
Il modello economico austriaco e la peculiarità del partenariato sociale
Il modello economico austriaco è fondato su quattro elementi

-stabilità politica
-pace sociale
-armonia tra le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori
-sicurezza interna stabile e completa integrazione nell'economia mondiale.

Esiste una cooperazione particolarmente produttiva tra i diversi gruppi di interesse e i partiti politici.

Partenariato sociale
Il partenariato sociale è una peculiarità propria dell'Austria e si estende praticamente a tutti gli ambiti della politica economica e sociale. L'Austria funge da esempio per una cooperazione ampia e coordinata tra i gruppi di interesse.

Gruppi di interesse
Wirtschaftskammer Österreich (WKÖ) - Camera Austriaca per l'Economia
Landwirtschaftskammer Österreich (LK) - Camera Austriaca per l'Agricoltura
Bundesarbeiterkammer (BAK) - Camera Federale del Lavoro
Österreichischer Gewerkschaftsbund (ÖGB) - Federazione sindacale Austriaca

Le camere sono rappresentanze di interessi legittime con affiliazione obbligatoria per i datori di lavoro e i lavoratori. L'ÖGB è un'associazione di affiliazione volontaria. .


Cercavate la SOCIALIZZAZIONE? ECCOVELA SERVITA (Es:
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)! Cercavate le "Camere dei produttori"? ECCOVELE! EBBENE: A QUESTO PUNTO PERCHE' NON EMIGRARE IN AUSTRIA? MA NON E' FINITA QUI! IL BELLO DEVE ANCORA ARRIVARE. LEGGETE:

Citazione:


Partner sociali
In Austria, i grandi gruppi di interesse economico collaborano tra di loro e con il governo all'interno di un sistema di compartecipazioni ben definito. Tale collaborazione ha costituito un presupposto fondamentale per la ricostruzione avvenuta dopo la Seconda Guerra Mondiale e ha gettato le basi per la successiva crescita economica.
Questo sistema di concertazione economica e sociale, denominato "partenariato sociale", si basa sul principio della volontarietà: la collaborazione dei gruppi di interesse, rafforzatasi negli anni, ha carattere assolutamente informale e non è regolata per legge.
Il partenariato sociale non si limita alla regolamentazione dei rapporti di lavoro. Anche i contratti collettivi vengono stipulati di norma dalla rispettiva sottorganizzazione della Camera di Commercio in rappresentanza dei datori di lavoro e dalla Federazione sindacale austriaca in rappresentanza dei lavoratori. Secondo le stime, dal 90% al 95% dei dipendenti del settore privato hanno un contratto collettivo.
Il partenariato sociale in Austria si estende a quasi tutti gli ambiti della politica economica e sociale: questa è la peculiarità del sistema austriaco. Per questo motivo, l'Austria è considerata il modello del Corporativismo, ovvero di un sistema di rappresentanze di interessi vasto e coordinato.

I quattro principali gruppi di interesse

Wirtschaftskammer Österreich - WKÖ (Camera di Commercio austriaca)
Landwirtschaftskammer Österreich - LK (Camera dell'agricoltura austriaca)
Bundesarbeitskammer - BAK (Camera federale del lavoro) e
Österreichischer Gewerkschaftsbund - ÖGB (Federazione sindacale austriaca)

non sono semplici rappresentanze di interessi in senso stretto, ovvero parti contrattuali e lobby che offrono servizi ai loro membri. Essi partecipano anche in forma diversa al sistema politico austriaco. Mentre i datori di lavoro e i lavoratori sono obbligati ad iscriversi alle camere, che sono le loro rappresentanze di interesse per legge, l'adesione all'ÖGB è volontaria.


Eeeeeeeee! Laughing Cosa è considerata l'Austria? Modello dello Stato Corporativo? Mamma mia! Anima di Carlini, non rivoltarti nella tomba! Laughing
Ma lo sapete qual è la "novità"? Che quello che è scritto sopra è VERO! La dottrina economica Corporativa è TRATTA PARA PARA dalla Dottrina Sociale FASCISTA MUSSOLINIANA! Infatti, almeno per una questione cronologica, i vari "new deal" sparsi per il mondo, DOPO L'AVVENTO DELLO STATO FASCISTA, si sono direttamente ispirati a MUSSOLINI! Per il lato economico, ovviamente. Ma qualcuno si ricorderà (forse) cosa stabilì fosse necessario affinché si potesse avere uno Stato FASCISTA Corporativo? Fate mente locale Laughing

Insomma: io consiglio a tutti i SOCIALISTI NAZIONALI di emigrare in Austria! QUALCUNO CHE CONOSCIAMO L'HA GIA' FATTO Laughing

Socialisti di tutto il mondo! UNITEVI E DIVENTATE AUSTRIACI! Laughing

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Ultima modifica di RomaInvictaAeterna il Sab Mag 25, 2013 12:00 pm, modificato 1 volta in totale
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Le seguenti parole meritano di essere riportate a margine di questa discussione e scolpite indelebilmente nelle menti di chi vuol davvero comprendere la natura politica della concezione fascista poiché, ad onta di tutti i "compari socialisti" che vanno cianciando di "socialismo" associandolo erroneamente al Fascismo, addirittura come presunta evoluzione, è del tutto evidente che la soluzione mussoliniana costituisce un quid di assolutamente nuovo ed originale... lo ricordino sempre gli ignoranti "evolutori" di tutte le risme...come il Fascismo c'é solo il Fascismo!


...In primo luogo va ritenuto che l'ordinamento sindacale corporativo fascista non solo non è il sistema sufficiente per l'attuazione dello stato come unità economica, ma nemmeno è un sistema necessario per il conseguimento di tale scopo. L'unità economica dello stato si può ottenere, anche a prescindere dal riconoscimento delle formazioni professionali e dalla loro elevazione al grado di pubbliche istituzioni, nella semplice sede di una organizzazione amministrativa ordinaria. La costituzione della Repubblica di Polonia, del 23 aprile 1935, arrivava fino a dichiarare: « La responsabilità delle generazioni successive è dovuta alla loro reciproca dipendenza » e proclamava che « nessuna attività può contraddire ai fini dello stato ». Ma non introduceva alcun apparato corporativo professionale. Per contro, l'azione delle istituzioni professionali deve essere integrata, per raggiungere l'effetto, con le misure relative all'ordinamento del credito, della moneta, dei mercati internazionali, dei tributi, ecc., misure che appartengono all'attività generale del governo. Indispensabile poi al funzionamento dell'ordinamento corporativo è, come si è visto, l'azione morale e politica del «partito unico ». Per l'appunto, come si è espresso MUSSOLINI (Scritti e discorsi, VIII, p. 155), « l'ordinamento sindacale e corporativo esige un partito unico, per cui accanto alla disciplina economica entri in azione la disciplina politica e ci sia al di sopra dei contrastanti interessi un vincolo che tutti unisce in una fede comune ». ...In questo tipo di stato, come già si è accennato, il corporativismo non è affatto il criterio esclusivo adottato per la ricostruzione generale del sistema del governo, ma soltanto l'apparecchio per il quale, utilizzandosi la competenza di formazioni speciali, corrispondenti alle diverse categorie professionali, si attua una politica economica e una politica sociale, in termini ignoti al pensiero individualistico che tali scopi aveva abbandonato all’ autonomia degli individui. Il « corporativismo fascista » si oppone e si contrappone, di conseguenza, a tutte le dottrine corporative, esaminate precedentemente, a cagione del valore totalitario e integrale e quintessenzialmente politico che esso professa dello stato. L'ordinamento corporativo fascista non è altro se non l'aspetto dell'ordinamento gerarchico delle volontà pubbliche, specializzate per la disciplina degli interessi economici e derivanti il loro titolo di autorità dal ministero del pubblico bene che assolvono nella propria sfera. In conclusione, è fuori luogo la pretesa di voler definire lo « stato nuovo » creato dal Fascismo, cioè lo «stato fascista », come stato corporativo omettendo la qualificazione fascista. La pretesa muove da equivoci di terminologia. Con essa si concluderebbe, in sostanza, ad instaurare un « federalismo economico », per il quale dovrebbero consolidarsi, con nuova veste, quelle situazioni di privilegio e di monopolio contro le quali la civiltà europea ha sostenuto la sua lunga lotta nell'uscire dal Medioevo verso la creazione dello « stato nazionale ». Vale al riguardo il monito di MUSSOLINI (Scritti e discorsi, V, p. 240): « Lo stato è uno, è una monade inscindibile; lo stato è una cittadella nella quale non vi possono essere antitesi né d' individui né di gruppi ». Né tanto meno di gruppi professionali, poiché di tutte le forme pensabili di federalismo, quella economica e di mestiere è il tipo che più deprime il tenore di un regime. In effetto lo stato fascista è « stato religioso » . ed è « stato militare »; al medesimo grado almeno che esso è « stato economico » e « stato professionale » cioè « corporativo ». Estrema improprietà è quella di voler designare nel suo complesso il tipo di uno stato movendo dalla constatazione di un particolare aspetto del suo essere. E pericoloso equivoco è quello che si tenta con l'insinuare che la formula di « stato corporativo » vorrebbe riferirsi alla essenza stessa, cioè al principio costituzionale, dello « stato nuovo », in un valore che trascenderebbe così il motivo economico come il dato professionale. E invero, se anche può ammettersi che il termine « corporativismo » indichi in senso lato non solo i corpi di mestiere, ma qualunque enucleazione di vita collettiva nell' interno di una collettività politica, si deve tuttavia avvertire che il significato prevalente delle parole è pur sempre quello economico e professionale. Bisogna aggiungere, poi, che in ogni modo il principio corporativo, letteralmente inteso come principio giuridico della «corporazione», è centrifugo, perché riflette l'interesse dei consociati, laddove il principio fascista è centripeto, ed ha per obiettivo l'interesse del popolo nella sua indivisibile unità. In altre parole il corporativismo è sempre il principio del pluralismo, del decentramento, della coordinazione federale, mentre il Fascismo reclama la concentrazione gerarchica delle iniziative pubbliche e private secondo la formula della « democrazia organizzata, centralizzata, autoritaria » dichiarata da MUSSOLINI.

C. Costamagna - estratto da Dizionario di Politica, a cura del P.N.F. , Vol I, Roma 1940

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Ultima modifica di RomaInvictaAeterna il Sab Mag 25, 2013 11:53 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Sab Mag 25, 2013 11:51 am    Oggetto:  
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E' sempre splendido rileggere (rileggere e ancora rileggere, per ficcarlo dentro la zucca!) la lucidità, la chiarezza, la razionalità brillante di questi assunti dottrinari. Mai abbastanza diffusi e compresi.
Queste parole hanno un che di "profetico", perchè fotografano ESATTAMENTE e con incredibile precisione le fanfaluche "evoluzionistiche" che abbiamo sperimentato noi stessi e che esistono nella variegata galassia neo-fascista dunque finto-fascista.
Il "Corporativismo" o anche il "Corporativismo proprietario" (parente concettuale della Socializzazione) è IN ANTITESI (udite udite!) COL CORPORATIVISMO FASCISTA! Per il motivo fondamentale ricordato anche dal Carlini (splendida UNITARIETA' della Cultura Fascista qui ribadita!): il Fascismo non si pone sul piano SOCIO-ECONOMICO ma sul piano della CIVILTA'!
Splendido anche il riferimento al FEDERALISMO ECONOMICO antitetico al concetto Unitario, ORGANICO-INTEGRALE, del Fascismo. Sembra parlare OGGI ai vari "Corporativisti", compari Socialisti, che snaturano il Fascismo riducendolo ad una succursale della Camera Austriaca!

MEDITATE GENTE! MEDITATE!

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MessaggioInviato: Gio Set 12, 2013 11:01 am    Oggetto:  
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Dobbiamo aggiornare questa discussione, poiché abbiamo notato che di recente è stata oggetto di una "critica" presente su uno dei media dei "Socialisti Nazionali". "Critica", purtroppo, UGUALE a quelle che abbiamo ricevuto dalla "galassia" dell' "area di destra radicale", da cui i Socialisti Nazionali hanno la pretesa di diversificarsi nettamente. Pretesa, purtroppo per loro, vanificata dagli ARGOMENTI del Covo. Che vengono da noi portati con DOVIZIA di particolari (definita da loro "lunghezza inutile") e con puntualità NETTISSIMA. Gli "argomenti" dei Socialisti Nazionali, invece, sono molto CONSONANTI a quelli di movimenti come FORZA NUOVA, di cui pure abbiamo pubblicato un ormai "famoso" bollettino, nel quale gli stessi Forzanovisti rinunciavano (alla buon ora!) a definirsi "fascisti"...tutt'al più "neofascisti" (Cfr:
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). In quel bollettino si ritrovano INTEGRE le posizioni Socialiste/Tradizioniste di SINISTRA NAZIONALE. Ed una eco si ritrova anche nei Socialisti Nazionali, confermata dagli interventi di alcuni utenti nella discussione aperta contro di noi.

In sostanza veniamo "insultati", come al solito avviene da parte di chi ha ZERO argomenti, tacciati di "ducismo", "purismo" (come se questo fosse un insulto!), addirittura di essere "gente" ferma agli anni 30 (solita accusa di passatismo)!!! Di essere autoreferenziali e "ottusamente intransigenti", poiché, ovviamente, l'intransigenza non porterebbe a nulla (certo, a nulla di quello che vogliono! Noi vorremmo portasse a questo:
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). Veniamo anche "accusati" di essere "anti-nazisti", accusa che facciamo nostra con orgoglio (NON SIAMO NAZISTI, perché la nostra idea è DIVERSA e non è BARBARA! Non per fare qualche salamelecco ai "grandi accusatori" dell'occidente democratico. Ma ai Socialisti Nazionali fa comodo confondere). Accusati, noi che saremmo "passatisti", di "rinnegare" l'alleanza con il "camerata germanico" (loro che non hanno nulla a che fare con la destra radicale eh?), e addirittura di definire Mussolini "succube" di Hitler (mentre affermiamo l'esatto contrario! Abbiamo citato anche Carlo Silvestri per lo specifico caso della GLORIOSA RSI).

Ciò che di più fa sorridere è che codesti Socialisti Nazionali, non si definiscono Fascisti! Anzi, affermano a chiare lettere di non esserlo! Salvo poi usare aforismi di Benito Mussolini (ancora conferme alla nostra analisi!), elevandoli, questi sì, a "dottrina immutabile" poiché vengono strumentalizzati! Frasi che certificherebbero la "mutabilità eterna" del Fascismo, tale da non poterlo definire, rimanendo nell'equivoco VOLUTO di che cosa sia l' "adattabilità" del Fascismo (per loro non definibile tale se non in base alla Socializzazione, evidentemente!). E salvo poi venire ad accusare noi! Noi saremmo "ottusi", perché ci "eleggiamo" (mah) a "sotuttologi da tastiera" (... o fascisti della penna:
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).

Ovviamente degli ARGOMENTI INFRANGIBILI che portiamo non c'è l'ombra! Derubricati, con eloquio da par loro, a "seghe mentali" (ne convengon tutti, anche se con sfumature diverse e magari più educate).

Solo una precisazione. IL COVO NON HA COSTOLE "STACCATE". Ci sono stati degli ammutinati che, dovrebbero esser contenti i Socialisti Nazionali, sposano con gioia la Dottrina di tale Movimento: il Socialismo Nazionale, appunto! Essi si definiscono e sono SOCIALISTI, anche se mantengono l'equivoco della "differenza" perché non vogliono essere definiti "nazisti" o "razzisti", ecc; con noi e con il Covo non hanno NULLA A CHE VEDERE, ed esistono anche loro per perpetuare la CONFUSIONE su cui ancora si gioca. Solo sono molto più borghesi dei Socialisti Nazionali (
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) Smile

La discussione a cui mi riferisco si trova qui:
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Saremmo molto lieti se i Socialisti Nazionali avessero il coraggio di venire a confrontarsi con noi sul terreno degli ARGOMENTI.
Tra l'altro faccio notare che noi non abbiamo solo "accusato" genericamente i Socialisti Nazionali di ispirarsi a Stati già esistenti in Europa. ABBIAMO PORTATO L'ESEMPIO di tali Stati. Esempio DETTAGLIATO. Trattasi della Repubblica Austriaca. Della Germania abbiamo parlato solo riguardo l'adozione nelle Aziende della Co-Gestione. E poi, non siamo andati troppo lontani dalla realtà citando la "Grande Germania", visto che dopo la Bolivia, loro l'ammirano...

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MessaggioInviato: Gio Set 12, 2013 12:46 pm    Oggetto:  
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...ho letto la "discussione" a cui ti riferisci e devo dire che purtroppo per questi personaggi, come hai giustamente sottolineato, al di là della consueta vuota retorica "cameratesca" fintofascista, gli autoproclamatisi socialisti nazionali non hanno saputo produrre. Pagine e pagine che non contengono nessun argomento serio né alcuna critica concreta in merito a quanto scriviamo, semplicemente sono proprio loro che... "se la suonano e se la cantano" da soli, evidentemente impotenti rispetto alle nostre denunce verso quella galassia multiforme comune a tutti questi gruppi che, ad onta delle centinaia di nomi e sigle differenti di facciata, pesca comunque e sempre nella torbida melma ideologica antifascista da noi chiamata "radicalismo destrorso". In breve soltanto una misera provocazione puerile nella quale potrebbero cascare solo degli imbecilli patentati.
Oggettivamente, visto che per loro stessa ammissione leggono quanto scriviamo, avrebbero mostrato un barlume di dignità solo se avessero avuto il coraggio di venire qui (non abbiamo mai mangiato nessuno!) a tentare direttamente di confutare in modo argomentato le nostre parole (ciò si chiama, visto che non lo sanno, avere il coraggio delle proprie idee!) anziché insultare temendo un confronto ideologico diretto... NOI siamo da sempre a disposizione di chiunque voglia e sappia dibattere ideologicamente, poiché siamo CERTI in modo ASSOLUTO di quanto affermiamo e proviamo... evidentemente tutti codesti prodi rivoluzionari della domenica invece NO.
Riguardo alle presunte fantomatiche "costolette o braciole" della nostra associazione, è bene ribadire che non esistono, vi sono solo alcuni poveracci frustrati dal non essere più parte del nostro forum (poiché indegni di appartenervi!), talmente ossessionati dal nostro lavoro che ricopiano tutto quel che facciamo qui sul Covo spacciandolo come "farina del proprio sacco vuoto e bacato". Temo per loro che se conoscessero gli orari in cui andiamo abitualmente di corpo, tenterebbero di regolarvi le proprie funzioni intestinali...per farla così alla stessa ora! Questo è quanto e non credo ci sia bisogno di commentare la nulla valenza etica e politica di una simile condotta tanto immorale quanto antifascista. Il Covo non ha succursali né fiancheggiatori esterni di sorta. Ancora una volta, come ormai avviene dal 2006, prendiamo semplicemente atto dei fatti!

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" Forse che non conoscendo a fondo il pensiero del Duce si può affermare di essere fascisti? Noi diciamo di no! Che il fascismo non è istinto ma educazione e perciò è conoscenza della sua mistica,che è conoscenza di Mussolini" (N. Giani)
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MessaggioInviato: Mer Ott 30, 2013 11:27 am    Oggetto:  
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Siccome ripetere giova, è bene ribadire ciò che è sicuramente una ovvietà dal nostro punto di vista, ma che deve essere specificata infaticabilmente proprio per la valenza strumentale che assume la distorsione VOLUTA di cui è oggetto..

Siamo accusati, tra le altre cose, di "possedere la Verità", di esserci "autoeletti" Fascisti "DURI E PURI", di essere ottusi e intranisgenti (come abbiamo visto sopra), di essere presuntuosi e di essere "chiusi".

Noi non finiremo mai di rivendicare la nostra LIBERTA' di DEFINIRE chi non condivide la Dottrina Fascista in modo INTEGRALE, CHIUNQUE ESSO SIA E SOTTO QUALUNQUE MASCHERA SI CELI, come antifascista! Non finiremo mai di rivendicare il nostro DOVERE di Fascisti INTEGRALI (unico modo di essere fascisti!) di essere "banditori", diffusori e DIFENSORI della Dottrina Fascista, delle sintesi ideologiche diffuse dal Partito Fascista e dai suoi dirigenti, dei principi saldi della Scuola di Mistica Fascista. Noi non contestiamo agli altri il fatto di definirsi "fascisti". Contestiamo la FALSITA' di questa definizione! E lo facciamo in base alla Dottrina del Fascismo! Chi pensa che sbagliamo, che siamo duri, chiusi, presuntuosi, ecc, ecc, CI SMENTISCA! Abbiamo dato prova di essere aperti ad ogni confronto. Siamo stati anche, nella nostra eccessiva apertura (ma non avverrà più!), aperti ai nostri nemici subdoli e dichiarati!
Dunque, chi si definisce Fascista LO DEVE ESSERE col pensiero e l'azione! Chi lo fa, ma poi si mostra nei fatti quale USURPATORE di idee e simboli, sarà sempre definito come tale! Ma NON in base a nostri pareri personali, giacché noi siamo solo degli strumenti!... BENSI' DAL FASCISMO, a mezzo della vastissima produzione dottrinaria ufficiale prodotta nel "Ventennio", che noi sosteniamo ed in base alla quale produciamo quanto andiamo affermando, il TUTTO basato su monumentali PROVE e riscontri sempre verificabili.

Quindi ci riserviamo il diritto-dovere di definire antifascista chi, come nel caso del "socialismo nazionale", MASCHERA il proprio vero intento antifascista e STRUMENTALIZZA il Fascismo! Definizione che include chi, sempre nello stesso ambito "socialista", si definisce in modo ambivalente come "fascista" e "socialista" (pur con tutte le pappardelle dei presunti distinguo)! A maggior ragione è antifascista chi, avendo una formazione politicamente BORGHESE e "democratica",tenta di riempire il grande fiume del Fascismo non rivolgendosi alle profonde radici morali, etiche e spirituali che il fondatore e i suoi dirigenti hanno ben sottolineato e codificato nella Dottrina, ma di fatto calcando l'accento sulla sostanza SOCIALISTICA assunta erroneamente a concetto "basilare", quando essa invece DISCENDE direttamente e solo consequenzialmente dalla visione Morale Spirituale e Civile del Fascismo, che le STA A MONTE !

Dunque, chi non è Fascista è antifascista! Tertium non datur. A maggior ragione lo è chi DICE di essere Fascista, e invece AUMENTA LA CONFUSIONE e re-interpreta il Fascismo soggettivamente, a proprio uso e consumo, spostando il fulcro della Dottrina e confondendone i termini, svuotandone il contenuto e riempiendolo con dottrine BORGHESI. E lo affermiamo a gran voce, perché NOI siamo FASCISTI INTEGRALI!

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MessaggioInviato: Ven Nov 01, 2013 10:40 pm    Oggetto:  
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...tanto per continuare nella nostra filosofia che "ripetere giova", leggano tutti gli antifascisti travestiti da pseudo-fascisti, comprese le varie zavorre che si sono frapposte al nostro duro lavoro, chi e cosa ci dà "l'AUTORITA'" di dire, fare e agire come agiamo:

"...Per costoro ogni atteggiamento strettamente, intransigentemente fascista appare quasi scandaloso; secondo loro, chi lo assume dovrebbe portare infilato al nastro del cappello la regolare autorizzazione del superiore gerarca, così come i coscritti di una volta vi portavano il numero di matricola.... Nemicissimi dell'iniziativa altrui che non constatino regolarmente vidimata dal superiore capufficio, vi fanno sempre, suppergiù, questo ragionamento: "Vuoi essere più realista del re? Se quel tale è a quel posto è perché vi è stato chiamato; e poiché il regime tutto controlla, vi sta col beneplacito del regime, e opporsi è fare atto di indisciplina verso il regime. E un traditore? Ci penserà il regime. È un antifascista? Provvederanno le autorità competenti. Insegna dalla cattedra il disprezzo della rivoluzione? Si vede che le autorità non ci vedono nulla di male e se per le autorità superiori tutto sta bene non capisco perché dovrei intervenire proprio io, che non sono autorizzato. Come, vuoi intervenire tu? E con quali veste? Si vede che sei un indisciplinato, ecc."....Diciamo subito e ben chiaro che questi giovani troppo docili, troppo ansiosi di un posto, troppo preoccupati del loro avvenire, troppo spaventati da ogni possibilità di grane e obbedienti insomma alla lettera ma non allo spirito della nostra legge, questi giovani in pantofole non potranno mai intendere la mistica della rivoluzione. Faranno forse carriera, saliranno magari ad alti cadreghini, sapranno issarsi — con il loro magnifico saper fare — almeno cento cubiti più in su dei loro scriteriati camerati senza tatto...Ma noi siamo con questi ultimi: con gli scanzonati, gli audaci, i disinteressati, che sanno oggi smascherare un traditore senza chiedergli prima il permesso, così come senza permesso sapranno domani arruolarsi volontari...Confessiamolo: ancora oggi è questa una minoranza, contro cui si frange la vasta marea dei quietisti, degli arrivisti, dei pavidi. Potenziare questa minoranza, sostenerla contro gli attacchi degli arrivati e degli arrivandi, trasformarla a poco a poco in maggioranza entusiastica e fattiva: tale lo scopo che deve proporsi la mistica fascista nella dinamica rivoluzionaria. Il mistico del fascismo ama la virtù del silenzio, ma non lo confonde con la pavida deliberazione di tacere ad ogni costo, anche di fronte alle più palesi disfunzioni. Il mistico del fascismo sa che il dovere di ogni sentinella è di imporre l'alt, di gridare l'allarmi e infine di far fuoco se taluno violi la consegna affidata alla sua vigilanza. Sommamente ridicolo sarebbe il ragionamento di chi accusasse la sentinella di indisciplina, per aver messo a rumore il quartiere gridando l'allarmi. Così per il mistico è sommamente colpevole il fascista che tace fingendo di non aver notato l'inconveniente, o peggio ancora, interrogato risponde che tutto va bene, e ciò per la vile preoccupazione di evitare seccature..L'ottimismo è una bellissima cosa, ma non deve essere un comodo coperchio da porre sopra le magagne. C'è in tutti noi un profondo bisogno di sincerità, un odio istintivo per tutti gli abituali infingimenti della vita quotidiana, bisogno di sincerità che il Duce sintetizzò nella frase famosa: "Non amo coloro che imitando Pangloss trovano che tutto va bene". Costoro sono degli affetti da congenita vigliaccheria morale: non potranno mai capire che la rivoluzione è continua. Infatti il concetto di rivoluzione continua è perfettamente all'antitesi con quello del tutto va bene...

Guido Pallotta, Relazione al I convegno nazionale di Mistica Fascista, 20 febbraio 1940, archivio privato famiglia Pallotta.

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MessaggioInviato: Ven Dic 20, 2013 11:23 am    Oggetto:  
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…proseguiamo la nostra polemica con i cosiddetti socialisti nazionali, denunciandone in un articolo ad hoc il ruolo e le manovre indirizzate a mistificare l'identità fascista !

DEGRADARE L’IDENTITA’ FASCISTA A SOCIALISMO NAZIONALE – ennesima trama delle "correnti" politiche funzionali allo "status quo” demoplutocratico ; “IlCovo”, pilastro dell’ortodossia fascista, smaschera tali manovre!

…Guerra fredda! Questa la "parola d'ordine" che si affianca al termine… "correnti", divenendone sinonimo. Ecco una delle strategie più riuscite, utilizzate dal “demoliberalismo”! Infatti la “Guerra fredda”, lungi dall'essere semplicemente un periodo storico tramontato, rappresenta oggi più che mai la tattica principale di cui si avvale il sistema antifascista, la vera sostanza del metodo politico democratico corrispondente al principio politico su cui la stessa "Guerra fredda", intesa quale periodo storico caratterizzante la seconda parte del 900, si è fondata per decenni. E' il principio a mezzo del quale si è autolegittimata e perpetuata la “democrazia borghese”: ovvero la divisione del corpo politico e sociale in “parti”, presumibilmente diverse e tra loro in conflitto, contrapposte hegelianamente per l'unico fine inconfessabile al quale sono votate, consentire cioè l'esistenza del sistema partitocratico antifascista, la prosecuzione ad infinitum dello Status quo! Infatti, tale contrapposizione artificiosamente alimentata, sfociata non di rado anche in tragici fatti di sangue che prevedibilmente stabilizzano sempre il potere costituito, storicamente ha consentito e continua a permettere la sopravvivenza di un sistema politico che su questa stessa divisione fonda oggettivamente la propria legittimità e che proprio per questo, alimentandola e fomentandola di continuo, dall'interno e dall'esterno, può continuare a contare sulla propria solidità; sulla “intangibilità” dei “parlamenti-parlatoi” ridotti a centrali di controllo politico territoriali delocalizzate asservite alle lobby economiche mondiali che li manovrano; sulla “sacralità ingannevole” delle varie “carte costituzionali” demoliberali, e dunque sull’intangibilità politica del “tempo presente”, cristallizzato nell'attualità liberal-parlamentare quale UNICA FORMA POSSIBILE TOLLERATA di aggregazione politica mondiale per l’umanità, che così, di fatto, avrebbe raggiunto la meta politica finale e definitiva della nostra specie! Con questo principio falso ma assunto a “verità universale”, ovviamente, non si va innanzi! Si resta vincolati al riconoscimento esclusivo della rappresentanza del “bene pubblico” delegata alle cosiddette “forze politiche democratiche”, intra od extra parlamentari; tutte vincolate ad un sistema clientelare neo-feudale corrotto e corruttore, gestito dalla plutocrazia globalizzante che tollera unicamente chi ne riconosce e sostiene in modo concreto le pretese! Soprattutto se tra le fila di codesti “sostenitori” si annidano coloro che risultano essere sempre pronti a interpretare per conto “terzi” l’ “ingrato” ruolo di "rivoluzionari della domenica” che si spacciano a chiacchiere come "alternativi al sistema"! Tante sono le sigle, piccole e grandi, di cui si avvale siffatto ammasso di “camaleonti”, tutte comunque riconducibili a tali maneggi. Ciò che ad essi viene sempre richiesto è di "convogliare" la cittadinanza tutta, anche le frange più piccole e insoddisfatte, all'interno degli schemi politici consentiti e pre-costituiti a tavolino da chi comanda davvero, schemi già decisi e indiscutibili. Non importa se tali nuclei siano talvolta numericamente inconsistenti. L'importante è che la massa tutta sia sempre e comunque “allineata e coperta”, procedendo per il resto dei propri giorni all'interno del “recinto” che il sistema politico vigente ha preparato! Propedeutici a tale strategia politica risultano pienamente gli articoli che “gentilmente” tale Maurizio Barozzi (curatore del sito Federazione Nazionale combattenti R.S.I., che non disdegna di scrivere sul quotidiano di riferimento della “corrente” dei cosiddetti socialisti nazionali) ha voluto dedicarci dopo le recensioni dei nostri lavori scritte da Vincenzo Vinciguerra (vedi:
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), con l’intento nominale di “recensire” anch’egli più di una volta "L'estrema destra contro il Fascismo", pur senza averci mai conosciuto né tantomeno aver mai avuto alcuno scambio di opinioni con noi o la nostra associazione, addirittura asserendo di non conoscere nemmeno la nostra collocazione politica o ideologica (beato candore!). Il perché di tale interesse lo abbiamo compreso da subito poiché, lo diciamo senza giri di parole, in modo evidente e intenzionale tali scritti non colgono affatto il senso di ciò che invece risulta chiaro nel testo che abbiamo steso. Il Barozzi, infatti, non sembra voler rilevarne la critica integrale al sistema politico vigente; né l'accusa fatta a chi ha operato su mandato della “repubblica antifascista” pur dichiarandosene a chiacchiere alternativo, con l’intento per noi evidente (ma non per lui!) di usurpare e cancellare deliberatamente i tratti unici e distintivi dell'ideale fascista al fine di debellarlo ed inserirne i potenziali simpatizzanti in schemi politici precostituiti dal medesimo sistema “liberal-democratico”, non importa se sul versante “di destra” o “sinistra” (…giacché la cosiddetta “sinistra democratica” se non si occupò di formare ex novo un partito “neofascista”, si “limitò” però ad assorbirne nel Partito Comunista alcuni “reduci” e “simpatizzanti”, convincendoli che il “fascismo vero era stato tradito da Mussolini” e non avrebbe potuto “sfociare” in altro sistema all’infuori di quello socialista!). Il Barozzi, analogamente a quanto abbiamo già riscontrato essere al riguardo l’atteggiamento dei cosiddetti socialisti nazionali, finisce così anche lui per misconoscere volutamente il cuore stesso dell'analisi presente nel nostro lavoro, ugualmente portata avanti da anni in qualità di Associazione ilCovo – studio del Fascismo mussoliniano, Scuola di Mistica fascista: e cioè che la nuova concezione ideologica maturata nel Regime mussoliniano (che politicamente e storicamente ha uno ed un solo nome, cioè FASCISMO), NON PUO' IN NESSUN MODO identificarsi con alcuna delle parti politiche del sistema liberal-parlamentare né tantomeno con alcuna delle parti sociali, pena la propria autodistruzione, poiché, come già scrisse ad esempio il teorico fascista Sergio Panunzio, essa risulta TOTALITARIA"in quanto unica, indivisibile, e non soggetta a divisioni e transazioni di sorta, è l'idea politica o la concezione dello Stato da realizzare, come unico é, per conseguenza, il « partito rivoluzionario », soggetto e titolare dell'idea e della Rivoluzione." Sicché il nostro improvvisato recensore sembrerebbe d’accordo nel riconoscere con noi che al termine dell’ultima guerra mondiale lo pseudo “post-fascismo” si sia auto-collocato maggioritariamente a “destra” (poiché tale risulta la parte politica che nominalmente ha operato l'usurpazione diretta più evidente di nomi e simboli per meglio screditarne i contenuti reali, una mistificazione tutt’ora in corso d’opera), inficiando da subito la propria millantata “alternatività” al sistema politico, in quanto negata concretamente all'atto stesso della nascita di quel partito, dichiaratamente “liberal-conservatore" e pienamente inserito nell’arco costituzionale, che fu di fatto (e di diritto) il defunto M.S.I. , per non parlar poi della presunta ma inesistente continuità col Fascismo, sostenuta solo in virtù di certo apparato estetico-coreografico reducistico e del richiamo strumentale a taluni temi politici. Ma ciò di cui non esiste traccia nell’analisi del Barozzi, pur essendo ben presente nel nostro scritto, riguarda il fatto che la voluta frantumazione ideologica del Fascismo effettuata dalla “democrazia partitocratica italiana”, non ha assunto un'unica connotazione, poiché il sistema borghese si avvale da sempre del "metodo delle correnti” interne ai gruppi politici riconosciuti come organici ad esso; “correnti” che risultano essere un espediente tanto fasullo quanto efficace, poiché consentono di legittimare ufficiosamente anche le presunte posizioni ideologiche più radicali e rivoluzionarie del panorama politico, neutralizzandone contemporaneamente ogni pretesa velleità, proprio in virtù del loro essere parte integrante del meccanismo politico dal quale in linea teorica dichiarano di essere estranee! Il fine ultimo di codesti “spifferi” risulta essere immancabilmente l’approdo allo stesso “sistema democratico antifascista”. Poiché, in ultima analisi, sono le stesse “correnti” che si nutrono e utilizzano schemi mentali e categorie politiche peculiari di tale sistema, considerate quali “moderne”, “attuali”, o comunque “ineludibili”, magari bisognose tutt’al più di qualche riforma. Dunque, per costoro è da tale “modernità partitocratica” che si deve comunque ripartire, sviluppandone meglio i contenuti, rendendoli “davvero” ciò che “agli albori” promettevano di essere, ma che non si è ancora riusciti a concretizzare a causa di presupposti ma inesistenti tradimenti verso il feticcio degli “immortali principi dell’89”. Invece, secondo quanto sostenuto nei nostri lavori (fin troppo spesso citati a sproposito senza mai essere compresi), se si vuol discutere seriamente e senza giri di parole di ideale fascista, siamo convinti da sempre che le argomentazioni ideologiche espresse dai dottrinari del Fascismo accreditati dal P.N.F. appaiano sufficientemente chiare e lineari, nonostante spesso siano state strumentalizzate e deformate da neo esegeti tanto improvvisati quanto in malafede. Sempre il Panunzio, ad esempio, in linea con l’ortodossia dei teorici ufficiali del Partito fascista, riguardo al SUPERAMENTO DEFINITIVO di concetti quali “modernità” o “progressismo” così sentenziava: “Lo Stato fascista [è] «Stato nuovo»…ritengo opportuno cancellare dal vocabolario politico e giuridico la comune e ripetuta espressione : « Stato moderno », che non ha nessun valore altro che cronologico”. Gli articoli del Barozzi, dunque, lungi dal centrare l’essenza del problema di cui abbiamo scritto nel nostro breve saggio, rappresentano invece un classico esempio di apripista al “correntismo” intra-sistemico di cui dicevamo. Leggendoli si può constatare come sia possibile “criticare” nominalmente il sistema antifascista e l’appropriazione ideologica indebita compiuta dalla destra radicale di matrice missina… senza criticarla realmente! Infatti egli (insieme al giornale “Rinascita”, che non a caso ne pubblica tale recensione) ufficialmente si dice d'accordo con noi nel ribadire che la destra radicale ha usurpato il Fascismo; che Evola sia stato trasformato arbitrariamente da quest’ultima in riferimento ideologico al posto di Mussolini e Gentile; che l'idea evoliana non è fascista ma “tradizionista”; che la sua filosofia non è assimilabile a quella dello Stato Etico gentiliano. Ma poi, attraverso una serie di distinguo capziosi, finisce però con l’apprezzare ciò che logicamente in base a tali premesse avrebbe invece dovuto esclusivamente stigmatizzare. Infatti secondo il Barozzi, saltando nuovamente a piè pari quanto riportato nel nostro breve saggio al riguardo, Evola può essere “diversamente inteso”, in tal caso la sua “sapienza e saggezza iniziatica” certamente non risulta più esiziale al “fascismo barozziano”, esattamente come per la filosofia “gerarchico-organica” evoliana (guai a chi come noi dovesse pensare diversamente da quanto egli scrive, che cioè il Fascismo era già in possesso di una sua propria concezione politica organicista e gerarchica senza aver bisogno di ricorrere ad Evola!). Ma il recupero del “rottamato” Evola non finisce qui, poiché nella prosa barozziana addirittura egli finisce per assurgere al rango di “rottamatore”! Infatti scopriamo che dal punto di vista “filosofico” sarebbe stato proprio Evola che avrebbe dotato ideologicamente il Fascismo stesso di concetti cardine come quelli Etico-Corporativi o addirittura del suo peculiare già citato organicismo. Anche stavolta, chi dovesse saltare dalla sedia per aver letto una tale assurdità, se non altro in ossequio al percorso ideologico compiuto da tale Benito Mussolini, unico fondatore del Fascismo, a cui si affiancarono Giovanni Gentile con il proprio apporto filosofico-politico derivato dalla critica al marxismo, nonché lo stesso sindacalista Sergio Panunzio, passando poi per i giuristi Alfredo Rocco e Carlo Costamagna, secondo la prospettiva barozziana non dovrà far altro che ricredersi! Appare così in tutta la sua evidenza che il tema da cui era partito il nostro recensore risulta essere stato solo un mero pretesto, poiché totalmente svuotato dei propri contenuti e totalmente stravolto nel messaggio di cui siamo latori. In verità il Barozzi una critica ad Evola la fa pure, ma casualmente sempre spezzando una lancia in favore della “corrente” dei cosiddetti socialisti nazionali, poiché il torto vero attribuitogli sarebbe riconducibile alla sua avversione verso la "socializzazione delle imprese", il nuovo “totem-specchietto per le allodole” di tale ennesima corrente antifascista. Ecco così che, magicamente, lo spettro della tattica missina (già descritta nel nostro lavoro e di cui Barozzi e “compagni socialisti nazionali” non sembrano minimamente essersi accorti) si materializza nuovamente per mezzo della prosa barozziana. Evola, al quale i missini e la destra radicale antifascista tutta erano e sono tanto affezionati, torna così di nuovo in auge, purché “coniugato” al sacro dogma della “socializzazione”, presunta vera essenza del fascismo tanto nell’interpretazione delle correnti “sinistre” vetero-missine quanto oggi delle nuove correnti “socialiste nazionali”. E dire che codesti “socialisti nazionali” non si dichiarano nemmeno fascisti (come in tanti fanno tra le “correnti” della cosiddetta destra radicale, che ammorbano però pubblicamente l’ideale fascista con i loro indegni spettacoli vandalici a base di saluti romani e chincaglieria scenica varia all’insegna del nero!) pur utilizzando sempre e a sproposito riferimenti al Regime mussoliniano, andando ben al di là della spudoratezza come nel caso del ridicolo plagio effettuato di recente nei riguardi della Scuola di Mistica Fascista, lanciando l’idea patetica di una “mistica socialista nazionale”, un 'ulteriore trovata squallida e dissacrante messa in piedi per svilire e mortificare ancora una volta la vera essenza stessa del Fascismo quale originale e inimitabile concezione politica spirituale. Il fine evidente rimane quello di costruire a tavolino l’ennesimo surrogato pseudofascista, il classico contenitore multiforme dove si vuole illudere gli sprovveduti ignoranti che vi incappano di avere a che fare con un soggetto che si “ispiri” al fascismo, senza che esso ne utilizzi il nome e il simbolo, senza riconoscerne l’effettiva dottrina ideologica e senza alcuna volontà di perseguirne gli autentici fini politici incentrati sullo Stato Etico Corporativo totalitario fascista… insomma, come al solito un innocuo “fascismo” senza FASCISMO, pronto ad uso e consumo della repubblica antifascista nata dalla resistenza. Ma anche in questo turpe “gioco” scopriamo che essi sono stati preceduti dal “vituperato” (a parole!) M.S.I. che, non a caso, per bocca di uno dei suoi massimi dirigenti aveva coniato il motto “non rinnegare, non restaurare” ! Ovviamente tutti temi presenti nel nostro libro ma di cui Barozzi e compagni socialisti nazionali, distrattamente, non si sono avveduti! Inoltre, qualcuno malpensante come noi, per confutare la baggianata sulla socializzazione presunta “essenza del Fascismo”, potrebbe ricordare ad esempio le parole del Duce nel Discorso del Lirico, o nella Corrispondenza Repubblicana :“Il secondo degli otto punti che precedono il testo del decreto sulla socializzazione delle imprese approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 febbraio, dice che uno dei criteri fondamentali che hanno ispirato il decreto stesso è la rivendicazione della concezione mussoliniana di una più alta giustizia sociale, di una più equa distribuzione della ricchezza, della partecipazione del lavoro alla vita dello Stato. E’ necessario mettere l’accento su questo concetto: si tratta di rivendicare il pensiero mussoliniano, un pensiero scolpito nelle parole e concretato nelle opere di Mussolini per venti anni, e non già di orientarsi verso una nuova dottrina, rinnegando o per lo meno obliterando il passato. Si tratta di uno sviluppo, o piuttosto di un felice e necessario coronamento, non di una diversa e inedita impostazione dei problemi sociali. […] Sarebbe facile, come appare ovvio a chiunque conosca le manifestazioni del pensiero sociale mussoliniano, continuare; ma queste poche citazioni sono sufficienti per documentare la coerenza rivoluzionaria del fascismo, il quale non rinnega ora le proprie origini e i propri ventennali sviluppi, ma si rifà alla loro più genuina essenza travolgendo gli esterni ostacoli e le interne resistenze che si frapponevano alla piena realizzazione dei suoi altissimi fini sociali. E’ quindi assolutamente superfluo che gli italiani di labile memoria abbiano l’aria di cadere dalle nuvole in preda alla più autentica delle sorprese di fronte al fondamentale provvedimento della socializzazione. Si tratta, è vero, di una nuova pietra miliare, ma alle spalle, come patrimonio che non si rinnega, è la strada che abbiamo faticosamente percorsa;” o magari anche gli stessi documenti del Partito Fascista repubblicano, che confermano come la "socializzazione delle imprese" costituisce solo UNA PARTE dell’ articolato ideale etico-corporativo fascista, iscritta peraltro nell’ambito economico quale corollario della più vasta concezione spirituale organico-gerarchica del Fascismo! Ma è bene guardarsi dal produrre simili argomenti, poiché inevitabilmente facendo ciò si incorre sempre nell'accusa da parte dei "camaleonti" di “ottusità politica”, “vacuo intransigentismo”, “ducismo”, “purismo”, in breve, di praticare “sterile onanismo intellettuale” (o come sono soliti ripetere i “rivoluzionari a corrente alternata”, di farsi le “seghe mentali”) e quant'altro si possa concepire con gran eloquio politico! Noi però, in qualità di associazione culturale IlCovo – studio del Fascismo mussoliniano, Scuola di Mistica fascista, preferiamo comunque dar credito agli ideologi ufficiali del Regime mussoliniano, che affermavano, tra le altre cose, quanto segue: “Lo Stato fascista ricco così di una forte membratura sociale, politicamente accentrato ed autoritario… non corre il pericolo di essere sommerso e inghiottito dalle società particolari e dai sindacati; non scioglie questi ultimi, ma li ammette nel suo seno, li riconosce anzi, li colloca al loro giusto posto, riservando loro la coscienza di «funzione» e di «parti», non di « fine» e di «tutto», di parti subordinate al tutto, non di parti erigentisi esse al tutto; e primieramente li comanda, li signoreggia, li adopera e li piega come parti di se stesso ai suoi fini immanenti e sovrani.” Eppure, nonostante la sconcertante limpidezza e l’assoluta autorevolezza delle fonti da noi illustrate, tutto ciò non impedisce a costoro di prodursi nelle futili accuse di cui sopra o in speciose speculazioni campate in aria come quelle di cui abbiamo testé riferito, poiché anche questo rientra pienamente nella tattica dei “camaleonti” al servizio del sistema antifascista. Tuttavia, per quanto ci riguarda, è bene che si mettano pure l'anima in pace! Continueremo a diffondere il Fascismo vero e a denunciarne i mistificatori di ogni provenienza. Lo affermiamo nel nome e in vece di eredi spirituali dei VERI Mistici del Fascismo, i quali proclamavano testualmente di essere sempre “…con gli scanzonati, gli audaci, i disinteressati, che sanno oggi smascherare un traditore senza chiedergli prima il permesso … Il mistico del fascismo ama la virtù del silenzio, ma non lo confonde con la pavida deliberazione di tacere ad ogni costo, anche di fronte alle più palesi disfunzioni. Il mistico del fascismo sa che il dovere di ogni sentinella è di imporre l'alt, di gridare l'allarmi e infine di far fuoco se taluno violi la consegna affidata alla sua vigilanza”…con buona pace di plagiatori, strumentalizzatori e borghesi finto-fascisti di ogni colore! Noi fascisti de IlCovo abbiamo le spalle larghe e perseveriamo senza mai demordere, forti della certezza assoluta della bontà, della chiarezza e della sincerità della nostra fede politica, che testimoniamo continuamente, e che ha un solo nome immutabile, FASCISMO…e la Fede smuove le montagne… come sostenne anche tale Benito Mussolini!

IlCovo

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MessaggioInviato: Lun Feb 03, 2014 5:27 pm    Oggetto:  
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ANNICHILITI i cosiddetti "socialisti nazionali"!
Messi alle strette dalle argomentazioni stringenti contenute nel nostro articolo di denuncia sul loro vero ruolo politico, i "compagni-kamaraden", nelle persone dei loro vertici organizzativi, tentano maldestramente di replicare nei commenti sul ns. blog... con quali risultati leggetelo da voi!
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MessaggioInviato: Mar Feb 11, 2014 1:43 pm    Oggetto:  
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… definitivamente seppellito il cosiddetto socialismo nazionale!

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