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Il Giudizio di Giordano Bruno Guerri sul Libro

 
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RomaInvictaAeterna
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MessaggioInviato: Mer Lug 18, 2007 9:57 am    Oggetto:  Il Giudizio di Giordano Bruno Guerri sul Libro
Descrizione:
Rispondi citando

Abbiamo inviato una copia del Libro a GB Guerri, il quale ha risposto dando il suo giudizio.


Ne è nata una piccola discussione che riporto, da leggere dal basso verso l'alto:

16-07-2007
19:27
da StefanoFiorito


....Mai detto che io consideri "fascista" un insulto, caro Guerri.
E' usato come tale, purtroppo. E per delegittimare i lavori non "allineati". Ma non sono io che devo venire a dirtelo...
Del resto sei sempre tu, ovvero quello del Libro "Fascisti"... Tra i primi della mia Bibliografia.

Grazie ancora, davvero. E grazie per gli auguri. Sai che ne abbiamo bisogno.

16-07-2007
13:43
da MarcoPiraino


Come Stefano, ringrazio Guerri per la disponibilità mostrata nei nostri riguardi e per averci dedicato un pò del suo tempo. Mi pare fondamentale che emerga in modo palese un dato, ovvero che il nostro lavoro di fatto rimane a mia memoria, mi corregga Guerri in caso di errore, attualmente il solo che descriva dettagliatamente l'evoluzione della dottrina mussoliniana ed il contenuto del progetto politico fascista per come i fascisti di Mussolini lo percepivano. Perché se é vero, come é vero, che tutti i documenti citati sono ampiamente noti alla storiografia, mai nessuno ha cercato di dare un immagine d'insieme, cronologicamente ordinata che mostrasse la palese continuità di principi ed idee all'interno del regime mussoliniano, finalizzati all'attuazione dello Stato etico corporativo. In tal senso, volendo rimanere il più possibile fedeli a tale obiettivo, come restituire la temperie culturale e politica che animava gli esegeti in camicia nera senza avvalersi dei lavori editi dallo stesso partito fascista?
Del resto la volontà di pervenire ad un tale risultato era ampiamente pubblicizzata nella stessa copertina del libro, dove compare chiaramente la domanda "ma che cosa voleva realizzare il fascismo?" ... a tale questione ritengo che siamo riusciti a dare una risposta chiara, corretta ed ampiamente documentata, pur non volendo esprimere giudizi di merito sul contenuto della documentazione proposta, né in senso elogiativo né in senso spregiativo. E non credo sia cosa da poco in un paese dove certa storiografia continua a voler fare confusione tra fascismo e nazismo e dove la classe politica da destra a sinistra continua ad appropiarsi indebitamente e per gli usi più disparati del termine fascismo, che nulla in realtà ha da spartire con l'odierno mondo politico. Al contrario non mi pare manchino gli studi critici sulla relazione tra progetto e prassi, non ultimi ,fra quelli più seri, i lavori di Emilio Gentile ampiamente citati in bibliografia ed in qualche caso inseriti dal sottoscritto anche nel presente forum. Ad ogni modo grazie.


16-07-2007
11:47
da GiordanoBrunoGuerri


mai usato "fascista" come un insulto, caro fiorito.
auguri per il proseguimento degli studi.

16-07-2007
09:13
da StefanoFiorito


Grazie GBG, per il tuo giudizio e per il tempo speso per noi.

Ti ringrazio davvero perchè finora sei stato l'unico a dare l'ausilio proprio di un "adetto ai lavori" a due "novellini" che si affacciano in questo difficilissimo mondo della cultura italiana... Troppo spesso un mondo per "pochi" e "scelti".

Grazie anche per il tuo giudizio.

Volevo solo puntualizzare una cosa.

Come tu stesso affermi (e giustamente) il libro si occupa di sviscerare il contenuto politico e ideologico del progetto fascista mussoliniano.
Sappiamo che si tratta di Scienze Politiche e che magari non è un lavoro propriamente "disimpegnato" e "ricreativo"...
Si tratta di uno studio "iniziale" che non chiude a passi successivi... Noi stessi abbiamo detto che "iniziamo" con questo passo.. Il passo successivo sarebbe stato lo studio delle realtà politiche attuali e del loro sostanziale distacco da qualsiasi progettualità fascista. In specifico quelle che si sono aut-affibiate l'aggettivo.

Non sono stupito riguardo la tua allusione al nostro essere fascisti.
I più grandi sono stati definiti tali (non ultimo De Felice) anche per il solo far emergere liberamente i fatti della Storia!
Figurarsi noi che ci siamo inerpicati nelle Scienze politiche!
A maggior ragine per il fatto che il Progetto fascista da noi studato può (DICO PUO') far dare al lettori una valutazione positiva di ciò che il fascismo stesso era o voleva essere..
Su una cosa dissento, però: la "acriticità" del lavoro.
Non è acritico, perchè ci sono giudizi NEGATIVI (e non capisco perchè per "critica" si intenda solo quella negativa!) sul fascismo, soprattutto nel capitolo riguardante le leggi razziali, definite chiaramente da noi nell'unico modo possibile: uno sbaglio amorale!
Inoltre il nostro fine non era fare una "critica" più o meno positiva o negativa del fascismo ma MOSTRARLO. Portare all'attenzione della gente cosa VOLEVA il fascismo e non cosa realizzò in specifico! Nel capitolo secondo del libro lo mettiamo anche neru su bianco!
Che cos è il fascismo? La domanda è questa! Ed in questo senso il nostro studio è assolutamente innovativo!
Perchè nessuno, a parte Zeev Sternhell, che infatti è professore EBREO di Scienze Politiche e pochi altri, ha fatto mai un discorso di qesto tipo!
Il problema è che quello che il Fascismo voleva, ripeto, può essere visto dal lettore in modo POSITIVO.
Per questo motivo, vista la assoluta dittatura in cui viviamo oggi, assoluta e strisciante, la cosa non va!
Non si può studiare le scienze politiche se non condendole con le solite chiose antifasciste ripetute a filastrocca!
Altrimenti sei fascista! O così o l'etichetta!
Ovviamente ciò corrisponde agli osanna al Marxismo o al Liberismo, che nelle Università e nella POlitica non destano alcun problema e non etichettano nessuno! Anzi! Danno una patente di credibilità! Se la faziosità vuol dire essere crdibili!

Il nostro studio è uno studio a-critico in entrambi i sensi! Scriviamo più volte che il LETTORE è chiamato a fare una critica! Stimoliamo quella cosa che si chiama Libertà di Coscienza e di Pensiero, ovvero quella che oggi non esiste ed è soppressa dalla presente dittatura politica e culturale.

Forse se avessimo partecipato ai Littoriali, come tre quarti dei politici "antifascisti" della Repubblica "nata dalla resistenza", avremmo avuto più possibilità di essere valutati che non oggi che siamo "Liberi"! Questo paradosso dovrebbe far riflettere!

Infatti tre quarti di coloro che hanno fatto professione di "antifascismo" si sono trovati da ex-fascisti (come il Sig. Andreotti per esempio! Lui sì Littoriale della Cultura!) a dirigere il paese; il restante quarto di veri oppositori al fascismo ha invece continuato, peggiorando, la sua opera di demolizione e non di costruzione nella riconciliazione, non rammentando forse che il regime di "assassini" che denunciava essere quello fascista, evidentemente non aveva svolto il suo compito criminale in modo effettivo e pieno se tali signori stavano ancora lì a proseguire il loro operato di sempre!

Adesso mi beccherò anche un'accusa di "apologia di fascismo" per aver constatato un dato di fatto storico, già portato all'attenzione da De Felice e il non sospettabile Giorgio Bocca. Il Regime fascista NON FU un regime terrorista; a differenza degli altri regimi, "democratici" e non, in quei tempi eretti nel mondo.

A me dispiace molto che l'emersione di dati storici effettivi non piaccia alle "dirigenze" politiche e culturali regnanti.
Ma non credo che la realtà vada taciuta solo perchè non piace.
Questo lavoro ha generato proprio quello che molti stigmatizzano: le simpatie per il fascismo.
Il tacitamento, la strumentalizzazione, la menzogna di stato, questo è il problema che fa nascere "simpatizzanti". Non certo l'emersione dei fatti e la sollecitazione di quella cosa che oggi è negata: la LIBERTA'!

15-07-2007
20:32
da Baldur


M'interessa sapere se e come nel 2007 un NEOFASCISMO( ma anche con altro nome) potrebbe agire sulla e nella società.
Ho sempre pensato che quello storico fosse il tentativo (abortito causa guerra) di risolvere i problemi degli anni '30 attraverso una terza via tra socialismo e capitalismo.
Oggi la società è radicalmente cambiata, persino dal punto di vista etnico,quale linguaggio e quali valori, e come, possono ancora far presa?
e come si risolve parlare di idee derivate dal fascismo senza collidere con l'antifascismo strutturato come pensiero ed assorbito anche a livello inconscio?

15-07-2007
20:11
da GiordanoBrunoGuerri


di marco piraino e stefano fiorito

è un saggio che corrisponde perfettamente al sottotitolo: “progetto politico e dottrina del fascismo”: nel senso che spiega bene le teorizzazioni dottrinarie fasciste, come venivano autodefinite ma anche alla luce della storiografia meno faziosa. I
i limiti del libro sono che si tratta, appunto, di cose note agli storici; e che gli autori fanno proprie quelle teorie in modo sostanzialmente, e ideologicamente, acritico; (non a caso le appendici documentarie sono per lo più tratte da un volume a cura dell'ufficio stampa del pnf); inoltre un lettore non specialista, non viene messo nelle condizioni di valutare la distanza fra teoria e realizzazione.
in sostanza, se pubblicato nel 1939, gli autori si sarebbero piazzati benissimo ai littoriali della cultura. (giudizio, credo, lusinghiero per loro.)

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"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
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MessaggioInviato: Mer Lug 18, 2007 8:09 pm    Oggetto:  
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Se mi è concesso esprimere la mia opinione vorrei far notare una cosa: si accusa il libro di non mettere il lettore in condizione di confrontare la teoria con la pratica e, forse questo è vero ma vorrei sottolineare una cosa che, almeno a me, sembra quasi scontata.
Chi si accosterà alla lettura di questo libro, non lo farà certo da novizio dell'argomento storico in questione ma avrà sicuramente già letto qualcosa e quindi questo libro avrà una funzione integrativa. Tale funzione questo libro mi pare la svolga egregiamente.
Secondo punto riguarda le fonti: mi pare abbastanza ovvio debbano provenire da ambienti fasciti altrimenti da dove altro dovrebbero provenire? Se io voglio fare una ricerca sul nichilismo è chiaro che mi leggero nietsche, schopenauer e compagnia e non le interpretazioni che altri danno di essi perchè queste ultime possono aver travisato il senso dei documenti originali o, più semplicemente, non aver capito niente. E' dunque ovvio che se voglio studiare il fascismo dovrò leggermi gentile, sottai, mussolini e la produzione scritta dal PNF e non i giudizi che ne danno altre persone magari avverse. Sia ben inteso, non voglio dire che non si può leggere ciò che gli altri pensano riguardo qualcosa ma vorrei ribadire che, almeno secondo me, un concetto cardine è che se si vuole sapere cosa qualcuno vuole fare bisogna inanzitutto chiederlo a lui e non a terzi. Più terzi si mettono in mezzo e meno fedele sarà l'interpretazione.
Riguardo la criticità vorrei esporre la mia idea: il libro non è acritico totalmente (vedi nella sezione sulla questione ebraica) ma si limita a descrivere i documenti senza dare giudizi personali di sorta. Questo non significa essere ideologici ma essere oggettivi e seguire una ben determinata scelta: quella di esporre il pernsiero fascista "puro" lasciando ogni giudizio, positivo o negativo che sia, nella mani del lettore.
Questo libro non è ideologico ma stimola la mente del lettore: c'è chi condivide e chi non condivide per motivi che, in ogni caso, saranno frutto del pensiero del singolo lettore e non di una imposizione esterna.
Se mi è permesso esprimere un mio parere, non mi è mai piaciuta la politica di decidere per gli altri cos'è il bene e cosa è il male: ognuno di noi ha una testa per capirlo! Am proposito di ciò vorrei citare l'opera di un uomo che secondo me fu uno dei più grandi pensatori dell'Italia: Niccolò Macchiavelli. Nella madragola egli fa chiaramente notare la differenza tra chi crede nel bene e chi invece è abituato a farlo perchè non ha mai avuto la possibilità di scegliere diversamente. Il discorso del Machiavelli è chiaro: il "bene" è frutto di una riflessione e di un percorso individuale, diventa parte integrante dell'individuo che mai potra abbandonarlo senza tradire se stesso. Chi invece segue il "indottrinamento" sociale finisce per scegliere il "male" non appena può e questo succede perchè il bene non è parte della coscienza della persona ma una arbitraria imposizione sociale che viene concepita non come un qualcosa di realmente buono ma come una sorta di "forma di controllo" ed annientamente della volontà individuale.
Io riprendo il pensiero del machiavelli e lo riporto alla realtà odierna: il "bene" ed il "male" non devono essere inculcati in testa alle persone in maniera, questa volta sì, ideologica ma bisogna stimolare le persone ad usare il cervello ed ad inviarle verso un percorso individuale che sfoci nella "conquista" della reale coscienza di cosa sia il bene. Oggi, invece, si insegna fin dalle elementari che cos'è il bene e che cosa è il male in maniera molto goffa e facendo ampio utilizzo di etichette e categorie vale ed i risultati negativi si vedono. L'uomo medio è disinteressato a qualsiasi ricerca di bene o di male vuole solo essere il più forte, quello con più soldi e quello che, mi venga scusata la volgarità, "lo mette in **** a tutti per farsi i ***** suoi".
Tutto questo discorso può essere riportato in campo politico: basta con le ricerche faziose in cui si presenta la liberaldemocrazia come il migliore dei sistemi possibili escludendo a priori che mai ce ne saranno di migliori e che tutti i sistemi passati erano inferiori. guardiamo le cosa da un punto di vista di parità: ogni idea politica produce degli effetti che si vedono chiaramente nella realtà attraverso le istituzioni. Il giudizio di tali concetti deve essere fatto dalle singole persone in maniera costruttiva non indicando prima quale sistema sia giusto e quale invece è sbagliato.
Mi rendo conto che tale ragionamento è inusuale ma penso che la realtà dei fatti mi dia ragione: l'atuale crisi degli "stati sociali di diritto" ne è la prova. I moderni politici cercano rifermimenti soltanto nella storia recente sacralizzando determinati periodi (il'68 per esempio) considerando "barbaro" tutto ciò che viene prima. Tutti questi uomini non hanno ancora risolto il propblema attuale e mai lo risolveranno perchè l'impostazione mentale è sbagliata: ci vuole una notevole faccia tosta a pensare che l'uomo abbia vissuto il 90% della sua storia nelle tenebre e nella oscurità. Più realistico, invece, è pensare che ogni età ha avuto un proprio sistema, funzionale a delle eisgenze pratiche: tali sistema avevano punti di forza e punti deboli.
Non mi si accusi di relativismo perchè non ho affatto negato l'esistenza del "bene" e del "male" ma ho negato che il bene bene imposto salla società coincida con il bene vero e viceversa con il male. Questo non perchè non esiste il bene o il male ma perchè l'uomo è fallibile, può sbagliare, può travisare...
Concludo con la questione del fascismo: non è corretto usare l'antifascismo come premessa di ogni discorso, considerando il fascismo come un "male" a priori. Ci si comporta così solo con il fascismo perchè con altri regimi non si fa così: il comunismo, nonostante i 100 milioni di morti, viene sempre salvato con la sostanziale scusa che il progetto iniziale è "positivo". A parte il fatto che ciò è discutibile ma mi sembra improponibile perchè ciò che contano sono i fatti. I regimi comunisti sono stati i più oppressivi di tutta la storia dell'umanità superando di gran lunga il fascismo e le monarchie assolute. Mai questi ultimi fecero coincidere il bene con le loro istituzioni e mai questi ultimi fecero coincidere la sanità mentale con l'adesione ai principi del sistema cosa che invece i comunisti fecero sia in teoria che in pratica: pajetta disse che tra la verità e la rivoluzione, si sceglie la rivoluzione perchè quest' ultima è la verità!!! ci sono docenti universitari che inneggiano al comunismo ed alla democrazia (ma come!?!?) e condannano duramente il fascismo ancor più del nazismo (!!!): questo si che è ideologico: se si uccide si è criminali ma se si uccide per una parte precisa non lo si è!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Francamente non capisco e rimango sconcertato nel sentire certi discorsi che sono veramente ideologici e fuori da ogni razionalità.
Francamente questo ragionamento che nella sostana si riassume nel "quello che contano sono le belle idee" mi sembra alquanto dannoso e buono per coprire le nefandezze di qualcuno infatti, guarda caso, è molto usato tra i mafiosi.
Ciò che contano sono i fatti e la loro realizzazione: se la democrazia vuole esaltare la libertà ma di fatto crea solo una società di massa non è giustificata, se il comunsmo voleva creare l'uglualianza ed invece ha creato una tirannide non può essere giustificato e stessa regola vale anche per il fascismo. Gli autori del libro vogliono solo dimostrare che esiste un "pensiero fascista" e che vi è stato un tentativo serio di applicarlo ma, per questioni di tempo, tale progetto non fu mai ultimato. Il corporativismo economico cominciò ufficialmente nel 1938, durò tre anni perchè poi si passo all'economia di guerra! Sono della personale opinione che nessuno ha mai visto uno stato fascista integralmente realizzato perchè il fascismo durò venti anni mentre il comunismo ottanta e la liberal-democrazia cento anni!!!
In sostanza quello che io chiedo è la parità di trattamento per tutte le dottrine politiche perchè facendo discriminazioni ci si dimostra uguali a chi si vuole discriminare!
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MessaggioInviato: Ven Lug 20, 2007 11:00 am    Oggetto:  
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Carissimo Daniele.
Ti ringraziamo per la lettura e il tuo giudizio che hai così bene argomentato.

Il nostro libro raggiunge il suo scopo proprio quando un lettore come te fa questi ragionamenti.

Riguardo il "bene" ed il "male" è giusto quello che dici. Compito dello stato è preservare e difendere il bene oggettivo (non relativo e strumentale come oggi) e stimolare il popolo a condividerlo consapevolmente ed in modo partecipativo. Stimolando la volontà individuale, perchè non sia inerte!

E' il famoso equilibrio della "terza" via, che anche qui è palese!
Lo Stato non è un "guardiano" ma non è nemmeno un soffocatore!
E' un punto di riferimento di Giustizia, che è sentito dal Popolo come un fattore unificante.
L'esatto opposto di oggi, che è veramente dittatore e tiranno.

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