Indice del forum

Associazione Culturale Apartitica-"IlCovo"
Studio Del Fascismo Mussoliniano
Menu
Indice del forumHome
FAQFAQ
Lista degli utentiLista degli utenti
Gruppi utentiGruppi utenti
CalendarioCalendario
RegistratiRegistrati
Pannello UtentePannello Utente
LoginLogin

Quick Search

Advanced Search

Links
Biblioteca Fascista del Covo
Canale YouTube del Covo
IlCovo su Twitter

Who's Online
[ Amministratore ]
[ Moderatore ]

Utenti registrati: Nessuno

Google Search
Google

http://www.phpbb.com http://www.phpbb.com
Come il Governo Fascista ricostruì Messina

 
Questo forum è chiuso. Non puoi inserire, rispondere o modificare i Topics   Topic chiuso    Indice del forum -> Storia del Ventennio e...
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
AquilaLatina




Registrato: 07/05/07 21:34
Messaggi: 1482
Località: Stato Nazionale Fascista

MessaggioInviato: Mar Mar 23, 2010 1:07 pm    Oggetto:  Come il Governo Fascista ricostruì Messina
Descrizione:
Rispondi citando

Ecco un tipico esempio della differenza abissale tra il governo fascista e il governo liberale. Ho trovato questo video su youtube, guardate:



E segnalo anche questo discorso di Mussolini al popolo di Messina:

Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Foxa93



Età: 25
Registrato: 14/03/10 16:28
Messaggi: 93
Località: Imperia

MessaggioInviato: Sab Mar 27, 2010 8:47 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

mica come adesso,a l'aquila la gente è ancora in "vacanza".
_________________
"A tavola noi ragazzi sedevamo in tre reparti. Io dovevo sempre sedere in fondo e mangiare coi più poveri. Potrei forse dimenticare le formiche nel pane della terza classe. Ma che noi bambini fossimo divisi in classi, mi brucia ancora nell'anima"B.M.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato MSN Messenger
Il Littore



Età: 28
Registrato: 05/09/08 21:34
Messaggi: 452
Località: Italia del Littorio

MessaggioInviato: Sab Mar 27, 2010 10:20 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Per fortuna che oggi c'è di Pietro, che ricostruirà l'Aquila insieme a Bersani.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato MSN Messenger
tribvnvs
Cittadino Fascista-Gruppo ADMIN
Cittadino Fascista-Gruppo ADMIN



Registrato: 04/04/06 23:22
Messaggi: 2097

MessaggioInviato: Lun Apr 12, 2010 4:16 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Ci avete fatto caso?
QUEL TERREMOTO “POLITICAMENTE NON CORRETTO”
Strane dimenticanze
di Filippo Giannini

<Deve esserci un esame di coscienza senza discriminanti né colorite politiche riguardo a chi ha avuto responsabilità. Bisogna vedere come sia potuto accadere che non siano state attivate indispensabili norme, che erano state tradotte in legge e chiedersi come non siano scattati necessari controlli>.
Sono parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parole apparentemente condivisibili. Ma sono parole e i fatti dimostreranno, una volta ancora che, individuati i colpevoli di un così grave danno, cioè coloro che non hanno attivato quelle norme che erano state tradotte in legge, costoro, con marchingegni e raggiri riusciranno a farla franca. Come ultima eventualità potranno godere di un più che certo nuovo indulto o amnistia. L’uno e l’altra tanto comuni in questo Paese dei diritti e della libertà.
Credo di essere una persona equilibrata, pertanto voglio riconoscere che nel caso del funesto terremoto che ha sconquassato l’Abruzzo, gli interventi sono stati tempestivi ed efficaci.
Ripeto, sono una persona equilibrata, ma molto scettico sulle capacità ed onestà della classe dirigente scaturita dalla liberazione, di conseguenza ritengo che gli interventi sopra indicati non siano altro che la ripetizione (e questo sarebbe già cosa apprezzabile) di quanto si verificò a seguito di quel terremoto avvenuto alcuni decenni fa, terremoto non politicamente corretto.
Ci avete fatto caso che i mezzi di informazione hanno ricordato i principali sismi che si sono verificati nel secolo scorso, partendo proprio da quello che interessò Messina e Reggio Calabria nel 1908, la Sicilia 1967, l’Irpinia 1980, l’Umbria 1997, ma hanno dimenticato quello del 1930. Perché?
Provo a rispondere. Prima di affrontare il tema debbo parlare di me, ma brevemente, non vi preoccupate, e poi siano i lettori a giudicare sul “perché?”.
Ho lavorato diversi anni all’estero, ma nel mio pendolare mi trovai in Italia nel 1980, proprio nell’anno del terremoto che devastò l’Irpinia. Nelle ore immediatamente successive al tragico evento, ascoltavo le ultime notizie alla radio e fui colpito da una stranezza: un contadino del luogo che stava rispondendo alle domande di un intervistatore, raccontava di aver avuto la casa completamente distrutta e, cosa ancor più grave, di aver perso una figlia. Alle insistenti domande del giornalista, il pover’uomo rispondeva che tutto il paese era stato raso al suolo, ma le uniche case che avevano resistito al sisma erano quelle costruite a seguito del terremoto del 1930. A questo punto il contatto si interruppe, ma in modo così maldestro da convincermi che era cosa voluta.
1930? Un terremoto? Non ne sapevo niente. Incuriosito volli indagare e scoprii cose turche, turchissime.
Prima di addentrarmi ancora nel discorso, chiedo venia perché questo argomento fu da me trattato in altra occasione e per alcuni lettori potrei sembrare ripetitivo.
Ecco dunque i fatti, ricordando che stiamo trattando di un avvenimento accaduto quasi ottanta anni fa, quando le attrezzature tecniche non erano così sofisticate come quelle di oggi.
La notte del 23 luglio 1930 uno dei terremoti più devastanti (6,5° Scala Richter) che la nostra storia ricordi (1.500/2.000 morti) colpì vaste aree della Campania, della Lucania e del Subappennino pugliese: all’incirca, cioè, quelle stesse regioni colpite dal sisma del novembre 1980 (6° Scala Richter).
Mussolini, appena conosciuta la notizia, convocò il Ministro dei Lavori Pubblici Araldo Di Crollalanza, certamente uno dei più prestigiosi componenti del Governo di allora e gli affidò l’opera di soccorso e di ricostruzione.
Araldo Di Crollalanza, in base alle disposizioni ricevute e giovandosi del RDL del 9 dicembre 1926 e alle successive norme tecniche del 13 marzo 1927 (ecco come è nata la Protezione Civile), norme che prevedevano la concentrazione di tutte le competenze operative, nei casi di catastrofe, nel Ministero dei Lavori Pubblici, il Ministro fece effettuare, nel giro di pochissime ore, il trasferimento di tutti gli uffici del Genio Civile, del personale tecnico, nella zona sinistrata, così come era previsto dal piano di intervento e dalle tabelle di mobilitazione che venivano periodicamente aggiornate.
Secondo le disposizioni di legge, sopra ricordate, nella stazione di Roma, su un binario morto, era sempre in sosta un treno speciale, completo di materiale di pronto intervento, munito di apparecchiature per demolizioni e quant’altro necessario per provvedere alle prime esigenze di soccorso e di assistenza alle popolazioni sinistrate. Sul treno presero posto il Ministro, i tecnici e tutto il personale necessario. Destinazione: l’epicentro della catastrofe.
Naturalmente, come era uso in quei tempi, per tutto il periodo della ricostruzione, Araldo Di Crollalanza non si allontanò mai dalla zona sinistrata, adattandosi a dormire in una vettura del treno speciale che si spostava, con il relativo ufficio tecnico da una stazione all’altra per seguire direttamente le opere di ricostruzione.
C’è la testimonianza di un giovane di allora, il signor Liberato Iannantuoni di Meda (Mi) che ricorda: <Nella notte del 23 luglio 1930, il terremoto distrusse alcuni centri della zona ai limiti della Puglia con la Lucania e l’avellinese, in particolare Melfi, Anzano di Puglia, Macedonia. Proprio tra le macerie di questo borgo, all’indomani del terribile sisma, molte personalità del tempo accorsero turbate da tanta straziante rovina, fra le quali il Ministro dei Lavori Pubblici Araldo Di Crollalanza. Avevo allora 22 anni, unitamente ad altri giovani fummo comandati allo sgombero delle macerie. Ecco perché conobbi da vicino Crollalanza; si trattenne un po’ con noi con la serena e ferma parola di incitamento al dovere; restò per me l’uomo indimenticabile per i fatti che seguirono. Tutto quello che il sisma distrusse nell’estate 1930, l’anno nuovo vide non più macerie, ma ridenti case coloniche ed altre magnifiche costruzioni con servizi adeguati alle esigenze della gente del luogo. Moderne strade fiancheggiate da filari di piante ornamentali; si seppe anche che costi occorrenti furono decisamente inferiori al previsto (…)>.
Ecco, caro lettore, perché quel terremoto non è politicamente corretto. Ma oltre a quello cui ho appena accennato: c’è ben altro.
I lavori iniziarono immediatamente. Dopo aver assicurato gli attendamenti e la prima opera di assistenza, si provvide al tempestivo arrivo sul posto, con treni che avevano la precedenza assoluta di laterizi e di quant’altro necessario per la ricostruzioni. Furono incaricate numerose imprese edili che prontamente conversero sul posto, con tutta l’attrezzatura. Lavorando su schemi di progetti standard si poté dare inizio alla costruzione di casette a pian terreno di due o tre stanze (1) anti-sismiche, particolarmente idonee a rischio. Contemporaneamente fu disposta anche la riparazione di migliaia di abitazioni ristrutturabili, in modo da riconsegnarle ai sinistrati prima dell’arrivo dell’inverno. Si evitava in questo modo che si verificasse quanto accaduto nel periodo pre-fascista e quanto accadrà, scandalosamente, nell’Italia post-fascista: la costruzione di baracche, così dette provvisorie, ma che sono, invece, di una provvisorietà illimitata.
Sembra impossibile (data l’Italia di oggi): a soli tre mesi dal catastrofico sisma, e precisamente il 28 ottobre 1930 – come a simboleggiare che con determinati uomini i miracoli sono possibili – le prime case vennero consegnate alle popolazioni della Campania, della Lucania e delle Puglie. Furono costruite 3.746 case e riparate 5.190 abitazioni.
Ma, caro lettore, che vivi in questa Italia di piena libertà, ascolta come Mussolini salutò il suo Ministro dei Lavori Pubblici al termine della sua opera: <Eccellenza Di Crollalanza, lo Stato italiano La ringrazia non per aver ricostruito in pochi mesi perché era Suo preciso dovere, ma la ringrazia per aver fatto risparmiare all’erario 500 mila lire>.
Sì, avete capito bene: fate un raffronto con quanto accadde a seguito del terremoto del 1980.
Ricordo che nel corso di una trasmissione televisiva, ad un certo momento un pover’uomo telefonò alla RAI e disse che dal 1980 viveva in Irpinia dentro un container e ancora aspettava la casetta.
Avete ora capito perché i quaquaraqua considerano il terremoto del 1930 politicamente non corretto?
Dato l’interesse dell’argomento e per rinnovare la memoria di quel che fu, riporto quanto il signor Adolfo Saccà di Roma scrisse al direttore de “Il Giornale d’Italia” il 28 novembre 1988: <Il terremoto del 1908 ridusse in fumanti macerie Reggio Calabria, Messina e le cittadine di quelle due province. Con l’aiuto di mezzo mondo ben presto furono costruiti interi baraccamenti per il ricovero dei superstiti. Ed in quelle baracche vivemmo per ben venti lunghissimi anni! Dal 1908 al 1928. Finché nel 1928 Mussolini lasciò la capitale per recarsi in Sicilia. Il Capo del Governo poté vedere dai finestrini della sua carrozza, riportandone vivissima impressione, il succedersi ininterrotto di baracche già vecchie e stravecchie. L’anno dopo al loro posto c’erano già in tutti i paesi terremotati altrettante belle, decorose palazzine che ancora oggi testimoniano il sollecito, deciso intervento di Mussolini che ci tolse, finalmente! Dalla miserrima condizione di baraccati>.
Non so se per questa lettera il signor Saccà sia incorso nelle sanzioni previste dalle leggi Scelba, Reale o Mancino.
Nella situazione dell’attuale cataclisma abruzzese, sapete amici lettori cosa mi preoccupa di più? Quel che ha detto Berlusconi: egli avrebbe giurato sulle bare delle povere vittime che tutto sarebbe stato ricostruito bene e subito. Questo giuramento mi ricorda quello pronunciato dal suo lacché Gianfranco Fini che giurò sulle bare di Romualdi e di Almirante che sarebbe stato <l’artefice del Fascismo del XXI Secolo>.
Se tanto mi dà tanto…


1) Qualcuno sostiene che le prime strutture anti-sismiche furono messe in opera negli anni ’60. Menzogna. Le casette anti-sismiche costruite nel 1930 furono progettate ingabbiandole in strutture portanti in cemento armato e furono quelle che resistettero al sisma del novembre 1980.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Il Littore



Età: 28
Registrato: 05/09/08 21:34
Messaggi: 452
Località: Italia del Littorio

MessaggioInviato: Lun Apr 12, 2010 7:40 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

A parte l'ultimo periodo, dove Giannini evidentemente elogia Romualdi e Almirante, mi pare un bellissimo e sensatissimo discorso. L'Italia Fascista fu anche questo.
Ovviamente alle sanguisughe massmediatiche piace dimenticare. Luridi lardosi servi dei padroni.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato MSN Messenger
tribvnvs
Cittadino Fascista-Gruppo ADMIN
Cittadino Fascista-Gruppo ADMIN



Registrato: 04/04/06 23:22
Messaggi: 2097

MessaggioInviato: Lun Apr 12, 2010 7:45 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Più che elogiare Romualdi e Almirante mi pare che denigri Fini Laughing .
Il problema è che Fini e e AN sono i degni figli dell'antifascismo del MSI, e su questo credo che Giannini abbia poco da dire, e tempo fa gliel'ho anche fatto notare...
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Il Littore



Età: 28
Registrato: 05/09/08 21:34
Messaggi: 452
Località: Italia del Littorio

MessaggioInviato: Lun Apr 12, 2010 8:00 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Con il richiamo ad Almirante, comunque, ribadisce la sua non chiarezza politica. Che però gli giustifichiamo appieno. Ribadisco: sarebbe bello contattarlo, come Associazione.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato MSN Messenger
tribvnvs
Cittadino Fascista-Gruppo ADMIN
Cittadino Fascista-Gruppo ADMIN



Registrato: 04/04/06 23:22
Messaggi: 2097

MessaggioInviato: Lun Apr 12, 2010 8:06 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Se volete lo invito sul forum. Chiedo però l'opinione di Marco e Stefano, credo che Marco gli abbia mandato una mail... su quanto si diceva qui:
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


non so poi che si siano detti Very Happy
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Il Littore



Età: 28
Registrato: 05/09/08 21:34
Messaggi: 452
Località: Italia del Littorio

MessaggioInviato: Lun Apr 12, 2010 8:14 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Sentiamo cosa dicono gli altri Cittadini. Sarebbe una bellissima azione.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato MSN Messenger
RomaInvictaAeterna
Site Admin
Site Admin


Età: 39
Registrato: 30/11/04 13:52
Messaggi: 3235
Località: Roma

MessaggioInviato: Lun Apr 12, 2010 9:55 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

tribvnvs ha scritto:
Se volete lo invito sul forum. Chiedo però l'opinione di Marco e Stefano, credo che Marco gli abbia mandato una mail... su quanto si diceva qui:
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


non so poi che si siano detti Very Happy


Per me non c'è problema, lo sai. Tenendo presenti le nostre posizioni e rispettandole...

_________________
Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

"La mistica appunto precisa questi valori...nella loro attualità politica...e dimostra l'universalità di luogo e di tempo del Fascismo"(Giani)
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email MSN Messenger
tribvnvs
Cittadino Fascista-Gruppo ADMIN
Cittadino Fascista-Gruppo ADMIN



Registrato: 04/04/06 23:22
Messaggi: 2097

MessaggioInviato: Mar Apr 13, 2010 1:36 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

RomaInvicta ha scritto:


Per me non c'è problema, lo sai. Tenendo presenti le nostre posizioni e rispettandole...


Ma certo, peraltro credo che Giannini sia uno spirito abbastanza libero e non troppo legato a partitucoli d'area... (almeno spero), per quanto scriva su giornali e periodici d'area. Sentiamo Marco, che credo gli abbia scritto in merito al suo ultimo articolo... sentiamo che gli ha risposto e poi casomai lo invitiamo.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
tribvnvs
Cittadino Fascista-Gruppo ADMIN
Cittadino Fascista-Gruppo ADMIN



Registrato: 04/04/06 23:22
Messaggi: 2097

MessaggioInviato: Gio Giu 03, 2010 11:25 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

QUANTI FATTI ABBIAMO TRALASCIATO, EPPURE FURONO VERE TRAGEDIE E COMPIUTI REALI MIRACOLI
Diffidiamo dei bla-bla-bla di parte e interessiamoci solo dei fatti e dei documenti
di Filippo Giannini

Tutti sono a conoscenza che il lunedì 28 dicembre 1908 lo Stretto di Messina (Messina e Reggio Calabria) fu colpito da un terremoto. Erano le 5,21 del mattino, gli abitanti erano nel pieno del sonno, un terremoto che raggiunse il 10° grado della Scala Mercalli devastò la città radendo al suolo il 90% degli edifici; Messina che all’epoca contava circa 140.000 abitanti ne perse circa 80.000. Le onde sismiche investirono il circondario: ad esempio Reggio Calabria, anche se non subì la violenza tellurica di Messina, tuttavia dovette accusare 15.000 morti su una popolazione di 45.000 abitanti. Si pensi, ad esempio, che all’Ospedale civile, su 230 ricoverati se ne salvarono solo 29. Ai danni provocati dalle onde sismiche si aggiunsero quelli cagionati dal maremoto di impressionante violenza che investì le zone costiere con onde d’altezza da 6 a 12 metri ( 23 metri a Pellaro, frazione di Reggio Calabria). Ovviamente quest’ultimo fenomeno causò moltissime vittime fra quegli sventurati che, dopo le prime scosse, si erano ammassati sulle coste. Gli incendi che si verificarono poco dopo completarono l’opera di distruzione.
I primi soccorsi i siciliani e i calabresi li ottennero dai marinai russi ed inglesi, scesi dalle loro navi che incrociavano nei pressi delle coste investite; mentre quelli italiani arrivarono, per incapacità criminale del governo del tempo, solo dopo una settimana.
A testimonianza, ecco quanto riporta la relazione, datata 1909 presentata al Senato: <In un attimo la potenza degli elementi ha flagellato due nobilissime province abbattendo molti secoli di opere e di civiltà (…). Forse non è ancora completo, nei nostri intelletti, il terribile quadro, né preciso il concetto della grande sventura (…). Sappiamo che il danno è immenso, e che grandi e immediate provvidenze sono necessarie>.
Si dovranno attendere diversi lustri affinché le “immediate provvidenze” si realizzino; e indovinate chi provvide?
Il 22 giugno 1923 il nuovo Presidente del Consiglio, Benito Mussolini, visita la città di Messina e rimane fortemente rammaricato dallo spettacolo: a 15 anni dallo sventurato terremoto, le baraccopoli attorniavano ancora la città dello Stretto. <È doloroso> ha detto fra l’altro <per la civiltà italiana che degli italiani vivano ancora in uno stato così miserabile!>. Annullati alcuni incontri, Mussolini riceve una commissione nominata per risolvere i problemi della città. <Orrore, orrore …> ripete il Presidente del Consiglio <Io sono qua per ascoltare i cittadini di Messina e per concordare i provvedimenti urgenti da prendere>. Ad un componente della commissione che lo ringraziava per l’impegno preso, Mussolini rispose: <No, non ringraziate ora, ma quando avrò realmente fatto qualche cosa: il mio Governo è un Governo d’azione>.
Dopo aver ascoltato una relazione sui problemi più urgenti della città, Mussolini conclude: <Solleciteremo le opere, faremo presto; ma, o signori, non dimenticate che il denaro pubblico è sacro. Esso proviene dal sudore e sovente dal sangue del popolo e non abbiamo diritto di spenderlo alla leggera. Bisogna andare cauti ed usare tutti i controlli (evidentemente Mussolini risentiva del sistema di governo che lo aveva preceduto, nda). Ricordatevi che abbiamo appena sette mesi di vita (Mussolini era stato nominato Capo del Governo a novembre del 1922, nda) e che i primi mesi dovemmo dedicarli a sbaraccare il terreno dai progetti inutili. Messina può attendere all’opera con fede>.
Quanto sopra scritto è stato ripreso da un lavoro di Don Franco Giuliani.
Passarono pochi anni e il Governo costruì case. Ogni famiglia ebbe la sua bella casa e ancora oggi si possono vedere a Messina e a Reggio Calabria. Messina è definita la città più moderna dopo Littoria (oggi Latina).
A testimonianza proponiamo una lettera inviata al direttore de Il Giornale d’Italia del 28 novembre 1988 dal signor Adolfo Saccà di Roma. <Il terremoto del 1908 ridusse in fumanti macerie Reggio Calabria, Messina e le cittadine di quelle due province. Con l’aiuto di mezzo mondo ben presto furono costruiti interi baraccamenti per il ricovero dei sopravvissuti. Ed in quelle baracche vivemmo per ben venti lunghissimi anni! Dal 1908 al 1928. Finché nel 1928 Mussolini lasciò la capitale per recarsi in Sicilia. Il capo del Governo poté vedere dai finestrini della sua carrozza, riportandone vivissima impressione, il succedersi ininterrotto di baracche già vecchie e stravecchie. L’anno dopo al loro posto c’erano già in tutti i paesi terremotati altrettante belle, decorose palazzine che ancora oggi testimoniano il sollecito, deciso intervento di Mussolini che ci tolse, finalmente!, dalla miserissima condizione di baraccati>.
Dal Ministero dei Lavori Pubblici si può conoscere che nella sola Messina sono stati costruiti 4.574 appartamenti; nella provincia di Reggio Calabria 5.115; nella sola città di Reggio Calabria 2.106. Palazzi con giardini, secondo l’urbanistica del tempo, case che l’assegnatario poteva pagare a riscatto e ad un prezzo conveniente.
Osserva, non senza giustificato motivo Don Franco Giuliani: <L’organizzazione, l’amministrazione e l’assegnazione delle case, avveniva serenamente, senza bustarelle, senza tangenti come invece avviene oggi in ogni amministrazione dello Stato. Gli esempi di tutti i giorni lo dimostrano e confermano>.
Perché abbiamo titolato questo pezzo: “Quanti fatti abbiamo tralasciato, eppure furono vere tragedie e compiuti veri miracoli”? Dobbiamo riconoscere i nostri limiti e la nostra ignoranza. O forse perché quei vent’anni (poco più di tremila giorni) sono così densi di avvenimenti e realizzazioni che ogni giorno di studio offre nuove acquisizioni. Conoscevamo solo in parte questi fatti e quelli che più avanti citeremo. Ripetutamente, anche nei nostri libri, abbiamo rammentato il miracolo compiuto da Araldo Di Crollalanza incaricato da Mussolini per la ricostruzione di ampie zone della Campania, del Sannio e della Lucania, colpite dal sisma (6° grado della scala Richter) del 23 luglio 1930. In soli quattro mesi furono ricostruite o restaurate quasi novemila case dalle solide strutture. A questo proposito non possiamo omettere una parentesi. Nel terremoto de l’Aquila dell’aprile 2009 gli unici edifici che resistettero al sisma furono quelli costruiti nel Ventennio, ma una nuova osservazione è indispensabile: il pur bravo Guido Bertolaso, si è trovato ad operare in una area molto più limitata da quella affidata per la ricostruzione ad Araldo Di Crollalanza ed i mezzi a disposizione di questi erano ben più modesti di quelli a disposizione di Bertolaso. Eppure il terremoto del 1930 è volutamente obliato, certamente per non proporre difficili comparazioni.
Come scritto poco sopra, abbiamo tralasciato di ricordare altri interventi del Governo Mussolini, ma il volume di Don Franco Giuliani ce li rammenta. Anche nelle province di Forlì e di Pesaro, colpite da un sisma nel 1916, le opere di ricostruzione furono compiute negli anni ’20. <Il Duce> ha scritto Don Giuliani <mobilitò l’intero Genio Civile ripescando la legge n. 2309 del 1916 e trovò che era stata stanziata una bella somma per le riparazioni urgenti, ma nessuna opera era stata eseguita e la povera gente era ancora in attesa. Come per il terremoto della Marsica, anche qui sistemò ogni cosa trovando alloggi per le famiglie sinistrate (vedi Archivio dei Lavori Pubblici)>. Circa il citato terremoto della Marsica, l’Autore si riferisce al sisma <catastrofico del 13 gennaio 1915 che devastò otto province: Aquila, Avezzano, Ascoli Piceno. Campobasso, Caserta, Chieri, Teramo; 30.000 vittime, 350 comuni devastati (…). I vari governi indaffarati per la crisi e le elezioni, per i comizi, non fecero nulla di nulla>. Il Duce salito al potere nel 1922 <iniziò subito il mastodontico lavoro di riparazione>. All’uopo fu varato un Regio Decreto Legge del 27 settembre 1923: Provvedimenti per le località danneggiate da terremoti successivi a quello del 13 gennaio 1915; Decreto che riguardava, appunto le Norme Antisismiche. E Don Giuliani elenca la lunga serie di interventi per le ricostruzioni. <Costruzione di case antisismiche (…). Sussidi del 50% per coloro che volessero ricostruire per proprio conto la casa distrutta. 140 palazzine asismiche con 500 alloggi in vari Comuni (…). Togliere la gente ancora nelle capanne, nelle tendopoli, nelle case pericolanti, dove l’avevano lasciati gli altri Governi, comandati dai partiti. Nella sola Marsica furono costruite 774 palazzine antisismiche>. E così ad Avezzano scuole, Palazzo di Giustizia, asili, case popolari, acquedotti, fognature; l’ospedale e l’Università a l’Aquila.
Don Franco Giuliani continua: i terremoti del 1927-1930 che investirono i Castelli Romani, l’intervento del Genio Civile fu pronto. <Nemi fu il paese più danneggiato. Furono riparate 181 case e concessi sussidi ai sinistrati. Lo Stato per volere del Duce, distribuì ai danneggiati L. 200.000, cifra ragguardevole per quel tempo>. E così di seguito per i terremoti in provincia di Bologna (10 aprile 1929); terremoto di Avellino, Bari, Benevento, Foggia, Napoli, Potenza, Salerno, l’opera del Genio Civile in quel tempo rispose alle esigenze del caso. <Le persone rimaste senza tetto le fece sistemare in alberghi in attesa della riparazione delle case. Non si parlava mai di tendopoli, di baraccopoli>.
Né queste opere di ricostruzioni bloccarono altri provvedimenti. Anche se quanto andremo a scrivere può apparire fuori tema, non per altro per fare Storia, ricordiamo che proprio in quegli anni (legge 9 ottobre 1926 n° 2389) il Governo Mussolini rese obbligatorio che ogni Provincia o Comune fosse fornito di un Pronto Soccorso. Passò appena un anno e la legge venne applicata scrupolosamente.
Né può essere tralasciato il ricordo della costituzione della IPAB – Pubblica Assistenza Volontaria Croce Verde (R.D. 21 febbraio 1926) che affiancava la Croce Rossa. Per meglio comprendere le finalità, riportiamo l’art. 3 dello Statuto:
<a) soccorrere, trasportandoli nelle loro abitazioni, agli ospedali, o ad altri Istituti di cura i colpiti da malore, i feriti e gli ammalati;
b) diffondere o rendere popolari le norme igieniche o profilattiche atte a preservare la salute pubblica;
c) compiere in genere qualsiasi opera di assistenza infermieristica o di pronto soccorso sanitario;
d) promuovere corsi di infermierato e di assistenza al malato, denominati Scuola Sanitaria con l’osservanza delle disposizioni legislative in materia>.
Altre mille e mille provvedimenti arricchiranno quel periodo oscuro, provvedimenti che, è ovvio, in questo contesto non possiamo presentare.
Ma tutto ha un fine e conosciamo quale. Abbiamo ottenuto la democrazia e ne conosciamo le conseguenze e la necessità, per mantenerla in vita, di demonizzare il male assoluto.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Mostra prima i messaggi di:   
Questo forum è chiuso. Non puoi inserire, rispondere o modificare i Topics   Topic chiuso    Indice del forum -> Storia del Ventennio e... Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ore
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Puoi scaricare files da questo forum





Associazione Culturale Apartitica- 
Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2006